Droghe e societ

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  • Hristo
    Opinionista
    • 08/10/04
    • 6953

    #1

    Droghe e societ

    Pensando al fatto che abbiamo, come forum, un intera sezione dedicata alle droghe, e pensando piu semplicemente alle frasi che ho letto sulla discussione dedicata all'incidente di Vercelli ("l'alcool fa male ma una lobby lo protegge"), vorrei parlare dell'argomento "Droghe" in modo molto ampio...magari con qualcuno che ne ha studiato le relazioni con la societ
    [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:
  • Jonny_Walker
    Supermegacicciafigatissim o
    • 27/01/07
    • 1104

    #2
    Edipo che vuole la conoscenza senza il senso del sacro e impazzisce...
    Eva che coglie il frutto del sapere e viene punita...
    Credo sia una risposta a tutto ciò
    [I]Se ti svegli una mattina e non vedi pi

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    • Acquerapide

      #3
      Rimandando ulteriori appofondimenti in un secondo momento, bisogna considerare cosa

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      • L'alchimista
        tutto passa
        • 05/08/06
        • 4705

        #4
        argomento estremamente complesso quanto interessante...risponder

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        • L'alchimista
          tutto passa
          • 05/08/06
          • 4705

          #5
          anche se non me intendo tanto di sociologia e antropologia del uso di droghe posso rportare qualche informazione per mettere un po' di carne al fuoco, sarebbe bello che in questo 3ed intervenisse anche qualcuno che se ne intende di scienze sociali...cmq....
          che ci si creda o no, la storia del uomo è sempre andata di pari passo con la storia del uso di droghe: reperti archeologici dimostrano che l'utilizzo di piante o composti psicoattivi(come l'alcool, che non è un composto prodotto direttamente dalle piante) è di migliaia di anni antecedente a Cristo, ma non solo, il loro utilizzo era diffuso in ogni parte del mondo, ogni popolazione su questo pianeta aparte gli Inuit (che vivevano al polo nord) utilizzavano sacramenti psicoattivi nel corso di riti e cerimonie religiose; e degno di nota, è anche il fatto che nessuna pianta di cui venivano accertate le proprietà psicoattive fu mai scartata, veniva utilizzato tutto ciò che si rendeva disponibile: funghi, cactus, piante, animali e persino minerali( i composti del arsenico ma il loro utilizzo è moderno), che fossero psichedelici, eccitanti, narcotici,afrodisiaci, delirogeni non aveva importanza, essi hanno sempre trovato un posto "speciale" nella cultura del uomo.
          ora viene spontaneo chiedersi: come mai queste sostanze, non necessarie affatto alla vita biologica hanno sempre avuto un ruolo così importante in ogni società, in ogni tempo e in ogni luogo?
          la risposta è semplice: perchè anchesse sono necessarie alla vita.
          come ci si spiega altrimenti che i funghi allucinogeni non furono evitati come invece i funghi velenosi? perche 5-6 ore di viaggio psichedelico non fosse ritenuto negativo come un mal di pancia?
          oltretutto è dimostrato che anche gli animali, nella loro totale istintività assumono coscientemente composti che gli possono alterare, dalle mosche agli elefanti.
          è ipotizzabile quindi che l'utilizzo di droghe sia stato la scintilla che unitamente ad altre fortunate fatalità abbia acceso nel l'uomo il fuoco del "anima", anzi chiamiamola coscienza così il termine è anche scevro da significati religiosi. come ha fatto l'uomo ad avere l'idea di dio e del infinito? le risposte possono essere tante ma la più probabile è che casualmente si sia imbattuto in alcune esperienze che gli abbiano "aperto le porte della percezione" dandogli quel qualcosa in più che differenzia la coscienza del uomo da quella di una scimmia.
          nel antichità però il cosumo di droghe psichedeliche non fu mai stato però un fenomeno di massa ma era rilegato ai pochi iniziati: gli sciamani o curanderi, persone che iniziate al uso delle piante apposite tramite particolari riti e cerimonie assolutamente contestualizzate si assumevano il compito di fare da tramite fra il mondo dei vivi e quello degli "spiriti". l'utilizzo da parte della popolazione di certi sacramenti era vietato e cmq anche se non lo era raramente le persone "normali" li utilizzavano perche certe esperienze senza un adeguata preparazione psichica possono portare facilmente alla pazzia, certe esperienze sono appannaggio di pochi.
          potrei andare avanti ma per adesso mi fermo qua, di carne al fuoco ne ho messa anche troppa...
          Last edited by L'alchimista; 15-05-2007, 12:48.

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          • sd&m
            tutto passa
            • 04/12/06
            • 3762

            #6
            [QUOTE=Hristo;633083]Qual
            www.psiconautica.tk

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            • L'alchimista
              tutto passa
              • 05/08/06
              • 4705

              #7
              platune fu inoltre iniziato ai misteri eleusini, probabilmente a base di composti di tipo lisergico...

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              • Acquerapide

                #8
                [QUOTE=sd&m;633594]poi, come gi

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                • sd&m
                  tutto passa
                  • 04/12/06
                  • 3762

                  #9
                  in relazione allo spirito elitarista delle pratiche iniziatiche psichedeliche, vorrei far notare come xò siano esistiti almeno due momenti nella storia in cui l'assunzione di sostanze -similmente alla nostra età oscura- è stata pratica diffusa capillarmente:
                  1) i misteri eleusini, in cui migliaia di persone ogni anno, x un paio di millenni, hanno bevuto il sacro kykeon... vi potevano partecipare tutti, uomini, donne, greci, barbari, nobili, schiavi... bastava non aver commesso omicidi
                  2) civiltà americane: dove tutti, in occasioni particolari, magiavano la carne degli Dei (questo è confermato pure dai primi conquistatori europei)

                  x chi volesse approfondire il tema dell'uso tradizionale di sostanze: Psichedelici e Tradizione - Politica OnLine Forum (lì sono l'utente goatrance14)
                  Last edited by sd&m; 15-05-2007, 13:27.
                  www.psiconautica.tk

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                  • Hristo
                    Opinionista
                    • 08/10/04
                    • 6953

                    #10
                    Vedo che gnugno si è concentrato in particolare sulle sostanze allucinogene: i "viaggi" dei sacerdoti di molte popolazioni, soprattutto precolombiane, erano - immagino - importanti per la religiosità di quelle popolazioni.

                    La droga, in quelle società, occupava un ruolo importante in quanto componente dei riti religiosi. E come hai giustamente detto, ne era permesso l'utilizzo soltanto ad una ristretta elitè. Se tutti avessero potuto farsi un viaggio, l'influenza dei sacerdoti sarebbe stata spazzata via..

                    Scendendo più terra terra, al livello dei semplici cittadini che non occupano nessun posto importante nella scala gerarchica della società: perchè consumare droghe? La risposta piu banale che mi viene in mente è: perchè attraverso di esse si può essere felici. E la ricerca della felicità è in ultima analisi la motivazione che spinge l'uomo a fare tutto ciò che fa.

                    La droga come "Paradiso artificiale", per creare all'interno della nostra mente una sensazione di felicità immediata, non giustificata da fatti concreti, ma comunque "vera". Torni a casa dopo un intera giornata passata sui campi, il raccolto è scarso, non hai abbastanza da mangiare? Un po' di vino ti farà dimenticare per un po' tutte le preoccupazioni. Almeno per un po'.
                    [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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                    • sd&m
                      tutto passa
                      • 04/12/06
                      • 3762

                      #11
                      condivido sotto diversi aspetti con l'argomentazione di Hristo... infatti non si può parlare di "droga" in generale, quanto piuttosto di "droghe", ognuna delle quali presenta aspetti del tutto peculiari... anzi, x quanto mi riguarda non considero nemmeno gli psichedelici come droghe, visto il fatto che hanno una tossicità nulla e non creano dipendenza...
                      www.psiconautica.tk

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                      • L'alchimista
                        tutto passa
                        • 05/08/06
                        • 4705

                        #12
                        bisogna vedere cosa si intende per essere felici, si è felici in negativo o in positivo? si è felici quando non è tristi/proccupati o quando si è più di buon umore?
                        inoltre un esempio banale: tu bevi caffè, fumi sigarette, bevi alcool per essere felice?
                        i boliviani masticavano coca per essere felici?

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                        • beat
                          My
                          • 12/05/06
                          • 5815

                          #13
                          No, infatti, più che di felicità io parlerei di bisogno di trascendere.
                          [SIZE="1"]Non pi

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                          • L'alchimista
                            tutto passa
                            • 05/08/06
                            • 4705

                            #14
                            questo per gli psichedelici, per gli eccitanti e deprimenti invece invece per sopportare meglio la vita, ma non è felicità....

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                            • Hristo
                              Opinionista
                              • 08/10/04
                              • 6953

                              #15
                              Non ho detto che è l'unico modo per essere felici, per carità! Sono solo uno dei tanti modi per essere felici...felici pur non avendo motivi plausibili per averlo. Se vengo bocciato in un esame molto imporante per la mia carriera universitaria ho, oggettivamente, motivi per non essere felice. Se mi sfogo bevendo un po', o fumandomi una canna, o ciucciando la bottiglietta del Minias, sento che questa sensazione di non-felicità diminuisce, e non perchè il risultato del mio esame è cambiato, ma semplicemente perchè all'interno del mio corpo stanno avvenendo reazioni chimiche a livello neuronale che mi dicono...di essere felice.

                              A questo punto dovrebbe intervenire qualcuno a fornire una definizione psicologica o filosofica di "felicità"...
                              [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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