Dal sito ufficiale di presentazione della mostra:
La Triennale di Milano e Chrysler presentano la mostra ‘The Jean-Michel Basquiat Show’.
La mostra più completa mai realizzata in Europa sul grande artista americano.
La Triennale di Milano 20 settembre 2006 - 28 gennaio 2007.
Dopo il grande successo ottenuto con ‘The Keith Haring Show’ e ‘The Andy Warhol Show’, La Triennale di Milano e Chrysler tornano a presentare una grande mostra di arte contemporanea.
Quest’anno l’appuntamento si rinnova con ‘The Jean-Michel Basquiat Show’ (New York 1960-1988), dal 20 settembre 2006 al 28 gennaio 2007.
Protagonista emblematico della scena newyorchese degli anni ’80, Basquiat è uno degli artisti più popolari dei nostri tempi.
Ancora oggi, a quasi venti anni dalla morte, avvenuta quando non era ancora ventottenne nell’agosto del 1988, i suoi lavori e il suo linguaggio continuano ad affascinare il pubblico di tutto il mondo.
Tutto ciò attraverso i materiali poveri che Basquiat utilizza fin dalle prime esperienze di street art e che inserisce nelle sue opere ispirandosi al polimaterismo di Dubuffet, stabilendo un legame profondo con il mondo della strada, un ponte tra quella vita da ‘refusè’ che lui, giovane nero di estrazione borghese, aveva deliberatamente cercato, e la nuova dimensione di agio e fama cui la sua arte e le leggi del mercato dell’arte lo hanno condotto.
Questo sarà proiettato su grandi schermi nel salone centrale della mostra all’interno di una spettacolare ‘Chrysler Box’; il filmato racconterà le radici afroamericane e l’influenza che hanno esercitato su Basquiat i miti della ‘black culture’, dalla musica allo sport alle tematiche sociali, da Charlie Parker a Miles Davis, da Cassius Clay a Sugar Ray Robinson, da Malcom X a Martin Luther King.
Chrysler, promotore e organizzatore della mostra con La Triennale, ha prodotto ‘The Jean-Michel Basquiat Show’, portando avanti il suo impegno pluriennale nell’arte contemporanea iniziato con ‘Iperrealisti’ (Roma 2003), proseguito col grande successo di ‘The Andy Warhol Show’ (Milano 2004) con più di 151.000 visitatori e consolidato con ‘The Keith Haring Show’ (Milano 2005), che ha visto la presenza di oltre 121.000 visitatori.
Il claim ‘L’auto contemporanea presenta l’arte contemporanea’ trova così una sua continuità temporale e contenutistica, rafforzato dalla partnership vincente con La Triennale nella produzione di grandi eventi culturali a Milano.
“Quattro anni fa, con la mostra ‘Iperrealisti’, abbiamo intrapreso un viaggio in un mondo mai esplorato così a fondo da una casa automobilistica, nel ruolo di ideatore, promotore e produttore di grandi mostre d’arte.
Abbiamo voluto esprimere i valori propri del brand Chrysler attraverso l’arte contemporanea: emozione, ispirazione e innovazione creativa. Il nostro impegno in questo settore si rinnova quest’anno con la mostra ‘The Jean-Michel Basquiat Show’, che pone l’accento sulle origini della sua arte” ha affermato Federico Goretti, Direttore Generale Chrysler Group, DaimlerChrysler Italia.
“È emozionante vedere le opere di Basquiat.
Un’opera piena di ricerca, mai scontata.
Un modo di sentire molto vicino a Chrysler, al suo stile unico e non convenzionale”.
Scusate la lunghezza dell'introduzione ma io ci sono andato e vi assicuro che vedere il marchio Chrysler associato a Jimy Hendrix, Malcolm X, Miles Davis, Charlie Parker, Cassius Clay (all'interno della mostra è proiettato un video che dovrebbe dare l'idea dell'humus culturale in cui è cresciuto Basquiat) mi ha fatto accapponare la pelle.
Nella mia testa tutti questi personaggi erano lontanissimi dal brand che oggi se ne è in qualche modo appropriato, ma allora i pescecani della Chrysler li dobbiamo ringraziare perchè possiamo vedere le opere di Basquiat o li dobbiamo maledire per aver dato un significato falso a tali opere?
E' giusto ridurre un artista alla pura e semplice esposizione delle sue opere?
E il contesto in cui sono nate dove diavolo va a finire?
La Triennale di Milano e Chrysler presentano la mostra ‘The Jean-Michel Basquiat Show’.
La mostra più completa mai realizzata in Europa sul grande artista americano.
La Triennale di Milano 20 settembre 2006 - 28 gennaio 2007.
Dopo il grande successo ottenuto con ‘The Keith Haring Show’ e ‘The Andy Warhol Show’, La Triennale di Milano e Chrysler tornano a presentare una grande mostra di arte contemporanea.
Quest’anno l’appuntamento si rinnova con ‘The Jean-Michel Basquiat Show’ (New York 1960-1988), dal 20 settembre 2006 al 28 gennaio 2007.
Protagonista emblematico della scena newyorchese degli anni ’80, Basquiat è uno degli artisti più popolari dei nostri tempi.
Ancora oggi, a quasi venti anni dalla morte, avvenuta quando non era ancora ventottenne nell’agosto del 1988, i suoi lavori e il suo linguaggio continuano ad affascinare il pubblico di tutto il mondo.
Tutto ciò attraverso i materiali poveri che Basquiat utilizza fin dalle prime esperienze di street art e che inserisce nelle sue opere ispirandosi al polimaterismo di Dubuffet, stabilendo un legame profondo con il mondo della strada, un ponte tra quella vita da ‘refusè’ che lui, giovane nero di estrazione borghese, aveva deliberatamente cercato, e la nuova dimensione di agio e fama cui la sua arte e le leggi del mercato dell’arte lo hanno condotto.
Questo sarà proiettato su grandi schermi nel salone centrale della mostra all’interno di una spettacolare ‘Chrysler Box’; il filmato racconterà le radici afroamericane e l’influenza che hanno esercitato su Basquiat i miti della ‘black culture’, dalla musica allo sport alle tematiche sociali, da Charlie Parker a Miles Davis, da Cassius Clay a Sugar Ray Robinson, da Malcom X a Martin Luther King.
Chrysler, promotore e organizzatore della mostra con La Triennale, ha prodotto ‘The Jean-Michel Basquiat Show’, portando avanti il suo impegno pluriennale nell’arte contemporanea iniziato con ‘Iperrealisti’ (Roma 2003), proseguito col grande successo di ‘The Andy Warhol Show’ (Milano 2004) con più di 151.000 visitatori e consolidato con ‘The Keith Haring Show’ (Milano 2005), che ha visto la presenza di oltre 121.000 visitatori.
Il claim ‘L’auto contemporanea presenta l’arte contemporanea’ trova così una sua continuità temporale e contenutistica, rafforzato dalla partnership vincente con La Triennale nella produzione di grandi eventi culturali a Milano.
“Quattro anni fa, con la mostra ‘Iperrealisti’, abbiamo intrapreso un viaggio in un mondo mai esplorato così a fondo da una casa automobilistica, nel ruolo di ideatore, promotore e produttore di grandi mostre d’arte.
Abbiamo voluto esprimere i valori propri del brand Chrysler attraverso l’arte contemporanea: emozione, ispirazione e innovazione creativa. Il nostro impegno in questo settore si rinnova quest’anno con la mostra ‘The Jean-Michel Basquiat Show’, che pone l’accento sulle origini della sua arte” ha affermato Federico Goretti, Direttore Generale Chrysler Group, DaimlerChrysler Italia.
“È emozionante vedere le opere di Basquiat.
Un’opera piena di ricerca, mai scontata.
Un modo di sentire molto vicino a Chrysler, al suo stile unico e non convenzionale”.
Scusate la lunghezza dell'introduzione ma io ci sono andato e vi assicuro che vedere il marchio Chrysler associato a Jimy Hendrix, Malcolm X, Miles Davis, Charlie Parker, Cassius Clay (all'interno della mostra è proiettato un video che dovrebbe dare l'idea dell'humus culturale in cui è cresciuto Basquiat) mi ha fatto accapponare la pelle.
Nella mia testa tutti questi personaggi erano lontanissimi dal brand che oggi se ne è in qualche modo appropriato, ma allora i pescecani della Chrysler li dobbiamo ringraziare perchè possiamo vedere le opere di Basquiat o li dobbiamo maledire per aver dato un significato falso a tali opere?
E' giusto ridurre un artista alla pura e semplice esposizione delle sue opere?
E il contesto in cui sono nate dove diavolo va a finire?



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