Vi trascrivo parte dell'intervista che ho fatto a uno psicologo proprio su quel tema (e sullo stalking) la scorsa settimana. Vi sono parecchi spunti interessanti di riflessione.
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Il pi
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
E' interessante quello che dice lo psicologo, la sua analisi però riguarda solo la genesi di certe pulsioni o spinte emotive.
Manca un pezzo, che forse è quello più importante dal punto di vista sociale e sociologico: cosa consente al soggetto di trasformare tali spinte in concreti atti violenti spesso accuratamente pianificati e perseguiti?
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
ripeto:
Fabio Riccato 31 anni,laurea in biologia 110 ,ottima famiglia,porto d
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti."Nahui
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