La religione è purtroppo una parte consistente della società, è giusto insegnarne el radici e il senso pe poter donare una capacità di comprensione sufficiente alla sopravvivenza cosciente, per questo è necessaria un'integrazione della storia delle relgioni.
Ora di Islam a scuola.
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che poi l'educazione sessuale serve ad evitare malattie e gravidanze indesiderate----->Comperate i miei occhiali<-----
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BOriginariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioE' un aspetto della vita sociale che interessa e riguarda credenti e non credenti.
La storia delle religioni o la religione no.
Idem per l'educazione stradale."My one desire, all I aspire / Is in your eyes forever to live / Traveled all over the seven oceans / There is nothing that I wouldn't give / Came from Bahrein, got to Beirut / Looking for someone comparing to you / Tearing down windows and doors / And I could not find eyes like yours"
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[QUOTE=storm;1051667]Gloucester, se non sei capace di portare avanti un dialogo senza denigrare il parere opposto al tuo dando agli altri dei barbari capisco anche l'inutilit
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AppuntoOriginariamente Scritto da Userro Visualizza Messaggioche poi l'educazione sessuale serve ad evitare malattie e gravidanze indesiderateModeratore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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io ritengo che ogni persona dovrebbe conoscere,valori usi e costumi delle altre popolazioni,ma non debba seguire l'ora di religione. Semmai,istituire,qualcosa che si avvicini allo studio delle culture,forse lo chiamerei così.
Non c'è niente di male nel conoscere qualcosa che non sai.∞Claudia
Faccialibro
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Nulla si crea,nulla si distrugge,tutto si trasforma.
Quando smetterai di voler riempire la tua coppa della Felicit
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Non facciamo gli gnorri adesso con la storia della coda di paglia, mò sta a vedere che non ti riferivi alle persone con cui stavi parlando ma alle tue esperienze di vita in generale che OVVIAMENTE con questo topic non c'entrano nulla.Originariamente Scritto da Gloucester Visualizza MessaggioFa piacere notare che parlando di barbari ti sei sentita chiamata in causa. Ad ogni modo, le opinioni meritano rispetto sino a quando sono sensate; dopo, al massimo, sufficienza.
Con una certa pazienza ho provato ad indicarti l'esatto punto in cui il tuo discorso, dalla ragionevolezza, inizia ad affondare nel nonsense; nello specifico, il fatto che non sia compito di una scuola ipoteticamente laica, espressione di uno Stato ipoteticamente laico, impartire un insegnamento religioso: qualunque esso sia, quantunque possa risultare differenziato, tale compito non compete allo Stato.
Sarò ancora più esplicito: non deve competere allo Stato di modo che su quel "non compete" tu non possa sentirti autorizzata a ricamare chissà quale avversione, da parte mia, nei confronti dello studio delle religioni. Tutto ciò perché la scuola statale, in quanto istituzione pubblica, attiene al pubblico; il credo religioso, in quanto summa di convinzioni private, attiene al privato (la fierà delle ovvietà
.
E grazie al cielo, ad un certo punto della storia d'Europa, si è deciso che un ordinamento statale non potesse prescindere dalla distinzione fra sfera pubblica e privata; e che il credo religioso dovesse essere costretto entro il secondo ambito, dal momento che continuare a fare confusione anche fra Stato e Chiesa, una qualsiasi chiesa, avrebbe potuto sortire vaghi effetti collaterali.
Ma continuiamo pure a puntualizzare l'ovvio: non è gettando nel calderone delle scuole inferiori un pasticcio maldigerito di programmi di studio a base religiosa che si incentiva la conoscenza (mi auguro di non doverti segnalare il motivo), la comprensione e la tolleranza nei confronti dell'altro, perché questo significa attribuire allo Stato, incarnazione di un potere sovrano equidistante da ogni credo, il compito di farsi carico della formazione religiosa dei suoi cittadini.
Ossia di produrre un aborto concettuale, quello del cittadino religioso, se si ammette che l'obiettivo dello Stato, attraverso gli istituti di insegnamento statali, continui ad essere la formazione del cittadino: l'aggettivo religioso non dovrebbe nemmeno comparire in associazione al sostantivo cittadino perché, come spero di aver illustrato con sufficiente chiarezza qualche riga fa, i due lemmi fanno riferimento, rispettivamente, ad un ambito privato e ad uno pubblico che debbono risultare ben distinti. E sulla cui distinzione si fonda praticamente il concetto di Stato moderno. E' l'individuo ad essere religioso, non il cittadino.
Se poi ti spingi ad affermare, come hai fatto poc'anzi, che questa ora di educazione religiosa dovrebbe essere addirittura obbligatoria dimostri di non aver capito assolutamente nulla di cosa sia uno Stato laico, delle sue prerogative e del suo reggimento. Quindi puoi anche premettere di essere atea per libera convinzione e dopo lunga maturazione personale, come hai appena dimostrato ciò non fa di te una laica e men che meno una cittadina consapevole delle prerogative di uno Stato laico.
Ma dato che le mie opinioni sono insensate, non dovrei nemmeno star qui ad esporle, per la serie, quello che dici tu è Verità, il resto tutte boiate, alla faccia della capacità di confronto (l' "Io sono io e voi non siete un cazzo" ironico di Silenzio incarnato a persona).
Tuttavia, poichè non voglio che poi mi si dica che prendo scuse per non rispondere, risponderò anche nel merito.
Con altrettanta pazienza, mi accingo quindi a spiegarti che compito di uno stato laico è fare leggi laiche che tuttavia comprendano una formazione il più completa possibile della persona, che quindi va dalla cultura generale, alla formazione professionale e pure un po' l'educazione fisica. In quest'ottica è OVVIO che l'ora di religione come la stavo intendendo io non impone a nessuno di credere qualcosa o di comportarsi secondo i dettami di qualunque religione (e questo sì, andrebbe contro la concezione laica dello stato), l'unica cosa che imporrebbe (nel caso fosse obbligatoria) sarebbe di sturarsi le orecchie e imparare qualcosa di nuovo in materia di religione, e su questo non vedo perchè lasciare libertà di scelta se si ritiene che questo sia un tipo di riflessione formativa per la persona (indipendentemente poi dalla scelta libera e laica che farà ognuno in merito), perchè altrimenti eleggiamo cellulari e pompini per comprarli a "valore laico" e non lamentiamoci di come crescono i ragazzini.
Non sta scritto in nessun undicesimo comandamento dello stato laico che imporre una riflessione sulla spiritualità di ognuno sia qualcosa che non attiene allo stato, laicità significa libertà di scelta della propria religione o non religione, non menefreghismo eletto a religione di stato."My one desire, all I aspire / Is in your eyes forever to live / Traveled all over the seven oceans / There is nothing that I wouldn't give / Came from Bahrein, got to Beirut / Looking for someone comparing to you / Tearing down windows and doors / And I could not find eyes like yours"
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Sono contraria agli insegnamenti da un'ora alla settimana, spesso sono semplici infarinature dove da una settimana all'altra si impiegano poi 20 minuti a riprendere il punto da dove si era interrotto.
La scuola dovrebbe disperdere meno energie in tuttologia da concentrare in materie di base.
Chi vuole approfondire lo faccia da se.
Forse parlo a vanvera, ma per il fatto di avere due figli ho visto in questi anni la scuola voler insegnare "tutto" (finanche a diventar poeti) e alla fine insegnare ben poco.[FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer
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[QUOTE=mat612000;1051460]La scuola statale non insegna l'ateismo.
Semplicemente dovrebbe rimanere estranea alla formazione religiosa dell'individuo perch
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
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[QUOTE=storm;1051719]
Non sta scritto in nessun undicesimo comandamento dello stato laico che imporre una riflessione sulla spiritualit
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
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Ricordo che negli ultimi due anni delle superiori si fece una cosa simile. Nell'ora di religione, venivano affrontate tutte le varie religioni piOriginariamente Scritto da spleen Visualizza MessaggioIo proporrei piuttosto l'insegnamento di storia delle religioni, il che potrebbe essere edificante per tutti gli alunni, di qualsiasi etnia.Membro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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"Loro" devono fare il primo passo.
Stamattina ho sentito la seguente dichiarazione al TG:
Ho subito pensato che anch'io vorrei capire cosa si dicono nei bar, quando parlano tutti sto cazzo di piemontese.Originariamente Scritto da Italo Bocchino"L'ora di Islam? Prima vorremmo sentire parlare italiano nelle moschee, cosi' possiamo capire cosa si dicono li' dentro."
Ma poi ho pensato che magari non tutti la pensano come me, magari c'e' qualcuno d'accordo con Bocchino. Cosa ne pensate?"Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
-=1313=-
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quoto renella perchOriginariamente Scritto da Renella Visualizza MessaggioCasomai un'ora di STORIA delle religioni. Con insegnante non cattolico e non islamico... ma laureato in storia. Che spieghi la storia di tutte le religioni.Essere se stessi!
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