Gatto, sebbene pur vero che la religione islamica si prescrive ai suoi adepti come omnicomprensiva ciò, di fatto, non riesce a trovare completo riscontro.
Vale a dire che, come successe al cristianesimo, anche l'islam ha le sue varie divisioni interne, le sue differenze di visione e di interpretazione.
Completamente diverso è l'islam dei kazaki da quello dei, seppur vicini, persiani e questo diverso (sebbene più nella dottrina che nella pratica) da quello yemenita.
Attualmente si assiste ad una bizzarra regressione culturale in molti paesi, paesi che già avevano sviluppato istituzioni laiche e che relegavano la religione a ruoli sempre più marginali nella società ora vedono avanzare partiti d'ispirazione religiosa (magari mai esistiti prima) e strane modificazioni dei costumi (come l'uso del velo integrale, mai usato in nord africa fino a 10 anni fa).
Ma il motivo di ciò è principalmente un successo comunicativo.
Ognuno nel proprio interesse propone e spinge i modelli che più gli fan comodo e chi meglio costruisce le sue campagne raccoglie maggiori successi.
La carta giocata principalmente (faccio l'esempio della Tunisia, che conosco in modo particolare) è la vincente combinazione tra il disorientamento dovuto al progresso e la società massificata (lo stesso che da noi ispiro Svevo, Ungaretti, Calvino) con la constatazione dello svantaggio profondo nei confronti di altre economie. Si cerca quindi un rifugio identitario magari costruito ad hoc dieci minuti prima (come fa la lega da noi). In quest'ottica di difesa di un'identità presunta si assumono magari anche caratteri e atteggiamenti mai avuti prima e mai stati appartenenti alla propria cultura pur di convincersi di essere qualcuno e di far parte di qualcosa.
La cosa è però secondo me rimediabile con l'istruzione, cosa che infatti molti governi (es Marocco) stanno usando come fulcro della modernizzazione.
Vale a dire che, come successe al cristianesimo, anche l'islam ha le sue varie divisioni interne, le sue differenze di visione e di interpretazione.
Completamente diverso è l'islam dei kazaki da quello dei, seppur vicini, persiani e questo diverso (sebbene più nella dottrina che nella pratica) da quello yemenita.
Attualmente si assiste ad una bizzarra regressione culturale in molti paesi, paesi che già avevano sviluppato istituzioni laiche e che relegavano la religione a ruoli sempre più marginali nella società ora vedono avanzare partiti d'ispirazione religiosa (magari mai esistiti prima) e strane modificazioni dei costumi (come l'uso del velo integrale, mai usato in nord africa fino a 10 anni fa).
Ma il motivo di ciò è principalmente un successo comunicativo.
Ognuno nel proprio interesse propone e spinge i modelli che più gli fan comodo e chi meglio costruisce le sue campagne raccoglie maggiori successi.
La carta giocata principalmente (faccio l'esempio della Tunisia, che conosco in modo particolare) è la vincente combinazione tra il disorientamento dovuto al progresso e la società massificata (lo stesso che da noi ispiro Svevo, Ungaretti, Calvino) con la constatazione dello svantaggio profondo nei confronti di altre economie. Si cerca quindi un rifugio identitario magari costruito ad hoc dieci minuti prima (come fa la lega da noi). In quest'ottica di difesa di un'identità presunta si assumono magari anche caratteri e atteggiamenti mai avuti prima e mai stati appartenenti alla propria cultura pur di convincersi di essere qualcuno e di far parte di qualcosa.
La cosa è però secondo me rimediabile con l'istruzione, cosa che infatti molti governi (es Marocco) stanno usando come fulcro della modernizzazione.

Comment