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Ramadan 2010
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I fantascienziati islamici egiziani che hanno avuto l'idea dell'enorme orologio-torre destinato a sostituire l'ora di Greenwich sono moderati? Su cosa dialoghiamo? Sull'ora legale? Per poi sentirci rispondere che l'ora legale non esiste perché non è citata nel Corano? In realtà sono quindici secoli ormai che si "dialoga" e, l'unica cosa che si è ben compresa è che le due religioni sono incompatibili. Bisognerebbe ammetterlo una volta per tutte. Personalmente ritengo che la strada di chi si proclama cattolico o comunque cristiano sia quella di annunciare il Vangelo, sperando che questo comporti la conversione. L'atteggiamento dell'ateo dovrebbe essere quello della "libera Chiesa in libero stato", ma anche questo per l'Islam è impossibile, perché non vi è distinzione tra religione e stato. In realtà è l'Islam che deve fare lo sforzo di interrogarsi sul Corano ed accettare i rischi di una moderna esegesi.Dio non gioca a dadi.
(A.Einstein)
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Che per altro non è che convivano felicemente nella dimensione religiosa visto che la verità di una implica la falsità dell'altra.tenta di ridurre a barzelletta la uniche due VERE religioni rivelate, giudaismo e cristianesimo.
Ciò però non impedisce una convivenza fra culture che nei grandi numeri hanno lasciato a dio ciò che è di dio senza averne bisogno di renderlo presidente, al che nel comune vivere se uno non ti dice che è non è così immediato capirlo.
Per certi versi potrebbe essere una cosa simile con un islam moderato che è islamico per retaggio storico, ma che ora si regola su criteri commerciali e della religione non ne fa una ragione di vita avendo ben altro a cui dedicarsi.
Tuttavia nelle tensioni interne ciò gli crea un problema in quanto si trova a fronteggiare forze politicamente delegittimanti sulla base dell'ortodossia della fede per cui prosperità e agio non ti spettano se sei indegno e se sei indegno mo dai tutto a me e comando io
Da cui esce un certo fronte comune che comprende anche forze dell'area araba, forse meglio che di religione islamica e il perdurare di una certa esteriorità finalizzata all'ordine pubblico più che al credo religioso.
Il samir di asia new mi sembra che stia dicendo ciò che dici in quanto non limita l'aggressività islamica all'islam, ma la estende al mondo intero quindi andando oltre al grande satana d'occidente che può essere visto o presentato qule unico nemico e causa scatenante alla cui aggressività quella islamica risponde e lo stesso vede nel corano la radice di tale situazione nella sottile differenza di
"il desiderio di imporre il bene e d’impedire il male, allorché il Corano chiede di “ordinare il bene e vietare il male” che rende la religione militante e combattente dovere del fedele e del cittadino a cui nessuno si può sottrarre.
Nelle altre religioni c'è la proposta, l'opporsi in proprio, la c'è l'ordine di riuscire e riuscire in toto, non di provarci e basta, visto che fra "desiderio" e "ordine" la differenza è notevole.
Altro aspetto che differenzia l'islam sembra essere contenuto in questo passaggio
Vale la pena ricordare che la vicenda stessa di Maometto è stata inizialmente connotata da due fasi. Nella prima, alla Mecca, prevalgono gli elementi più spiccatamente mistico-spirituali ed etici, alcuni dei quali suscitano l’ostilità delle tribù locali e lo costringono ad andarsene dalla sua città natale. Nella seconda fase – dopo l’egira (emigrazione) del 622 dalla Mecca a Medina – egli comincia a organizzare la vita civile della città e a realizzare il suo progetto “globale” che è insieme religioso, sociale e politico. Va notato che questi due momenti sono all’origine del dibattito moderno tra i musulmani su quale debba essere considerato il vero islam: quello della prima fase, cosiddetto “meccano”, o quello successivo, “medinese”. È un fatto che negli ultimi decenni, la seconda visione viene condivisa da un crescente numero di musulmani e connota in maniera evidente i movimenti che si rifanno all’area del cosiddetto fondamentalismo islamico.
http://www.ilsussidiario.net/articol...articolo=11362
Dove la religione è tradotta in due forme diverse, una spirituale e una socio spirituale politica, solo che poi questa seconda forma è valutata essere quella sposata dai numeri dei fedeli comuni e alla fine la religione sposata dai numeri, specialmente se sono quelli con cui ci si trova ad avere a che fare, è qualla che fa testo.
Ovvero cristiano era san francesco e cristiano era torquemada, ma se di san francesco ce ne sta uno e di torquemada milioni a poco serve dire che però c'è san francesco, a che i milioni perdano la loro concretezza.Last edited by Il gatto; 13-08-2010, 00:04.
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[QUOTE=contericci;1226575]I fantascienziati islamici egiziani che hanno avuto l'idea dell'enorme orologio-torre destinato a sostituire l'ora di Greenwich sono moderati? Su cosa dialoghiamo? Sull'ora legale? Per poi sentirci rispondere che l'ora legale non esiste perch"Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
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Mah, non so quanto potrà resistere la Turchia con questo Erdogan alle forti spinte di islamizzazione dello stato. Anzi non credo proprio che resisterà. I tentativi di separazione tra mondo politico e religioso hanno origine in Turchia con Kemal Ataturk . Ma la separazione forzata, come ci illustra il docente di islamologia Silvio Calzolari, "non generò assolutamente laicità e democrazia. Il secolarismo kemalista, basato sul controllo del governo sulla religione, tentò di sostituire il sistema di valori islamici con uno scientifico, cercando di creare una religione politica. Il nuovo stato "laico" turco però fallì il suo scopo e fin dalla fine del 1960 é stato superato, ed oggi é travolto, dalla tradizione religiosa dell'lslam con la sua autorità e cultura teologica che vive e domina nella società stessa. Kemal Ataturk non si era reso conto che la relazione tra religione e società non si riduce ad un semplice faccia a faccia fra il politico ed il religioso. La relazione é triangolare e, accanto allo stato e alla religione, c'è la società con le sue espressioni di fede e culturali." Amen.Originariamente Scritto da PACE Visualizza MessaggioCome classifica allora - ad esempio - la Turchia? là è più che evide nte la separazione fra stato e religione; e proprio per questo il paese della mezza luna è uno dei bersagli preferiti di al qaedaDio non gioca a dadi.
(A.Einstein)
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Situazione di fondo che opera però al contorno, sebbene con effetti motivanti generali, nella questione posta nell'immediato
Questione che invece di ricevere una risposta diretta e circoscritta ha ricevuto una risposta sui perchè di fondo si stimano esistere per quegli atteggiamenti "non collaborativi" opposti dalle amministrazioni locali e stimolati da una posizione anch'essa non collaborativa degli elettorati a cui sono vincolate le fortune di quelle amministrazioni.Nonostante i residenti (e cittadini) musulmani in Italia siano ormai più di un milione e l'Islam la seconda religione praticata http://it.wikipedia.org/wiki/Islam_i...mani_in_Italiaa Milano il Comune non metterà a disposizione spazi pubblici per la preghiera e i praticanti dovranno arrangiarsi in case, cortili e spazi vari improvvisati.
Dove vivete le amministrazioni locali come si comportano?
Pensate che questo comportamento non apertamente ostile ma non collaborativo sia legittimo e rispettoso della libertà di culto?
Ciò perchè stabiliti gli accordi formali poi lo "spirito" con cui avviene la gestione amministrativa concreta impatta sulla sostanza della loro concretizzazione.
Ovvero la norma stabilisce per tutti che lo spazio pubblico per le manifestazioni proprie vada chiesto e non offerto, cosa che a modo suo creerebbe pure dei "problemini" su chi è più rispettato e avvantaggiato di altri, ma ovviamente poi lo "spirito non collaborativo", che per la sua natura spiritica non è soggetto a normativa, fa sentire il suo peso e, salvaguardata la forma, rimane sulla bilancia dei perchè la questione del "perchè così invece di cosà?".
Cosa che nella discussione sembra aver avuto l'interesse prioritario sulla semplice descrizione delle situazioni formali locali che hanno una loro evidenza e non dannno grandi margini alle opinioni da dirsi.
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Un concordato è uno strumento dedicato ad accordi specifici con una identità unitaria, come può essere quella costituita dall'organizzazione cattolica, ben disegnata e riconducibile ad un vertice unico ben definito e rappresetantivo, che per questo può "concordare" a nome di tutti in un reciproco rapporto con altra identità di simili caratteristiche.
Una diversa entità con diverse caratteristiche costituita da n movimenti separati e solo indicativamente accomunabili in un credo non è perciò adatta per la sua struttura a "concordare".
La stessa cosa che si sarebbe avuta se le mille ramificazioni cristiane fossero state contemporaneamente e parititeticamente presenti sul territorio nelle stesse situazioni di precarietà senza strutture di rappresentanza riconosciute da loro stesse.
Con chi avresti concordato che cosa in tali condizioni?
Da cui per situazione diverse, invece di un concordato "quadro" ci sono accordi specifici ratificati fra stato e singole rappresentanze rappresentative di un certo numero di elementi, ma, nella loro natura "privata", non hanno una sostanza diversa da un concordato generale fatto fra i tutti di due parti ben identificabili nelle loro identità, entrambe fortemente sostanziose nella loro consistenza e strutturate nella loro organizzazione.
La reciprocità lo stesso è un elemento che prende forma nella contrattazione fra entità che sono in grado di attuarla e che si presentano a chiedere in questa loro identità.
Ovvero si pone in un contesto di nazioni e non in un rapporto interno fra stato e privati in transito o stazionamento a titolo del tutto privato che al massimo la reciprocità che possono garantire e a cui sono tenuti è contenuta nelle normative, di loro pertinenza, previste nell'accordo locale in cui le parti stipulanti si impegnano, nell'ambito generale della loro realtà di fatto del momento e del loro contesto specifico.
Detto ciò subentrano altre considerazioni, ovvero gli spazi pubblici sono pure concessi
Primo giorno di Ramadan per la comunità musulmana di Piacenza: il mese di digiuno e preghiera è iniziato con la tradizionale cerimonia alla scuola Mazzini in centro.
però da una parte c'è da vedere quale volume sia riservato dall'islam ad una ritualità pubblica con contenuti collettivi ed esteriori che ad un pubblico credente e miscredente sono diretti come conferma della fede e come proselitismo tentato a fronte del metodo della testimonianza pubblica della fede stessa, sistema di proselitismo presente in tutte le religioni.
Mentre dall'altra parte ciò semmai conferma la possibilità di una concessione di forma senza tuttavia negare un atteggiamento poco collaborativo sia da parte dell'amministrazione che si attiene strettamente a dei doveri d'ufficio, che da parte di un tessuto sociale che per niente gioisce spontaneamente a fronte di certe decisioni amministrative.
Cosa che in grande si ripropone in usa dove obama non può rifiutare la concessione all'apertura della moschea con un dissenso diffuso che poi gli piomba addosso.
Per altro verso ancora la manifestazione religiosa di carattere pubblico, essendo percepita quale sollecitazione imposta al proprio essere, viene vissuta ormai generalmente con un senso di rifiuto e fastidio, certo alcune manifestazioni pure più di altre, il che apre però proprio la questione sul perchè le cose vanno come vanno e non diversamente, come le parti a vario titolo interessate vorrebbero nelle loro concezioni.Last edited by Il gatto; 15-08-2010, 15:23.
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[QUOTE]Ti risulta che qualche leader cristiano abbia detto "ci mancherebbe, se vuoi cambiare religione fa pure"? Le volte che ho visto cristiani parlare col prete della propria parrocchia per sapere cosa fare per cambiare ho visto soltanto filippiche e anatemi contro il cambio Ogni religione
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Tema di valutazione teologica visto che il fondatore ha pensato ad una religione dove il rapporto fra credente e il suo dio era diretto e non necessitava della mediazione, poi da dover dichiarare divinamente guidata, di intermediari che avrebbero assunto un peso in quella realizzazione che dando invece una priorità al pensiero religioso poteva rivelarsi indebito oltre che appesantire l'essenza religiosa ideata.Il fatto che non abbiano una figura di riferimento unica è un difetto (incomprensibile visto che Maometto non era una cooperativa, ma UN uomo)
Certo che poi si aprono problemi sul mantenere allineata e costante l'ortodossia della fede, ma in una concezione di "dio da, dio toglie" magari si è dimostrata una maggior fiducia nell'azione diretta di dio, cosa a cui si ricorre pure altrove, pur realizzando quell'aiutino necessario ove l'azione di dio non arrivasse a risolvere nel deciso dell'ortodossia.
Per altro anche forme di cristianesimo hanno preferito privilegiare questa forma di rapporto diretto fra credente e dio togliendo molta influenza a quel fattore clericale che si è rivelato, nelle diverse concezioni religiose, più generatore che risolutore di problemi.
Resta il fatto che nei regni della terra il comando unico, centralizzato e verticistico produca i suoi vantaggi materiali.Last edited by Il gatto; 23-08-2010, 19:43.
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Non ho confusoOriginariamente Scritto da bvzpao Visualizza MessaggioHai confuso invitare con permettere. Il prete cattolico non ti condanna a morte se diventi mussulmano, purtroppo accade invece il contrario
Un islamico se vuole cambiare puMembro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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