Riflessione tra me e me, in puro spirito socratico: so di non sapere, non metto opinioni preconfezionate a monte della mia ricerca, cerco solo risposte e sono possibilista su ogni esito. Non esprimo opinioni ma espongo dubbi e quella che mi sembra la soluzione, prego di considerare la mia riflessione come tale senza farlo diventare un'arena tra estremisti delle diverse parti.
Allora:
In uno stato naturale, da sempre, la vita si è evoluta in forma sempre più complesse e specializzate tramite la selezione naturale. In breve, chi ha certe caratteristiche fisiche ha più possibilità di arrivare alla riproduzione, quindi le generazioni diventano sempre più idonee a sopravvivere nel proprio ambiente. L'ingrediente principale di questo processo inumano, ma che ha portato alla creazione della vita, è la morte del "debole".
Arriva l'uomo e, in nome di valori relativi (dico relativi, non li condanno per questo sia ben chiaro ma vorrei evitare certi obbrobri dell'assolutismo), istituisce il diritto alla vita, che è aldifuori di ogni criterio naturale che ha imperato da sempre.
Bene. E' anche aderente alla mia sensibilità. Però arrivano dei problemi. Non si possono eludere perché affezionati al "diritto alla vita".
Senza selezione naturale, e con la possibilità di chiunque di riprodurre i propri geni, la razza umana si sta sempre più indebolendo.
Geneticamente o c'è progresso o c'è regresso, non esiste stasi, quindi malattie, demenze, allergie ed intolleranze saranno sempre più all'ordine del giorno in futuro.
Se pensiamo che già fino al secolo scorso anche nei paesi più industrializzati un gran numero di bambini moriva in età pediatrica, e quindi c'era ancora una forma anche se più blanda di selezione naturale, ci possiamo imamginare quanto veloce sia questo processo, oggi che già intolleranze, allergie, gastriti, mal di testa cronici ecc. sono in aumento.
E' un problema reale, ma si elude da sempre perché ogni soluzione è sempre ideologicamente "scorretta". Questo però è un atteggiamento miope.
Le soluzioni al problema sono due: o eliminiamo i figli geneticamente più deboli, o interveniamo geneticamente per le generazioni future in modo che siano più resistenti fisicamente.
Ovviamente, essendo in prima persona affetto
da un'atavica simpatia per la vita, io propenderei per la seconda.
E' una soluzione innaturale, ma ci siamo già messi da tempo in una situazione innaturale. Ed è una soluzione che apre le porte a mille distorcimenti strumentali d'accordo, ma non agire porterebbe a situazioni molto peggiori.
Sarei curioso di sapere la vostra opinione in merito.
Allora:
In uno stato naturale, da sempre, la vita si è evoluta in forma sempre più complesse e specializzate tramite la selezione naturale. In breve, chi ha certe caratteristiche fisiche ha più possibilità di arrivare alla riproduzione, quindi le generazioni diventano sempre più idonee a sopravvivere nel proprio ambiente. L'ingrediente principale di questo processo inumano, ma che ha portato alla creazione della vita, è la morte del "debole".
Arriva l'uomo e, in nome di valori relativi (dico relativi, non li condanno per questo sia ben chiaro ma vorrei evitare certi obbrobri dell'assolutismo), istituisce il diritto alla vita, che è aldifuori di ogni criterio naturale che ha imperato da sempre.
Bene. E' anche aderente alla mia sensibilità. Però arrivano dei problemi. Non si possono eludere perché affezionati al "diritto alla vita".
Senza selezione naturale, e con la possibilità di chiunque di riprodurre i propri geni, la razza umana si sta sempre più indebolendo.
Geneticamente o c'è progresso o c'è regresso, non esiste stasi, quindi malattie, demenze, allergie ed intolleranze saranno sempre più all'ordine del giorno in futuro.
Se pensiamo che già fino al secolo scorso anche nei paesi più industrializzati un gran numero di bambini moriva in età pediatrica, e quindi c'era ancora una forma anche se più blanda di selezione naturale, ci possiamo imamginare quanto veloce sia questo processo, oggi che già intolleranze, allergie, gastriti, mal di testa cronici ecc. sono in aumento.
E' un problema reale, ma si elude da sempre perché ogni soluzione è sempre ideologicamente "scorretta". Questo però è un atteggiamento miope.
Le soluzioni al problema sono due: o eliminiamo i figli geneticamente più deboli, o interveniamo geneticamente per le generazioni future in modo che siano più resistenti fisicamente.
Ovviamente, essendo in prima persona affetto
da un'atavica simpatia per la vita, io propenderei per la seconda.E' una soluzione innaturale, ma ci siamo già messi da tempo in una situazione innaturale. Ed è una soluzione che apre le porte a mille distorcimenti strumentali d'accordo, ma non agire porterebbe a situazioni molto peggiori.
Sarei curioso di sapere la vostra opinione in merito.

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