[QUOTE=Misterikx;1196777]Lascio le veci alla "legge divina" cioe
Dei delitti e delle pene
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Credo che il perdono non possa essere tradotto in termini giuridici,Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioPerciò definite le regole nei metodi usati poi gliele applico d'ufficio ed in tale meccanismo il perdono "giuridico", per dire impersonale e normativo, è una opzione rara attuata su criteri specifici sia individuali, che normativi, che di contesto, lasciando che il privato pensi quel che gli pare.
a differenza della pena, che è l'esito di un processo di astrazione, oggettivazione e istituzionalizzazione.
Il perdono è una faccenda umana, non politica, come la vendetta.
La pena è vendetta razionalizzata attraverso la legge.
Certo.Le implicazioni emotive trovano però posto solo nei rapporti tra privati, qui la questione vede i soli privati come soggetti unici solo in alcuni casi, in molti altri e un potere impersonale giudiziario che opera nei confronti di un privato ed in quel caso si è deciso che l'elemento emotivo non è un buon consigliere sul da farsi, quindi scarso posto vi trova, salvo lasciarlo libero di agire per le azioni soggettive come presentarsi quale parte civile o meno in un giudizio giuridico.
In una questione esclusivamente privata invece saranno le emotività delle parti a decidere in proprio, cercando di non produrre quella escalation che obblighi il pubblico ad interessarsi ai fatti loro.
Infatti io ragionavo a livello di rapporti tra persone.
Ancora certo.Una politica che sia condizionabile dall'emotività del singolo, dovendo allo stesso tempo rispondere alle richieste di milioni di singoli, è ben difficile che sia "umana" se non altro perchè dovrebbe essere allo stesso tempo una e milioni di diverse umanità e come fa?
Nella traduzione dell'umanità individuale nell'azione collettiva quindi le caratteristiche del singolo si perdono e non c'è una emotività collettiva così riconoscibile, definibile e interpretabile con stabilità e certezza.
Ne hai a milioni, diverse e generamente contrastanti e contradditorie, quale si dovrebbe applicare? ciò comporta che ad applicarsi sia la regola codificata asettica e non la sfumatura emotiva con qualche blanda correzione per altro sempre e comunque criticata e approvata allo stesso tempo dagli uni e dagli altri che costituiscono la pluralità impersonale.
é per questo che la politica è il topo più bastardo partorito dall'uomo.
Essa nasce in nome di un esigenza d'ordine e regolarità e si traduce in un imposizione d'ordine.
Essa nasce interpretando bisogni umani, e finisce per sacrificarli sull'altare dell'idea.Last edited by Orihime; 21-06-2010, 15:23.[B][I][FONT="Verdana"][COLOR="Blue"]La realt
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Allora passa alla fase 2;Originariamente Scritto da Silenzio Visualizza MessaggioHo provato.
Non funziona.
pernacchi telefonici" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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Il perdono giuridico fondamentalmente è costituito dalla grazia del presidente della repubblica concessa secondo la prassi corrente, oppure dalla procedura di riabilitazione penale
Allegati
- Certificato di residenza in carta semplice oppure dichiarazione sostitutiva se presentata dall'interessato;
- Estratto della sentenza di condanna con indicazione della data di passaggio in giudicato;
- Certificato di espiata pena in caso di carcerazione;
- Certificato di avvenuto pagamento delle spese di giustizia;
- Se nel commesso reato vi è stata parte lesa, prova dell'avvenuto risarcimento del danno alla parte lesa, o dichiarazione liberatoria della parte lesa (di non aver nulla a pretendere).
Attraverso questo modello enti e privati possono chiedere agli organi competenti il rilascio di una certificazione circa il servizio militare espletato.
D'altra parte non è cosa rara quella del perdono funzionale alla espiazione tramite penitenza, cosa a cui si lega culturalmente il nostro penare, cosa che nella cultura anglosassone si lega più al risarcire da cui un uso più frequante dei lavori forzati di varia natura, cosa che nel contesto del penare e basta non è di utilizzo comune.
E anche il pentimento e il perdono e pure la vendetta hanno i loro retroterra culturali
Va comunque da se che il penare per penare si avvicini di più al concetto di vendetta che lo stesso prescinde da una utilità concreta se non quella emotiva quindi di scarso seguito produttivo.
Ovviamente i rapporti escusivamente fra persone hanno dinamiche proprie diverse da quelle fra pluralità o fra pluralità e singoli, però è indubbio che la tematica delle colpe e delle pene abbia il suo maggior aspetto, se non altro per l'incisività e concretezza delle pene/punizioni erogabili, nell'abito delle pluralità, potendo il privato ben poco privatamente, specialmente se si deve attenere al punire senza essere a sua volta perseguito.
Infatti la politica può essere considerato il minimo risultato che associa quantomeno una maggioranza che rende questo minimo l'unico che "insieme" si riesca a fare concretamente.
Essendo un minimo comun denominatore, ma con il vantaggio di poter essere realmente fatto, è molto facile che sia superato da ogni singolo fattore a se stante di per se superiore, ma con lo svantaggio che, essendo solo soletto
, è concretamente per lo più un pio desiderio senza seguito.
Da cui deriva che la realizzazione collettiva e la peggiore che si poteva ideare, però l'unica che si poteva pure realizzare veramente, da cui potendo chi può nei campi in cui si può cerca di agire per conto suo, mediamente fa sicuramente meglio che operando insieme ad altri, dove non può da solo deve abbozzare a realizzare il minimo che gli permette però di fare e un minimo fatto è comunque meglio meglio di un massimo solo pensato.Last edited by Il gatto; 21-06-2010, 15:50.
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si parla di questo;Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioIl perdono giuridico fondamentalmente è costituito dalla grazia del presidente della repubblica concessa secondo la prassi corrente, oppure dalla procedura di riabilitazione penale
Allegati
- Certificato di residenza in carta semplice oppure dichiarazione sostitutiva se presentata dall'interessato;
- Estratto della sentenza di condanna con indicazione della data di passaggio in giudicato;
- Certificato di espiata pena in caso di carcerazione;
- Certificato di avvenuto pagamento delle spese di giustizia;
- Se nel commesso reato vi è stata parte lesa, prova dell'avvenuto risarcimento del danno alla parte lesa, o dichiarazione liberatoria della parte lesa (di non aver nulla a pretendere).
Attraverso questo modello enti e privati possono chiedere agli organi competenti il rilascio di una certificazione circa il servizio militare espletato.
D'altra parte non è cosa rara quella del perdono funzionale alla espiazione tramite penitenza, cosa a cui si lega culturalmente il nostro penare, cosa che nella cultura anglosassone si lega più al risarcire da cui un uso più frequante dei lavori forzati di varia natura, cosa che nel contesto del penare e basta non è di utilizzo comune.
E anche il pentimento e il perdono e pure la vendetta hanno i loro retroterra culturali
Va comunque da se che il penare per penare si avvicini di più al concetto di vendetta che lo stesso prescinde da una utilità concreta se non quella emotiva quindi di scarso seguito produttivo.
Ovviamente i rapporti escusivamente fra persone hanno dinamiche proprie diverse da quelle fra pluralità o fra pluralità e singoli, però è indubbio che la tematica delle colpe e delle pene abbia il suo maggior aspetto, se non altro per l'incisività e concretezza delle pene/punizioni erogabili, nell'abito delle pluralità, potendo il privato ben poco privatamente, specialmente se si deve attenere al punire senza essere a sua volta perseguito.
Infatti la politica può essere considerato il minimo risultato che associa quantomeno una maggioranza che rende questo minimo l'unico che "insieme" si riesca a fare concretamente.
Essendo un minimo comun denominatore, ma con il vantaggio di poter essere realmente fatto, è molto facile che sia superato da ogni singolo fattore a se stante di per se superiore, ma con lo svantaggio che, essendo solo soletto
, è concretamente per lo più un pio desiderio senza seguito.
Da cui deriva che la realizzazione collettiva e la peggiore che si poteva ideare, però l'unica che si poteva pure realizzare veramente, da cui potendo chi può nei campi in cui si può cerca di agire per conto suo, mediamente fa sicuramente meglio che operando insieme ad altri, dove non può da solo deve abbozzare a realizzare il minimo che gli permette però di fare e un minimo fatto è comunque meglio meglio di un massimo solo pensato.
quando una persona sbaglia nei tuoi riguardi
..e tu..addirittura la grazia dal Presidente
Last edited by Misterikx; 21-06-2010, 15:59." Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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Sbaglia anche se mi spara, quindi quella sua azione nei miei riguardi prende una piega di interesse pure collettivo, mica sempre la cosa si limita al dispettuccio privato e nel pubblico quelli sono gli strumenti di azione, punizione e perdono.Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggiosi parla di questo;
quando una persona sbaglia nei tuoi riguardi
..e tu..addirittura la grazia dal Presidente
Da cui in una sistuazione ipotetica e generica si presume possano essere trattati tutti i vari casi in cui quella situazione si concretizza.
Per altro, limitando la cosa all'esclusivamente privato, puoi pure dire che il reo te lo compri per pistarlo, o che, dato lo schiaffo, gli porgi pure l'altra guncia per prenderne mediamente due e pareggiare il colore, ma poi di tanto dire cosa resta mediamente in concreto?
Ma ciò rientra in quelle differenze che sempre differenziano l'azione collettiva da quella privata verso privati nel privato e comunque qualora la colpa sia pure perdonata a livello personale dalla vittima, non è per niente scontanto, anzi, che dal perdono personale derivi un perdono sociale di chi ha comunque dato una sentenza di opinione costruita su propri criteri diversi da quelli della vittima che ha perdonato si però su altri criteri suoi.La grazia porta in se delle sfumature di senso profondamente diverse dal perdono.
é qualcosa che piove dall'alto e che viene conferito da un istanza sovrumana, o meglio disumanizzata e posta al di sopra degli uomini attraverso l'astrazione tramite legge di ciò che il consorzio umano ritiene bene o male.
essa solleva dalla pena ( non dalla colpa) e annulla il reato attraverso livello di riconoscimento sociale istituzionalizato spruttando le valenze oggettivanti della legge ( non lo annulla a livello di considerazione sociale, altrimenti detto opinione pubblica, e a livello di coscienza iondividuale).
Il perdono invece ha potenzialmente tutti i poteri che la grazia non ha, mentra non ha alcuna valenza in termini oggettivi e istituzionali.
Ovvero tu perdoni quel ladro che comunque si è preso il nome di ladro, il tuo perdono ben difficilmente lo farà considerare persona apprezzabile da chi pur non avendo patito direttamente il furto comunque non apprezza certi personaggi.Last edited by Il gatto; 21-06-2010, 19:31.
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Se uno ti spara e passi a "miglior vita", devi delegare Il tuo eventuale desiderio di punizione nei confronti dell´assassino allo Stato,tu sei fuori daiOriginariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioSbaglia anche se mi spara, quindi quella sua azione nei miei riguardi prende una piega di interesse pure collettivo, (.............................), ma poi di tanto dire cosa resta mediamente in concreto?
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giochi in partenza..praticamente non ci sei piu´.
Sarebbe interessantissimo sapere quale pena infliggerebbero le vittime ai loro assassini,diciamo,un ultimo desiderio 5 minuti prima di spirare..
gia lo immagino;
"Ah maledetto mi hai sparato un colpo in testa a tradimento,tra poco lascero´
mia moglie i miei figli e i miei cari,ora desidero che tu.........."" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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Che roba noiosa. Come mai nessuno si sbilancia in ambito personale? È più difficile giudicare le colpe "minori"?
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Si parlava di una persona che sosteneva di essere bello e non brutto com'è in realtà, ovvero accusava erroneamente un'altra persona di rifletterlo brutto, cioè condanna sulla base di una distorsione della realtà.Originariamente Scritto da Orihime Visualizza Messaggiomica ho detto questo
Senza il reato o l'atto dannoso che si ritiene ingiusto non vi può essere punizione o pena, quindi vi è un nesso logico di causa-effetto e cronologico fra i due, ovvero la punizione deriva dall'atto o reato che l'ha provocata.La punizione non deriva dal reato...
è associata ad esso a posteriori
Non si crea a prescindere o sussiste prima del reato.
Intendi che vorresti leggere esperienze reali e personali inerenti all'argomento oppure semplicemente come agirebbe un utente di fronte ad un atto concreto che lui riterrebbe ingiusto? Perchè in quest'ultimo caso qualcuno si è già espresso in proposito.Originariamente Scritto da AliceIsCrazy Visualizza MessaggioCome mai nessuno si sbilancia in ambito personale?
Perchè dovrebbe essere più difficile se gli atti ingiusti, dannosi e quindi le colpe sono di minore entità? Semmai sarà più facile giudicarle ed, eventualmente, evitare di punirle per tale motivo.È più difficile giudicare le colpe "minori"?Last edited by Sousuke; 22-06-2010, 22:39.
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