Ma che cos'

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    Ma che cos'

    Spesso su questo forum si parla di guerre presenti e passate, a volte se ne ipotizzano di future.
    Spesso si leggono dotte ed asettiche dissertazioni d'arte militare, si propongono interpretazioni di orrendi massacri più realiste del Re, si accusa di buonismo e ingenuità chi inorridisce difronte a certe espressioni della brutalità e della stupidità umana.
    Ma noi, uomini e donne informati principalmente con immagini e parole circa le tragedie dell'umanità, sappiamo anche lontanamente cosa succede durante una guerra, cosa c'è dietro gli eserciti e le flotte, che danni una guerra provoca veramente?
    Leggete un po' qui se vi va...
    "Sono diciassette anni che l’America e la Gran Bretagna si sono imbarcate nella loro “Soluzione finale” del popolo iracheno.
    Le quarantadue giornate di bombardamenti a tappeto, festeggiamento a cui si erano uniti altri trentadue paesi, contro una nazione che contava appena venticinque milioni di anime, dotata di un esercito di giovani coscritti, più o meno la metà della popolazione con meno di sedici anni di età, senza aviazione, non era che l’inizio di un assedio totale, sotto l’egida dell’ONU, di una ferocia medievale.
    Avendo ridotto, come James Baker si era vantato di fare, l’Iraq all’ "età preindustriale”, questo paese si vide negare ogni normalità: né commercio, né aiuti, né telecomunicazioni, né energia, né trattamento delle acque, né riparazioni delle condotte di acqua potabile, né sementi, né cibo, né medicinali, né equipaggiamento medico…
    Diciassette anni prima della data in cui scrivo, l’Iraq entrava nella seconda settimana di barbaro bombardamento a tappeto, quasi ventiquattro ore su ventiquattro, che, allora come oggi (lo ricordo, per paura che lo dimentichiamo di nuovo), ignorava scrupolosamente il protocollo aggiuntivo numero 1 della Convenzione di Ginevra del 1977:
    E’ vietato attaccare, distruggere, rimuovere o mettere fuori uso oggetti indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile quali gli alimenti, i raccolti, il bestiame, le installazioni per il trattamento dell’acqua potabile o per irrigazione, allo scopo di privarne la popolazione civile o la Parte avversa nel conflitto … qualunque sia il motivo.”
    Il blitzkrieg contro l’Iraq mirava deliberatamente a tutto ciò che era “indispensabile alla sopravvivenza”.
    Nell’arco di ventiquattro ore, il più era stato distrutto. L’elettricità fu tagliata in capo a due ore di bombardamento, portando alla morte i pazienti attaccati alle apparecchiature vitali, i neonati nelle incubatrici, le persone che necessitavano di una assistenza respiratoria sotto ossigeno.
    I frigoriferi cominciarono a scongelarsi, tutti i medicinali bisognosi di essere refrigerati, così come le sacche per le trasfusioni di sangue o le soluzioni saline destinate ai feriti andarono distrutti. Gli alimenti cominciarono a deteriorarsi e, tra bombardamenti e chiusura delle banche (poco più tardi per paura di saccheggi), i pezzi di ricambio cominciarono a farsi rari fino a diventare del tutto introvabili.
    A Najaf, settanta pazienti in dialisi, “amici di lunga data” come dichiarò l’infermiera responsabile del servizio, morirono a causa della mancanza di corrente elettrica. La rete delle condotte di acqua potabile fu deliberatamente distrutta e i pezzi di ricambio successivamente rifiutati da parte del miserabile comitato per le sanzioni dominato dagli Anglo-Americani – un comitato in cui nessuno dei responsabili aveva spina dorsale – e l’acqua del rubinetto è a tutt’oggi mortale.
    Sembra che questo fosse fin dall’inizio il piano del comando centrale USA. La distruzione della rete idrica dell’Iraq è stata descritta dai professori Nagy e Stephanei Miller come segue: “Un olocausto al rallentatore”. Sono rari i testimoni che potrebbero caratterizzare meglio la situazione. (si veda: Come gli Stati Uniti hanno deliberatamente distrutto la rete idrica dell’Iraq [How the US deliberately destroyed Iraq's water], di Thomas J. Nagy).
    La torre delle telecomunicazioni di Bagdad fu anch’essa una delle prime vittime. Era una struttura elegante, slanciata, al bordo del quartiere Mansur. Ora giace, rotta e contorta, come giacciono i corpi di coloro che ci lavoravano. L’Iraq fu così tagliato fuori dal mondo, l’estensione e l’atrocità dei bombardamenti rimanendo in gran parte ignorate, per un tempo considerevole. Gli Iracheni che vivevano per il mondo non avevano più un mezzo che permettesse di sapere loro se le famiglie, gli amici, le persone care, i fidanzati e le fidanzate, i parenti erano ancora vivi o già morti. Le stazioni radio e televisive, in tutto l’Iraq, erano state bombardate affinché nessun avviso potesse essere dato ai civili (i giornalisti, anche loro, normalmente sono coperti da specifiche misure di protezione, ma i decisionisti apparentemente, non solo sono degli illetterati, ma ignorano le leggi).
    Gli ospedali, le farmacie, le scuole e i parchi giochi furono bombardati, l’educazione fu sradicata così totalmente che i depositi di materiale didattico che si trovavano in immobili separati dalle scuole (abitualmente in punti di distribuzione centralizzati a qualche chilometro dalle citt&#224 furono anch’essi bombardati.
    L’agricoltura, in tutte le sue forme, fu deliberatamente presa come bersaglio.
    Gli allevamenti di polli furono bombardati, le greggi di pecore e di capre furono mitragliate, circa la metà dei bufali furono uccisi e i prodotti delle campagne sparirono dalla circolazione.
    I silos, gli hangar agricoli, le fabbriche agro-alimentari furono ridotte in rovine. Un crimine di guerra di un’immensità stupefacente per il quale nessun responsabile, nessun pilota assassino, genocida e infanticida è mai stato trascinato davanti a un qualunque tribunale.
    Le industrie farmaceutiche scomparvero, le industrie che producevano siringhe furono annientate.
    E, secondo una politica particolarmente psicotica, i paesi che erano stati partners commerciali dell’Iraq e che avevano installato fabbriche e infrastrutture nel paese, bombardarono ciascuno di preferenza quelle che essi stessi avevano costruito! Gli Americani si buttarono a capofitto per bombardare le fabbriche della Pepsi e della Coca-Cola.
    Il “valore” militare non aveva mai raggiunto, fino ad allora, un tale abisso di devianza, di offuscamento e di arretratezza mentale.
    Avendo usato in abbondanza il napalm e i defolianti, la metà degli alberi dell’Iraq, comprese le immense palme secolari, morirono. Le palme superstiti non diedero alcun frutto per quasi cinque anni.
    Nelle fattorie pacifiche, famigliari, in mezzo alle palme, le donne e le bestie abortivano e, spesso, morivano di parto.

    I sopravvissuti descrivono tutti un “vapore” che usciva degli aerei, poi le conseguenze – orribili – che colpivano le persone che vivevano all’ombra dei palmeti o dei boschetti, dove nei momenti di riposo ci si recava per godere la freschezza, tutta relativa, ma apprezzabile nelle infernali estati irachene.
    E poi, beninteso, la decimazione che veniva dall’alto: sono state lanciate quotidianamente più bombe di quelle sganciate in una giornata media durante la Seconda Guerra Mondiale, in totale l’Iraq è stato devastato da una potenza esplosiva cinque volte superiore a quella d’Hiroshima.
    Le armi utilizzate contenevano uranio impoverito, che continua a contaminare l’Iraq e, al di là dell’Iraq, la regione, le persone, la fauna e la flora – e continuerà a farlo per quattro miliardi di anni e mezzo “… la protezione dell’ambiente naturale da danni estesi, prolungati e gravi” è un’altra prescrizione assoluta della Convenzione di Ginevra. Essa vieta assolutamente “…ogni danno all’ambiente naturale, di pregiudizio alla salute della popolazione e alla sua sopravvivenza”.
    Le violazioni non possono essere peggiori del fatto di condannare inestimabili generazioni che ancora devono nascere alla morte e alla deformità. I principi di Norimberga sono superati dal modo con cui sono trattati tanto i civili che i soldati: “… assassinio o maltrattamenti … di prigionieri di guerra … e ancora lo sterminio … e altre azioni disumane verso la popolazione civile.”
    Le “azioni disumane” commesse contro il popolo iracheno nel 1991 costituiscono crimini di guerra che si può solo sperare, dato che nessuno è stato trascinato davanti alla giustizia, perseguiteranno i loro responsabili fino alla morte.
    Il massacro dell’autostrada di Bassora, perpetrato dopo il cessate il fuoco, contro civili in fuga e truppe in rotta che si ritiravano, fatti a pezzi o inceneriti dal “tiro al piccione” del generale Schwarkopf.
    Ma tutta la guerra, beninteso, non è stata affatto differente. Saddam Hussein aveva proposto e, di fatto, aveva iniziato il ritiro dal Kuwait prima che iniziasse la carneficina ma, come sempre, per gli Stati Uniti era “troppo tardi” per una conciliazione. Gli autobus, i camion, le automobili in particolare furono presi di mira durante tutti i quarantadue giorni di massacro non-stop. Camion che trasportavano medicinali, carne, prodotti di prima necessità, furono bruciati con i loro conducenti. I soldati occidentali scattarono le loro fotografie dei “trofei di caccia”, orribili, con i resti miserevoli delle vittime calcinate e smembrate.
    ".
    Fonte: GlobalResearch.ca - Centre for Research on Globalization
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  • labutino
    Banned
    • 13/09/07
    • 688

    #2
    hegel considerava la guerra unico e legittimo mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. ma allora il diritto internazionale come oggi lo conosciamo ancora non esisteva. lenin definiva tutte le guerre tra stati guerre dell'imperialismo. io, pi

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    • Gloucester
      Opinionista
      • 29/03/06
      • 5314

      #3
      Originariamente Scritto da labutino Visualizza Messaggio
      hegel considerava la guerra unico e legittimo mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. ma allora il diritto internazionale come oggi lo conosciamo ancora non esisteva.
      Sì, ma Hegel era anche convinto che la guerra fosse necessaria alla salute dei popoli mantenendone alta la tensione morale. La guerra [...] non deve considerarsi come male assoluto e come accidentalità semplicemente esteriore, ma ha il suo più alto significato nel fatto che, per suo mezzo, è conservata la salute etica dei popoli, come il movimento dei venti preserva il mare dalla putrefazione, nella quale lo ridurrebbe una quiete durevole (Lezioni sulla filosofia della storia). E da ciò deduciamo come Hegel fosse davvero un autentico coglione del suo tempo.

      io, più modestamente, considero tutte le guerre ingiuste, ma alcune di esse necessarie. necessarie affinché la parte di mondo che vive nel benessere continui a farlo
      Un po' come dire tutti siamo eguali ma io sono più eguale degli altri. Rhodes ti avrebbe gettato le braccia al collo.

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      • mat
        Il Magnifico
        • 20/05/05
        • 17786

        #4
        Più che cretino, probabilmente non aveva mai avuto un'esperienza diretta della guerra o l'aveva avuta solo per sentito dire.
        Ad ogni modo, probabilmente, le guerre ai tempi di Hegel erano meno raccapriccianti di quelle contemporanee e colpivano i misura molto più limitata e indiretta le popolazioni civili.
        Da quanto leggo sopra, nella guerra in Iraq, al contrario, la popolazione civile sembra l'obbiettivo principale delle forze della coalizione.
        Moderatore Debate Square

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        • Gloucester
          Opinionista
          • 29/03/06
          • 5314

          #5
          Scusami ma questa è una sciocchezza. Hegel nasce nel 1770; pertanto, quando nel 1792 la Francia dichiara guerra all'Austria ha ventidue anni ed all'epoca di Waterloo (1815) quarantacinque. E dal momento che nacque ed operò in Germania egli ebbe un'esperienza diretta, ed in età matura, di ventitrè anni di guerre quasi ininterrotte che portarono alla morte di circa 5 milioni di individui, costituiti per il 40 % da civili. Guerre che, limitandosi a considerare le sole campagne napoleoniche ed il solo territorio della Prussia, devastarono per due volte la Germania settentrionale (campagna del 1806 e del 1812); e che nei sei anni centrali videro l'occupazione del suolo tedesco da parte delle forze francesi. Tutte le guerre hanno per obiettivo, esplicito od involontario, anche la popolazione civile; e Hegel ebbe un'esperienza diretta della guerra che tu ed io non abbiamo mai avuto ed auspicabilmente non avremo mai.
          Last edited by Gloucester; 04-03-2008, 13:04.

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          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #6
            Allora era cretino proprio.
            Moderatore Debate Square

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #7
              Ahahahahahahaha mi hai tolto le parole di bocca. Bene recita la nostra bistrattata Costituzione:
              "L'Italia ripudia la guerra come strumento atto a risolvere le controversie internazionali"
              amate i vostri nemici

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              • Sousuke
                Banned
                • 14/12/07
                • 16244

                #8
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Ahahahahahahaha mi hai tolto le parole di bocca. Bene recita la nostra bistrattata Costituzione:
                "L'Italia ripudia la guerra come strumento atto a risolvere le controversie internazionali"
                Sempre presumendo che i termini inseriti nella Costituzione come "guerra" o "controversia" non siano suscettibili di innumerevoli interpretazioni atte a sostenere tesi bellicose, giudicate poi legittime, se ne deduce quindi che l'Italia non ripudia, almeno esplicitamente, la guerra per risolvere le controversie interne, di tipo sociale, economico o soprattutto politico.

                Interessante.
                Last edited by Sousuke; 04-03-2008, 14:35.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #9
                  Maddài, Souse...e' implicito, no?
                  amate i vostri nemici

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                  • Sousuke
                    Banned
                    • 14/12/07
                    • 16244

                    #10
                    E' sempre meglio essere espliciti, soprattutto in questo paese dove domina il bizantinismo e la retorica di parte, visto anche che una certa partigianeria può essere propria anche dei costituzionalisti.

                    Comunque col termine "guerra" io intendo, in senso stretto, qualsiasi conflitto fra stati o popoli con l'impiego di mezzi militari, ed in senso lato od estensivo qualsiasi contrasto aspro di tipo non militare, che può consistere in una polemica/diverbio/conflitto acceso fra persone o cose, oppure in una fervida lotta contro un fenomeno sociale, culturale o naturale.

                    P.S.: Sousuke, dato che "Souse" ha vari significati in inglese.
                    Last edited by Sousuke; 04-03-2008, 15:56.

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                    • mat
                      Il Magnifico
                      • 20/05/05
                      • 17786

                      #11
                      Originariamente Scritto da Sousuke Visualizza Messaggio
                      Comunque col termine "guerra" io intendo, in senso stretto, qualsiasi conflitto fra stati o popoli con l'impiego di mezzi militari,
                      Direi che
                      Moderatore Debate Square

                      "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                      - P. Conte -


                      Angst essen Seele auf

                      Comment

                      • Sousuke
                        Banned
                        • 14/12/07
                        • 16244

                        #12
                        Originariamente Scritto da Qfwfq Visualizza Messaggio
                        Sì, ma Hegel era anche convinto che la guerra fosse necessaria alla salute dei popoli mantenendone alta la tensione morale. La guerra [...] non deve considerarsi come male assoluto e come accidentalità semplicemente esteriore, ma ha il suo più alto significato nel fatto che, per suo mezzo, è conservata la salute etica dei popoli, come il movimento dei venti preserva il mare dalla putrefazione, nella quale lo ridurrebbe una quiete durevole (Lezioni sulla filosofia della storia). E da ciò deduciamo come Hegel fosse davvero un autentico coglione del suo tempo.
                        Dipende dal contesto e da quali fossero i valori morali che Hegel intendeva preservare e mantenere forti e saldi nell'animo del popolo.

                        Infatti, nell'ambito sportivo per esempio, è assolutamente fondamentale il mantenimento di uno spirito competitivo, battagliero e conflittuale all'interno del proprio gruppo o squadra contro il "nemico", spesso stimolati dal proprio leader, affinchè si raggiungano i migliori risultati e si possano ottenere sinergie di gruppo fenomenali.
                        In tal senso la "guerra sportiva" è da considerare in modo positivo perchè contribuisce in modo determinante a mantenere la salute mentale e la competitività del proprio gruppo, contro i futuri avversari, magari tecnicamente migliori ma con una minore propensione alla battaglia (che li rende, loro malgrado, non imbattibili).

                        Quanto ai valori morali, la guerra può essere diretta alla difesa di valori, idee e principi occidentali e di civiltà come la libertà, il liberalismo, il pluralismo, l'onestà ed altri ancora.
                        Può quindi non essere intesa come un valore assoluto in sè ma solo come uno strumento per la difesa di altri valori e principi (presumendo che questi principi siano "buoni" e si ispirino alla civiltà occidentale).
                        Essa è un mezzo, non un fine. Concordo.
                        Un po' come dire tutti siamo eguali ma io sono più eguale degli altri. Rhodes ti avrebbe gettato le braccia al collo.
                        Tutti siamo uguali in quanto essere umani, senza alcuna distinzione di sesso, religione, età o altro, soprattutto di fronte alla legge.

                        Tuttavia è indubbio che ogni persona è un'entità in sè distinta da tutte le altre (ognuno di noi è unico nella sua diversità da tutti gli altri, quantomeno per il proprio DNA), anche solo per le sue idee, od i suoi principi o valori morali.
                        C'è chi stabilisce una certa gerarchia fra i valori e principi in modo assoluto, chi la stabilisce in modo relativo e chi di disinteressa totalmente della questione e non ha alcun principio o valore.
                        Dato che queste gerarchie non sono affatto uguali fra loro e che c'è chi è affetto pure da menefreghismo (quindi anche con incompatibilità ed inconciliabilità notevoli fra i vari membri del gruppo), nel momento in cui si stabilisce quale politica (intesa in senso lato) si debba applicare ad un gruppo sociale possono sorgere giustamente conflitti notevoli fra i membri del medesimo gruppo, fino a portare all'emarginazione/esclusione pacifica e concordata dei dissidenti o ad una guerra senza esclusione di colpi (di solito si giunge ad un compromesso condiviso e pacifico).
                        Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                        Direi che è anche l'unico senso ipotizzabile in una discussione come questa.
                        Concordo, anche se certi post hanno inevitabilmente un'impostazione filosofica (almeno accennata) sul concetto generico di guerra, che esulano dal significato proprio che siamo soliti attribuire a questo termine, e lo stesso titolo del topic sembra proporre una discussione più generica, non direttamente riferita alla guerra in senso militare.
                        Last edited by Sousuke; 04-03-2008, 17:16.

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                        • Matthias

                          #13
                          Ma la Convenzione di Ginevra si applica solo ai nemici degli USA e del Regno Unito, non a coloro che l'hanno promulgata...

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #14
                            Bob Dylan: The masters of the war

                            Come you masters of war
                            You that build all the guns
                            You that build the death planes
                            You that build the big bombs
                            You that hide behind walls
                            You that hide behind desks
                            I just want you to know
                            I can see through your masks

                            You that never done nothin'
                            But build to destroy
                            You play with my world
                            Like it's your little toy
                            You put a gun in my hand
                            And you hide from my eyes
                            And you turn and run farther
                            When the fast bullets fly

                            Like Judas of old
                            You lie and deceive
                            A world war can be won
                            You want me to believe
                            But I see through your eyes
                            And I see through your brain
                            Like I see through the water
                            That runs down my drain

                            You fasten the triggers
                            For the others to fire
                            Then you set back and watch
                            When the death count gets higher
                            You hide in your mansion
                            As young people's blood
                            Flows out of their bodies
                            And is buried in the mud

                            You've thrown the worst fear
                            That can ever be hurled
                            Fear to bring children
                            Into the world
                            For threatening my baby
                            Unborn and unnamed
                            You ain't worth the blood
                            That runs in your veins

                            How much do I know
                            To talk out of turn
                            You might say that I'm young
                            You might say I'm unlearned
                            But there's one thing I know
                            Though I'm younger than you
                            Even Jesus would never
                            Forgive what you do

                            Let me ask you one question
                            Is your money that good
                            Will it buy you forgiveness
                            Do you think that it could
                            I think you will find
                            When your death takes its toll
                            All the money you made
                            Will never buy back your soul

                            And I hope that you die
                            And your death'll come soon
                            I will follow your casket
                            In the pale afternoon
                            And I'll watch while you're lowered
                            Down to your deathbed
                            And I'll stand o'er your grave
                            'Til I'm sure that you're dead
                            amate i vostri nemici

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                            • Kyra
                              Disappointed Idealist
                              • 24/10/05
                              • 22455

                              #15
                              Non si augura la morte. Vergogna.
                              I'm laying down, eating snow
                              My fur is hot, my tongue is cold
                              On a bed of spider web
                              I think of how to change myself

                              A lot of hope in a one man tent
                              There's no room for innocence
                              So take me home before the storm
                              Velvet mites will keep us warm.

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