Dal libro di Pansa "Il sangue dei vinti" è stato tratto un film con la regia di Michele Soavi, dopo le inevitabili polemiche http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=289888, l'opera sarà presentata al Festival del cinema di Roma e sarà trasmessa (forse) in versione televisiva la prossima primavera.
Diciamo che dopo alcune traversie l'opera potrà essere vista da chi vorrà vederla.
Dall'altro versante "Il sol dell'avvenire", documentario diretto da Gianfranco Pannone presentato in anteprima al 61/mo Festival di Locarno il 9 e 10 agosto, per il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi «offende la memoria delle vittime del terrorismo».
Il ministro ha definito il documentario una "giustificazione storico-politica, tutta interna alla storia della sinistra italiana, di un movimento terrorista, che ha continuato ad operare e a commettere omicidi efferati fino a pochi anni fa, debellato in parte solo grazie al sacrificio della magistratura e delle forze dell’ordine“. Il ministro assicura poi che ha gia’ dato “precise direttive affinche’ venga impedito in futuro che lo Stato possa finanziare opere che non solo non mostrano di possedere alcuna qualita’ culturale, ma che riaprono drammatiche ferite nella coscienza etica del nostro Paese".
Sembra che per motivi diversi e opposti, tutti oggi come oggi abbiano paura ad affrontare la nostra storia recente, i fatti su cui è nata (la guerra civile dopo l'8settembre) e si è affermata la Repubblica (il confronto dello stato con i movimenti armati rivoluzionari).
La paura diventa panico quando anzichè in un libro (gli italiani è noto leggono pochissimo), di questi fatti si narra in un film o in un'opera destinata alla televisione.
Perchè?
Diciamo che dopo alcune traversie l'opera potrà essere vista da chi vorrà vederla.
Dall'altro versante "Il sol dell'avvenire", documentario diretto da Gianfranco Pannone presentato in anteprima al 61/mo Festival di Locarno il 9 e 10 agosto, per il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi «offende la memoria delle vittime del terrorismo».
Il ministro ha definito il documentario una "giustificazione storico-politica, tutta interna alla storia della sinistra italiana, di un movimento terrorista, che ha continuato ad operare e a commettere omicidi efferati fino a pochi anni fa, debellato in parte solo grazie al sacrificio della magistratura e delle forze dell’ordine“. Il ministro assicura poi che ha gia’ dato “precise direttive affinche’ venga impedito in futuro che lo Stato possa finanziare opere che non solo non mostrano di possedere alcuna qualita’ culturale, ma che riaprono drammatiche ferite nella coscienza etica del nostro Paese".
Sembra che per motivi diversi e opposti, tutti oggi come oggi abbiano paura ad affrontare la nostra storia recente, i fatti su cui è nata (la guerra civile dopo l'8settembre) e si è affermata la Repubblica (il confronto dello stato con i movimenti armati rivoluzionari).
La paura diventa panico quando anzichè in un libro (gli italiani è noto leggono pochissimo), di questi fatti si narra in un film o in un'opera destinata alla televisione.
Perchè?


Comment