Prendo spunto dal thread sulle foibe per aprire questo (spero sia la sezione giusta, mancandone una appositamente dedicata alla storia).
Abituati alle comodit
Originariamente Scritto da Careful with that
i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
Originariamente Scritto da Ned Flanders
Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
Mio nonno paterno non l'ho maiconosciuto, ma era un direttore d'orchestra e poco gli fregava della guerra.
Nonno materno invece è ancora in piedi e a 90 anni sta meglio di me.
Lui la Seconda se l'è vissuta a pieno regime, anche se ha avuto la fortuna di non dover mai sparare a nessuno, tranne a un povero mulo mentre era guardia frontiera a Boves.
Oltre all'esperienza come guardia frontiera, dove ricorda ancora una grave infezione intestinale che gli fece 'cagar vermi per giorni e giorni' (come mi ricorda sempre lui), prestò servizio in Sardegna, dove si vide i carrarmati Tigre tutti in fila e pronti a far fuoco; si salvò grazie alla tromba dell'armistizio incondizionato.
Gli arrivò la lettera per partire in Russia, ma per fortuna si ritrovò congedato per non so quale fortuna... e dico fortuna perchè se fosse partito non so se sarei mai nato io, ne' mia madre...
Lui era antifascista, come suo padre, che veniva bastonato ogni volta che le camice nere lo trovavano per strada, solo perchè voleva portare il garofano rosso all'occhiello, e per sdebitarsi, lui, offriva da bere a quei signori che lo baciavano col manganello, ogni volta.
Purtroppo storie di grandi patriottismi non ne conosco, anzi, ne ho sentite anche troppe di vicende su voltagabbana, prima schierati da una parte, poi dall'altra...
Ma a quei tempi non c'era la povertà, c'era la miseria, una parola che io non conosco e credo nessuno di noi di quest'era...
La miseria...che ti portava a scendere a compromessi col diavolo, pur di tirare avanti...
non siamo dei fanciulli...... le foibe come monte cassino (da parte dei francesi) furono fatte per ritorsione dei comportamenti tenuti dai nazifascisti!!!
l'italia attacco la francia quando aveva i tedeschi alle porte di parigi, questo porto alle violenze di monte cassino..... dategli torto
mentre per quel che riguardo le foibe anche lì ci fu un attacco da parte degli italiani verso il popolo albanese che era alleato con gli slavi.....
un pò mi sorprende questa cosa che nessuno veda i malefatti di noi italiani...... vi domando questo:
chi è andato a torturare gli iraqueni in terra loro???? gli americani ma noi sapevamo tutto!!! no dai vi prego non ditemi che siete quelli che dicano che: "gli italiani sono delle bravissime persone all'estero" ........... perchè io a pattaya di italiani che si scopano le bambine ne ho viste tanti
le foibe non state giuste perchè ammazare le persone non è cosa giusta ma vi prego di riconoscere il motivo per il quale furono fatte
non siamo dei fanciulli...... le foibe come monte cassino (da parte dei francesi) furono fatte per ritorsione dei comportamenti tenuti dai nazifascisti!!!
l'italia attacco la francia quando aveva i tedeschi alle porte di parigi, questo porto alle violenze di monte cassino..... dategli torto
mentre per quel che riguardo le foibe anche l
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Tutti guardavano i soldati della Royal Engineers. Gli uomini avevano un'espressione tetra, le donne piangevano in silenzio, mentre poco lontano, i genieri britannici conficcavano nel terreno a martellate, dei lunghi paletti di ferro colorati di giallo. Un giovanotto si mise a gionocchioni davanti al primo paletto per osservre gli altri d'infilata. "Se proseguono su questa linea taglieranno in due la casa di Luca" commentò. Poi si rialzò e allargò le braccia sconsolato "il mio podere, comunque, è andato".
Di tanto in tanto, il martellio cadenzato veniva interrotto dall'urlo del sergente MacMuller, un grosso inglese che dirigeva i lavori con l'occhio incollato all'oculare del teodolite, lo strumento ottico per le misurazioni topografiche. "Stop!" gridava MacMuller. Poi andava a consultare i tre ufficiali - uno inglese, uno americano e uno jugoslavo - i quali, chini su una carta a venticinquemila, distesa su un prato, erano immersi in calcoli laboriosi e difficili. Ricoprivano tutti e tre i gradi di maggiore.
Il maggiore Milan Grcar, uno jugoslavo tarchiato e biondastro, era pignolo e litigioso. Contestava ogni decisione e spesso andava a controllare personalmente le misurazioni indicate dal teodolite, percorrendo passo dopo passo il terreno conteso. Era capace di piantare una grana per un pioppo o un palmo di prato. Il maggiore Edward Morris, un inglese anziano e panciuto, era il più accomodante dei tre, ma quasi sempre dava ragione all'ufficiale titino. Il maggiore William Grover, un americano giovane e biondo, quasi un ragazzo, era apertamente ostile al maggiore titino.
Terminato il consulto, il sergente MacMuller tornava a chinarsi sul teodolite e a gridare i suoi ordini ai genieri in attesa "ten feet towards Jugoslavia, four feet towards Italy..." Dieci piedi a favore della Jugoslavia, 4 piedi a favore dell'Italia. I presenti, quasi tutti contadini del posto, seguivano quegli spostamenti con il cuore in gola. Quella terra che i tre ufficiali stavano dividendo era la loro terra, la loro vita.
Era il 7 Ottobre 1954. Il 5 Ottobre, a Londra, i governi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia e Jugoslavia, avevano firmato il Memorandum d'intesa che poneva fine all'annosa e anche sanguinaria questione giuliana che perdurava dalla fine della seconda guerra mondiale. Il Memorandum stabiliva che il Territorio Libero fi Trieste (TLT), fino allora retto da un governo Militare Alleato, avrebbe cessato di esistere e le due zone in cui era diviso, assegnate ai due paesi confinanti. La zona "A", che andava da Duino a Trieste ed era amministrata dagli alleati, sarebbe tornata all'Italia. Per la zona "B", che andava da Capodistria a Cittanova e che era già stata assegnata all'amministrazione civile Jugoslava, il Memorandum affidava ai governi di Roma e Belgrado, il compito di dirimere in futuro la sua destinazione. Ma il fatto compiuto, già dava per scontato che sarebbe toccata alla Jugoslavia.
La zona "A" e la zona "B" erano divise dal primo tratto della cosiddetta "Linea Morgan" dal nome dell'ufficiale inglese che l'aveva tracciata nel 1945. Si trattava di una linea di demarcazione affrettata e provvisoria. Andava quindi rivista e corretta, anche per le proteste degli jugoslavi, che a Londra pressarono non poco. Palo dopo palo, l'agonia di quella gente durò nove giorni. Bastava lo scarto di poche decine di metri, reclamate dall'ostinato maggiore Grcar, per decidere la sorte di un gruppo di case, di un podere, di una o più famiglie. Ventisette borgate appartenenti al comune di Muggia, passarono in questo modo alla Jugoslavia. Man mano che avanzava inesorabile la linea gialla, gli abitanti che fino a quel momento avevano vissuto sonni tranquilli, sicuri di rimanere in Italia, si affrettavano a raccogliere le loro masserizie e a caricarle sui carri trainati da buoi in direzione di Trieste.
Come aveva previsto quel giovanotto che aveva studiato ginocchioni la mira dei paletti gialli, la casa di Luca fu effettivamente tagliata a metà : Cucina e camera da letto in Italia, salotto e magazzino in Jugoslavia. Ma i "casi umani" insoluti furono centinaia, malgrado la buona volontà del maggiore Grover, quel giovane e biondo ufficiale americano che, a differenza del suo collega inglese, cercava di renderla difficile all'ufficiale titino.
Il giorno seguente il "Giornale di Trieste", alludendo alla scoperta partigianeria britannica nei confronti della Jugoslavia, pubblicava una vignetta significativa. In essa si vedeva il Maresciallo Tito oltrepassare con passo baldanzoso la vecchia "linea Morgan" osservato con simpatia da due gentlemen inglesi in tuba e tight. Uno di essi diceva: "bisogna riconoscere che Tito ha fatto di tutto per venirci incontro".
Il tuo post è un assemblaggio, rabberciato alla bell'e meglio, di pezzi dal primo capitolo dell'opera di Arrigo Petacco "L'esodo", Oscar Mondadori, pp. 5 e segg. Anche se ti diverti ad andare off-topic, cita almeno la fonte.
Non avendo amici e/o parenti di quelle parti e sentendomi però allo stesso tempo vicino a tutte quelle persone che hanno vissuto "l'Esodo", ho cercato di dare lo stesso un piccolo contributo, prendendo spunto da ciò che ho letto per descrivere qualcosa di quella vicenda... da semplice appassionato di storia... e senza alcuna presunzione.
Scusa se mi sono voluto "infilare" lo stesso in un argomento che mi appassiona ma che, haimè, mi trova senza coinvolgimenti diretti.
Scusate l'intrusione dunque... vorrà dire che aspetterò che si parli dello sbarco in Sicilia magari, così da poter partecipare con diritto e con testimonianze dirette.
alla prossima.
p.s. tanto per confermarti, avevo preso spunto da queste tue parole : "Abituati alle comodità anche in questo periodo di crisi, ai nostri occhi appaiono quasi inconcepibili certe situazioni che si sono trovate a vivere le vecchie generazioni in tempo di guerra. Situazioni che da questa parti non si vedono più da decenni, ma gli abitanti delle attuali zone di conflitto ne vivono oggi di simili, se non peggiori."
Apri una discussione se ti interessano certi argomenti.
Se però partecipi a questa devi attenerti al tema.
Ma è così difficile da capire?
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- P. Conte -
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