In Fabbrica

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  • EVOKar
    Stronzo chi legge!!
    • 08/12/06
    • 5337

    #16
    Originariamente Scritto da yuri gagarin Visualizza Messaggio
    Sei stato icastico e hai centrato perfettamente il nocciolo della questione anche se bisogna dire che le armi della disgregazione, dell'individualismo e dell'egoismo non sono solamente appannaggio dei datori di lavoro ma appartegono a tutto il sistema.
    Una fabbrica formata da operai disuniti non potrebbe mai sopravvivere. Infatti, il controllo sull'operaio nella fase fordista si è esteso dall'ambito lavorativo a quello sociale, e lo strumento di disciplinamento è stato il salario.
    Operaio di massa, impersonificato in termini di Marx, alienato.
    Con la dislocazione di fase (post fordismo-lean production) l'operaio è stato coinvolto maggiormente nel modello produttivo. Non lavora solo per il salario, come avveniva prima, ma si autoattiva, gli si danno compiti di responsabilità, collabora nelle strategie formulate dal management.
    Ciò ha imposto un livello più alto di specializzazione, e come ho già descritto nell'altro post, ha condotto ad una maggiore competitività nella ricerca del lavoro. Il modello capitalista ha imposto un potere di inclusione/esclusione dal lavoro. Ma dentro la fabbrica, gode di un trattamento che non può essere minimante paragonato a quanto avveniva solo 40-50 anni fà.
    [COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro

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    • stampatore
      Opinionista
      • 19/06/07
      • 423

      #17
      @ EVO :
      non sono riuscito a capire tutti i tuoi post, anche perch
      Discutiamone..... (anche se non mi convincerai rispetter

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      • Fragolino83
        In love!
        • 02/06/05
        • 1818

        #18
        Evo studia va, ti auguro di non finire in fabbrica allora, perchè non so se la realtà della fabbrica combacia veramente con quello che trovi scritto sui libri.
        Socio Milan Club Discutere.it

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        • EVOKar
          Stronzo chi legge!!
          • 08/12/06
          • 5337

          #19
          Originariamente Scritto da stampatore Visualizza Messaggio
          @ EVO :
          non sono riuscito a capire tutti i tuoi post, anche perchè se lavoro in fabbrica è perchè non ho studiato come te !
          Io non so se nei libri è scritto cosa succede dove lavoro io, ma la mia testimonianza non pretende di essere esaustiva della condizione lavorativa di tutti gli operai d' Italia ! E' comunque la mia realtà che mi trovo a vivere da 20 anni a questa parte.
          Le teorie economiche e sociologiche che si trovano sui libri spesso cozzano con la realtà di chi le situazioni le vive effettivamente sulla propria pelle.
          Un' altra cosa: quella che ho scritto nel mio precedente post, non è una teoria, ma è ciò con cui devo confrontarmi 8 ore al giorno per l' intera settimana di ogni anno fino ad una pensione CHE NON CI SARA' !
          Perdonami, ma trovo un po' riduttivo definire come semplici gelosie tra colleghi "problematiche" che tu forse non conosci, se non grazie allo studio.
          Originariamente Scritto da Fragolino83 Visualizza Messaggio
          Evo studia va, ti auguro di non finire in fabbrica allora, perchè non so se la realtà della fabbrica combacia veramente con quello che trovi scritto sui libri.
          Conosco diversi amici che lavorano nelle fabbriche del nord, nel settore arredamento a Como e nella Brembo a Bergamo, e quando ho avuto modo di parlarci non ne è emerso assolutamente un quadro così apocalittico come prospettato in questo thread.
          E le esperienze sul campo delle persone che conosco combaciano con quanto si studia sui testi economici che badate bene non sono di parte, anzi.....la maggior parte sono tendenzialmente ispirati ad una visione marxista di intendere i rapporti e le modalità di produzione.
          Sono mutate le forme dello sfruttamento, il comando sull'operaio non è più esplicito e diretto come nella fase della produzione di massa, esso è insito nella struttura del flusso produttivo e in tutti quei dispositivi di controllo informatizzati presenti nell'industria moderna (un esempio, diplay che indicano i prodotti fino a quel momento realizzati e scarto rispetto all'obiettivo da raggiungere), ma ripeto, e non lo sto a dire io, le tutele nei confronti del lavoratore moderno sono nettamente migliori rispetto al passato. E non ci sarebbe bisogno neppure di studiarle queste cose, attualmente siamo così inondati di informazioni provenienti da tutto il mondo e dai mezzi di comunicazione più disparati (comprendo anche le relazioni umane) che non è difficile rendersi conto di quello che avviene attorno a noi.
          Mi dispiace se dovessi dare l'idea di peccare di presunzione, ma è cosi.
          [COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro

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          • Fragolino83
            In love!
            • 02/06/05
            • 1818

            #20
            Forse la storia allora cambia da fabbrica con un unico padrone a multinazionale, con l'unico padrone che comanda, forse l'operaio viene valorizzato e a volte anche economicamente gratificato (esperienze passate nella fabbrica dove lavoro prima di passare sotto il controllo di una multinazionale), mentre sotto una multinazionale, l'operaio risulta solo un numero, se ti va bene stai li, altrimenti quello è il portone e buona fortuna.
            Socio Milan Club Discutere.it

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            • mat
              Il Magnifico
              • 20/05/05
              • 17786

              #21
              Originariamente Scritto da EVOKar Visualizza Messaggio
              Sono mutate le forme dello sfruttamento, il comando sull'operaio non è più esplicito e diretto come nella fase della produzione di massa, esso è insito nella struttura del flusso produttivo e in tutti quei dispositivi di controllo informatizzati presenti nell'industria moderna (un esempio, diplay che indicano i prodotti fino a quel momento realizzati e scarto rispetto all'obiettivo da raggiungere), ma ripeto, e non lo sto a dire io, le tutele nei confronti del lavoratore moderno sono nettamente migliori rispetto al passato.
              Quello che stai dicendo è che nella prima fase dell'organizzazione del lavoro al comando diretto ed esplicito di una persona, il superiore gerarchico o il capo, era possibile una forma di resistenza e opporre un'organizzazione e che adesso è impossibile organizzare una forma di lotta sul luogo di lavoro perchè a dare ordini non è un uomo ma una macchina?
              Forse sono più "umane" le condizioni di lavoro anche se il numero d'infortuni che accadono non sembrerebbero confermarlo, però il quadro di controllo del lavoro che rappresenti è peggiore di quello più antico.


              E non ci sarebbe bisogno neppure di studiarle queste cose, attualmente siamo così inondati di informazioni provenienti da tutto il mondo e dai mezzi di comunicazione più disparati (comprendo anche le relazioni umane) che non è difficile rendersi conto di quello che avviene attorno a noi.
              Mi dispiace se dovessi dare l'idea di peccare di presunzione, ma è cosi.
              Infatti simo inondati di dati "scientifici" puramente astratti e teorici tendenti ad ottimizzare le prestazioni lavorative considerando sempre più il lavoratore una "risorsa" aziendale e sempre meno un essere umano.
              Il tuo discorso contrasta con le esperienze di vita reale riportate in questa discussione, inoltre, è inapplicabile al lavoro irregolare e clandestino che costituisce una percentuale tutt'altro che trascurabile della forza lavoro.
              Moderatore Debate Square

              "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
              - P. Conte -


              Angst essen Seele auf

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              • EVOKar
                Stronzo chi legge!!
                • 08/12/06
                • 5337

                #22
                Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                Quello che stai dicendo è che nella prima fase dell'organizzazione del lavoro al comando diretto ed esplicito di una persona, il superiore gerarchico o il capo, era possibile una forma di resistenza e opporre un'organizzazione e che adesso è impossibile organizzare una forma di lotta sul luogo di lavoro perchè a dare ordini non è un uomo ma una macchina?
                Senza stare a soffermarci sulle sottigliezze, sommariamente si. Il comando sul lavoro non è più gerarchico, ma è insito nella struttura del modo di produrre, nelle macchine, per cui dagli operai questa forma di potere non è più vista come una coercizione al lavoro salariato, ma viene vissuta come ineluttabile, come uno stato naturale delle cose, in pratica occultamente del potere coercitivo.
                E tale cambiamento non ha avuto risvolti così negativi sull'operaio come si potrebbe pensare.
                Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                Forse sono più "umane" le condizioni di lavoro anche se il numero d'infortuni che accadono non sembrerebbero confermarlo, però il quadro di controllo del lavoro che rappresenti è peggiore di quello più antico.
                Ti ho risposto già sopra. NOn è peggiore, è mutata la forma dello sfruttamento, divenuta più occulta, difficilmente individuabile. L'igiene e le norme di sicurezza negli stabilimenti è migliorata di molto rispetto agli anni della cosiddetta fase fordista. Purtroppo, gli incidenti sul lavoro continuano a verificarsi, non sempre si adottano misure adeguate in direzione della tutela della salute del lavoratore, ma la situazione è sensibilmente migliorata rispetto al passato.
                Considera, poi, che negli anni '60-'70, le fabbriche erano dei giganteschi contenitori localizzati in luoghi geografici ben definiti, tutte le attivitè venivano svolte all'interno di questa mastodontica struttura (integrazione verticale) e i lavoratori erano costretti a lavorare come schiavi, simili alle formiche, tanto che anche il management non sapeva di preciso, in un dato momento, quanta manodopera utilizzasse. Per una stessa mansione capitava di ritrovarsi con due o tre operai intenti a svolgerla. C'era una tale disorganizzazione che si ripercuoteva sugli stimoli stessi dei lavoratori, i quali erano ben consci di rappresentare un dente di un complessivo ingranaggio che favoriva la ripetitività, la routine, un vero e proprio schiavo dei tempi moderni (il film "tempi moderni" di Chaplin descrive molto bene la situazione della fabbrica fordista, che dal 1908 fino agli anni '70 caratterizzerà l'intero apparato produttivo mondiale).


                Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                Infatti simo inondati di dati "scientifici" puramente astratti e teorici tendenti ad ottimizzare le prestazioni lavorative considerando sempre più il lavoratore una "risorsa" aziendale e sempre meno un essere umano.
                Il tuo discorso contrasta con le esperienze di vita reale riportate in questa discussione, inoltre, è inapplicabile al lavoro irregolare e clandestino che costituisce una percentuale tutt'altro che trascurabile della forza lavoro.
                Contrasta perchè sicuramente le esperienze riportate qui dentro rappresentano quelle specifiche casistiche che possono presentarsi (e chi lo nega?!)e si discostano dalla descrizione di un fenomeno (lavoro in fabbrica, condizione dei lavoratori) che è unanimante interpretato nella maniera da me esposta, considerando non solo il contesto produttivo italiano (sarebbe troppo limitativo), ma l'intera economia globale.;-)
                L'operaio rimane e rimarrà sempre una "merce" per il capitalista. Non può che essere così. Lo afferma anche Marx. Quello che cambia rispetto al passato è la sua maggiore specializzazione, l'autoattivazione (maggiore responsabilità in quello che f&#224, un ambiente collaborativo per quanto possibile, e un comando sul lavoro occultato insito nelle macchine (il flusso produttivo procede in base al sistema del just in time e l'operaio non può fermarsi, deve adeguarsi all velocità di esecuzione del lavoro della macchina).
                Questa analisi complessiva esclude l'influenza di eventuali variabili incontrollabili e difficilmente quantificabili (il lavoro nero). Subentra un altro aspetto che introduce ulteriori argomentazioni, in cui un ruolo predominante viene svolto dalle politiche economiche e fiscali degli apparati statuali in cui è dislocata l'impresa. E' già vasta la tematica così come la stiamo affrontando adesso, se allargassimo il discorso ne uscirebbe fuori una tesi di laurea ed ho già difficoltà a completare la mia.
                Last edited by EVOKar; 03-02-2008, 20:35.
                [COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro

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                • yuri gagarin
                  Dall'altra parte del muro
                  • 19/06/05
                  • 1336

                  #23
                  [QUOTE=EVOKar;816153]Una fabbrica formata da operai disuniti non potrebbe mai sopravvivere. Infatti, il controllo sull'operaio nella fase fordista si
                  GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

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                  • EVOKar
                    Stronzo chi legge!!
                    • 08/12/06
                    • 5337

                    #24
                    Originariamente Scritto da yuri gagarin Visualizza Messaggio
                    Il tuo mosaico nozionistico serve a poco e non rispecchia affatto la realtà attuale. Io ho parlato di disgregazione in rapporto alla conflittualità che ormai non esiste più, questo è il punto su cui ragionare. Le posizioni dei sindacati si sono appiattite a quelle di confindustria, la concertazione(una vera presa per i fondelli) ha soppiantato la conflittualità e allora mi chiedo: chi si occupa (veramente) degli operai?
                    Ci sono anche miei collegamenti e ragionamenti, eh...non pensare di trovare tutto sui testi accademici.
                    I sindacati hanno svolto un ruolo fondamentale per i lavoratori, ed hanno continuato a farlo fino ad oggi. Ormai le principali conquiste sono state raggiunte, e non mi sembra che le istanze della classe proletaria non vengano rivendicate adeguatamente dai patronati e dalle associazioni di categoria, anzi, ogni volta che si son mobilitati (ferrotranvieri, metalmeccanici i primi che mi vengono a mente) hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.
                    Ottenere ulteriori concessioni dagli industriali, si rivolgerebbe comunque a sfavore degli operai. Un aumento degli stipendi, che fà tanto felice il lavoratore, potrebbe ripercutersi sulla capacità dell'impresa di risultare competitiva mantenendo i margini di profitto raggiunti fino a prima dell'aumento. Ciò potrebbe comportare una razionalizzazione delle voci di spesa, tra cui la manodopera, e si finirebbe per ricorrere ai licenziamenti. Non è così facile gestire una tematica del genere ed è già stato fatto molto.
                    Non siamo più nell'epoca del muro contro muro, dell'infuocata lotta di classe tanto cara ai marxisti. Ma riconosco che la strategia dello scontro, dell'identificazione collettiva forte, sia una delle bandiere ,ormai ammainate, del comunismo.
                    Last edited by EVOKar; 03-02-2008, 21:13.
                    [COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro

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                    • Fragolino83
                      In love!
                      • 02/06/05
                      • 1818

                      #25
                      Originariamente Scritto da yuri gagarin Visualizza Messaggio
                      allora mi chiedo: chi si occupa (veramente) degli operai?
                      L'operaio stesso, il sindacato stesso, ammette che c'
                      Socio Milan Club Discutere.it

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                      • carondimonio
                        fotto vespe
                        • 16/10/07
                        • 825

                        #26
                        E' naturale che laddove la societ
                        [SIZE=1][COLOR=Navy]"La libert

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                        • yuri gagarin
                          Dall'altra parte del muro
                          • 19/06/05
                          • 1336

                          #27
                          [QUOTE=EVOKar;816444].
                          Non siamo pi
                          GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

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                          • EVOKar
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                            • 08/12/06
                            • 5337

                            #28
                            [QUOTE=Fragolino83;816447]L'operaio stesso, il sindacato stesso, ammette che c'
                            [COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro

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                            • Fragolino83
                              In love!
                              • 02/06/05
                              • 1818

                              #29
                              Caro Evo, all'ultima assemblea con i sindacati risalente a un paio di mesi fa, i signori delegati e i rappresentanti hanno detto pubblicamente che le iscrizioni sono carenti, che molti hanno dato di ritorno la tessera.
                              Non sono cose nostalgiche, è la realtà, nell'azienda dove lavoro io e purtroppo in molte aziende italiane.
                              Socio Milan Club Discutere.it

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                                • 08/12/06
                                • 5337

                                #30
                                Questo starebbe ad indicare una tendenza generale o un'incapacit
                                [COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro

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