ieri sera su La7 hanno fatto proprio una puntata su USTICA... http://www.la7.it/news/dettaglio_vid...75&cat=cronaca e sentire parlare De Michelis... più "l'esperto militare americano"... mi ha fatto nuovamente capire che "certe verità" resteranno "misteri storici" ...altro che verità storiche!!!
E sono trenta
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Ma l'esperto da pure una valutazione di scenario possibile e, fra il possibile, una rosa di probabilità degli eventi concatenati avvenuti, però questo non va a costituire ne una verità e ancor mrno una responsabilità, cose che potrebbero non essere sapute da nessuno perchè gli attori earano troppi e tutti scollegati realizzando ciascuno la propria missione segreta dove si sa solo lo stretto necessario che serve sapere al momento solo in relazione al proprio segmento di azione.
Tanto per dire si incontrano caccia italiani, libici, francesi e americani e ciascuno spara a qualcuno degli altri un missile ad inseguimento termico che si sceglie la scia del passeggeri più calda delle altre funzionando tutti allo stesso modo, vattelappesca solo sapere di chi era il missile che ha colpito, anche perchè non è detto che ad essere usati non erano gli stessi modelli di missili.
O magari un caccia libico in una manovra di sgancimento con il padulo che lo insegue usa il passeggeri come jammer.
A terra ciascuno da istruzioni di cancellare le registrazioni proprie tante volte a torto o a ragione ci si andasse di mezzo, questi li puoi accusare di aver occultato informazioni non di essere stati loro.
Pure i cieli hanno gli spazi nazionali e quelli internazionali, i radar vedono tracce, ma sanno di chi sono solo se gli identificatori radio degli aerei sono accesi e messi sulla bandiera vera, cosa che in combattimento non sarebbe nemmeno molto salutare.Last edited by Il gatto; 28-06-2010, 19:01.
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Poi seguirono altre storie di guerra, spie e controspie.
LA SFIDA SUL GOLFO DELLA SIRTE
CON ' SARATOGA' E ' CORAL SEA' SCHIERATA LA VI FLOTTA ALLE MANOVRE navali americane nel Mediterraneo partecipano complessivamente 20 unità della VI Flotta Usa, tra cui le due portaerei "Coral Sea" e "Saratoga". Si tratta di circa la metà dell' intera Flotta composta da 41 unità tra cui un paio di sommergibili nucleari lanciamissili, altrettante portaerei, navi da combattimento e d' appoggio. La squadra fa capo al comando di Gaeta e alle basi di Napoli, Sigonella, La Maddalena e Rota (in Spagna). Il nucleo di questa forza è costituito comunque dagli aviogetti basati sulle due portaerei che incrociano nel Golfo della Sirte da dove possono raggiungere facilmente il territorio libico difeso da batterie di missili antiaerei Sam-5 di produzione sovietica. Sulla "Saratoga", da cui decollarono gli aviogetti che intercettarono il Boeing egiziano con a bordo i dirottatori dell' "Achille Lauro", sono imbarcati una settantina di caccia F-4 e F-14. Un armamento pressochè analogo è imbarcato sulla "Coral Sea". Si tratta di portaerei abbastanza vecchie la cui costruzione risale per la "Coral Sea" addirittura al 1947 anche se entrambe sono state successivamente ammodernate nella strumentazione di bordo e nell' armamento. NUOVI RINFORZI DAL MAR NERO VENTI NAVI SOVIETICHE IL DISPOSITIVO navale sovietico nel Mediterraneo comprende oggi sei navi da guerra a cui si aggiungono una ventina di unità mercantili, molte delle quali svolgono tuttavia attività di spionaggio. La nave ammiraglia di questa flotta è un' unità d' appoggio per sommergibili ancorata nel porto di Tripoli da dove probabilmente coordina i collegamenti e ritrasmette alla Libia le informazioni sui movimenti della VI flotta Usa e dei suoi aviogetti, ricevute dalle altre navi che sorvegliano direttamente le portaerei americane. Due unità sono in rotta verso le coste d' Israele per tenere sott' occhio un eventuale intervento degli aviogetti israeliani. La flotta sovietica - che fa parte della Squadra del Mediterraneo composta da otto/dieci sommergibili, 14 unità di superfice e 12 ausiliarie - comprende tra l' altro un incrociatore lanciamissili classe Slava armato di 24 missili, due fregate classe Krivak con 8 missili ciascuno, e un caccia Kashin con 8 missili. Con ogni probabilità si trovano in zona anche alcuni sommergibili. Questa squadra può in ogni momento essere rafforzata da altre unità della Flotta del Mar Nero la cui forza comprende 24 sommergibili, 80 grandi unità di superfice tra cui due portaelicotteri, 210 navi minori e 250 aerei da combattimento.
http://ricerca.repubblica.it/repubbl...lla-sirte.html
Andreotti e il ministro libico confermano 'Craxi avvertì Gheddafi del bombardamento Usa'
Per la prima volta viene detto modo chiaro, e in pubblico, che nell'aprile del 1986. Un messaggio del presidente del consiglio italiano salvò la vita al leader di Tripoli
Giulio Andreotti e il ministro degli esteri libico Abdurrahman Shalgam raccontano una storia che più volte è stata scritta, ma mai confermata in modo così chiara e autorevole: il governo italiano avvertì il colonnello Gheddafi che il 14 aprile del 1986 la US Navy avrebbe attaccato Tripoli per punirlo degli attentati che la Libia aveva messo a segno anche contro militari americani in Germania. "Sì, quell'attacco americano era un'iniziativa impropria", ha detto stamattina Andreotti partecipando a un convegno organizzato alla Farnesina, "e credo proprio che dall'Italia partì un avvertimento per la Libia".
In effetti Bettino Craxi, all'epoca presidente del Consiglio, chiese al suo consigliere diplomatico Antonio Badini di avvertire l'ambasciatore libico in Italia, quell'Abdurrahman Shalgam che oggi è il ministro degli Esteri di Gheddafi. E infatti stamane Shalgam ha confermato la storia: "Craxi mi mandò un amico per dirmi di stare attenti, il 14 o il 15 aprile ci sarà un raid americano contro la Libia". Il ministro libico aggiunge che fu proprio grazie a questo avvertimento che probabilmente il leader libico Muammar Gheddafi si salvò. Craxi informò la Libia "due giorni prima dell'aggressione, forse l'11 o il 12 ci disse di stare attenti e che l'Italia non avrebbe permesso di usare il mare e il cielo" agli americani per condurre il raid.
Perché allora, nonostante il gesto italiano, la Libia rispose bombardando Lampedusa, chiedono i giornalisti a Shalgam: "Perché - risponde Shalgam - gli Stati Uniti usarono Lampedusa, la Libia reagì contro gli Stati Uniti non contro l'Italia".
Andreotti e Shalgam stamane partecipavano a un convegno organizzato al Ministero degli Esteri dalla fondazione guidata dall'ex ministro degli Interni Beppe Pisanu. Durante l'incontro il ministro degli Esteri Franco Frattini ha confermato che il governo italiano vuole approvare e poi far ratificare dal Parlamento al più presto l'Accordo di amicizia e partenariato che Berlusconi e Gheddafi hanno firmato a Bengasi il 30 agosto. "Spero che il Consiglio dei ministri adotterà il disegno di legge di ratifica presto", ha detto il ministro. Il processo di ratifica parlamentare dovrebbe poi seguire, secondo il capo della diplomazia, senza particolari ostacoli, perché quella dei rapporti tra Roma e Tripoli è "una questione su cui tra maggioranza e opposizione non ci sarà scontro". Per Frattini stringere i tempi è necessario, non soltanto per un'attuazione rapida dell'intesa, ma anche per dare un "segnale di amicizia" ai libici.
Spunta il Craxi anti-Pinochet
«Diedi soldi ai militanti cileni». Le rivelazioni in un documento presentato ieri
Di quei soldi Bettino Craxi non parlò mai in pubblico, neppure una volta. Di quelle tangenti che lui aveva «girato» negli anni a una gran quantità di partiti e di movimenti di liberazione in giro per il mondo, l’ex leader socialista parlava soltanto con i figli, con i compagni di una vita.
Fece un’eccezione nel dicembre del 1999. Craxi era reduce da una brutta operazione e durante quella dolorosa convalescenza ad Hammamet era andato a trovarlo Francesco Cossiga. E il contenuto di quel colloquio l’ex Capo dello Stato rivelò in una intervista semiclandestina a Raisat Extra: «A un certo punto gli dissi: caro Bettino, io so a chi è andata una fetta di denari prodotti dal finanziamento.... E lui, davanti al caminetto, me lo ricordo con la coperta, mi rispose: “Io non posso mischiare le mie vicende giudiziarie con grandi cause di libertà e di liberazione”». Ma ora, per
Storie di guerre mai esistite
Ma già nel 73 qualcosa non andava
L’episodio dello scontro a fuoco tra Nave De Cristofaro ed un aereo tipo Mirage libico ha inizio con la dichiarazione ,da parte del Colonnello Ghedaffi, di aver minato le acque antistanti la Libia sino a 40 mi-glia da Tripoli . Lo Stato Maggiore della MMI ordinò quindi al Cc Franco Barbalonga ,che aveva assunto il comando dell’unità solo due giorni prima, di salpare da Augusta e di recarsi in quelle acque
per avvisare i pescherecci di tale pericolo .Nessuna ipotesi di azioni offensive libiche era stata presa in considerazione in quanto azioni del genere non si erano mai verificate dalla fine della 2^ guerra mondiale (gli scontri tra forze Usa e libiche ed il lancio di due missili libici nelle acque antistanti Lampedusa sono episodi accaduti diverso tempo dopo ).
Il De Cristofaro arrivò in zona il mattino del 21 Settembre 1973 e si diresse verso 4 pescherecci ,ch’erano al limite della zona indicata come minata per cominciare ad assolvere il suo compito ma,alle 1420 ,mentre era in corso un colloquio tra i comandanti, un aereo ,che sino ad allora era apparso di tanto in tanto all’orizzonte, si abbassò ed effettuò un mitragliamento da poppa verso prora del De Cristofaro ,fortunatamente senza causare gravi danni. Solo due marinai ,che per caso si trovavano in coperta (il cannoniere Luigi Fiorbello di Napoli ed il sergente Nicola Garofalo di Ostuni ) rimasero
lievemente feriti nel tentativo di mettersi al riparo.
Fu subito battuto “posto di combattimento” e furono avvisate le autorità superiori dell’accaduto ma nulla accadde nell’immediato tranne l’andata in avaria dell’apparecchiatura per la direzione del tiro (OG3) e del sistema elettrodinamico di sparo (il Comandante diede ordine all’addetto al cannoncino da 76/62 di poppa di puntare verso il sole-probabile zona di provenienza di un eventuale nuovo attacco - e di sparare verso qualsiasi cosa dirigesse verso la nave !)
Nulla accadde sino alle 1652 quando un nuovo aereo,questa volta riconosciuto come Mirage e quindi probabilmente libico,effettuò un nuovo attacco che causò lievi danni alla nave ed al marò Domenico Di Giorgio di Pineto di Teramo ma provocò seri danni al silurista Giuseppe Ornato di Messina ,che si trovava sotto coperta dove fu colpito alla schiena da una scheggia ,staccatasi dalla paratia, che andò a fermarsi vicino al fegato, dopo aver sfiorato la vena aorta !(il suo travaglio fu lungo e laborioso!)
Questa volta tuttavia il cannoniere ( sergente artificiere Tullio Sponziello)fu pronto a sparare (solo 3 colpi a causa della rapidità dell’azione e delle avarie all’arma, sopra dette) ed ,avendo inquadrato il bersaglio ,costrinse l’aereo ad allontanarsi ed a non effettuare ulteriori attacchi.
In seguito a quanto accaduto il Capo di Stato Maggiore della MMI (Ammiraglio De Giorgi)si mise in contatto col comandante ordinandogli di restare in zona sino all’arrivo del cacciatorpediniere Geniere e della corvetta Todaro ,nel frattempo partiti da Augusta per sostituire il De Cristofaro in zona d’operazioni,cosa che avvenne il giorno successivo nel primo pomeriggio .
Per tale azione il Comandante in Capo della Squadra navale (Ammiraglio Bucalossi) conferì un “encomio solenne” al Cc Barbalonga, all’Aspirante medico Capobianco ed ai sergenti Sponziello e Grasselli . La cerimonia di conferimento ufficiale di tale encomio avvenne ,in forma solenne, nel piazzale delle Scuole Sottufficiali di Taranto ma sfortunatamente non ho alcuna testimonianza di tale evento perchè il fotografo della Marina, che aveva effettuato il servizio fotografico ,dopo alcuni giorni,mi disse che…. tutti i rollini avevano preso luce e quindi non c’era nessuna foto!?
Per completezza d’informazione aggiungo che Nave De Cristofaro è stata posta in disarmo il 30 giugno1994 con una cerimonia ,nella base navale di Augusta , a cui hanno presenziato diversi comandanti dell’unità,tra i quali c’era anche lo scrivente
e nemmeno nel 76Last edited by Il gatto; 28-06-2010, 21:26.
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Al pubblico in generale che vuole le sue verità e veder quindi realizzato il suo seguito voluto, cosa diversa dall'avere un descrizione della situazione per come è andata nei limiti, che sempre ci sono, di come è possibile ricostruirla perchè pure una ricostruzione implica sempre delle differenze da ciò che accadde e che non è ripetibile.
Poi ci sono due episodi che in qualche modo possono essere assimilabili comportando vari aspetti di cui uno è sempre quello del: mo che diciamo alla gènte?
Nel caso di allora la gente voleva due sue verità, l'è stata la bomba "per distrarre dell'attentato della stazione a bologna" funzionale a certe situazioni, o "sono stati gli americani" funzionale ad altre situazioni.Last edited by Il gatto; 30-06-2010, 08:02.
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Salvo la realtà funzionare sul concetto di opportunità o inopportunità di fare o non fare, ben più stabile, condiviso e duraturo che non un aleatorio concetto di giustizia personale che nemmeno prende in considerazione una realtà conosciuta sempre in modo incerto e frammentario, visto che la giustizia può operare solo su ciò che è perfettamente e completamente conosciuto.
Non è neanche una risposta/atteggiamento così diverso da qualla costituita da "mistero della fede" che lo stesso ti sta a dire "pigliati la cosa come ti viene detta e fattela piacere anche se non ti piace, ne ti convince, perchè Chi SA ha comunque deciso che è per il tuo bene che a te non sia dato sapere".Il segreto di stato e' profondamente ingiusto!Last edited by Il gatto; 30-06-2010, 13:50.
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E' piuttosto rara la situazione in cui esistono grandi conferme, per lo più ci sono sempre elementi incerti e frammentari, semmai resi certi per convenzione, infatti se la cosa è parte di un giudizio giuridico giudice che vai, opinione che ottieni, sentenza che esce, ritenuta giusta o ingiusta solo in raffronto a ciò che si crede in proprio che è poi quello che si vorrebbe veder detto pubblicamente, le verità che si vogliono.
Nel caso proprio gheddafi potrebbe aggiungere qualcosa e forse qualcuno glielo ha pure chiesto, ma da questo a poterlo rendere cosa di dominio pubblico ce ne passa.
E in una situazione del genere il "fatta giustizia" che significato potrebbe avere?
Volo Pan Am 103
Le indagini [modifica]
Nelle indagini successive al disastro fu determinato che l'esplosione venne causata da una carica di esplosivo al plastico posizionata nel vano bagagli dell'aereo. L'ordigno provocò uno squarcio nella fusoliera che in pochi istanti portò all'incendio e successiva perdita di quota dell'aereo. Dopo tre anni di investigazioni congiunte, il 13 novembre 1991, l'FBI e la polizia di Dumfries e Galloway accusarono dell'attentato Abdel Basset Ali al-Megrahi, ufficiale dell'intelligence libica e capo della sicurezza per Libyan Airways e Lamin Khalifah Fhimah, responsabile della Libyan Airways presso l'aeroporto internazionale di Malta. Dopo che le Nazioni Unite emisero sanzioni nei confronti della Libia e protratte negoziazioni con il leader libico Muammar Gheddafi, gli accusati furono infine consegnati alla polizia scozzese il 5 aprile 1999 a Camp Zeist, nei Paesi Bassi.
Il 31 gennaio 2001, Megrahi fu condannato all'ergastolo[1] mentre Fhimah fu prosciolto. In data 20 agosto 2009 il libico responsabile della strage di Lockerbie fu rilasciato dalle autorità scozzesi perchè malato di cancro.
Questo attentato, avvenuto due anni dopo il dirottamento del volo Pan Am 173 in Pakistan, peggiorò ulteriormente la già difficile situazione finanziaria in cui versava la Pan American World Airways che nel giro di tre anni dal disastro di Lockerbie, il 4 dicembre 1991, cessò le proprie attività.
In una situazione complessa che si presta a tante interpretazioni di cui nessuna è verificabile e sicuramente non lo è dal pinco pallino, ma questi come potrà mai avere la certezza che gli si sta a dire il vero, se non semplicemente per confronto con ciò che lui ritiene vero, mediamente per tante considerazioni sue che però valgono quello che valgono?
E la verità che si voleva era stata un bomba sulla scia di quella di bologna per "distrarre" la pubblica opinione e gestita secondo le accuse per bologna, oppure sono stati gli americani.
La pista francese portava ad una verità che non interessava molto chi la voleva, perchè poi a volere sono quelli che gestiscono politicamente la richiesta non i parenti delle vittime fuori da certi interessi.
E comunque il non sapere è una delle tante verità che possono esistere per tutto.
Anche tutta la storia del muro gomma potrebbe essere esistita non per coprire responsabilità militari, ma all'interno di una gestione politica nostra di fatti che si prestavano al gioco delle parti, come mettere il governo nella posizione di non poter rispondere o facilitare quelle attribuzioni di reponsabilità politica a livello di interessi internazionali che si era interessati a spingere e lo si vede come basti poco per attaccarcisi per i propri giochi.Last edited by Il gatto; 02-07-2010, 17:23.
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