Sono solo stanco, gli dico. Le donne sembra non sappiano fare altro che comandarmi a bacchetta. Prima mia mamma, adesso la dottoressa Marshall. E in mezzo a loro ci sono Nico e Leeza (…). Sono tutte concentrate su se stesse. Per loro gli uomini sono roba vecchia. Inutile. Come se noi non fossimo altro che appendici sessuali. Il supporto necessario a tenere in vita un'erezione. Tanti bei portafogli.
D'ora in poi non voglio più farmi mettere i piedi in testa.
Entro in sciopero.
D'ora in poi, le donne le porte se le apriranno da sole.
Non sposterò più divani pesanti per nessuno, basta.
E nemmeno aprirò più i coperchi dei barattoli chiusi troppo stretti.
E mai mi capiterà più di tirare giù l'asse del gabinetto.
Anzi, d'ora in poi ci piscerò sopra regolarmente. Che cazzo.
…
“Le donne non vogliono la parità dei diritti. Hanno molto più potere se vestono i panni delle oppresse. Gli uomini devono essere nemici che tramano contro di loro. E' il pilastro sul quale poggia la loro identità.”.
Chuck Palahniuk – Soffocare, Mondadori, 2002.
Questo è lo sfogo di un personaggio del romanzo, e un brano del dialogo con un altro personaggio.
Cosa pensate del pensiero espresso?
Quanto c'è di pura provocazione, di sfogo, di letteratura o di verità?
Soprattutto cosa pensate dell'ultima parte del discorso in cui si afferma che l'attribuire a un gruppo lo status di “oppresso” attribuisce a tale gruppo un potere?
Vi viene in mente qualche esempio di ciò che afferma il protagonista del romanzo?
D'ora in poi non voglio più farmi mettere i piedi in testa.
Entro in sciopero.
D'ora in poi, le donne le porte se le apriranno da sole.
Non sposterò più divani pesanti per nessuno, basta.
E nemmeno aprirò più i coperchi dei barattoli chiusi troppo stretti.
E mai mi capiterà più di tirare giù l'asse del gabinetto.
Anzi, d'ora in poi ci piscerò sopra regolarmente. Che cazzo.
…
“Le donne non vogliono la parità dei diritti. Hanno molto più potere se vestono i panni delle oppresse. Gli uomini devono essere nemici che tramano contro di loro. E' il pilastro sul quale poggia la loro identità.”.
Chuck Palahniuk – Soffocare, Mondadori, 2002.
Questo è lo sfogo di un personaggio del romanzo, e un brano del dialogo con un altro personaggio.
Cosa pensate del pensiero espresso?
Quanto c'è di pura provocazione, di sfogo, di letteratura o di verità?
Soprattutto cosa pensate dell'ultima parte del discorso in cui si afferma che l'attribuire a un gruppo lo status di “oppresso” attribuisce a tale gruppo un potere?
Vi viene in mente qualche esempio di ciò che afferma il protagonista del romanzo?

hanno con le donne è emblematico dei rapporti affettivi e sessuali che esistono tra maschi e femmine?
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