ma sti omosessuali...

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  • Mr. D.
    الإمام محمد بن الحسن المهدى
    • 06/08/06
    • 4221

    #151
    Ecco, appunto. Si parlava degli stereotipi a cui va incontro la figura dell'omosessuale.
    بناهاى آباد گردد خراب
    ز باران و از تابش آفتاب

    پى افكندم از نظم كاخي بلند
    كه از باد و باران نيابد گزند

    از آن پس نميرم كه من زنده*ام
    كه تخم سخن را پراكنده*ام

    هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
    پس از مرگ بر من كند آفرين

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    • Microemozioni
      Aldo
      • 26/04/06
      • 1928

      #152
      Mi sembra mal formulata come discussione.

      perchè iniziare una disucssione dicendo:
      '' ma sti omosessuali......secondo voi cosa vogliono? Cosa pensano, come vivono? Qual è la loro giornata tipo? Cosa desiderano nella loro vita?''

      Sembra lasciar intendere che gli omosessuali debbano differire,perchè se uno pensasse che non differiscono nemmeno farebbe la domanda.
      Anche l'espressione ''STI omosessuali'' sembra quasi lasciare intendere un'ostilità verso un qualcosa considerato diverso.

      La discussione poteva benissimo iniziare chiedendo cosa uno pensa dell'omosessualità in generale.

      Con quell'incipit invece sembra quasi che gli omosessuali debbano essere degli alieni che pensano diversamente e vivono diversamente.

      Il fatto che molti abbiano risposto che siano persone assolutamente normali e che vivono allo stesso modo di un eterosessuale non vuol dire che non abbiano opinione ma anzi che la loro considerazione è identica a quella che hanno sull'eterosessualità.
      Si risponde in sostanza allo stesso modo in cui avrebbero risposto a una domada che avesse chiesto :

      '' ma sti eterosessuali......secondo voi cosa vogliono? Cosa pensano, come vivono? Qual è la loro giornata tipo? Cosa desiderano nella loro vita?''

      In sostanza ti rispondo allo stesso tuo modo quando hai detto:

      Originariamente Scritto da karin Visualizza Messaggio
      Mi sento una persona, normale. La prima volta che ho fatto sesso con una donna, o che ho baciato una donna, ho provato stupore nel fatto di non sentirmi assolutamente diversa da prima. E lo dico da ex etero convinta. Mi aspettavo chissà che cambiamento, che trauma, invece niente.Non mi sentirei meno etero che in passato se dovessi stare con un uomo, non mi sento meno lesbica di una lesbica (pur non essendolo e non essendo vista come una lesbica) se sto con una donna.
      Sono solo una povera stronza che vive la sua vita mettendosi in gioco e fregandosene beatamente di tante chiacchiere. Il problema è che se parli della tua vita ti ritrovi categorizzata. Dagli altri, ed è normale, perchè il pensiero umano funziona epr categorie.
      Quando mi iscrissi su discutere, ho inizialmente evitato di dichiararmi come bisessuale, proprio perché trovo le definizioni stupide: io sono una persona che si innamora di persone, in modo forse casuale, ma di persone che mi attraggono per i motivi più diversi. Questo concetto però risulta facilmente ostico, per molti etero e per molti gay.
      Se differenze ci sono vengono dalla società esterna verso di loro e dalle difficoltà e lotte in più che hanno quotidianamente,non da loro stessi.

      Sul targhettare è logico che la società lo fa perchè è più semplice catalogare mettere un etichetta soprattutto con quello che non si conosce considerandolo qualcosa di diverso quasi come costruendo una riserva un ghetto o un recinto dove inserirlo.
      Se una persone ci ragionasse un attimo più a fondo capirebbe che non è più differente un omosessuale da un eterosessaule di quanto non lo sia una persona a cui piace il salato piuttosto che una a cui piace il dolce perchè alla fine l'omosessualità è un gusto come tanti altri gusti che fanno parte di una persona.
      Perchè un omosessuale priama di essere tale è una persona con tutti i suoi pregi i suoi difetti i suoi gusti e tra questi c'è il gusto sessuale.
      Si preferisce invece catalogarli come omosessuali come se fosse la loro caratteristica principale o l'unica caratteristica magari prima ancora di essere persone e come se stessero a pensare tutto il giorno al sesso.

      Se era quella la riflessione che volevi fare mi sembra che l'incipit da te usato fosse fuorviante.
      Last edited by Microemozioni; 19-10-2006, 03:01.
      "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

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      • shoku
        Opinionista
        • 28/09/06
        • 228

        #153
        Ho letto diversi interventi di Karin, in altri 3d, e mi ero fatta l'idea di una persona con criterio pertanto il fatto che avesse impostato la discussione in quel modo mi lasciava un po' perplessa e anche se nei giorni scorsi pi
        [COLOR="DarkOrange"][B][SIZE="1"][FONT="Georgia"]".... perch

        Comment

        • karin

          #154
          Originariamente Scritto da Microemozioni Visualizza Messaggio
          Mi sembra mal formulata come discussione.

          perchè iniziare una disucssione dicendo:
          '' ma sti omosessuali......secondo voi cosa vogliono? Cosa pensano, come vivono? Qual è la loro giornata tipo? Cosa desiderano nella loro vita?''

          Sembra lasciar intendere che gli omosessuali debbano differire,perchè se uno pensasse che non differiscono nemmeno farebbe la domanda.
          Anche l'espressione ''STI omosessuali'' sembra quasi lasciare intendere un'ostilità verso un qualcosa considerato diverso.
          Sti è un'abbreviazione di questi, usata da me per introdurre un post in modo colloquiale... Questo è un aggettivo dimostrativo che indica qualcosa che hai sottomano e io volevo appunto parlare di qualcosa di cui si discute spesso (quindi è a portata di mano nei discorsi di Discutere), o che fa parte della vita di tutti i giorni, perché di omosessuali/bisessuali ce ne stanno davvero tanti tanti, ma tanti tanti. Qualsiasi altra implicazione tu ci abbia visto non è mia.


          Inoltre che gli omosessuali debbano differire in qualcosa è una possibilità che avete scartato tutti, a mio avviso in modo erroneo. Non a caso rientrano in una categorizzazione diversa da quella di eterosessuali: dici che la parola omosessuale è stata inventata per niente? Essere diversi non vuol dire essere inferiori, è questa la confusione insita in molte risposte. La diversità può essere un valore in sé, che spezza la monotonia di ciò che ci circonda. Essere diversi come persone non vuol dire essere cittadini diversi, diversi portatori di diritto. Io trovo in molte risposte una notevole semplificazione di piani del discorso. Dici che annullare le differenze è sintomo sempre sempre sempre di rispetto? Può anche voler dire assimilare.

          La discussione poteva benissimo iniziare chiedendo cosa uno pensa dell'omosessualità in generale.

          Con quell'incipit invece sembra quasi che gli omosessuali debbano essere degli alieni che pensano diversamente e vivono diversamente.
          L'ho fatto perché molti ne parlano, parlano, parlano quando si tratta ad esempio di leggi, ma ne conoscono davvero lo stile di vita, la psiche media e così via?
          Ad esempio: secondo te gli omosessuali vogliono sposarsi? Se sì perché? (ovviamente la domanda è generica, visto che sto parlando di un gruppo di persone, quindi puoi inserire -se ti va di rispondere- tante risposte)

          Il fatto che molti abbiano risposto che siano persone assolutamente normali e che vivono allo stesso modo di un eterosessuale non vuol dire che non abbiano opinione ma anzi che la loro considerazione è identica a quella che hanno sull'eterosessualità.
          Mi sembra un po' scarna come risposta, specie se consideri che annulla le differenze, che ci sono. Se poi si afferma che ci siano, e non c'è la minima reazione di curiosità a questa affermazione, beh... è lecito pensare ad un diffuso disinteresse.

          Si risponde in sostanza allo stesso modo in cui avrebbero risposto a una domada che avesse chiesto :

          '' ma sti eterosessuali......secondo voi cosa vogliono? Cosa pensano, come vivono? Qual è la loro giornata tipo? Cosa desiderano nella loro vita?''

          In sostanza ti rispondo allo stesso tuo modo quando hai detto:
          Piccola differenza: io ho risposto, loro no. Tu nemmeno, hai quotato. E se non avessi inserito quel commento, cosa quotavi?

          Se differenze ci sono vengono dalla società esterna verso di loro e dalle difficoltà e lotte in più che hanno quotidianamente,non da loro stessi.
          Mica è sempre vero. Ad esempio la specificità degli equilibri all'interno delle relazioni è spesso dovuta all'uguaglianza di sesso (quindi psiche media) dei due partecipanti alla relazione, o dici che i gay sono in genere più promiscui perché la società li vuole così? Pensi che le lesbiche abbiano relazioni allargate a decine di amiche con cui più o meno flirtano per una questione di psiche femminile o perché la società le mette in difficoltà?

          Sul targhettare è logico che la società lo fa perchè è più semplice catalogare mettere un etichetta soprattutto con quello che non si conosce considerandolo qualcosa di diverso quasi come costruendo una riserva un ghetto o un recinto dove inserirlo.
          Esattamente ciò che ho ritrovato nelle risposte, solo che la categoria usata è stata quella di "normalità".
          Se una persone ci ragionasse un attimo più a fondo capirebbe che non è più differente un omosessuale da un eterosessaule di quanto non lo sia una persona a cui piace il salato piuttosto che una a cui piace il dolce perchè alla fine l'omosessualità è un gusto come tanti altri gusti che fanno parte di una persona.
          Perchè un omosessuale priama di essere tale è una persona con tutti i suoi pregi i suoi difetti i suoi gusti e tra questi c'è il gusto sessuale.

          Io non ho chiesto di giudicare il gusto di un omosessuale ma di esprimere l'idea che vi siete fatti della vita quotidiana di omosex. Non si fa altro che attribuir loro pensieri di comodo quando si parla di adozioni, matrimonio, ostentazione... quindi una qualche idea uno la deve pure avere, o no?


          Si preferisce invece catalogarli come omosessuali come se fosse la loro caratteristica principale o l'unica caratteristica magari prima ancora di essere persone e come se stessero a pensare tutto il giorno al sesso.

          Se era quella la riflessione che volevi fare mi sembra che l'incipit da te usato fosse fuorviante.
          Se voglio parlare di omosessuali come vuoi che li definisca in una discussione? Ragazzi, parliamo di quelli che... capiamoci, non è che pensano tutto il giorno al sesso o è la loro caratteristica principale... però insomma gli piace la patata invece del pisello e viceversa?
          Dici che essere omosessuale si limiti a questo? Preferire un ortaggio piuttosto che un altro? Dici che è sempre così? Non c'è alcuna differenza psicologica alle spalle, o di vissuto? Non ci vedi complessità? Se ce la vedi, non ti interessa sondarla? E' come mangiare un gelato dal gusto diverso?

          Ti dico una cosa: moltissimi omosex si sentono diversi dagli etero. Ora potrai chiosare il tutto tirando in mezzo un'altra categorizzazione di pensiero: l'autoghettizzazione. Fallo pure, però ti perderai le domande fondanti: perché rivendicano la loro diversità? In che cosa si sentono diversi? Hai già la risposta? Ok.
          Last edited by Ospite; 20-10-2006, 15:03.

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          • Matthias

            #155
            Probabilmente l'Istat ha dei numeri a proposito...

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            • karin

              #156
              Originariamente Scritto da shoku Visualizza Messaggio
              Ho letto diversi interventi di Karin, in altri 3d, e mi ero fatta l'idea di una persona con criterio pertanto il fatto che avesse impostato la discussione in quel modo mi lasciava un po' perplessa e anche se nei giorni scorsi più volte avevo pensato di intervenire l'idea di leggere 11 pagine in ufficio mi ha fatto desistere.........

              Oggi è una giornata tranquilla e dopo essermi letta quasi tutto confermo l’idea che mi sono fatta di Karin e colgo l’occasione per dire la mia e porre a mia volta dei quesiti.

              Il mio primo approccio con il sesso è avvenuto in età adolescenziale con una mia cugina parlo di carezze e bacetti.
              Poi crescendo gli impulsi mi hanno portato verso gli uomini.
              Più tardi circa 4/5 anni fa ho passato una serata di forte empatia con una mia amica e dopo cena ci siamo fermate in macchina e ho avuto un altro approccio, non un rapporto completo, più tipo petting.
              Tutto ciò non mi ha sconvolto anzi con lei siamo ancora più complici, quando siamo in compagnia di amici comuni, ma la cosa è finita lì.
              Oggi vivo con un uomo, dopo essermi sposata e divorziata, e qualche mese fa in un momento di crisi “caratteriale” con il mio uomo mi sono trasferita per un mese circa a casa di una mia amica, abbandonata dal compagno e con una bambina di 6 mesi.
              Siamo state benissimo, io sono molto protettiva, e per scherzo spesso se ne uscita con la proposta di vivere con lei e crescere la sua piccola insieme, di diventare lesbiche perché dagli uomini non ti puoi aspettare niente di buono.
              Ovviamente mi rendo perfettamente conto che queste uscite vengono da un momento di difficoltà e che lasciano il tempo che trovano ma vedendo un programma su MTV (di cui non ricordo il nome) che parlava appunto di convivenze lesbo devo dire che l’idea mi ha fatto sorridere teneramente. È il rapporto sessuale che mi lascia dei dubbi…..
              Ho premesso tutto ciò per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco futuro su quello che scrivo qui di seguito.
              Sono molto sensibile a questo argomento perchè alcuni degli amici migliori che ho amano persone dello stesso sesso. sono diversi anni che frequento locali, case, famiglie, coppie insomma che ne vivo la quotidianità.
              Ritengo di base che la scelta sessuale non diversifica gli esseri umani nell'approccio con la vita, con le esigenze, con i desideri, con i problemi con il proprio essere e quant'altro.
              Posso dirti di aver fatto un percorso opposto al tuo. Cresciuta in ambiente esclusivamente etero, ho avuto il primo contatto con l'omosessualità con la classica compagna di liceo che si innamora di te e inizia a perseguitarti. Per me all'inizio è stato un incubo, anche perché la cosa non era nota agli altri, quindi l'imbarazzo era tutto mio. C'erano tutta una serie di modi di fare che io percepivo come distorti, perché ero abituata a pensarli come compiuti dagli ragazzi e ciò mi metteva molto a disagio, per quanto mi fossi dichiarata disinteressata alla cosa. In realtà, a furia di frequentare l'amica lesbica (che non ho allontanato nonostante le mie difficoltà e che per anni l'ha menata con una pseudoamicizia flirtosa), se la smette con il corteggiamento, ti rendi conto che si instaurano rapporti simili ad un'amicizia adolescenziale tra ragazzine, una complicità molto simile a quando avevi 13 anni e camminavi mano nella mano con le amichette, abbracci diffusi, bacini. Il rapporto elitario con l'amica del cuore, quella a cui non vedi l'ora di raccontare tutto di te. Cosa che tutte le ragazzine fanno, in teoria in preparazione ai rapporti con l'altro sesso. Se si ricrea quello stesso tipo di complicità un po' fanciullesca, anzi anche un po' infantile nelle modalità di contatto, è la fine, fai il salto. Lo dico da persona a cui l'idea di fare sesso con una donna faceva (e fa tuttora) semplicemente schifo, a freddo. Noi donne siamo facilmente predisposte alla bisessualità, si tratta solo di abituarsi all'idea. Siamo predisposte proprio per le esperienze preadolescenziali.

              Penso che in Italia la televisione e il Vaticano non aiutino la nostra "vecchia" società a prendere atto che trattasi di essere umani punto a cui attribuire gli stessi diritti e doveri......
              Ho frequentato esclusivamente ambienti omosessuali riguardo al mondo lesbo non so molto.
              Ma una cosa che proprio non condivido, che non aiuta l'integrazione e con la quale mi scontro sempre nei dibattiti con i miei amici è il discorso della "ghettizzazione".
              Cioè perchè devono esistere dei locali ad hoc, delle spiagge ad hoc, uno stile spesso comune a tutti nell'abbigliamento, nell'arredamento della casa ecc…ecc…
              Mi è stato risposto che è il desiderio di confrontarsi con chi ha gli stessi gusti, le stesse necessità di trovare ambienti in cui potersi esprimere liberamente senza ricevere sguardi e mormorii vari.
              Mi sta anche bene come discorso ma credo di fondo che sia comunque controproducente ai fini del raggiungimento di un riconoscimento anche a livello legislativo.
              La questione non è semplicemente legale. Negli omosex c'è una forte componente di rivalsa, quasi una sorta di frustrazione che monta quando si aggregano in gruppi. Ok, l'effetto branco è normalissimo, ma dietro l'orgoglio gay c'è spesso una semplice volontà di rovesciamento degli equilibri, irrazionale, domata dalla ragione, che spesso si ritrova in tante battutine spiritose. L'effetto branco è terribile. Spesso c'è una fortissima competizione con quelli dell'altro sesso, istintiva e radicata. Molti omosex vorrebbero la società a modo loro, a dimostrazione che sono uguali agli etero pure nella distribuzione dell'intolleranza.

              Altro interventino che voglio fare riguarda gli approcci nel corteggiamento anche io mi sono e ho posto ai miei amici omo questo quesito e molto semplicemente mi è stato risposto che (al di là dei singoli aspetti caratteriali) nel rapporto etero chi ostacola il raggiungimento del rapporto fisico subito è la donna (generalmente) ; l’uomo di per se andrebbe subito a meta.
              Trattandosi di due uomini quindi il discorso si accelera di parecchio perché hanno lo stesso modo di approcciarsi è come se già sapessero dove vogliono arrivare entrambi e non perdono tempo in “inutili” corteggiamenti come farebbero con una donna che si fa tremila pippe mentali.
              Leggo il tuo post e mi ritrovo in molte considerazioni: hai frequentato ambienti gay e non lesbo, a riprova che siano separati. Sul corteggiamento maschile la pensiamo allo stesso modo, e da qui -a mio avviso- deriva la famosa promiscuità gay. Non è che i gay sono porci rispetto ai maschi etero, è solo che non hanno da convincere una gentile donnina a concedersi. Anche sulla ghettizzazione capisco le tue perplessità, visto che ho combattuto per anni con una lesbica attivista separatista e fiera (c'era anche un altro aggettivo che ripeteva nella sequenza, ma non lo ricordo )

              Oddio mi accorgo di aver scritto un poema, spero essenzialmente di potermi confrontare con Karin che ha aperto la discussione e con tutti voi per approfondire ulteriormente l’argomento, mi auguro di essere stata chiara nei mie dubbi e nelle mie opinioni e poter continuare a discutere anche su tutti gli altri aspetti che sicuramente mi sono sfuggiti....
              Grazie a te per aver raccontato la tua esperienza.
              Last edited by Ospite; 20-10-2006, 15:29.

              Comment

              • shoku
                Opinionista
                • 28/09/06
                • 228

                #157
                [QUOTE=karin;484252] Lo dico da persona a cui l'idea di fare sesso con una donna faceva (e fa tuttora) semplicemente schifo, a freddo. Noi donne siamo facilmente predisposte alla bisessualit
                [COLOR="DarkOrange"][B][SIZE="1"][FONT="Georgia"]".... perch

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                • Mr. D.
                  الإمام محمد بن الحسن المهدى
                  • 06/08/06
                  • 4221

                  #158
                  Noi donne siamo facilmente predisposte alla bisessualità, si tratta solo di abituarsi all'idea.
                  Chi diceva che erano potenzialmente bisessuali entrambi i sessi? Ah, già... Kinsey...
                  بناهاى آباد گردد خراب
                  ز باران و از تابش آفتاب

                  پى افكندم از نظم كاخي بلند
                  كه از باد و باران نيابد گزند

                  از آن پس نميرم كه من زنده*ام
                  كه تخم سخن را پراكنده*ام

                  هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
                  پس از مرگ بر من كند آفرين

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                  • karin

                    #159
                    In effetti la fissazione maschile per il fisico, i muscoli... un certo machismo non è altro che espressione di omo/bi-sessualità latente, idolatria del corpo maschile.
                    Solo che culturalmente i maschietti non sono stati preparati ad accettare ciò, mentre le coccole tra ragazzine sono considerate normalissime.

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