Arte & Mercanti

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    Arte & Mercanti

    Dal sito ufficiale di presentazione della mostra:
    La Triennale di Milano e Chrysler presentano la mostra ‘The Jean-Michel Basquiat Show’.
    La mostra più completa mai realizzata in Europa sul grande artista americano.
    La Triennale di Milano 20 settembre 2006 - 28 gennaio 2007.
    Dopo il grande successo ottenuto con ‘The Keith Haring Show’ e ‘The Andy Warhol Show’, La Triennale di Milano e Chrysler tornano a presentare una grande mostra di arte contemporanea.
    Quest’anno l’appuntamento si rinnova con ‘The Jean-Michel Basquiat Show’ (New York 1960-1988), dal 20 settembre 2006 al 28 gennaio 2007.
    Protagonista emblematico della scena newyorchese degli anni ’80, Basquiat è uno degli artisti più popolari dei nostri tempi.
    Ancora oggi, a quasi venti anni dalla morte, avvenuta quando non era ancora ventottenne nell’agosto del 1988, i suoi lavori e il suo linguaggio continuano ad affascinare il pubblico di tutto il mondo.
    Tutto ciò attraverso i materiali poveri che Basquiat utilizza fin dalle prime esperienze di street art e che inserisce nelle sue opere ispirandosi al polimaterismo di Dubuffet, stabilendo un legame profondo con il mondo della strada, un ponte tra quella vita da ‘refusè’ che lui, giovane nero di estrazione borghese, aveva deliberatamente cercato, e la nuova dimensione di agio e fama cui la sua arte e le leggi del mercato dell’arte lo hanno condotto.
    Questo sarà proiettato su grandi schermi nel salone centrale della mostra all’interno di una spettacolare ‘Chrysler Box’; il filmato racconterà le radici afroamericane e l’influenza che hanno esercitato su Basquiat i miti della ‘black culture’, dalla musica allo sport alle tematiche sociali, da Charlie Parker a Miles Davis, da Cassius Clay a Sugar Ray Robinson, da Malcom X a Martin Luther King.
    Chrysler, promotore e organizzatore della mostra con La Triennale, ha prodotto ‘The Jean-Michel Basquiat Show’, portando avanti il suo impegno pluriennale nell’arte contemporanea iniziato con ‘Iperrealisti’ (Roma 2003), proseguito col grande successo di ‘The Andy Warhol Show’ (Milano 2004) con più di 151.000 visitatori e consolidato con ‘The Keith Haring Show’ (Milano 2005), che ha visto la presenza di oltre 121.000 visitatori.
    Il claim ‘L’auto contemporanea presenta l’arte contemporanea’ trova così una sua continuità temporale e contenutistica, rafforzato dalla partnership vincente con La Triennale nella produzione di grandi eventi culturali a Milano.
    “Quattro anni fa, con la mostra ‘Iperrealisti’, abbiamo intrapreso un viaggio in un mondo mai esplorato così a fondo da una casa automobilistica, nel ruolo di ideatore, promotore e produttore di grandi mostre d’arte.
    Abbiamo voluto esprimere i valori propri del brand Chrysler attraverso l’arte contemporanea: emozione, ispirazione e innovazione creativa. Il nostro impegno in questo settore si rinnova quest’anno con la mostra ‘The Jean-Michel Basquiat Show’, che pone l’accento sulle origini della sua arte” ha affermato Federico Goretti, Direttore Generale Chrysler Group, DaimlerChrysler Italia.
    “È emozionante vedere le opere di Basquiat.
    Un’opera piena di ricerca, mai scontata.
    Un modo di sentire molto vicino a Chrysler, al suo stile unico e non convenzionale”.


    Scusate la lunghezza dell'introduzione ma io ci sono andato e vi assicuro che vedere il marchio Chrysler associato a Jimy Hendrix, Malcolm X, Miles Davis, Charlie Parker, Cassius Clay (all'interno della mostra è proiettato un video che dovrebbe dare l'idea dell'humus culturale in cui è cresciuto Basquiat) mi ha fatto accapponare la pelle.
    Nella mia testa tutti questi personaggi erano lontanissimi dal brand che oggi se ne è in qualche modo appropriato, ma allora i pescecani della Chrysler li dobbiamo ringraziare perchè possiamo vedere le opere di Basquiat o li dobbiamo maledire per aver dato un significato falso a tali opere?
    E' giusto ridurre un artista alla pura e semplice esposizione delle sue opere?
    E il contesto in cui sono nate dove diavolo va a finire?
    File Allegati
    Last edited by mat; 11-11-2006, 16:42.
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf
  • Xilinx23
    The Count
    • 01/06/05
    • 41139

    #2
    Non ricordo chi lo disse qui, in rapporto a quale discussione, ma ormai il lato economico e ci
    Membro del Consiglio degli Admin


    [RIGHT][I]L'ironia

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    • Mr. D.
      الإمام محمد بن الحسن المهدى
      • 06/08/06
      • 4221

      #3
      Mah... Eppure, la figura dell'artista a cui riferite è piuttosto recente... Voglio dire: il lato economico è sempre stato preponderante nel campo artistico. Prendete ad esempio il Medioevo. Gli artisti erano né più né meno che artigiani. E successivamente, sempre l'artista ha servito qualcuno. Le figure di indipendenti erano piuttosto rare, e quasi tutte erano dilettanti, non professionisti.
      بناهاى آباد گردد خراب
      ز باران و از تابش آفتاب

      پى افكندم از نظم كاخي بلند
      كه از باد و باران نيابد گزند

      از آن پس نميرم كه من زنده*ام
      كه تخم سخن را پراكنده*ام

      هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
      پس از مرگ بر من كند آفرين

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      • mat
        Il Magnifico
        • 20/05/05
        • 17786

        #4
        Io però volevo portare l'attenzione su un altro aspetto.
        Che l'artista abbia un committente è normale.
        Nella storia dell'arte ci sono sempre stati i mecenati e i protettori delle arti e degli artisti: basta pensare al nostro Rinascimento.
        Se l'artista ha un committente la sua opera è un prodotto, merce che una volta realizzata apparterrà al committente.
        Nel caso della mostra di cui parlo, le opere dell'artista non sono state commissionate dagli attuali proprietari (collezioni private) ma sono state quasi tutte acquistate quando l'artista è diventato famoso oppure dopo la sua morte prematura, credo principalmente a scopo speculativo o d'accaparramento di una merce redditizia e destinata a rivalutarsi.
        Anche questo fa abbastanza parte degli aspetti commerciali dell'arte.
        C'è però qualcosa di più ed è l'aspetto che più mi ha colpito.
        Il fatto che il committente della mostra (Chrysler) abbia utilizzato tanto le opere dell'artista quanto l'ambiente che le ha prodotte, per associarlo al proprio marchio.
        La Chrysler non si accontenta di avere un potere economico che le permette di organizzare una mostra, vuole appropriarsi anche del messaggio e del contenuto non solo puramente visivo delle opere che espone, mistificando in tal modo un ruolo attivo e positivo nel processo creativo che essa non ha mai avuto.
        Il problema non è l'indipendenza o meno dell'artista ma l'appropriazione del significato delle sue opere e la proposta al pubblico di messaggi ingannevoli.
        A proposito: all'ingresso graziose hostess vi chiedono gentilmente i dati personali e l'e mail allo scopo di aggiornarvi sulle iniziative "artistiche" della casa automobilistica.
        Secondo voi i dati raccolti in tal modo saranno utilizzati davvero per tenervi informati su tali iniziative?
        Io ho risposto che non ho l'e mail.
        Last edited by mat; 13-11-2006, 01:18.
        Moderatore Debate Square

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        • Xilinx23
          The Count
          • 01/06/05
          • 41139

          #5
          Ti manderanno anche informazioni sulle nuove auto, e sulle altre iniziative.
          Basterà, se non è specificatamente espresso in qualche postilla minuscola, dare un velo di "culturalità" a ciò che ti mandano, da usare come paravento.

          Il messaggio non è più ciò che voleva comunicare l'artista, ma bensì quello che lo sponsor vuol far apparire.

          Off-topic!

          Per dire...
          Oggi un'amica mi dice:
          "Vorrei andare a vedere quella mostra a Milano..."
          Io le rispondo...
          "Quale mostra?"
          E lei...
          "Massì, quella della Chrysler..."



          Membro del Consiglio degli Admin


          [RIGHT][I]L'ironia

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          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #6
            Ecco.
            Esempio molto calzante.
            L'artista è identificato con lo sponsor (della mostra).
            Moderatore Debate Square

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            • DonaFlor
              Contessa de noantri...
              • 15/01/06
              • 1262

              #7
              [QUOTE=Xilinx23;502244][ot]
              Per dire...
              Oggi un'amica mi dice:
              "Vorrei andare a vedere quella mostra a Milano..."
              Io le rispondo...
              "Quale mostra?"
              E lei...
              "Mass
              Grande chef di Risotti in busta

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