l'articolo non è nuovissimo (time di giugno), ma mi è capitato di leggerlo solo ora, è sull'utilizzo massiccio degli inibitori del reuptake della serotonina, gli SSRIs (come il prozac, per capirci), nell'esercito americano impiegato in medio oriente.
il razionale, dietro la scelta di medicare un'intera armata, è che, per ovviare ai mancati "canonici" periodi di recovery a casa (ogni soldato dovrebbe alternare dei periodi, ben prefissati, di impiego sul campo ad altri di "riposo del guerriero" in patria ), necessari per l'equilibrio psico-fisico delle truppe, si renda necessario "supplementarli" con SSRIs per ottenere performances superiori, soprattutto nel far fronte a situazioni ambientali altamente stressanti.
sebbene una inchiesta interna è stata aperta, siccome alcuni suicidi sono stati correlati all'utilizzo di SSRIs, l'impiego medicinale massiccio non è stato fermato.
per chi avesse voglia, ecco il link dell'articolo del time http://www.time.com/time/nation/arti...1858-1,00.html
ora mi direte che non è una novità l'uso di sostanze esogene nelle guerre, per chi volesse leggere l'articolo per intero, nell'articolo si parla di come, effettivamente, i soldati riescano a fronteggiare, prolungatamente, situazioni di alto impatto emotivo e "stress ambientale" con tali tipi di supporto. quello che mi colpisce è quella sorta di bilancio di pro e contro tattici in cui alcuni effetti collaterali, tra cui il suicidio, sono "accettabili".
cioè l'uso delle risorse umane alla stregua di qualsiasi altra risorsa.
il razionale, dietro la scelta di medicare un'intera armata, è che, per ovviare ai mancati "canonici" periodi di recovery a casa (ogni soldato dovrebbe alternare dei periodi, ben prefissati, di impiego sul campo ad altri di "riposo del guerriero" in patria ), necessari per l'equilibrio psico-fisico delle truppe, si renda necessario "supplementarli" con SSRIs per ottenere performances superiori, soprattutto nel far fronte a situazioni ambientali altamente stressanti.
sebbene una inchiesta interna è stata aperta, siccome alcuni suicidi sono stati correlati all'utilizzo di SSRIs, l'impiego medicinale massiccio non è stato fermato.
per chi avesse voglia, ecco il link dell'articolo del time http://www.time.com/time/nation/arti...1858-1,00.html
ora mi direte che non è una novità l'uso di sostanze esogene nelle guerre, per chi volesse leggere l'articolo per intero, nell'articolo si parla di come, effettivamente, i soldati riescano a fronteggiare, prolungatamente, situazioni di alto impatto emotivo e "stress ambientale" con tali tipi di supporto. quello che mi colpisce è quella sorta di bilancio di pro e contro tattici in cui alcuni effetti collaterali, tra cui il suicidio, sono "accettabili".
cioè l'uso delle risorse umane alla stregua di qualsiasi altra risorsa.

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