Senex

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  • sandor
    Opinionista

    • 07/10/10
    • 3419

    #16
    In confronto ai presenti sono un ragazzino ma ho capito bene due cose:
    - osservare una morale, ad esempio cristiana ma non solo;
    - fidarsi delle "Istituzioni";
    sono cose che aiutano molto. Consiglio di lettura: "Shopenhauer". In particolare "Il mondo come volontà e rappresentazione". Carissimi Saluti.



    http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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    • follemente
      Opinionista

      • 22/12/09
      • 11743

      #17
      Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
      [

      “Oppure di essere al riparo da moti giovanili come simpatie, innamoramenti…”

      L'innamoramento nella terza età ed oltre è naturalmente diverso: si sta insieme perché per entrambi è piacevole stare insieme: significa reciproca presenza fisica, condivisione di programmi, cose da fare insieme, è disincanto.

      [

      Sì, certo, ma io pensavo a chi si innamora di una persona giovane, come nella Morte a Venezia.

      Invece l’amore tra persone della stessa età credo sia una cosa molto dolce e tenera, come ad esempio nel libro che tu stesso in passato hai citato, Le nostre anime di notte di Kent Haruf, poi diventato un film con Robert Redford e Jane Fonda, dove una vicina di casa anziana , vedova, che vive sola in una grande casa, fa visita al vicino, anche lui vedovo e solo da anni, e gli chiede se vuole passare le notti da lei. Ne nasce una storia d’amore delicatissima.



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      • sandor
        Opinionista

        • 07/10/10
        • 3419

        #18
        Anche i cavalli hanno un'anima...
        http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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        • follemente
          Opinionista

          • 22/12/09
          • 11743

          #19
          Non recidere forbice quel volto di Eugenio Montale

          Non recidere, forbice, quel volto,
          solo nella memoria che si sfolla,
          non far del grande suo viso in ascolto
          la mia nebbia di sempre.

          Un freddo cala… Duro il colpo svetta.
          E l’acacia ferita da sé scrolla
          il guscio di cicala
          nella prima belletta di Novembre.

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          • sandor
            Opinionista

            • 07/10/10
            • 3419

            #20
            Anche gli occhiali servono. Non in poesia però, che già in nuce è un epitaffio.
            http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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            • Ninag
              Opinionista
              • 05/03/24
              • 1568

              #21
              Alle donne non è concesso invecchiare, devono sempre essere curate e attente al resto del mondo, un abito sbagliato, una scarpa non proprio alla moda, sono già segnali d’ incuria, cosa che in alcune “società “ è considerata riprovevole, in un certo senso è la sintesi del provincialismo portato a un livello superiore, mi viene in mente un film di cui dicono sia uscita la seconda parte, “ Il diavolo veste Prada”, dove una donna non certo giovanissima detta legge nel mondo della moda, che dietro quei lustrini appare quanto di più deleterio possa nascondersi dietro un paio di occhiali da sole, rigorosamente firmati.
              In effetti definire la vecchiaia è discretamente complicato, per un bambino di sette, otto anni, una persona di venticinque è già di un’altra generazione, probabilmente la vecchiaia è uno stato mentale più che fisico, credo che arrivi quando non immagini più il futuro, quando non riesci più a progettare, naturalmente questo riguarda entrambi i sessi, attualmente esistono nuove modalità per definire le generazioni, i Millennials nati più o meno negli anni ottanta, la Generazione Z tra 1997 e 2012, lasciamo da parte quelle più recenti, mentre i nati negli anni 1946 – 1964 sono inclusi in una sola categoria, “ un tanto al chilo” i boomers, se siete in questa categoria avete già addosso un’etichetta pesante.

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              • restodelcarlino
                giullare

                • 13/05/19
                • 12628

                #22
                Insomma, "la domanda" vera é quanto della nostra idea di vecchiaia nasca dal corpo, e quanto invece dallo sguardo degli altri e dalle convenzioni sociali.
                O no?
                ...vassapé...

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                • Ninag
                  Opinionista
                  • 05/03/24
                  • 1568

                  #23
                  Un un mix di tutto, poi ti dicono... sei giovanile.

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                  • PACE
                    Opinionista
                    • 27/08/07
                    • 1435

                    #24
                    Pirandello afferma che siamo come ci vedono gli altri; però era ateo
                    "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66040

                      #25
                      No Tommy, Luigi Pirandello è spesso definito un "ateo mistico", una figura complessa che rifiutava le forme religiose tradizionali e istituzionali, pur non rinunciando a interrogarsi sul senso ultimo dell'esistenza. Non era un ateo. Nessuno al mondo, in fondo, lo è completamente.
                      amate i vostri nemici

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70498

                        #26
                        Ho letto con interesse le vostre riflessioni.
                        Sono ancora, fortunatamente, lontana dalla vecchiaia. Ma mi chiedo, anche: quando si diventa davvero vecchi? E' una condizione puramente anagrafica? Per una volta concordo con Cono: ci sono persone che sono vecchie già a 20 anni. Ne conosco diverse. Altre che non lo sono a 70.
                        Conosco gente che viene in palestra e che a 65 anni è più in forma di molti giovani. In montagna ho conosciuto un 70enne che mentre io salivo con la lingua fuori per fare 800 metri di dislivello, lui era a quota 1200 fresco e riposato.
                        Poi ho in mente l'esempio di mia nonna, che a 80 anni saliva sugli aerei e girava il mondo.
                        Sicuramente mantenere una mente e uno spirito giovani aiuta a sentire meno l'avanzare degli anni.
                        Concordo poi anche con quanto scrive Nina: alla donna è vietato invecchiare (dalla società, ovviamente). Devi essere sempre curata, perfetta, impeccabile. E quando vuoi essere semplicemente te stessa vieni guardata storta.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • restodelcarlino
                          giullare

                          • 13/05/19
                          • 12628

                          #27
                          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                          ...ci sono persone che sono vecchie già a 20 anni...
                          “Essere vecchi a vent’anni” è un’espressione idiomatica paradossale? Si e no.
                          Essa costringe anzitutto a chiarire cosa significhi “vecchio”. Se la vecchiaia fosse un dato puramente biologico, legato al decadimento fisico o alla cronologia, la frase lo sarebbe, in quanto priva di senso. Ma il linguaggio umano usa spesso “vecchio” in senso simbolico, oltre che dispregiativo: vecchio è chi resta attaccato sempre alle stesse cose, alle stesse idee e abitudini, chi rifiuta tutto ciò che cambia. E' fuori moda, insomma.
                          “Essere vecchi a vent’anni” non indica, quindi, una condizione anagrafico-biologica, ma esistenziale. Vecchio, in questo senso, è chi ha perso apertura verso il possibile: chi smette di interrogarsi, di dubitare, di trasformarsi. La vera vecchiaia non coincide con l’età anagrafica, ma con la cristallizzazione mentale.
                          Si può dunque essere giovani nel corpo e già “antichi” nello spirito: ripetere formule, vivere di idee ricevute, rifugiarsi nel conformismo o in certezze assolute. Heidegger avrebbe parlato di esistenza inautentica: la rinuncia alla ricerca personale in favore del “si dice”, del sistema già pronto. La giovinezza, invece, consiste nella capacità di rimettersi continuamente in discussione.
                          Per questo, chi è irrigidito nelle proprie convinzioni, incapace di confronto, convinto di possedere la verità e di poter giudicare tutto e tutti, magari sostenuto da qualche radicalismo ideologico o religioso, difficilmente può attribuire ad altri la “vecchiaia a vent’anni” senza cadere in una contraddizione. Poiché la prima forma di "vecchiaia" è proprio l’immunità dal dubbio, il sentirsi maestri definitivi della realtà, anziché interlocutori provvisori dentro la complessità del vivere.
                          Esistono poi "Trottole omniscienti" anagraficamente centenarie, certo: sono però casi non comuni. La senescenza è un processo naturale, ma non uniforme: varia nei tempi, nelle forme e nelle intensità.
                          Forse si resta davvero “giovani” non negando l’invecchiamento, ma avendone coscienza e assumendolo lucidamente come dato della realtà e tappa fondamentale dell'esistenza.
                          Si, ho detto "fondamentale", anche se si vorrebbe farne a meno.

                          ...vassapé...

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                          • restodelcarlino
                            giullare

                            • 13/05/19
                            • 12628

                            #28
                            Spiego.
                            L’invecchiamento è una tappa fondamentale (oltre che ineluttabile) dell’esistenza perché permette, una volta accettato e smessa l'inutile, patetica e spesso grottesca lotta per restare (= apparire) "giovani", introduce il tempo del bilancio. Quando l’orizzonte del "finis vitae" non appare più indefinitamente lontano, molte cose cambiano prospettiva: ambizioni, conflitti, illusioni, perfino certi desideri perdono peso o assumono un significato diverso.
                            La vecchiaia, allora, non è decadimento biologico, ma momento di riflessione. Costringe, volenti o nolenti, a guardare ciò che si è fatto, ciò che si è trascurato, ciò che realmente è rimasto. Per questo è una fase essenziale dell’esperienza umana: perché obbliga a misurarsi con il limite, con il tempo trascorso e con il senso stesso della propria esistenza.
                            Ed é anche per questo, forse, che la si teme e si vorrebbe farne a meno








                            Last edited by restodelcarlino; 11-05-2026, 14:05.
                            ...vassapé...

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                            • PACE
                              Opinionista
                              • 27/08/07
                              • 1435

                              #29
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              No Tommy, Luigi Pirandello è spesso definito un "ateo mistico", una figura complessa che rifiutava le forme religiose tradizionali e istituzionali, pur non rinunciando a interrogarsi sul senso ultimo dell'esistenza. Non era un ateo. Nessuno al mondo, in fondo, lo è completamente.
                              Come sempre hai ragione; siamo come ci vede Dio, non come ci vedono gli altri. Chi ci conosce veramente - e totalmente - nel profondo, è soltanto Dio

                              Signore, tu mi scruti e mi conosci,
                              2 tu sai quando seggo e quando mi alzo.
                              Penetri da lontano i miei pensieri,
                              3 mi scruti quando cammino e quando riposo.
                              Ti sono note tutte le mie vie;
                              4 la mia parola non è ancora sulla lingua
                              e tu, Signore, già la conosci tutta.
                              5 Alle spalle e di fronte mi circondi
                              e poni su di me la tua mano.
                              6 Stupenda per me la tua saggezza,
                              troppo alta, e io non la comprendo.
                              7 Dove andare lontano dal tuo spirito,
                              dove fuggire dalla tua presenza?
                              8 Se salgo in cielo, là tu sei,
                              se scendo negli inferi, eccoti.
                              9 Se prendo le ali dell'aurora
                              per abitare all'estremità del mare,
                              10 anche là mi guida la tua mano
                              e mi afferra la tua destra.
                              11 Se dico: «Almeno l'oscurità mi copra
                              e intorno a me sia la notte»;
                              12 nemmeno le tenebre per te sono oscure,
                              e la notte è chiara come il giorno;
                              per te le tenebre sono come luce.
                              13 Sei tu che hai creato le mie viscere
                              e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
                              14 Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
                              sono stupende le tue opere,
                              tu mi conosci fino in fondo.
                              15 Non ti erano nascoste le mie ossa
                              quando venivo formato nel segreto,
                              intessuto nelle profondità della terra.
                              16 Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
                              e tutto era scritto nel tuo libro;
                              i miei giorni erano fissati,
                              quando ancora non ne esisteva uno.
                              17 Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
                              quanto grande il loro numero, o Dio;
                              18 se li conto sono più della sabbia,
                              se li credo finiti, con te sono ancora.

                              SALMO 138
                              "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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