Il concetto di perdono non ha alcuna attinenza con quello della naturalità dell'atto stesso, a prescindere da ciò che è definibile "naturale", in modo scientifico ed obiettivo o per convinzione personale.
[QUOTE=mat612000;871323]Conclusioni un po' dozzinali a mio modesto parere.
Io vedo il perdono come un gesto nobile, molto intimo e punto d'arrivo di un percorso di riconciliazione con un dolore o un affronto subito.
Non
Io non dico che il tuo giudizio sia sbagliato.
Credo solo che in un argomento così interiore e intimo sia sbagliato giudicare.
Io posso dire che se mi trovassi nella situazione vorrei avere la forza di poterlo fare ma non saprei dire, non considero nemmeno disumano chi non sa perdonare, a volte credo sia un po' una necessità.
Ma non comprendo in cosa consisterebbe la innaturalezza del perdono.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Anche il mio pensiero è inquinato da demoni.
Ho parlato da madre. Niente più.
Peccato, pensavo che tu fossi un'assolutista in senso inverso rispetto a chi perdona, a prescindere dalle circostanze, ritenendo sia la punizione che il perdono due valori e principi da applicare in modo incondizionato, secondo una concezione moralistica della punizione e del perdono, anche se la presenza contemporanea di entrambi i principi, in una mente umana, può renderla piacevolmente schizofrenica. =)
[QUOTE=torpicodecapocornis;871204]
si perdona solo col raziocinio, nemmeno col sentimento, col sentimento si prova solo dolore per il fatto di cui si ci dispiace.
il perdono
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Credo che diverse persone eviterebbero di giudicare come "stupidate" determinati ragionamenti razionali/logici o sentimenti/stati d'animo (come è, per me, il perdono, che non è quindi una condizione mentale asettica) se si rendessero conto che potrebbero nuocere anche a loro stessi.
Comment