Credo che questa ragazza si stia già autofustigando più di quanto immaginiamo, per aver provocato questa tragedia.
Ma non l'ha provocata lei. Ha chiamato il suo uomo, che abitava lì vicino se è arrivato in un minuto. Avrà pensato che fosse troppo poco per chiamare il 113. E magari avrà pensato che comunque non sarebbero arrivati, gli agenti.
E ... considerando tutto, l'ora, la scarsità di personale di pattuglia, la zona... forse non sarebbero arrivati davvero.
E poi, dici che lei era consapevole di mettere a rischio la vita del suo uomo?
E se lui non fosse uscito fuori dal locale, sarebbe finito tutto con una discussione?
Mi pare che la tesi non regga, ci sono troppi fattori che si sono sommati per causare quella morte tragica (compreso il licenziamento di quello sciagurato). E' vero che se lei non avesse chiamato il fidanzato lui non sarebbe morto, ma è anche vero che se quello non fosse stato licenziato non lo avrebbe ucciso.
A che punto interrompiamo il nesso di causalità per dire che questo ha causato quello?
Io non me la sento di prendermela con la ragazza, è una vittima anche lei.
Bia78, io no so come ragioni per dare la colpa a quella povera ragazza della morte del fidanzato. Anche se tu non hai mai fatto come lei... ma come ti permetti di giudicarla?!
Magari era la prima volta che si trovava in una situazione del genere e ha fatto la prima cosa che le è venuta spontanea... ma che ti passa per la testa?
Ha ragione Luna, ci sono troppi se e troppi ma per dare la colpa di un evento tragico a una persona sola. Senza contare che lui stesso prima di scendere poteva chiamare il 113 per conto di lei, mica era scemo visto che era del mestiere.
[QUOTE=Alma Mater;1137799]Bia78, io no so come ragioni per dare la colpa a quella povera ragazza della morte del fidanzato. Anche se tu non hai mai fatto come lei... ma come ti permetti di giudicarla?!
Magari era la prima volta che si trovava in una situazione del genere e ha fatto la prima cosa che le
Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Ah beh allora se, e sottolineo se, lui era stupido perché credeva di cavarsela da solo e magari le aveva detto di rivolgersi a lui in caso di problemi è stata lei ad aver sbagliato chiamandolo? Io mi chiedo su che base ti permetti di giudicare una persona che nemmeno conosci e pretendi di dare sentenze.
Soprattutto mi lascia basita il tuo commento in rapporto alla presunta età che segnala il tuo nick.
tu non sai che nella loro mente loro si credono sempre in grado di cavarsela da soli...anche il mio ex era così! all'iniizioo che uscivamo insieme si portava pure la pistola! perchè così se doveva intervenire poteva farlo...ma io non sn mai stata d'accordo.
Lei non era sola nel locale, poteva chiamare il 113. secondo me ha fatto una cazzata..peccato che a pagare è stato solo quel povero ragazzo.
Bia consentimi, il tuo è un ragionamento fatto col senno di poi.
Nemmeno io sono d'accordo con il tuo punto di vista, Bia.
Non dimenticare oltretutto che tu ragioni da italiana, lei è di un'altro paese e non è detto che da loro sia poi così automatico chiamare la polizia per una cosa del genere.
Se ci pensi in fondo l'ha fatto, il fidanzato era poliziotto, mica faceva il dentista...
Secondo te chi avrebbe mai potuto immaginare un così tragico epilogo della situazione?
Oltretutto l'arma del delitto è un coltellino 'svizzero', le cui lame sono al massimo lunghe 5-6 cm: il tagliare la giugulare in una collutazione con una lama così corta implica o una grandissima abilità da parte del feritore oppure una sfortuna pazzesca.
Voto per la seconda.
Onestamente mi sfugge abbastanza il senso di questa discussione.
Il fatto forniva molti altri spunti più interessanti rispetto a quello che tu hai evidenziato, tipo la persona e le condizioni dell'omicida (persona con gravi problemi e disturbi di comportamento).
Mi sembra che rispetto al fatto complessivamente considerato, il fatto che la ragazza abbia chiamato il fidanzato invece del 113 mi sembra davvero secondario se non irrilevante.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Se quella persona sta veramente, e sottolineo veramente, male e necessita di cure direi che già paga per quello che ha fatto, perché quando starà bene non credo che avere la consapevolezza di aver ucciso qualcuno sia una cosa leggera da sopportare. Forse a noi potrà sembrare poco ma per una persona di sani principi presa da un male terribile come la depressione il giorno che arriverà ad essere seriamente consapevole di cosa ha fatto sarà tremendo.
Quello che mi chiedo è: ma perché si sente spesso parlare di persone depresse che uccidono e poi quando vai a chiedere a chi gli stava vicino tutti si erano accorti della condizione ma pensavano non fosse niente di grave? Quanto tendiamo a sottovalutare le sofferenze psichiche di chi ci è accanto? Perché? Non vogliamo vedere? Ancora oggi chi è depresso viene considerato pazzo per cui è meglio fare finta di niente piuttosto che doversi vergognare della cosa?
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