Certo, il che è bello e stimolante (entro certi limiti, come già ho detto).
Il fatto è che per approfondire le altre (interessanti) argomentazioni emerse si è completamente persa la parte centrale (anzi, la parte che dovrebbe essere centrale) di questa discussione.
Ovvero appunto il Tibet e le altre numerose popolazioni dell'asia centrale e meridionale avviate all'estinzione da una cosciente operazione politica..
ti ripeto che in merito al tibet e alla sua situazione ci troviamo perfettamente d'accordo.
Sennò che gusto ci sarebbe?
Comunque, è fuor di dubbio che esistano tuttora letterature vivaci e prolifiche in lingua francese e italiana; anzi, l'italiano e il francese sono (come in misura ovviamente maggiore l'inglese) lingue di espressione anche per artisti non italiani e francesi che comunque concorrono alla ricchezza e alla vitalità della nostra lingua..
certo, come alcuni letterati del tardo medioevo scrissero opere in latino, quando il latino si avviava a diventare una lingua morta...
A riprova di questo vi è il fatto che l'italiano è attualmente la 4 lingua straniera più studiata nel mondo, e che le scuole francesi all'estero siano la scelta privileggiata di tutte le clessi medio alte nei paesi del Mediterraneo e del medio oriente (ad esempio è lungo l'elenco degli intellettuali italiani d'Egitto che hanno studiato alla scuola francese di Alessandria).
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si. ti ripeto che il mio discorso si riferiva ad un processo che, sebbene di lungo periodo, io ritengo sia stato irreversibilmente innescato dal fenomeno della globalizzazione americana.
Non credo sia possibile che in un secolo l'italiano e il francese si estinguano.
Non credo sia neanche possibile che smettano di essere le lingue ufficiali di Italia e Francia a favore dell'inglese..
Può darsi benissimo che fosse un bifolco (per quanto all'inizio dei suoi studi fosse stato indirizzato alla carriera di avvocato e si sia mantenuto insegnando italiano, francese e matematica); ma definirlo "burattino nelle mani dei potenti" è offensivo quanto assurdo.
Ha partecipato nel 1834 a dei moti (falliti) per rovesciare i Savoia.
Dopo aver esulato per questo in molteplici paesi e aver combattuto due rivoluzioni in sud america (contro i potenti), tornò in Italia per combattere la prima guerra di indipendenza nelle file del governo provvisorio di Milano (perloppiù studenti. molti dei quali non addestrati alla vita militare).
Poi dalle Alpi a Roma per difendere la Repubblica Romana (contro i potenti tutti: papato, impero francese, impero austriaco e tutte le monarchie cattoliche d'Italia).
Caduta la R.R. esulò nuovamente. Negli USA e poi in Perù.
Tronato nuovamente in Italia per la seconda guerra di indipendenza fu ostacolato e boicottato nelle sue operazioni contro lo stato pontificio proprio dall'esercito sabaudo..
ripeto che a mio parere garibaldi fu, in quell'occasione (cioè nella seconda guerra di indipendenza) uno strumento nelle mani dei savoia, che lo utilizzarono ai loro scopi per poi gettarlo nel dimenticatoio di caprera.
mmm...
E' proprio questo il punto, mi sa.
Io trovo che un arabo sia straniero in Afghanistan tanto quanto un americano.
Certo, l'arabo magari è sunnita come la maggior parte degli afghani, ma questo non ne fa un afghano. In nessuna misura (secondo me).
Al contrario un afghano (che pensa e sogna in lingua afghana) anche se cristiano, indù o ateo resto comunque afghano..
si, ma devi considerare che il concetto di stato nazionale come noi lo conosciamo, e che anche presso l'occidente è sulla via di diventare desueto e inattuale, i musulmani non sanno neanche cos'è. nei paesi islamici lo stato nazionale è un portato del colonialismo ottocentesco e basta. se chiedi a un afghano in cosa si riconosce a livello politico lui ti risponderà nell'islam.
Secondo me faceva gli interessi del popolo afghano e del governo sovietico.
Il governo talebano ivece faceva gli interessi solo di sè stesso.
Di sicuro non del popolo afghano, dato che ha chiuso tutte le scuole e le università per anni durante i quali ha dovuto operare la riforma (cioè l'epurazione da tutti i professori dissidenti); ha arrestato o fucilato la maggior parte degli ufficiali dell'esercito regolare e dei combattenti (mujaheddin) delle altre fazioni, rendendo così inesistenti le forze armate afghane e costringendo il paese a dipendere da milizie mercenarie o organizzazioni paramilitari transnazionali; ha distrutto o messo al bando tutte le opere non religiose prodotte in millenni dalla cultura afghana (in pratica ha cercato di cancellare la cultura afghana!); ha esiliato o arrestato dissidenti in numero tale da privare il paese di quasi tutti i professionisti quali medici, ingegneri, architetti eccetera.
E, da quel che vedo parlando con te, ha completamente cancellato anche il ricordo di cosa fosse l'Afghanistan. Quell'Afghanistan che all'inizio del '900 produsse artisti e scrittori che animarono anche i salotti italiani.
Per fortuna, almeno in Italia, memoria di questa ricchezza culturale è ancora conservata; dato che sono ancora vive le opere degli eredi di quegli intellettuali. Per dirne uno Jusuf Roberto Mandel..
si, ma mi pare che il carattere autoritario del regime talebano non sia in discussione. tuttavia ti riporto al concetto di libera scelta dei propri governanti da parte del popolo. evidentemente il regime talebano rispondeva alle idee della maggioranza del popolo afghano. per questo e solo per questo, a mio parere, ha prevalso.
Il corano è un libro sacro; dunque indica dei dettami di tipo morale. Ed è giustamente questo il suo compito, del pari a tutti gli altri libri sacri.
Anche la bibbia e il vangelo regolano l'ordine sociale..
no. la bibbia e il vangelo dettano precetti che interessano il foro interno, la sfera della coscienza, almeno nella loro interpretazione moderna. il corano detta invece anche precetti di carattere giuridico. ovviamente il ritenere tali quei precetti dipende in massima parte dall'interpretazione che del corano viene data dai teologi musulmani. e poiché essi dicono che tale interpretazione deve essere letterale, i precetti in parola hanno valore giuridico.
Dunque, in sintesi.
Hai sostenuto che la dittatura teocratica talebana fosse la forma di governo più aderente alla cultura afghana.
Ha sostegno di questa tesi hai portato tutte argomentazioni (ad esempio questa sul corano che regola l'ordine sociale) valide anche per il cristianesimo e l'ebraismo, dunque tutt'altro che peculiari della cultura afghana..
L'islam è una religione. In nessuna religione esiste il concetto di laicità dello stato.
Se intendevi il mondo islamico, cioè l'insieme dei paesi con popolazione musulmana, bè ti devo contraddire.
La maggior parte dei paesi "islamici" ha una costituzione che difende la libertà di culto e l'equità del cittadino e il libero accesso ad ogni carica (non ereditaria) a prescindere dalla religione (fa eccezione in realtà solo la costituzione dell'Iran).
Certo, alle volte i dettami di queste costituzioni sono disattesi. Nei fatti (come però avviene anche in quasi tutti i paesi del mondo, per ovvie meccaniche di discriminazione individuale) o nelle norme.
Questo secondo e più grave caso è però opera di una parte politica, naturale espressione della pluralità democratica, come lo sono i partiti cristiani nell'occidente (un caso su tutti la Democrazia Cristiana).
E un po' ora di finirla con tutte queste leggende sullo scontro di civiltà..
nessuna leggenda. nei paesi di religione musulmana l'influsso della religione sulla società è molto più intenso che non nei paesi occidentali. questo è un fatto incontrovertibile.
Come la bibbia del resto.
Poi sta al lettore scegliere se obbedire o meno ai dettami di quel che legge.
In realtà la risposta la dà lo stesso corano [non l'ho letto, ma mi sono stati letti degli estratti da Gabriele Mandel (figlio del Mandel di cui sopra)].
Il corano dice nero su bianco che la fede è un dono di Dio, e non può essere imposta. Infatti, se imposta non è sincera, e se non è sincera non porta alla salvezza.
Un sura inoltre recita: <<se Dio avesse voluto che tutti fossero uguali avrebbe creato tutti uguali; se Dio avesse voluto che tutti fossero musulmani avrebbe donato a tutti la fede. A Dio piace la diversità>>.
E sono parole di Maometto (o secondo lui di Gabriele Arcangelo), non del primo stronzo pacifista che passa..
ti ripeti? è tutta questione di interpretazione. i musulmani, come sai, non hanno una chiesa, non conoscono alcuna autorità cui sia affidata l'intepretazione del corano. i musulmani conoscono l'intepretazione del corano espressa dagli imam, dai teologi, che è un'intepretazione letterale, sulla base della prescrizione dello stesso profeta in merito. è la stessa religione a imporre loro un'interpretazione letterale. lo vuoi capire?
Non c'è dunque alcun legame di causalità tra l'esistenza del corano (o della bibbia) e l'esistenza di teocrazie come quella talebana o quella pontificia..
sbagliato. qualsiasi verità che abbia la pretesa di essere l'unica, ha in sé un germe autoritario. ogni religione come sai pretende di dare l'unica vera risposta al problema di dio.
Ovvio che le seconde cerchino di legittimarsi dicendo che quel che fanno è tutto volto alla difesa della fede.
Questo non implica (e infatti di norma non avviene) che chi crede nell'islam o nel cristianesimo debba allora credere alla validità di un sistema teocratico.
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no. ma la teocrazia è la forma di stato più vicina alla realizzazione in terra dei precetti espressi dai testi sacri.
"totalitarismo" è una parola che usiamo per definire una situazione.
Dal dizionario "la dottrina o la prassi dello Stato totalitario, cioè di qualsiasi stato intenda ingerirsi nell'intera vita anche privata dei suoi cittadini".
Dunque è una definizione oggettiva. Basata però sul concetto di privato.
Ovviamente cosa sia il privato è un concetto non assoluto, e dipende dalle culture, dalle epoche e da tutti i fattori della storia..
tu lo dici. e dicendolo confermi quanto ti ho già detto precedentemente. cioè che le definizioni prese dal vocabolario lasciano il tempo che trovano.
Però, per tornare un po' in tema, la fede fa parte del privato anche nella cultura islamica. Forse più che in quella cristiana, dato che l'islam (al contrario del cristianesimo) riconosce come credenti (al pari dei musulmani) tutti quelli che chiamano "genti del libro" (ebrei, cristiani e ovviamente musulmani), e dunque predica già di partenza una pluralità religiosa.
Predica inoltre: <<e quando verrà il giudizio, ognuno sarà giudicato in base al suo libro>>. Cioè l'islam considera retto l'uomo che si comporta in linea con la propria fede, non con l'islam in particolare (anche se, tra le fedi, l'islam riconosce solo le abramitiche, in quanto monoteiste)..
ti ripeto che l'interpretazione del testo coranico va considerata tenendo conto di chi la interpreta e inoltre dell'intero significato del testo.
Lo stato vaticano ovviamente è una farsa di stato.
E' un governo privo di un popolo da governare.
Ovvio dunque che i membri del clero (=membri di una oligarchia di governo) siano colti, diciamo sopra la media umana.
Ben diverso è come sappiamo per lo stato pontificio.
Dall'enciclopedia:
"La Città del Vaticano presenta una particolare forma di stato: formalmente sarebbe uno stato teocratico, ovvero governato esclusivamente da un apparato ecclesiastico, di fatto però manca un elemento caratterizzante e fondamentale di questa forma di stato, ovvero un popolo da assoggettare alla politica ecclesiastica: è infatti presente soltanto il clero che, nello stato teocratico, si dovrebbe imporre. Inoltre lo Stato è una forma di Stato patrimoniale: in pratica non esiste la proprietà privata all'interno della Città del Vaticano e tutti gli immobili sono di proprietà della Santa Sede.".
si, ma esistono anche dei cittadini comuni e laici che vivono nello stato vaticano. che hanno proprietà immobiliari o attività, come ad esempio ristoranti o negozi?
Ipotesi: Sia dato un triangolo rettangolo T su di un piano.
Tesi: il quadrato della misura dell'ipotenusa I è uguale alla somma dei quadrati della misura dei cateti C1 e C2.
Dimostrazione:
Consideriamo il quadrato Q di lato C1+C2.
L'area di questo quadrato è (C1+C2)^2=C1^2+C2^2+2C1*C2.
Dato che l'area di T è C1*C2:2 abbiamo che area di Q=C1^2+C2^2+4(area di T).
Costruiamo ora all'interno di Q quattro copie di T in corrispondenza dei quattro angoli retti di Q. Verrà in questo modo determinato un quadrato Q1 interno a Q di lato I (e dunque area I^2).
Dunque abbiamo scomposto Q in Q1 e quattro copie di T.
Dunque area di Q=I^2+4(area di T).
Dato che abbiamo visto che Q=C1^2+C2^2+4(area di T) abbiamo che
I^2+4(area di T)=C1^2+C2^2+4(area di T) => I^2=C1^2+C2^2
Q.E.D..
si, però tu parti dal concetto di triangolo, che è relativo ad una figura mentale che è a sua volta propria della sola umanità in quanto insieme specifico. quindi anche il concetto di triangolo è relativo. quello che voglio dire è che con la logica non si può dimostrare la verità assoluta di una proposizione, ma solo la sua verità parziale e relativa ad uno o più assunti di base.
L'attuale costituzione difende le minoranze etniche (che sono in massima parte persiani, tagiki, uzbeki, turkmeni; tutti popoli già rappresentati da uno stato nazionale e dunque non a rischio di estinzione).
ASSIMILAZIONE INDIRETTA! e non mi stancherò mai di ripeterlo...
Tutte le religioni ovviamente predicano dei precetti perchè questi vengano tutti seguiti.
Poi uno sceglie se seguirli alla lettera o meno. Se lo fa è un fondamentalista. Ma non credo sappia di esserlo....
non hai risposto alla mia domanda. anche perché come sai la categoria di fondamentalista è anche essa di matrice occidentale.
Non ci siamo capiti forse.
Non può esistere un popolo che possa sostenere una verità di fede in contraddizione con una verità di ragione.
Ad esempio se la religione sostiene che la terra sia piatta e poi viaggiando verso il bordo ritorni al punto di partenza non c'è fede che tenga.
Altro esempio: "tutto il creato gira intorno alla terra", poi quardi al telescopio le lune di Giove e scopri che girano intorno a Giove e non alla terra.
La religione cristiana sosteneva la continuità della materia, poi vicino casa mia, in via Panisperna, Fermi ha spaccato un atomo..
quello che tu dici vale per le verità fisiche. le verità metafisiche sono altra cosa. come sai anche la scienza e la ragione hanno dei limiti.
Trovatomi a leggere tante idiozie in questo forum riguardo la matematica e i matematici (idiozie che rispecchiano, e purtroppo in minima parte, la generale ignoranza che circola in giro in materia) tipo la matematica è un'approssimazione della realtà, la matematica è fatta da teorie che magari poi cambiano, eccetera; avevo aperto una discussione (in cultura mi pare) intitolata "matematica, questa sconosciuta", dove cercavo appunto di sfoltire un po' di leggende in merito.
Bè è stata una fatica di Sisifo.
Comunque se davvero ti interessa proverò a riesumare quella discussione o ne aprirò un'altra..
Se uno non è credente non ha la fede. Perchè dovrebbe sostenere che questa sia compatibile con la ragione?
Infatti chi sostiene la piena compatibilità di fede e ragione (in quando operanti in campi separati e non sovrapposti) sono proprio i credenti..
si, ma io parlavo di separazione non di conciliazione.
Il fatto di sostenere che anche la fede sia spiegabile con la ragione è in realtà una posizione estrema.
Implica infatti il considerare la ragione l'unica facoltà dell'intelletto, e la metafisica come in realtà parte della fisica.
Di conseguenza significa sosterere che si possa dare riprova sperimentale dell'esistenza dell'anima o di Dio..
E' senzadubbio vero che siano esistiti filosofi che hanno espresso questo pensiero (specie quelli tipo San Tommaso vissuti prima della formalizzazione del metodo scientifico), ma è anche ovvio che a seguito di tale formalizzazione l'ipotesi della dimostrabilità scientifica di Dio ha perso quasi tutti i suoi seguaci. Al giorno d'oggi penso nessuno sul pianeta creda sia possibile dimostrare scientificamente l'esistenza di Dio..
Che c'entra? Ciò non toglie che, anche se crede in Dio, Maometto, la vita eterna dopo la morte, eccetera, possa pensare che per quanto riguarda la struttura della materia le risposte siano nella fisica e non nel corano.
Infatti, guarda un po', esistono anche fisici che sono musulmani..
ti ripeto che in merito al tibet e alla sua situazione ci troviamo perfettamente d'accordo.
ah, ok
certo, come alcuni letterati del tardo medioevo scrissero opere in latino, quando il latino si avviava a diventare una lingua morta...
L'italiano è parlato (secondo le statistiche) da 150 milioni di persone. Il che gli fa guadagnare un bell'11° posto tra le lingue più parlate.
Dire che si avvii a diventare una lingua morta mi pare esagerato.
si. ti ripeto che il mio discorso si riferiva ad un processo che, sebbene di lungo periodo, io ritengo sia stato irreversibilmente innescato dal fenomeno della globalizzazione americana.
Che di sicuro ha delle conseguenze nei costumi e nelle culture, ok.
Ma di qui a dire che tra un po' saremo tutti americani ce ne corre.
E' sempre più evidente che l'America sarà il centro del mondo ancora per poco.
forse non in un secolo. ma in più secoli?
Tutte le nazioni nascono e muoiono prima o poi.
Ma non credo di poter imputare l'eventuale nostra estinzione agli amercani.
Lo scenario futuribile più plausibile è quello di un mondo "indo-cinese", e non certo americano.
ripeto che a mio parere garibaldi fu, in quell'occasione (cioè nella seconda guerra di indipendenza) uno strumento nelle mani dei savoia, che lo utilizzarono ai loro scopi per poi gettarlo nel dimenticatoio di caprera.
Ok
si, ma devi considerare che il concetto di stato nazionale come noi lo conosciamo, e che anche presso l'occidente è sulla via di diventare desueto e inattuale, i musulmani non sanno neanche cos'è.
mmm. ho i miei dubbi sul fatto che sia desueto. Tranne la svizzera TUTTI gli stati dell'occidente (tranne i microstati) sono stati nazionali. E anche la maggior parte degli stati dell'asia.
E comunque non si può generalizzare "i musulmani".
L'afghanistan era uno dei paesi più arretrati del mondo, ok.
Ma nel medio oriente, dove la scolarizzazione è più diffusa ci sono molti movimenti ideologici centrati attorno "la nazione araba". Spesso volti alla realizzazione di un'antità politica che rappresenti questa nazione. In pratica uno stato nazionale. Idem per le nazioni del maghreb, che si riconoscono in una nazione berbera.
nei paesi islamici lo stato nazionale è un portato del colonialismo ottocentesco e basta.
Questo può essere smentito con 2 controesempi, Turchia ed Albania.
se chiedi a un afghano in cosa si riconosce a livello politico lui ti risponderà nell'islam.
Non credo.
I più analfabeti si riconosceranno solo negli organi tribali. Dunque considereranno "straniero" qualunque uomo (anche musulmano" non sia della loro tribù.
I più religiosi l'islam? Può darsi, ma allora dovranno sentirsi compatrioti anche di tutte le altre "genti del libro" (cristiani ed ebrei).
Di sicuro quelli che sanno leggere e scrivere si riconosceranno nell'Afghanistan.
tuttavia ti riporto al concetto di libera scelta dei propri governanti da parte del popolo.
Che non c'è stata coi talebani, mentre ora ci sono state delle elezioni.
evidentemente il regime talebano rispondeva alle idee della maggioranza del popolo afghano.
Io ho i miei dubbi anche su questo.
Per poter scegliere bisogna essere informati.
Quanto mai potevano essere informati gli afghani riguardo il progetto politico dei talebani?
Ovvio che in un momento di sconcerto generale la gente si appoggia sulla religione e sul nazionalismo, avviene in tutti i momenti di crisi ed in tutti i popoli della terra.
Ma questo aversfruttatola paura collettiva per sottomettere il popolo mi rende solo più odiosi i talebani.
per questo e solo per questo, a mio parere, ha prevalso.
Ha prevalso perchè erano i più forti. Erano l'unica fazione combattente a ricevere sovvenzioni dai paesi arabi.
no. la bibbia e il vangelo dettano precetti che interessano il foro interno, la sfera della coscienza, almeno nella loro interpretazione moderna.
Nella bibbia ci sono scritte, nero su bianco, norme comportamentali e dettami giuridici che regolano la vita del fedele in ogni suo ambito.
Che l'interpretazione attuale trascuri certe parti dei libri sacri, quelle ovviamente che sono meno piacevoli all'eventuale credente, non significa che non vi siano.
Infatti ci sono!
Tant'è che esistono i bigotti, cioè coloro che seguono per filo e per segno i dettami del libro sacro (pernso di poterli a buon titolo chiamare fanatici).
il corano detta invece anche precetti di carattere giuridico.
Come la bibbia. Leggiti la parte su "chi giace con chi".
ovviamente il ritenere tali quei precetti dipende in massima parte dall'interpretazione che del corano viene data dai teologi musulmani.
Appunto, come la bibbia.
e poiché essi dicono che tale interpretazione deve essere letterale,
Ma questo non è vero. La maggior parte dei teologi musulmani ha sottolineato che solo "i 5 precetti fondamentali" sono vincolanti per l'adesione all'islam.
Tutti gli altri, compresa circoncisione e divieto di mangiare maiale, sono solo "prassi"; come il nostro "venerdì pesce", alle quali ci si attiene in misura volontaria e senza che questo comporti alcun pro o contro per la salvezza della propria anima.
i precetti in parola hanno valore giuridico.
Tra l'altro questo è falso per la quasi totalità dei paesi islamici. In quasi nessun paese islamico moderno il codice civile o penale sono estratti dal corano.
Ovvio che la religione della maggioranza della popolazione di un paese influuenza la cultura nazionale, e quindi determina la formulazioni di leggi diverse tra stati di religione diversa.
Ma dire che, per esempio, in Egitto il corano ha valore giuridico è semplicemente falso.
Ovvio è che da noi la legge prevede come giorno di festa la domenica e da loro il venerdì. Ma non ingigantiamo i naturali riflessi della cultura di un popolo.
nessuna leggenda. nei paesi di religione musulmana l'influsso della religione sulla società è molto più intenso che non nei paesi occidentali. questo è un fatto incontrovertibile.
Certo, dato che l'analfabetismo e la povertà sono molto più diffusi.
i musulmani, come sai, non hanno una chiesa, non conoscono alcuna autorità cui sia affidata l'intepretazione del corano.
Le scuole di teologia esistono anche da loro. E, come noi abbiamo un clero, loro hanno i sufi. Che con molta correttezza non costruiscono imense associazioni più o meno sommerse come la chiesa cattolica, ma hanno un'organizzazione simile a quella rabbinica.
i musulmani conoscono l'intepretazione del corano espressa dagli imam,
Vero. Purtroppo molti dei quali sono conniventi con il potere o simpatizzanti di certi movimenti ideologici e dunque sfruttano in modo infame la loro condizione di punti di riferimento di una comunità per plagiarla.
dai teologi, che è un'intepretazione letterale, sulla base della prescrizione dello stesso profeta in merito. è la stessa religione a imporre loro un'interpretazione letterale. lo vuoi capire?
No, perchè non è così.
Tutti i desti sacri dicono "si fa così". E dicono "proprio così e non cosà". Ma soprattutto tutti i testi religiosi dicono "se fai come dico io paradiso, se no inferno".
Dunque nulla di particolare nel corano.
sbagliato. qualsiasi verità che abbia la pretesa di essere l'unica, ha in sé un germe autoritario. ogni religione come sai pretende di dare l'unica vera risposta al problema di dio.
Certo. E' ovvio che se dico "Dio è fatto così" necessariamente indico come false tutte le altre ipotesi in merito.
Ma questo non c'entra niente con gli stati teocratici. Che possono o meno esistere. Tantè che per secoli il cristianesimo è esistito senza che esistesse lo stato pontificio.
no. ma la teocrazia è la forma di stato più vicina alla realizzazione in terra dei precetti espressi dai testi sacri.
Bà. Anche su questo ho i miei dubbi.
Sull'evidente contraddizione tra potere temporale del papa e rinuncia dei beni terreni hanno già trattato per millenni intellettuali laici e religiosi (molti dei quali "cristianamente" arsi per eresia, proprio come scritto nel vangelo...).
Anche nell'islam la contraddizione è evidente. Il musulmano deve considerare suoi fratelli anche cristiani ed ebrei, ma ovviamente uno stato teocratico deve imporre una dottrina precisa, dunque non solo non potrà venire incontro a ebrei e cristiani, ma neanche a musulmani sciiti o sunniti a seconda del caso.
Emblematico infatti il rapporto tra i due regimi teocratici di Iran (sciiti) e Afghanistan (Sunniti), praticamente in guerra perenne.
ti ripeto che l'interpretazione del testo coranico va considerata tenendo conto di chi la interpreta e inoltre dell'intero significato del testo.
Certo.
si, ma esistono anche dei cittadini comuni e laici che vivono nello stato vaticano. che hanno proprietà immobiliari o attività, come ad esempio ristoranti o negozi?
No. Non esistono cittadini comuni e laici che vivono nello stato vaticano.
Tutte le attività in territorio vaticano, o in territorio altrui ma protette da vincoli di extraterritorialità appartengono al vaticano stesso. Chi ci lavora NON ha la cittadinanza vaticana.
Non esiste una popolazione autoctona naturale dello stato vaticano e NON vi è natalità.
E' una farsa di stato, pensavo di averlo scritto chiaro.
E' come se io e te dichiarassimo, di comune accordo con la Francia, la torre Eiffel stato sovrano con te presidente e me primo ministro.
In tutto meno di mille persone hanno cittadinanza vaticana e sono tutti membri del clero.
Neanche le guardie svizzere hanno cittadinanza vaticana.
si, però tu parti dal concetto di triangolo,
Veramente no. Il triangolo è una qualunque cosa si ottenga presi tre punti qualunque.
Dunque il concetto da cui sono partito è quello di punto.
E quello di ortogonalità.
che è relativo ad una figura mentale che è a sua volta propria della sola umanità in quanto insieme specifico. quindi anche il concetto di triangolo è relativo.
Il punto è un entre privo di dimensioni. Identifica una posizione.
Ne prendi 3 ed hai un triangolo. Dunque la definizione di triangolo è assoluta, non relativa.
Semmai puoi obiettare che la definizione relativa sia quella di punto.
Il punto identifica la posizione. L'idea di posizione non nasce da una definizione ma è innata in tutti gli esseri umani.
Non solo. E' peculiarità irrinunciabile di qualunque ente senziente.
E per senziente si intende almeno autocosciente, cioè capace di distinguere tra "sè" e "non sè". Il che tra l'altro implica anche la sua capacità di distinguere tra 0 e 1. Da cui dunque in maniera non distinguibile dalla nostra l'aritmetica.
Semmai quello un po' più ostico è il concetto di ortogonalità. Infatti i passaggi logici per definire l'ortogonalità sono ben più lunghi di quelli necessari a definire un triangolo, ma richiedo (in maniera deterministica e dunque assoluta) gli stessi concetti di base, spazio
quello che voglio dire è che con la logica non si può dimostrare la verità assoluta di una proposizione, ma solo la sua verità parziale e relativa ad uno o più assunti di base.
Gli assunti base della logica sono "se due proposizioni sono in contraddizione allora non possono essere entrambe vere"; "se vale un imlicazione ma non si verifica la conseguenza vuol dire che non si è verificata la premessa. Viceversa nulla esclude che la conclusione possa verificarsi anche senza che si sia verificata la premessa".
La prima è una disuguaglianza. La seconda è più articolata ma è comunque una tautologia.
quello che tu dici vale per le verità fisiche. le verità metafisiche sono altra cosa.
APPUNTO. Infatti infatti ragione e fede si occupano di ampi diversi e non sovrapposti. Almeno questo sostengono i credenti.
come sai anche la scienza e la ragione hanno dei limiti.
Ovvio che esistano. Ben difficile definire quali siano.
spiacente ma non ci sei riuscito.
Riprovo.
Tutti gli esseri umani (dunque tutti i popoli) sono dotati della facoltà di ragione.
Non tutti gli esseri umani sono dotati di fede.
Possono esistere dunque popoli NON composti unicamente da gente che abbia fede.
Ad esempio gli italiani.
Altro esempio gli afghani (dato che esistono anche afghani laici e persino atei).
Dunque un potere basato su una facoltà non comune all'intero popolo che si prefigge di governare non può pretendere di essere sua espressione.
Anzi, basandosi su una facoltà non comune a tutti gli esseri umani si pone nella condizione di non avere legittimità presso chi non è dotato di fede.
Questo almeno secondo ragione (che è comune a TUTTI gli esseri umani), ma guarda un po' è proprio il punto dolente delle teocrazie.
Dunque le teocrazie sono dialetticamente ostili alla ragione per loro natura.
grazie.
Appena ho tempo lo faccio
si, ma io parlavo di separazione non di conciliazione.
Se sono separate sono banalmente conciliabili. Non avendo punti in comune non possono contraddirsi. Sempre che si possega anche la fede, oltre la ragione.
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