Appunto!!!
Droghe e societ
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X
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[QUOTE=sd&m;636515]il governo Olandese riesce a supportare circa il 90% dei tossicodipendenti con i programmi di disintossicazione, visto che i risparmi di tempo e denaro connessi alla tolleranza controllata delle droghe leggere ha consentito di concentrarsi effettivamente sulla lotta alle droghe pesanti... x altro l'olanda[FONT="Comic Sans MS"]nulla
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bisogna vedere cosa intendi x stato... e cosa x anti-stato
in italia dal 20 al 30% dei costi sanitari sono dovuti a patologie legate all'alcool... e le spese sanitarie annue per il tabagismo sono di 16mila miliardi di lire, che salgono però a quasi 50mila se si considerano anche i costi sociali come la perdita di ore di lavoro, le patologie croniche e le terapie riabilitative
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Non ho idea dei bilanci dei "proventi del crimine organizzato", per lo piOriginariamente Scritto da sd&m Visualizza Messaggiol'80% dei proventi del crimine organizzato derivano dal traffico di droga... legalizzare le droghe e la prostituzione sarebbe quindi il modo x annichilire le mafieModeratore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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ma il metadone in italia mica è legale... è legale solo x uso medico, così come lo sono la morfina, la codeina, la ketamina...
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Nessuno dice che la legalizzazione sarebbe la panacea per i mali dell'umanità, ma quantomeno legalizzando la cannabis si avrebbero più soldi nelle casse dello stato (proventi delle tasse E DEL TURISMO, che avrebbe un'impennata, e meno spese per mettere in galera ragazzini) e meno soldi in quella della mafia.
E non si sta parlando di bruscolini.
Questo per quanto riguarda i vantaggi economici, poi ve ne sono altri sociali non indifferenti.
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io xò non sarei x la legalizzazione della sola cannabis... ma di tutte le droghe... tanto chi ne vuole far uso nè fa uso a prescindere dal fatto che siano legali o meno... se xò sono legali:
-non contengono sostanze di taglio, se ne conosce la purezza, maggiori informazioni sull'uso (x cui molti meno morti)
-si toglie lo spaccio al crimine... lo stato risparmia soldi x la repressione del narcotraffico e in + intasca cifre non indifferenti dalla vendità legale... questo surplus può essere speso x curare i tossicodipendenti
-se le sostanze sono legali, costano poco e quindi nessuno ha la necessità di rubare x procurarsele
-se sono legali, paradossalmente hanno un fascino minore, e quindi in meno ne faranno uso (chiaramente questo si vedrà dopo un tot di anni)
un esperimento simile, con una droga pesante, fu tentato ed ebbe ottimi risultati nelle colonie olandesi in indocina... lì le comunità cinesi consumavano oppio in abbondanza: legalizzandolo, la mafia fu sconfitta e dopo alcuni decenni il numero di consumatori si era pure abbassato... poi si pensò di trasferire questo modello anche nella stessa olanda
inoltre, occorre sottolineare il fatto che in qualsiasi paese del mondo la tossicodipendenza da sostanze illegali è comunque un problema minoritario rispetto alle altre forme di dipendenza... in olanda infatti vi sono:
28.000 tossicodipendenti
300.000 alcolisti
650.000 assuntori cronici di sonniferi e calmanti
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si ma stiamo (come era prevedibile) andando OT, di 3ed sulla legalizzazione e criminalità sulle droghe ce ne sono stati fino alla nausea...invece il titolo del 3ed era secondo me molto più interessante e originale, peccato che nessuno psicologo/antropologo intervenga....
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cmq questo è il foglietto illustrativo del metadone, ditemi voi se sarebbe tanto differente da uno teorico da allegare ad una sempre teorica busta di eroina pura comprata legalmente in farmacia.
METADONE
COMPOSIZIONE
1 mi di soluzione orale contiene:
Principio attivo: Metadone cloridrato 1 mg
1 flacone da 5 mi contiene: Metadone cloridrato 5 mg
1 flacone da 10 mi contiene: Metadone cloridrato 10 mg
1 flacone da 20 mi contiene: Metadone cloridrato 20 mg
1 flacone da 40 mi contiene: Metadone cloridrato 40 mg
1 flacone da 60 mi contiene: Metadone cloridrato 60 mg
1 flacone da f 00 mi contiene: Metadone cloridrato 100 mg
1 flacone da 500 mi contiene: Metadone cloridrato 500 mg
1 flacone da 1000 mi contiene: Metadone cloridrato 1000 mg
Eccipienti: saccarosio, glicerolo, sodio benzoato, aroma di limone, acido citrico,
acqua depurata
FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO
Soluzione orale da 1 mg/ml di meladone cloridrato in confezioni da:
1 flacone da 5 mg
1 flacone dal O mg
1 flacone da 20 mg
1 flacone da 40 mg
1 flacone da 60 mg
1 flacone dal 00 mg
1 flacone da 500 mg
I flacone dal 000 mg
Le confezioni da 100 mi, 500 mi e 1000 mi sono corredate di un bicchierino
dosatore tarato fino a 30 mi per multipli di 5 mi.
Le confezioni soggette a prescrizione medica speciale sono munite di sovratappo
di sicurezza per la chiusura a prova di bambino.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci usati nella dipendenza da oppioìdi
TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
L. Mollerà & C. dei FI Aliiti Società di Esercizio S.pA, S.S. 67, Praz. Granatieri,
Scandicci (FI).
PRODUTTORE E CONTROLLORE FINALE
L. Molteni S C. dei Fili Aliiti Società di Esercizio S.pA, S.S. 67, Fraz. Granatieri,
Scandicci (FI).
o in alternativa, limitatamente al flacone da 40 mi:
ISTITUTO DE ANGELI s.r.l. toc. Frulli, Reggello (FI)
INDICAZIONI TERAPEUTICHE
Sìndromi dolorose di entità severa in pazienti che non rispondono più a un
trattamento sequenziale con (armaci analgesici, antinfiammatori non steroidei,
oppioidi deboli. Trattamento di disassuefazione da narcotico-stupefacenti.
II trattamento disintossicante e il trattamento di mantenimenti/devono essere
seguiti sotto controllo medico.
Se il metadone viene somministrato per il trattamento dell'eraino-dipendenza
per più di tre settimane, il procedimento passa dal trattamento della sindrome
acuta d'astinenza alla terapìa di mantenimento.
CONTROINDICAZIONI
Ipersensibilità verso i componenti del prodotto o verso altre sostanze strettamente
correlate dal punto di vista chimico. Stipsi grave. Cardiopatie organiche.
Compromissione della funzionalità epatica e renale grave. Diabete non compensato,
Porfiria. Allattamento. Ipotensione. Ipertensione intracranica. Traumi cranioencefaici.
Attacco asmatico acuto, Broncopneumopatie croniche ostruttive. Insufficienza
respiratoria. Cuore polmonare. Ipovolemia.
Il metadone è controindicato in gravidanza, per i possibili effetti sullo Sviluppo
fetale, salvo nei casi indicati al paragrafo "Gravidanza e allattamento".
Il metadone non è indicato nell'analgesia ostetrica poiché la sua lunga durata
di azione aumenta la probabililà di depressione respiratoria nel neonato.
Il metadone non è raccomandato come analgesico nei bambini, dato che
l'esperienza cllnica documentata è stata insufficiente a stabilire uno schema di
dosaggio adatto per i soggetti in età pediatrica.
Il medicinale contiene saccarosio: 1 mi di sciroppo contiene 0.4 g di zucchero.
La massima dose giornaliera (120 mi, pari a 120 mg di metadone cloridrato)
comporta l'assunzione di 48 g dì zucchero; è quindi sconsigliato per i pazienti
che soffrono di intolleranza ereditaria al fruttasio, di disturbi nell'assorbimento
degli zuccheri (glucosio/galattosio) o di mancanza degli enzimi necessari alla
digestione degli zuccheri (sucrasi/isomaltasi).
PRECAUZIONI PER L'USO
Pazientiiriscnio particolare. Il metadone deve essere somministrato con cautela
e la dose iniziale deve essere ridotta nei pazienti anziani e debilitati e in pazienti
alletti da ipotiroidismo, morbo di Addison, ipertrofia prostatica, stenosi uretrale.
Nel corso del trattamento con metadone sono stati riportati casi di prolungamento
dell'intervallo QT e torsione di punta, particolarmente ad alle dosi > 100 mg /die.
Il metadone dovrebbe essere somministrato con cautela a pazienti a rischio per
l'insorgenza di prolungamento dell'intervallo QT, ad esempio in caso di anamnesi
positiva per prolungamento QT, malattie cardiache ad uno stadio avanzato,
trattamento concomitante con tarmaci che possono prolungare il QT
INTERAZIONI
interazioni farmacocinetiche: il metadone è un substrato della glicoproteina-P, pertanto alcuni farmaci ne possono aumentare
le concentrazioni sieriche.
II metadone viene metabolizzato ad opera dell'isoenzima CYP3A4. Gli induttori di tale isoenzima (barbiturici, carbamazepina,
fenitoina, nevirapina, rifampicina) possono indurre il metabolismo epatico del metadone, che risulterà più significativo se
l'induttore viene aggiunto dopo che è stata iniziata la terapia con metadone. A seguito di tali interazioni, sono stati
riportati casi di sindrome d'astinenza, per cui si è reso necessario aumentare la dose di metadone. Quando la terapia con
(armaci induttori del CYP3A4 viene sospesa, la dose di metadone deve essere ridotta.
Gli inibitori del CYP3A4 (cannabinoidi, claritromìcina, delavirdina, eritromicina, fluconazolo, succo di pompelmo,
inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, itraconazolo, ketoconazolo e nefazodone) possono provocare
aumento della concentrazione di metadone.
L'escrezione del metadone diminuisce in caso di co-somministrazione con (armaci che inibiscono il CYP3A4, come ad esempio
alcuni agenti anti-HIV, antibiotici macrolidi, cimetidina, antifungini azolici (dal momento che il metabolismo del metadone
è mediato dall'isoenzima CYP3A4) II metadone riduce l'AUC e la Cmax della didanosina e della stavudina, riducendo la
biodisponibilità dì tali (armaci. Il metadone inoltre può rallentare l'assorbimento e aumentare il metabolismo di primo
passaggio dei suddetti (armaci. Il metadone aumenta la concentrazione plasmatica della zidovudina sia pervia orale che per
via endovenosa, inoltre provoca un aumento dell'AUC della zidovudina per via orale, superiore a quella per via endovenosa.
Tali effetti sono dovuti all'inibizione della glucuronidazione della zidovudina e sua ridotta dearance renale. Durante
trattamento con metadone i pazienti devono essere monitorati per una possibile tossicità da zidovudina, per cui può essere
necessario ridurre la dose di'zidovudina. I pazienti che ricevono entrambi i (armaci possono sviluppare sintomi tipici
della sindrome di astinenza da oppioidi (cefalea, mialgia, fatica e irritabilità
. Gli inibitori delle proteasi
antiretrovirali possono inibire il metabolismo del metadone a diversi gradi, ma le reazioni più significative si
verificano con il ritonavir, mentre la possibile interazione con l'abacavir in genere non richiede aggiustamenti
della dose.
L'efavirenz induce il metabolismo del metadone attraverso la via del citocromo P4503A4. In seguito a una terapia di Ire
settimane con efavirenz, le concentrazìoni medie di picco di metadone e l'AUC si sono ridotte rispettivamente del 48% e
del 57%. Alcune segnalazioni suggeriscono che se viene aggiunto efavirenz in un paziente in terapia con metadone, si può
sviluppare una sindrome d'astinenza, che di solito inizia dopo due settimane di terapia con efavirenz, ma che si può
protrarre fino a 28 giorni. Per tale motivo può essere necessario aggiustare la dose. Il metadone è una base debole.
Gli acidificatori urinari (cloruro di ammonio) possono aumentare la clearance renale del metadone. In questa situazione,
le dosi di metadone devono essere aumentate. Interazioni farmacodinamiche. Gli antagonisti oppioidi (naloxone e naltrexone)
svolgono un'azione farmacologica opposta a quella del metadone. Tali (armaci possono bloccarne l'azione e provocare
sindrome d'astinenza. Gli agonisti/antagonisti (butorfanolo, nalbufìna, pentazocina) possono bloccare parzialmente
l'analgesia, la depressione respiratoria e la depressione del sistema nervoso centrate (SNC) dovute al metadone.
Usati contemporaneamente possono provocare un aumento degli effetti neurologici, respiratori ed ipotensivi.
Gli effetti additivi o antagonisti dipendono dalla dose del metadone; gli effetti antagonisti sono più frequenti quando
il metadone è usato a dosi basse o moderate. In pazienti in terapia cronica con metadone, tali (armaci possono causare
sindrome d'astinenza. La somministrazione concomitante di metadone e di tarmaci che esercitano un'azione depressiva sul
SNC può provocare un aumento della depressione respiratoria, pertanto si può rendere necessario ridurre la dose di uno dei
farmaci o di entrambi.
In pazienti che assumono (armaci che influenzano la conduzione cardiaca o (armaci che possano influenzare l'equilibrio
elettrolitico si può verificare il rischio di eventi cardiaci con l'assunzione concomitante di metadone. In tali casi
può essere utile l'esecuzione di un ECG.
L'uso concomitante di metadone ed antidiarroici (difenoxilato, Idperamide) può portare a stipsi severa e possibilmente
ad un aumento della depressione del SNC. Gli analgesici oppioidi combinati con antimuscarinicì possono causare severa
stipsi o ileo paralitico, specialmente con l'impiego cronico. L'octreotide può ridurre l'effetto analgesico del metadone
e della morfina, pertanto se si verifica una perdita o una riduzione del controllo del dolore, bisogna prendere in
considerazione la sospensione dell'octreotide.
AVVERTENZE SPECIALI
Farmacodipendenza. II metadone può provocare una farmacodipendenza di tipo morfinico. in seguito a ripetute
somministrazioni si possono verificare dipendenza psichica, dipendenza fisica e tolleranza e perciò esso deve
essere prescritto e somministrato con la stessa cautela che si adotta per la morfina. Interazione con altri
depressori dei sistema nervoso centrale, II mefadone deve essere usato con cautela e a dose ridotta in pazienti
che ricevono contemporaneamente altri analgesici narcotici, anestetici generati, fenotiazine, altri tranquillanti
sedativi ipnotici, antidepressivi (riciclici ed altri depressori del sistema nervoso centrale, compreso l'alcool.
Si possono avere depressione e sedazione profonda o coma.
Ansia. II metadone non ha azione anti-ansia, per cui i sintomi ansiosi che compaiono nel corso dei trattamenti non
vanno trattati aumentando la dose di metadone. L'azione del metadone nei trattamenti è limitata al controllo dei
sintomi da narcotici ed è inefficace per il sollievo dell'ansia.
Lesioni craniche ed aumentala pressione ìntracranica. Gli effetti di depressione respiratoria del metadone e
la sua capacità di aumentare la pressione del liquido cerebrospinale possono essere notevolmente aumentati in
presenza di un aumento della pressione Ìntracranica; inoltre i narcotici producono effetti collaterali che
possono confondere il decorso clinico di pazienti con lesioni craniche (vedere i! paragrafo: Controindicazioni).
Asma e altre affezioni respiratorie. In pazienti con attacco asmatico acuto, in quelli con pneumopatie craniche
ostruttive o cuore polmonare ed in individui con una riserva respiratoria sostanzialmente ridotta nella depressione respiratoria preesistente, nelfipqssia e nell'ipercapnia, anche le dosi terapeutiche usuali di narcotici possono ridurre gli stimoli respiratori ed aumentare per contro le resistenze delle vie aeree fino all'apnea (vedere il paragrafo: Controindicazioni). Affezioni addominali acute. La somministrazione di metadone o di altri narcotici può confondere la diagnosi e il decorso clinico in pazienti con affezioni addominali acute, pfettcjgterjsjvo. La somministrazione di metadone può determinare una grave ipotensione in soggetti ipovolemici o in contemporaneo trattamento con (armaci come la fenotiazina o certi anestetici.
Impiego in pazienti ambulatoriali. Nei pazienti ambulatoriali il metadone può provocare ipotensione ortostatica.
Uso degli antagonisti dei narcotici. In un individuo con dipendenza fìsica da narcotici, la somministrazione della
dose abituale di un antagonista dei narcotici scatenerà una sindrome acuia di astinenza. La gravita di questa
sindrome
L'uso di antagonisti dei narcotici in questo soggetto deve essere possibilmente
nel paziente tisicamente dipendente, l'antagonista deve essere somministrato con estrema cautela e graduandolo
con dosi inferiori a quelle abituali. Sodio benzoalo. I! medicinale contiene sodio benzoato, che può aumentare
il rischio di itterizia nel neonato. Gravidanza ed a/lattamento
l'uso di eroina, il medico può decidere l'attuazione di un trattamento di
mantenimento con metadone. Tale trattamento deve essere protratto lino al
termine della gravidanza a dosaggi tendenzialmente stabili, allo scopo di evitare
l'eventuale comparsa di sintomi di astinenza nella madre e nel feto. Qualora
necessario, è possibile aumentare le dosi di metadone durante le ultime fasi
della gravidanza per mantenere adeguato il livello di farmaco ed evitare così un
eventuale abbandono della terapia. Tuttavia, come per ogni altro trattamento
farmacologico, dovranno essere attentamente valutati gli aspetti di rischio e di
beneficio cne esso comporta. La riduzione del farmaco, se indispensabile, dovrà
essere molto graduale, dovendosi evitare l'insorgenza di sintomi di astinenza.
L'eventuale sospensione del trattamento, per la quale è indispensabile la
supervisione di uno specialista ostetrico, deve essere effettuata non prima della
14 settimana di gestazione e non dopo-la 32' onde evitare, rJspettamefiterH-
rischio di aborto e di parto pre-termine.
Effetti sulla capacità di guidare e di usare macchinar)
II Melacene può alterare le capacità mentali eio fisiche necessario per compiere
lavori potenzialmente peritosi come b gukJa di un autoveicolo od il funzionamento
di macchine. Il paziente deve essere quindi avvisato.
Per chi svolge attività sportiva; l'uso del larmaco senza necessità terapeutica
costituisce dooing e può determinare comunque positività ai test ami-doping.
Il medicinale non è controindicato per i soggetti affetti da malattia celiaca.
DOSE, MODO ETEMPO DI SOMMINISTRAZIONE
Metadone cioridrato Molteni 1 mg/ml è una soluzione di metadone cloridrato
solo per somministrazione orale e non deve essere usato per iniezione.
Per il sollievo del dolore, la posologia deve essere regolata a seconda della
gravita del dolore e della risposta del paziente. Talvolta, in casi di dolore
eccezionalmente intenso o nei pazienti che sono diventati tolleranti all'effetto
analgesico dei narcotici, può essere necessario superare la dose usuale
raccomandata.
La posologia media per gli adurti varia da 5 a 20 mg una o più volte al giorno,
secondo le indicazioni del medico,
Per il trattamento degli stati di tossicodipendenza da oppìoidi, il farmaco verrà
somministrato giornalmente secondo il parere del medico e il programma di
trattamento. Un ciclo di trattamento di disintossicazione non supererà i 21 giorni
precedente ciclo. Gii scherni di aosaggio indicati più avanti sono raccomandati, ma possono essere mutati a
seconda del giudizio clinico. Inizialmente una sola
dose di 15-20 mg di metadone sarà spesso sufficiente per sopprimere i sintomi oi astinenza. Si può somministrare
altro metaoone in più, se i sintomi di astinenza non sono eliminati oppure se ricompaiono. Quando i pazienti sono
tisicamente dipendenti da dosi etevate, può essere necessario superare questi livelli. Di solito 40 mg ai giorno
a dosi singole o suddivise costituiscono un livello di dose adeguato. La stabilizzazione può essere continua per
2-3 giorni e poi la quantità di metadone verrà gradualmente diminuita. La frequenza alia quale il metadone viene
diminuito verrà determinata individualmente per ciascun paziente. In pazienti ospedalizzati, una riduzione
giornaliera del 20% della dose prò die totale in genere è ben tollerata. In pazienti ambulatoriali può essere
necessario uno schema di riduzione più lento. Se il metadone viene somministrato per più di tre settimane, il
procedimento viene considerato non più di disintossicazione o di tralamento della sindrome acuta di astinenza,
ma di mantenimento, anche se
10 scopo e l'intento possono essere l'eventuale astinenza totale.
11 trattamento di mantenimento può essere eseguito nel caso di consumatori di oppìoidi con comprovata
dipendenza stabilizzata, quando precedenti interventi mu:!:disciplharì non abbiano dato risultati positivi.
Tale trattamento è altresì indicato quando si tratti di soggetti con comprovata dipendenza da oppioidi e
con inlezione da HIV, in situazione immunitaria compromessa o con AIDS conclamato se il medico ritenga che
un altro tipo dì programma dia minori possibilità di astensione dall'uso dì oppioidi. La terapia sostitutiva,
se ben condotta, riesce ad abolire il "craving", ovvero la ricerca compulsiva dell'eroina e a dominare lo stato
di ansia del tossicodipendente. Per l'impiego su soggetti in stato di dipendenza consolidata da eroina, già noti
alla struttura sanitaria, non è necessaria l'elfettuazione di accertamenti mediante il test sistemico del naioxone,
ma è certamente indispensabile ricercare la presenza di morfinici nei liquidi biologici.
Si deve sottolineare che l'analisi delle urine è parte integrante del trattamento
di mantenimento con metadone, per il controllo della presenza di sostanze
stupefacenti e psicotrope. Deve essere altresì verificato l'eventuale abuso di alcool.
Se le urine risultano positive agli oppioidi, è indispensabile rivalutare il caso.
Il dosaggio deve essere definito individualmente dal medico, in modo da prevenire
l'insorgenza della necessità di eroina, tenendo conto delle condizioni psicofisiche
de! soggetto e delle patologie correlate.
Durante la fase dì mantenimento alcuni pazienti ricevono per anni la stessa dose
di metadone; per altri invece questa va periodicamente modificata in più o in meno.
In ogni caso essa deve essere fissata in modo che gli effetti della somministrazione
siano protratti per un periodo di almeno 24 ore.
A titolo puramente indicativo, sì tenga presente che la maggior parte dei pazienti
si giova di dosi comprese tra 50 e 120 mg/die, a seconda del grado di tolleranza
e della capacità di metabolizzare il farmaco.
Confezioni munite di chiusura a prova di bambino:
Per aprire: premere e contemporaneamente ruotare in senso antiorario.
Per chiudere: premere e contemporaneamente ruotare in senso orario.
SOVRADOSAGGIO
Sintomi: in seguito a notevole sovradosaggio di metadone si manifesta depressione
respiratoria (diminuzione della frequenza respiratoria e/o della capacità vitale,
respiro di Cheyne-Stokes, cianosi), estrema sonnolenza che giunge fino allo
stupore o al coma, notevole miosi, flaccidita dei muscoli scheletrici, cute fredda
e viscida e talvolta bradicardia e ipotensione.
Nell'iperdosaggio grave, specialmente per via endovenosa, si possono avere:
apnea, collasso circolatorio, arresto cardiaco e morte.
Trattamento: bisogna rivolgere soprattutto attenzione a ripristinare un adeguato
scambio respiratorio liberando le vie aeree e istituendo una ventilazione assistita
e controllata. Se una persona non tollerante, specialmente un bambino, prende
o assume per sbaglio una grande dose di metadone, sono disponibili efficaci
antagonisti dei narcotici per contrastare la depressione respiratoria, che è
potenzialmente letale.
Il medico deve ricordare però che il metadone è un depressore ad azione protratta
(da 36 a 48 ore), mentre gli antagonisti utilizzati per il trattamento del sovradosaggio
agiscono per periodi assai più brevi (da 1 a 3 ore). Pertanto il paziente deve
essere continuamente controllato per accertare una ricomparsa della depressione
respiratoria e deve essere trattato ripetutamente con l'antagonista dei narcotici,
a seconda della necessità. Se la diagnosi è esatta e la depressione respiratoria
è dovuta soltanto ad un iperdosaggio di metadone, l'uso di altri stimolanti del
respiro non è indicato.
Un antagonista non deve essere somministrato in assenza di depressione
respiratoria o cardiovascolare cinicamente significativa. Gli antagonisti dei
narcotici somministrati per via endovenosa (naioxone, nalorfina e levallorfano)
sono (armaci di elezione per eliminare i sintomi di intossicazione.
•Questi 'arroti devono essere-somministrati ripetutamente jino a quando le
condizioni del paziente non restano soddisfacenti. Il rischio che l'antagonista dei
narcotici deprima ulteriormente la respirazione è meno probabile se si usa il
naioxone.
A seconda dell'indicazione dovranno essere impiegati ossìgeno, liquidi endovena,
vasopressori e altre misure di sostegno.
Attenzione: l'interruzione del trattamento non programmata e controllata
dal medico può esporre al rischio di una sindrome da astinenza.
EFFETTI INDESIDERATI
I rischi principali del metadone sono rappresentati dalla depressione
respiratoria e, in minor misura da: depressione circolatoria, arresto
respiratorio, shock ed arresto cardiaco.
Sono stati riportati rari casi di prolungamento dell'intervallo QT e di torsione di
punta.
Le reazioni negative osservate più frequentemente comprendono: senso di vuoto
alla testa, vertigini, sedazione, nausea, vomito, sudorazione e ipotensione
ortostatica. Alcuni dì questi effetti, più frequenti in soggetti in trattamento
ambulatoriale, sono owiabili tenendo i pazienti sdraiati.
Altre reazioni negative sono:
Sistema nervoso centrale: euforìa, disforia, debolezza, cefalea, insonnia, agnazione.
disorientamento e disturbi visivi.
Apparato gastroenterico: bocca secca, anoressia, stipsi e spasmo delle ve bKarì.
Apparato cardiovascolare: rossore al viso, bradicardia, palp'tazìonì. svenTer.to
e sincope.
Appara»
gènito-urirTariq: ritenzione urinaria o difficoltà alla minzione, effetto
antidiuretico e ridotta libido e/o impotenza sessuale.
Allergia: prurito, orticaria, altre reazioni cutanee, edema e raramente orticaria
emorragica.
Possibili effetti indesiderati dovuti agli eccipienti: il medicinale contiene ! seguenti
eccipienti, che possono provocare effetti indesiderati:
• Glicerolo. Dannoso ad atte dosi; può provocare mal di testa, disturbi di stomaco e diarrea.
• Sodio benzoato, Leggermente irritante per le mucose. Può aumentare il rischio di itterizia ne! neonato.
II rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio
di effetti indesiderati.
E' importante comunicare al medico o al farmacista la comparsa di qualsiasi
effetto indesiderato anche non descritto nel foglio illustrativo.
SCADENZA E CONSERVAZIONE
Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla
confezione.
Conservare nella confezione originale per tenerlo al riparo della luce
Per i flaconi da 100 mi, 500 m! o 1000 mi il periodo di validità dopo prima apertura
è di 2 mesi,
Tenere il medicinale fuori dalla portata dei bambini
Revisione del foglio illustrativo da parte
dell'Agenzia Italiana del Farmaco: Aprile 2006
02018200/R5
MOLTENI'
FARMACEUTICILast edited by L'alchimista; 17-05-2007, 19:55.
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il contributo di psicologi/antropologi, x come la vedo io, sarebbe quasi irrilevante... la scienza delle droghe è una disciplina di carattere multidisciplinare a se stante, che non viene esplicitamente insegnata in nessuna università... infatti gli studiosi di tale disciplina sono circa 200 in tutto il mondo (fonte samorini)... si parla di chimici alla hoffman, etnobotanici come il nostro giorgio, antropologi tipo lapassade ecc.
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vabbè allora dobbiamo rifinire sempre alla vecchia diatriba "perche legalizzare" o"perche non bisogna legalizzare"? trita a ritrita
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il problema è che coloro che sono veramente ultrainformati sull'argomento sono tutti drogati
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non so se mi posso definire "ultra informato" ma invece sLast edited by L'alchimista; 17-05-2007, 21:07.
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Il "problema droga" da cosaOriginariamente Scritto da gnugno Visualizza Messaggioperche secondo me confonde un po' la parola droga con il "problema droga".
ah, e spero anche che legga il mio post
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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