In cosa crediamo?

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #16
    Spesso queste controversie tra non credere e credere si perdono purtroppo nell'etere forse perché, secondo me, nell'affrontarle manca un metodo, cioè manca quell'oggettività di pensiero che dovrebbe accomunare gli uni e gli altri. Infatti spesso ho potuto notare che invece di dialettica emerge solo soggettivismo.

    Io credo che a nessuno piaccia un giorno scoprire che tutto quello che ha pensato e fatto in precedenza non ha alcun senso. Finché il soggetto è giovane egli è aperto a rimettere tutto in discussione, anche se faticoso; è un modo per progredire, ma, quando raggiungi una certa età, scoprire che le tue certezze sono scomparse come neve al sole può risultare catastrofico. Per questo io sostengo che la fede non può essere cieca ma va monitorata continuamente come d'altronde fa chi non crede, un po' come vivere giorno per giorno senza certezze ma nello stesso tempo certi di ciò che faticosamente si è raggiunto e aperti verso il futuro che ancora non ci appartiene anche se in noi già esiste la sua proiezione.
    Vorrei che chi non crede capisse questo: i credenti non sono ciechi e sordi al mondo, e questo per due motivi 1) la vita ci porta ad essere razionali anche se le nostre idee sono altrove, 2) non è tanto nella vita che un credente ha la facoltà di diventare santo, nessuno in vita può dichiararsi santo o dichiarare santo qualcuno, ma è la morte che santifica ( nella confidenza di noi stessi, cioé in maniera soggettiva, considerando che quando il mondo se ne andrà non ci sarà più niente per noi di oggettivo), specialmente nella serenità, anche se dolorosa, del beato dubbio corroborato dalla speranza che qualcuno ci sia oltre la soglia.
    Quindi se permettete non è la propria vita che al credente interessa molto, anche se nel modo di vivere cerca di mettere il meglio di se, ma è sicuramente la propria morte sulla quale il credente scommette tutta la sua vita.

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    • Pulsar
      Opinionista
      • 08/04/08
      • 4761

      #17
      Sai Crep, io da non credente non sento nessuna competizione col credente, non c'
      [FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #18
        Originariamente Scritto da Pulsar Visualizza Messaggio
        Sai Crep, io da non credente non sento nessuna competizione col credente, non c'è in me la volontà di dimostrare che il suo credo è sbagliato, è un semplice modo di vedere e vivere le cose in modo differente e per questo credo vi sia incomunicabilità, per il semplice fatto che si usano linguaggi diversi.

        Credo anche che ogni conflitto nasca dall'esigenza di convincere del contrario il proprio interlocutore.

        Però nel mentre che ti rispondo mi sorge una riflessione:
        io vivo bene nel mio non credere, ho realizzato un muro inattaccabile dalla delusione, ma al contempo l'ho lasciato aperto allo stupore, questo determina un continuo sollecitamento dello stato emozionale che io trovo per me evolutivo.

        Ma è anche vero il contrario della medaglia, un percorso senza meta è una vita senza un sogno.

        A te ogni ulteriore riflessione.
        proprio per questo ancora esistono i conflitti No, stavo solo scherzando.
        Quello che ho detto non credo possa valere per te, apprezzo molto i tuoi interventi, anche perché avendo fatto lo scientifico cerco di tenere finché posso i piedi per terra, merito dei gravitoni.
        Interessante la breccia di stupore che hai lasciato in quel muro che ti sei costruita strada facendo, forse è un muro che impedisce di soffrire.
        personalmente sulla sofferenza avrei diverse cose da dire ma una è molto importante da tenere a mente: nessun muro può reggere quando arriva perché è improvvisa ed a volte devastante.
        Ma se ho ben capito la tua breccia è di tutt'altro tipo, correggimi se sbaglio: è il collegamento con l'esterno, con l'imprevisto, con il nuovo, è una disponibilità ad accettare.....
        Per quanto riguarda i sogni io sono un pochino più vago, infatti per me sognare è ciò che conduce la mia mente oltre la vita reale dove tutto è possibile , anche che esista un Dio proprio per me e per chi amo.

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        • Pulsar
          Opinionista
          • 08/04/08
          • 4761

          #19
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          Ma se ho ben capito la tua breccia è di tutt'altro tipo, correggimi se sbaglio: è il collegamento con l'esterno, con l'imprevisto, con il nuovo, è una disponibilità ad accettare.....
          Certo che si, l'imprevisto e l'accettazione del nuovo è l'apertura del non credente, che può essere anche una chiusura nel momento in cui giungi alla fine del viale e non trovi nulla, ma vi è questa consapevolezza.

          Cosa inversa avviene nel credente, non è aperto all'imprevisto, proprio perchè chiuso dal suo credo.

          Ci sono i pro e i contro in entrambe le visioni, il non credente vive il quotidiano conflitto del non avere un sogno, il credente vive con la paura o la cecità della delusione.

          Questo in termini generali di vita, se vogliamo invece limitare i confini, sai, Dio è un rischio (è anche il titolo di libro di Giuseppe Prezzolini), ma è una certezza che ovunque ti porta ti chiude gli occhi, perchè in ogni caso ti fa vedere ciò che egli vuole.

          Ps: circa i gravitoni mi hai ricordato che si può ancora credere in un sogno, grazie
          [FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #20
            [QUOTE=Pulsar;977667]Certo che si, l'imprevisto e l'accettazione del nuovo

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #21
              [QUOTE=Pulsar;977667]
              Cosa inversa avviene nel credente, non

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              • Xilinx23
                The Count
                • 01/06/05
                • 41139

                #22
                Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                La ragione mi dice che alla giustizia tendiamo, l'esperienza mi dice che non esiste, quindi io tendo a qualcosa che non esiste?
                Credo in traguardi sostanzialmente utopistici, e per questo mi accomuno a chi ha credenze di tipo religioso. La dimostrabilit
                Membro del Consiglio degli Admin


                [RIGHT][I]L'ironia

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #23
                  [QUOTE=Xilinx23;977729]
                  Cosa che chi ha fede non

                  Comment

                  • kara
                    Opinionista
                    • 11/02/09
                    • 256

                    #24
                    mi dichiaro atea

                    Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                    E un non credente in nome di cosa crede, visto che anche lui raramente (direi quasi mai) ha apparizioni e conferme dei valori e dei concetti in cui crede?
                    ...e dunque a cosa dovrei credere ?

                    alla ragione, nient'altro che la ragione.

                    Dalla ragione nasce il bene .
                    Kara

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                    • volperossa
                      Opinionista
                      • 07/06/07
                      • 1034

                      #25
                      Visto da un ateo la differenza
                      [B]Piuttosto che maledire il buio

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                      • Gloucester
                        Opinionista
                        • 29/03/06
                        • 5314

                        #26
                        Originariamente Scritto da kara Visualizza Messaggio
                        Dalla ragione nasce il bene.
                        Oh sì, come asserzione è di poco inferiore all'idea di una consustanzialità delle ipostasi trinitarie.

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #27
                          [QUOTE=volperossa;977780]Visto da un ateo la differenza

                          Comment

                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #28
                            [QUOTE=volperossa;977780]Visto da un ateo la differenza

                            Comment

                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #29
                              Bell'argomento tosto! La meraviglia che mi ha portato alla fede, non sono tanto i cosiddetti miracoli o le varie apparizioni mariane. Ma queste parole di Gesu':
                              "Non chi mi dice Signore...Signore....entrer
                              amate i vostri nemici

                              Comment

                              • mat
                                Il Magnifico
                                • 20/05/05
                                • 17786

                                #30
                                Originariamente Scritto da kara Visualizza Messaggio
                                ...e dunque a cosa dovrei credere ?

                                alla ragione, nient'altro che la ragione.

                                Dalla ragione nasce il bene .
                                La dea Ragione degli illuministi?
                                Moderatore Debate Square

                                "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                                - P. Conte -


                                Angst essen Seele auf

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