Morire d'amore

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #16
    Questo è fuori dubbio.
    Però un discorso generale (con tutti i limiti del caso) si potrebbe azzardare visto che la nostra individualità si forma e si esprime comunque in un contesto sociale.
    Tale contesto sociale ha degli elementi e delle caratteristiche che possono definirsi tipiche e prevalenti di una epoca storica.
    La nostra contemporaneità che rapporto ha con il disagio secondo voi?
    Con la sofferenza?
    Perchè mi sembra di capire che comunque tutti attribuiamo alla persona depressa la caratteristica di essere una persona che soffre ma che non riesce a trovare, a volte nemmeno cercare una soluzione alla sua sofferenza.
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf

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    • N3m0
      Eterodosso
      • 02/10/04
      • 3895

      #17
      Gli spunti di tutti voi sono interessanti, e citando ancora Galimberti dobbiamo tener presente che l'uomo non ha mai abitato il mondo, bens
      [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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      • mat
        Il Magnifico
        • 20/05/05
        • 17786

        #18
        Come sempre i tuoi interventi mi esaltano abbastanza.
        Mi sembra di capire che il sunto del tuo pensiero è che il punto dolente dell'attualità sia il folle intento di negare le emozioni o l'assurda pretesa di trasformarle in merce.
        Questo tentativo produrrebbe una sostanziale mancanza di esperienza delle emozioni genuine (legate ai veri e reali bisogni dell'individuo) con conseguente incapacità di viverle o anche solo riconoscerle.
        Tale situazione di mistificazione o negazione potrebbe scatenare l'ansia, il panico o la depressione una volta che esse però prepotentemente si manifestano.
        Ho inteso bene?
        Moderatore Debate Square

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #19
          il dr. House gratifica la mia pigrissia...d.ghi
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            le emozioni si possano solo provare
            Infatti le emozioni altrui ti possono essere solo raccontate e ci

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            • N3m0
              Eterodosso
              • 02/10/04
              • 3895

              #21
              [QUOTE=mat612000;1196817]Come sempre i tuoi interventi mi esaltano abbastanza.
              Mi sembra di capire che il sunto del tuo pensiero
              [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                E comunque la capacità di leggere tra le righe e nelle varie forme di espressione (motivo per cui può commuovere il piano concerto n.2 di Rachmaninov) prevede proprio l'educazione al sentimento, la capacità cioè di riconoscerlo, dargli un senso e di comunicarlo, gestendolo.

                Non si riesce a dare invece un volto, una direzione ed una velocità ad un turbamento interiore, perché non ci sono gli strumenti culturali per farlo.
                Ovvero, avendoli in precedenza, si sarebbero attualmente persi gli strumenti linguistici per comunicare le sensazioni, ferma restando la differenza che intercorre fra il vivere in proprio e il sentirsele comunicare.

                Direi come dire che prima si conosceva il linguaggio musicale delle note che permetteva una certa precisione di trasmettere quel contesto, ora non lo si conosce più e la stessa cosa si fa descrittivamente con le parole, cosa che produce effetti ben diversi.

                Possibile, salvo identificarne la causa perchè un mondo che corre si trasforma e con lui il suo linguaggio, da cui quel mondo che corre è diverso da uno precedente in cui tutto lasciava più tempo per pensare, però ai pochi che tali lussi si potevano permettere.
                Ora si avrebbe una certa regressione, ma la media in grado di comunicare è aumentata, comunica individualmente di meno, ma sono tanti di più a comunicare e anche questo notevole volume pesa sulla cosa, perchè dove prima dovevi stare a sentire uno, adesso se ne presentano almeno cento e lo si vede pure qui dove la richiesta più pressante è il riassunto del riassunto, un sms che tutto dica senza usare troppe parole e due righe sono troppe.

                Come risolvere questa storia difficile dirlo, idea!!! overclockiamo i cervelli

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                • Orihime
                  ...............
                  • 21/02/10
                  • 2721

                  #23
                  Non lo so.
                  Molti di voi hanno detto cose sagge, io su questo non so cosa dire a parte ciò che mi è successo.

                  Io non ho mai pensato al suicidio come a molti capita.
                  Semplicemente due volte l'ho sentito.
                  Una quando morì mio padre, e una l'estate scorsa.

                  In ambedue i casi c'era amore.

                  In ambedue i casi è una cosa che ho sentito e non si pensato.
                  Desideri solo succeda perchè non riesci a mettere un ora davanti all'altra, perchè il dolore rende i tuoi pensieri affannosi e tende il tuo corpo fino a causare una sofferenza insostenibile. Non puoi dormire perchè ti sveglieresti e il dolore arriverebbe con l'aprirsi degli occhi a tradimento come una pugnalata. Non puoi mangiare perchè ti sembra una ingiusto. Ogni cosa bella ti fa male e le cose brutte non ti fanno nulla.

                  In ambedue i casi io non so sinceramente qual'è la differenza fra chi si uccide davvero e chi come me sopravvive sempre.

                  L'altro giorno in treno appoggiata al finestrino ci pensavo, e mi sono scese le lacrime dagli occhi come umidità. Pensavo a come sarebbe stato bello morire in quel momento, la scorsa estate, e piangevo per il senso di liberazione che quel pensiero molto doloroso mi dava.

                  So che la vita mi piace parecchio, ma che da sola per me è troppa.
                  Ho probabilmente deficit umani paurosi, accando a qualità che non mi dispiacciono.


                  Di più non so.
                  [B][I][FONT="Verdana"][COLOR="Blue"]La realt

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    Riallaciandosi alla comunicazione si potrebbe assimilare il poter comunicare ampiamente, anche solo a se stessi, ad una valvola che abbassa la pressione e contribuisce a che il sistema regga, ma pure il sistema contribuisce e uno robusto scoppia dopo o con pressioni superiori ad uno meno robusto e con una valvola di scarico inadeguata.
                    Quindi sono diversi gli aspetti che giocano a che una situazione evolva tragicamente, robustezza propria intrinseca e capacità comunicativa di scaricare la pressione eccedente e sembra indubbio che il comunicare efficacemente e ampiamente vada a realizzare un sdramatizzazione di qualunque dramma che, se trattenuto, non fa che autoalimentarsi lasciando gli eventi alla sola robustezza mentale propria, potendo arrivare, ma anche no, al punto di rottura.

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                    • AliceIsCrazy
                      Damigella di Stocazzo
                      • 15/04/08
                      • 2719

                      #25
                      [quote=Orihime;1196915]

                      In ambedue i casi io non so sinceramente qual'



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                      • N3m0
                        Eterodosso
                        • 02/10/04
                        • 3895

                        #26
                        Dolce Orihime, non ho ovviamente rimedio al tuo dolore ed il rispetto mi impone di non dar consigli a nessuno.
                        Voglio solo dirti: non pensare la tua felicità semplicemente in funzione del rapporto con un uomo. Cerca di investire su te stessa.

                        Io sto affrontando una situazione in un certo senso opposta alla tua, e quello che mi attanaglia è il senso di colpa per aver troncato una relazione, ed insieme una certa paura -lo confesso- di star da solo.
                        Ma la nostra forza deve essere quella di andare avanti, portandoci dietro anche il dolore. Non negarlo, ma non farne una ragione di vita: alla lunga diventa una torre d'avorio che ti isola nel nulla e dal nulla che ti crei intorno. È dura, ma bisogna andare avanti.
                        [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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                        • iroel
                          morto di carisma
                          • 08/02/10
                          • 2874

                          #27


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                          • mat
                            Il Magnifico
                            • 20/05/05
                            • 17786

                            #28
                            Siamo senza speranza.
                            Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre...
                            Last edited by mat; 21-06-2010, 19:26.
                            Moderatore Debate Square

                            "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                            - P. Conte -


                            Angst essen Seele auf

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                            • Orihime
                              ...............
                              • 21/02/10
                              • 2721

                              #29
                              @ N3m0

                              non preoccuparti, quel momento è passato.
                              Tutti mi dicono di investire su me stessa, ma io non so bene cosa voglia dire se ciò non comporta voler bene a qualcun altro. Capisco che è una cosa corretta e che mi devo essere persa per strada qualche tassello importante. Ci sto provando.
                              Mi sento di dirti, anche se sono stata dalla parte opposta, di non sentirti in colpa se sei sempre stato sincero e hai scelto pur nel dubbio senza gravare fino all'ultimo su un altra persona, se non hai rinnegato ciò che è stato, se poi non l'hai disprezzata, se hai avuto il coraggio di dire in modo chiaro le parole necessarie a separasi. Se hai fatto tutto questo, non hai fatto nulla di crudele ad un altra persona. Semplicemente come ci si unisce, ci si può anche perdere.

                              Basta però se no ci prendono per due casi umani
                              [B][I][FONT="Verdana"][COLOR="Blue"]La realt

                              Comment

                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #30
                                e, se sei fragile, comunque ti spezzi pi

                                Comment

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