[QUOTE=nahui;1196121]Il decidere di impartire una punizione presuppone il ritenere di essere superiore e di avere una qualche forma di potere gerarchico nei confronti del reo, cosa che tra esseri umani
Dei delitti e delle pene
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Non preoccuparti che, anche se la propria superbia fosse solo un autoconvincimento irreale, si riuscirebbe comunque ad attuare una punizione, perchè il requisito strettamente necessario per renderla concreta spesso non è la superbia ma altre doti fisiche e mentali, come la convinzione che sia la conseguenza giusta, la determinazione, la spietatezza, la crudeltà, il cinismo o il piacere a provocare male agli altri e vedere che stanno male.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioUna cosa veramente rara nel regno dei bipedi dove ciscuno vive e vegeta di autoattribuzione di "superiorità" autoattribuite e per questo diritto proprio.
Diritto che comunque, unito ad una forza di cui si può anche disporre, se ciò si verifica, si trasforma in potere di fare il voluto.
Da cui il requisito evidenziato difficilmente è ostativo per tutti dal poterlo attuare.
Non è necessario essere un genitore che si relaziona coi propri figli o sentirsi mentalmente superiori al colpevole per avvertire il bisogno o avere una giustificazione per punire.Originariamente Scritto da nahui Visualizza MessaggioIl decidere di impartire una punizione presuppone il ritenere di essere superiore e di avere una qualche forma di potere gerarchico nei confronti del reo, cosa che tra esseri umani è possibile solo nei rapporti con i figli, e fino ad un certo punto.
E' sufficiente un sistema di valori e delle idee che prevedono la punizione/vendetta come conseguenza giusta ad un danno subito.
Ci sono persone che si sentono Dio in terra, come il sottoscritto e altri. E poi è ininfluente se un colpevole specifico si punisce già da solo spesso come un masochista. Non è un problema di chi intende punirlo.Non riesci a perdonare? Sticazzi, smetti di frequentare quella persona e vai avanti con la tua vita...La vendetta è una forma di legame, l'odio è una forma di legame, a volte più forte dell'amore e che ti ammorba l'esistenza, offuscando tutto il resto. Ne vale la pena?
Lascia a Dio la punizione. E poi di solito ci si punisce abbastanza da soli...
La vendetta non è detto che provochi un legame. Dipende. Può essere anche una liberazione, un godimento puro, una soddisfazione unica e un sollievo, come non è detto che chi la attua ha vissuto fino a quel momento in preda al rancore e male, cioè legato ancora in qualche modo a chi ha poi punito.
Il perdono (che deve avvenire sempre dopo aver punito e non prima) e il ricongiungimento, da attuarsi sul letto.Originariamente Scritto da AliceIsCrazy Visualizza MessaggioDipende da cosa vuoi che succeda dopo.Last edited by Sousuke; 20-06-2010, 13:53.
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Non spetta a te decidere se il concetto di punizione è giusto, sbagliato, predominante, essenziale o accessorio, come è ininfluente se è un atto fine a se stesso o strumentale per altri scopi più o meno corretti e rispettabili o se c'è il rischio di subire ritorsioni o essere oggetto di punizioni successive altrui.
E' parte dell'arbitrio di ognuno, conscio di tutto ciò.Last edited by Sousuke; 20-06-2010, 14:08.
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Il perdono dopo la punizione non esiste.Originariamente Scritto da Sousuke Visualizza Messaggio
Il perdono (che deve avvenire sempre dopo aver punito e non prima) e il ricongiungimento, da attuarsi sul letto.
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Se godi nell'arrecare sofferenza a qualcuno non sei migliore di lui, qualsiasi cosa ti abbia fatto.Originariamente Scritto da Silenzio Visualizza MessaggioE la soddisfazione?Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
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Io sono uomo.Originariamente Scritto da nahui Visualizza MessaggioSe godi nell'arrecare sofferenza a qualcuno non sei migliore di lui, qualsiasi cosa ti abbia fatto.
Mica santo.
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Appunto. Il male va reso.Originariamente Scritto da Silenzio Visualizza MessaggioIo sono uomo.
Mica santo.
Quando non[FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer
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Anche bollente, così si brucia pure aumentando il dolore provocato dalla punizione.
Nessuno mi impedisce di avvertire l'esigenza di perdonare dopo aver ripristinato l'equilibrio fra le parti con la punizione.Originariamente Scritto da AliceIsCrazy Visualizza MessaggioIl perdono dopo la punizione non esiste.Last edited by Sousuke; 20-06-2010, 22:06.
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Sai come è, alla fine se porgi l'altra guancia non è che ti arrivano le scuse da chi ti ha dato il primo schiaffo, ma invece di uno schiaffo, se ne pigliano due e ciò non stiomola molto cambiare modello comportamentale.
Quindi una venedetta portata a termine con successo e ciò fare è esenziale, il contrario sarebbe controproducente, più che dare piacere di se evita la seconda offesa, oltre a scoraggiare gli emulatori, che la momento possono essere semplici spettatori, ma un domani stimolati da un successo "improprio" e privo di adeguata risposta avrebbero stimoli disdicevoli.
Non andrà bene, ma ciò che non strozza ingrassa e l'importante è non strozzarsi da soli, fatto ciò il resto è discrezionale.Va mica beneLast edited by Il gatto; 20-06-2010, 22:53.
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Non so condannare...Originariamente Scritto da Silenzio Visualizza MessaggioNo, non me ne frega niente dell'opera di Beccaria.
Pensavo: quando una persona sbaglia nei tuoi riguardi, e non riesci a perdonarla, e in qualche modo le infliggi una pena... come fai a stabilire quale sia la pena adeguata?
L'idea di reato assomma in sè due concetti: quello di fatto e quello di vissuto.
Attenendendosi al piano dei fatti, qualcosa è nocivo per se setesso e/o per altri e qualcosa no.
Attenendosi al piano del vissuto, ciascuno in base al proprio ha di fronte due strade: giudicare gli episodi del vissuto altrui in base a parametri morali, o ancora ai propri successi e fallimenti....o scegliere di non giudicarli comprendendo gli episodi come anelli di una catena.
Dietro ogni fatto c'è un perchè che ha una storia infinita, profonda quanto il vissuto e le fantasie di ciascuno. Nulla su questo piano para-reale è giusto o sbagliato.
Io mi colloco qui.
E da qui scelgo ciò che è meglio per me, senza giudicare nessuno ma scegliendo ciò che ritengo bene per me ( ed è un bene sempre personale, contingente e aperto a revisioni).
Ed è in questa calma non fredda, in questa apparente assenza di parametri forti che infondo risiede la pena più umana possibile: il perdono.
Il perdono è una pena umana perchè è indefinita come l'uomo: consente al condannante e al condannato la possibilità di un riscatto, condannando insieme per sempre chi non riesce a riscattarsi da solo.[B][I][FONT="Verdana"][COLOR="Blue"]La realt
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