Originariamente Scritto da mat
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Il principale indice di spesa per un qualsiasi contingente militare in missione è rappresentato dai costi logistici che non comprendono solo armi e munizioni, ma (sarà banale a dirsi) rancio, medicinali e cure mediche specialistiche, ricambi per l'uniforme, utensili ed in generale tutto ciò di cui un soldato può avere bisogno, dai bottoni ai preservativi.
I vari servizi logistici deputati a fornire tutto ciò alle prime linee hanno inoltre un costo intrinseco, spesso superiore agli stessi oneri logistici, come un qualsiasi organismo burocratico cui in questo caso vanno aggiunti anche i costi derivanti dall'usura dei mezzi impiegati. Senza considerare l'ovvia osservazione che un qualsiasi servizio d'amministrazione, non avendo il fatturato al centro dei propri obiettivi, è comunque naturalmente pletorico e tendente agli sprechi.
Affidarsi ad una PMC come la Blackwater (in questi giorni al centro dell'ennesimo scandalo) abbatte radicalmente i costi logistici. E' lo stesso discorso dei mercenari di Wallenstein: pagare profumatamente un contractor è comunque meno oneroso del fornire uno stipendio da fame ad un militare di carriera per poi dover foraggiare tutti gli onerosi meccanismi necessari per poterlo schierare operativamente sul campo; le PMC hanno propri mezzi, propri servizi logistici, non dipendono dalle autorità statali.
Inoltre i contractor sono pagati a missione e ciò conferisce loro una flessibilità insuperabile, in contesti di scontri a bassa intensità (quelle che Rupert Smith ha chiamato guerre fra la gente), rispetto ai contingenti militari: questi ultimi hanno costi di mobilitazione, di mantenimento e, quando la loro utilità viene meno, anche di smobilitazione; le PMC no.

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