[QUOTE=Il gatto;1228479]Il resto
E' morto Cossiga.
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L'ha giOriginariamente Scritto da Paranoidandroid Visualizza Messaggioio aspetto la notizia della morte di andreottiHai mai visto il tuo Avversario?
Veste di nero e di nebbia
teme la luce.
Phobos lo accompagna
nebbia sul tuo potere
Deimos
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Originariamente Scritto da Lex Visualizza MessaggioAddio bastardo.
Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggio*
http://www.discutere.it/showthread.p...20#post1228420
Bambol utente of the decade
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L'opinione propria però è determinante per il prosieguo di tutti gli eventi perchè ti sta a dire come una situazione esterna generale di per se visibile e che impatta in modo relativamente visibile sui singoli poi si lega alla situazione invisibile della specifica realtà individuale.gira tutto intorno alla "soggettività" e "oggettività", sul singolo e sul collettivo, dal canto mio però, e mi pare di trovarne molti simili, la situazione odierna non piace affatto
Es ci sta una montagna che tutti vedono montagna e sanno che su un alpinista avrà un effetto, su un gitante uno diverso, su un pastore un altro ancora, ma poi non sanno chi effettivamente ci si trova e come la percepirà nella sua situazione del momento trovandosela davanti e avendo da fare cose sue che solo lui sa.
Ovvero ci può stare pure l'alpinista che però in quel momento ha solo fretta di arrivare dall'altra parte al che il binomio alpinista montagna produce un effetto diverso da quello ipotizzabile nel visibile di tutti che può essere la montagna e l'alpinista che la scala per gusto.
Ovvero la montagna si vede, che il tizio è alpinista ti si deve dire, ma può essere intuibile, cosa vuol fare il tizio però è invisibile a tutti, però nel momento che quello ti esterna la sua opinione sulla montagna sai cosa la montagna rappresenta realmente per lui in quel momento nelle effettive condizioni che legano i due fattori.
Quindi l'opinione diventa fattore determinante perchè ad interessare non è la montagna da sola, ma la correlazione montagna-soggetto che se la trova davanti.
In un sistema che decide sulla base di forze predominanti e maggioritarie il dire tanti ha un valore del tutto relativo contando non di per se i tanti, ma i di più dei tanti altri.
E, tornando al tema cossiga, guarda come gioca l'opinione propria finale rispetto ad una situazione di una sua visibilità
''Si e' spento un avversario a viso aperto che ci ha combattuti e ha vinto''. E' quanto afferma il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero
DILIBERTO (PDCI), AVVERSARIO DURO MA LEALE
(AGI) - Roma, 17 ago. - "Scompare con Francesco Cossiga una delle figure piu' eminenti della storia repubblicana.
Anticomunista convinto, ha pero' sempre sinceramente rispettato i comunisti". Lo dice Oliviero Diliberto, Segretario nazionale del Pdci - Federazione della sinistra, che aggiunge: "Il piu' delle volte lo abbiamo avuto come avversario, ultimamente - per le bizzarrie della politica italiana della cosiddetta seconda repubblica, da Cossiga giustamente mai apprezzata - lo abbiamo avuto anche come alleato. Sempre, in entrambe le vesti, duro e leale. Aspro, non di rado asperrimo, ma lucido e mai ipocrita, lo ricordiamo con rispetto.
Quindi una storia politica è pubblica, come quella soria poteva impattare su una tipologia di soggetti è prevedibile, ma quale effettivo risultato abbia prodotto su due specifici soggetti solo loro te lo potevano dire e in mancanza di tale esternazione sarebbe stato così prevedibile ciò che invece è avvenuto'Last edited by Il gatto; 19-08-2010, 07:56.
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E' curiosa come cosa, in qualsivoglia caso, quando una persona di tale caratura viene a mancare, nessuno risparmia encomi a iosa.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioDILIBERTO (PDCI), AVVERSARIO DURO MA LEALE
(AGI) - Roma, 17 ago. - "Scompare con Francesco Cossiga una delle figure piu' eminenti della storia repubblicana.
Anticomunista convinto, ha pero' sempre sinceramente rispettato i comunisti". Lo dice Oliviero Diliberto, Segretario nazionale del Pdci - Federazione della sinistra, che aggiunge: "Il piu' delle volte lo abbiamo avuto come avversario, ultimamente - per le bizzarrie della politica italiana della cosiddetta seconda repubblica, da Cossiga giustamente mai apprezzata - lo abbiamo avuto anche come alleato. Sempre, in entrambe le vesti, duro e leale. Aspro, non di rado asperrimo, ma lucido e mai ipocrita, lo ricordiamo con rispetto.
Ma invece di ricederti, ti sei chieso come mai "le stesse situazioni politiche si ripetono ciclicamente"?Originariamente Scritto da Sousuke Visualizza MessaggioAnch'io un bel po' di tempo fa la pensavo come te ma poi, notando che le stesse situazioni politiche si ripetono ciclicamente senza soluzioni permanenti, mi sono ricreduto.
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Encomi ne dovuti ne richiesti anche perchè si può salvare quella forma dovuta attenendosi all'etichetta senza andare oltre e d'altra parte è un po diverso il morto buon anima di serie da un pensiero che lo eccede, salvo poi verificarlo pure in situazioni meno sospette.
Ne che siano nemmeno mancate le posizioni ufficiali ostili.
Sarò onesto, Cossiga non mi mancherà
Certo non si porterà nell'aldilà solo i segreti veri di questa Repubblica. Si porterà anche i segreti da lui inventati, le trame inesistenti fatte intravedere, le panzane spacciate per misteri
Atteggiamento creatosi in seguito a questa intervista
"La Storia siamo noi" propone stasera su RaiDue "Il Generale Dalla Chiesa" di Gianluigi De Stefano
Dove cossiga parla di una pagina mancante nell'elenco degli iscritti alla P2 in cui sarebbe stato presente il gen dalla chiesa cosa per altro già accennata da gelli in precedenza sembra anche ancennata in alcune intercettazioni.
Però ad un ex presidente non è concesso commentare perchè poi si forma l'opinione del "se lo ha detto un presidente...." e così ci sono diversi aspetti da considerare.Last edited by Il gatto; 20-08-2010, 11:39.
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SOriginariamente Scritto da banana hammock Visualizza MessaggioMa invece di ricederti, ti sei chieso come mai "le stesse situazioni politiche si ripetono ciclicamente"?
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Potrebbero sorgere complicazioni anche su questa strada visto che la controparte, da eliminare fisicamente, non sta mai li passiva ad aspettare che arrivi tu che, cheto, cheteo, senza farti pigliare
, la eliminini e tranquillo come sei venuto te ne vai, pensando e forse convinto di poterlo fare semplicemente perchè ti è venuto pensato.
Cossiga, il presidente picconatore
che sopravvisse alle Br e a Gladio
Da Sassari al Quirinale, l'avventura politica di uno dei protagonisti della storia repubblicana. Le dimissioni dopo la morte di Moro, la presidenza del Senato …
Gladio, l'esercito segreto anticomunista che Cossiga vuole premiare
sabato, febbraio 20, 2010LA GLADIO ROSSA, L'APPARATO MILITARE DEL P.C.I
da Wikipedia Apparato paramilitare del PCI indica una struttura paramilitare di natura clandestina, presumibilmente organizzata nel 1945 e...
Ho avuto l'avventura di "intervistare" Francesco Cossiga quando era ancora nel pieno delle forze, pur se si era lasciato alle spalle il Quirinale e amava ancora vestire i panni, di tanto in tanto, della "lepre marzolina".
Stavamo preparando "Una sparatoria tranquilla", il libro di testimonianze sul '77 che Odradek ha pubblicato in occasione del ventennale di quel movimento. Proprio per sottrarre la memoria alle trappole del ricordo individuale - sempre autoreferenziale, censorio e consolatorio - scegliemmo di sentire anche due "nemici" storici del movimento: Cossiga, appunto, e Armando Cossutta, comunista in teoria e compromissorio nella linea politica fino alla collaborazione nella repressione. Solo "il picconatore" rispose in tempo.
Allora ero un prigioniero politico a tutti gli effetti. Ero stato "ammesso al trattamento ex art. 21" da appena un anno o poco più. In pratica la mattina uscivo dal carcere e andavo a lavorare, con un percorso semi-obbligato e con l'obbligo di comunicare all'ufficio matricola di Rebibbia ora e indirizzo qualsiasi spostamento dovessi effettuare. Scrissi perciò una lettera a Cossiga, inviandola al recapito più ovvio: il Senato. Mi presentavo come "brigatista irriducibile", esponendo a grandi lineee il progetto editoriale che stavamo elaborando. Rispose rapidamente, con un'altra lettera. Accettava di darmi l'intervista - che presuppone un rapporto in qualche misura "tra pari" - solo perché ero un "irriducibile". Con le altre "categorie", evidentemente, si era abituato a essere interpellato come dominus cui ci si rivolge per un favore o un'intercessione.
L'appuntamento mi fu dato nel suo studio di Palazzo Giustinani, alle spalle del Senato. E sto ancora ridendo per la voce stupita della guardia che, dal carcere, doveva raccogliere i dati del mio "spostamento". "Vado per motivi di lavoro in via della Dogana Vecchia, presso lo studio del presidente Cossiga". "Ndo vai?!?! Ma che stai a scherzà!". "Ma le pare?".
UNA SPARATORIA TRANQUILLA
Per la parte del movimento
abbiamo perciò ascoltato:
Vincenzo Miliucci, leader storico dell'autonomia operaia romana; Mario Moretti, il principale dirigente delle Brigate rosse; Oreste Scalzone, notissimo esponente del movimento; Raoul Mordenti, in rappresentanza del "gruppo degli 11"; Enzo Modugno, teorico dell'autonomia; Tano D'Amico, fotografo di tutte le manifestazioni e della "vita del movimento"; ecc.
Come nemico
, il sen. Francesco Cossiga, perché allora ministro dell'Interno, e oggi testimone non reticente.
E poi un nutrito numero di "compagni di base" - indiani metropolitani e femministe, duri dell'autonomia, semiclandestini delle BR - che hanno percorso poi traiettorie di vita tra le più diverse, ma le cui parole illuminano spesso tutti i luoghi lasciati in ombra dalle ricostruzioni dei leader.
http://www.odradek.it/Schedelibri/sparatoria.html
Bragaglia era uno dei leader di un gruppo ritenuto responsabile di una serie di aggressioni e intimidazioni nei confronti di extraparlamentari di sinistra, finalizzate a mantenere il «controllo della piazza» nei primi anni '70, è la ricostruzione degli investigatori. Per questi reati, compiuti in un contesto di «azioni antidemocratiche proprie del partito fascista», il 9 novembre 1977 i pm di Roma Franco Marrone e Luciano Infelisi emettono un ordine di cattura nei suoi confronti e di altri appartenenti ai Nar.
L'amicizia con esponenti di spicco della formazione terroristica, tra cui i fratelli Fioravanti e Francesca Mambro, ha determinato una svolta nella 'carriera' eversiva di Bragaglia e ne ha favorito lo stabile inserimento nei Nuclei Armati Rivoluzionari, «in cui si evidenzierà - sottolineano gli investigatori del Ros - per capacità militari e determinazione».
http://www.iltempo.it/2009/03/13/100...smo_nero.shtml
Cossiga e i vecchi buoni nemici terroristi
Ad omaggiare il ricordo di Francesco Cossiga sono giunte anche le parole di alcuni ex terroristi. E’ proprio vero che il tempo leviga le ferite?
Certo ci vorrebbe un bello sforzo di fantasia, ma possiamo provarci. Ed allora: Valerio Morucci, ex brigatista poi dissociatosi per legge, alla batteria, al basso Prospero Gallinari, ovvero colui che dovrebbe essere stato l’esecutore materiale dell’assassinio di Aldo Moro, alle tastiere una rediviva Francesca Mambro, ex militante di estrema destra e collezionista di ergastoli, alla chitarra il fedele marito Valerio Fioravanti, anche lui terrorista nero giudicato colpevole per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, ed infine lui, con la storica voce un po’ rap, nome d’arte per l’occasione inglesizzato in Frank Pickaxe (piccone, ndr), o altrimenti conosciuto dai più come Francesco Cossiga.
Titolo dell’album d’esordio: c’eravamo tanto odiati.
http://www.newnotizie.it/2010/08/19/...ci-terroristi/Last edited by Il gatto; 20-08-2010, 11:39.
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