Senex

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #1

    Senex

    Senescenza

    La parola “anziano” ci disturba, l’aggettivo “senile” ci infastidisce, il verbo “invecchiare” ci irrita, allora diciamo “terza età”, “quarta età”, ma rinunciamo a fare i conti.

    Non esistono antidoti all’età che avanza, soltanto calmanti. Ce ne sono due, naturali: collezionare piccoli piaceri possibili e concedersi alcune indignazioni.

    Se lamentarsi è patetico e protestare è spesso inutile, l’indignazione è un’emozione che segnala che qualcosa o qualcuno ha violato un nostro principio di giustizia.

    Indignarsi fa bene: protegge la mente dalla rassegnazione, aumenta la vigilanza cognitiva, rafforza l’identità morale, fa distinguere, secondo il proprio criterio, ciò che è giusto da ciò che non lo è.

    Comunque non bisogna esagerare: come ogni medicina l’indignazione va assunta con cautela.

    Ci sono indignazioni doverose. Si pensi alla guerra: solo gli stupidi l’applaudono, ma ci sono anche le indignazioni di basso rango che tendiamo a introiettare e sappiamo che parlarne è inutile.

    Si può provare a consolarci con la poesia, essa ci spiega ciò che tendiamo a ignorare: il tempo passa e noi con lui.

    La poetessa umbra (nata a Todi) Patrizia Cavalli (1947 – 2022) scrisse:

    Non invecchiare, mi dicevi. Non invecchiare.
    Come si fa, amore, a non invecchiare ?
    Ci si aggrappa alla giovinezza come a una corda
    E la corda si sfilaccia, e la corda
    Si spezza. E tu sei lì, a guardare,
    a guardare la tua mano che non sa più
    a cosa aggrapparsi.


    L’arte di invecchiare: significa come non diventare anziani insopportabili.

    La poetessa e scrittrice trentina Vivian Lamarque (nata nel 1946 a Tesero) nel suo libro di poesie titolato: “L’amore da vecchia” (edit. Mondadori), ce n’è una che scherza con la memoria che declina:

    “Confondere i bei nomi
    degli amanti ? Pronunciarli al momento
    giusto con il nome sbagliato ?
    Chiedo perdono all’Olmo
    Quando lo chiamo Faggio
    E al Frassino quando lo chiamo
    Acacia, quanto si offese il Carpino
    quando non lo riconobbi,
    a voltarsi di là umiliato l’aiutò il vento”.
    Last edited by doxa; 03-05-2026, 16:52.
  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12628

    #2
    edit
    Last edited by restodelcarlino; 03-05-2026, 14:28. Motivo: il testo citato esiste solo in inglese.
    ...vassapé...

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    • Ale
      Opinionista

      • 18/08/20
      • 21451

      #3
      Tanti anni fa a Milano avevo visto un film con Henry Fonda mi pare, ad un tratto c'è stata una fuga organizzata da una casa di riposo tra vecchietti, devo trovarlo fuori...
      ...si mi sento un pò chiamato in causa, Ruminz nella sua, la via degli ulivi,.(cronaca di un'escursione a piedi lungo tutta l'Istria) definisce i sessant'anni tre quarti di vita, ed io non ci sono poi così lontano

      Mens sana in corpore sano

      Počasi se daleč pride 🐌

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      • restodelcarlino
        giullare

        • 13/05/19
        • 12628

        #4
        De Senectute 2.0
        Giunto a quell’età in cui le articolazioni cominciano a cigolare lugubremente, come rugginosi cancelli di cimitero, e la memoria si comporta da impiegato statale, presente ma fuori stanza o in pausa caffé, l’uomo crede di aver perso qualcosa. È un errore di prospettiva, tipico della giovinezza prolungata oltre i termini della garanzia di legge.
        La vecchiaia, infatti, non toglie: restituisce il superfluo al mittente.
        Anzitutto, libera dal dovere dell’entusiasmo, faticoso ed ingannatore: il giovane, nel suo attivismo, quale che sia, deve ardere di sacro fuoco; il vecchio può limitarsi a fumare o sorseggiare, lentamente, osservando il rogo altrui con benevolo interesse, non scevro da perplessità.
        Inoltre, scioglie dal vincolo dell’opinione: non essendo più richiesta e non essendo più necessario essere interessanti/graditi al consesso umano, il vecchio puo' diventare, finalmente, sincero. E questa é una forma superiore di lusso, sopraffino e senza prezzo.
        Quanto ai piaceri, mutano di scala ma non di sostanza. Dove prima servivano viaggi, faticose e dispendiose conquiste (col problema di prima, seconda etc scelta) ed impegnative notti agitate, ora bastano una poltrona comoda, un silenzio ben temperato e la soddisfazione, non trascurabile, di aver previsto da decenni l’errore in cui tutti stanno diligentemente cadendo.
        Si dirà: ma il corpo decade. Certo. Come tutte le infrastrutture pubbliche. Ma proprio per questo si impara a usarlo con criterio, evitando traffici inutili.
        In conclusione, la vecchiaia non è una diminuzione dell’uomo, bensì una sua edizione critica: meno pagine, più note a margine, e, per chi sa leggerle, assai più divertenti.





        ...vassapé...

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        • doxa
          Opinionista
          • 30/04/19
          • 2659

          #5
          Bene Carlino, hai liberamente tratto ispirazione da zio Seneca, e una domanda "mi sorge spontanea" (diceva il giornalista Antonio Lubrano): perché le signore del forum non dicono la loro opinione riguardo la senescenza ?

          Ma a che età si diventa anziani ? I gerontologi distinguono tra pre-senescenza, senescenza graduale e senilità.

          L’Organizzazione mondiale della sanità definisce età media quella tra i 45 ed i 59 anni; età avanzata quella tra i 60 ed i 74 anni, vecchiaia quella dai 75 anni.

          Quando si lascia la vita lavorativa il pensionamento costituisce un periodo cruciale per l’individuo. Ci sono persone che si deprimono ed altre che sono liete per la libertà, per il tempo a disposizione. La libertà è il respiro della vita , un respiro che per molti anni ci viene sottratto dal lavoro, spesso noioso, ripetitivo, non adatto alla propria personalità.

          Attorno al lavoro ruota molta parte dell’esistenza delle persone, e bisogna distinguere tra chi svolge un’attività o professione gratificante e chi no. Nel primo caso la soddisfazione economica, il successo, la carriera, non spingono a lasciare il proprio lavoro. Altri lavoratori, invece, vedono nel traguardo dell’agognata pensione la fine di una banale e talvolta mortificante routine.

          La libertà dal lavoro dipendente serve per recuperare l’affettività che è stata trascurata, per dedicarsi all’attività che piacciono, ai viaggi, alla cultura, l’arte.

          Quando si lascia il lavoro e socialmente si comincia a far parte dei pensionati, può essere traumatizzante e deprimente per molti. Diventa preoccupante avere il tempo libero. Invece il bello della cosiddetta “terza età”, soprattutto dopo un’esistenza laboriosa e proficua, è proprio la libertà ed il piacere di essere sé stessi. Non c’è più l’assillo del “costruire”: la famiglia, la professione, il patrimonio, le case. Si gode il tanto od il poco che si è stati capaci di creare.

          Se economicamente l’ammontare della pensione permette all’individuo di vivere senza l’angoscia di come arrivare alla fine del mese se i soldi finiscono prima, se non c’è più l’ossessione di accumulare il denaro, il possesso delle cose o come avere e mantenere il potere, allora è il momento di pensare al piacere della convivialità, all’apertura verso gli altri.
          👋

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          • PACE
            Opinionista
            • 27/08/07
            • 1435

            #6
            Non sono certo i soldi a decidere della nostra angoscia o serenità; vi sono alcuni giovani già vecchi dentro a vent'anni e vi sono anziani ancora giovani dentro a ottant'anni. Bene recita il Salmo 91

            Il giusto fiorirà come palma,
            crescerà come cedro del Libano;
            piantati nella casa del Signore,
            fioriranno negli atri del nostro Dio.
            Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
            saranno vegeti e rigogliosi,
            per annunziare quanto è retto il Signore:
            mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.
            "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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            • restodelcarlino
              giullare

              • 13/05/19
              • 12628

              #7
              Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
              ...... una domanda "mi sorge spontanea" (diceva il giornalista Antonio Lubrano): perché le signore del forum non dicono la loro opinione riguardo la senescenza ?....
              Indagare l’universo psichico delle amazzo/erinni del forum è impresa titanica: roba che neppure Ercole, dopo una cura ricostituente a base di ambrosia e proteine vegane, si prenderebbe la briga di intraprendere, senza prima firmare una liberatoria con deesse moderatrici, ninfe e affini dell'Olimpo di discuterepuntoit, Tuttavia, equipaggiato di coppola blindata e pronto alla fuga, provo ad azzardare qualche ipotesi sulle loro reticenze circa la senescenza.
              Prima possibilità: strategia di mimetismo evolutivo. La senescenza, per l’uomo medio, è un fatto biologico; per le Signore (di genere femminile) del forum, è un’opinione negoziabile, da trattare come il prezzo del pesce nella gioielleria ittica. Dunque: silenzio tattico. Non si parla dell’elefante nella stanza, si ridefinisce l’elefante come “gattino con esperienza”.
              Seconda: superiorità narrativa. Mentre noi maschi cataloghiamo le rughe come geologi nei rilievi, Loro praticano un’estetica più raffinata: la ruga non è segno del tempo, ma nota a margine di un romanzo che stanno ancora scrivendo. E al critico (cioè tu) non è permessa la lettura della bozza.
              Terza: economia dell’attenzione. Parlare di senescenza è un investimento a rendimento basso: meglio allocare risorse su temi più produttivi, dall’idiozia maschile comparata, alla collezione di stoccate micidiali o al campionario di frecciatine ben educate. La vecchiaia? Un saldo, che si svende a fine giornata.
              Quarta: arte marziale dialettica. Se ne parlassero apertamente, perderebbero l’effetto sorpresa. Invece coltivano l’ambiguità come un bonsai di mancinella: piccolo, perfetto, letale. Tu entri con “vecchiaia”, esci con il certificato di incapacità di comprendere le cose, dovuto al fatto che, come uomo di genere maschile, non ci arrivi e mai lo potrai.
              E poi il capitolo restauro, ma nella sua versione apocrifa e trionfale: non intervento conservativo, bensì opera d’arte autonoma. Un vero e proprio remake: non "Manutenzione di sbocco di acquedotto", ma "Fontana di Trevi", dove la mano dell’artista (chirurgo, estetista, alchimista estetico) non si limita a correggere, ma ricrea. E guai, dico guai, a chi osa leggerlo come semplice manutenzione: è estetica applicata, è dichiarazione di poetica, è manifesto vivente. La "restaurata" non è più “come prima”: è meglio di prima, e pretende, con giusta ferocia, di essere giudicata come tale.
              Conclusione provvisoria: non è che non dicano la loro; è che la dicono altrove, in un registro più sottile, dove la senescenza smette di essere un destino e diventa, con la sopraffina tecnica raffinata che le contraddistingue, un pretesto per misurare l’altrui goffaggine. E senescenza inarrestabile.
              La nostra.




              Last edited by restodelcarlino; 04-05-2026, 13:32.
              ...vassapé...

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              • LadyHawke
                Osservatrice

                • 29/04/19
                • 9380

                #8
                Bene Carlino, hai liberamente tratto ispirazione da zio Seneca, e una domanda "mi sorge spontanea" (diceva il giornalista Antonio Lubrano): perché le signore del forum non dicono la loro opinione riguardo la senescenza ?
                Ma a che età si diventa anziani ? I gerontologi distinguono tra pre-senescenza, senescenza graduale e senilità.

                L’Organizzazione mondiale della sanità definisce età media quella tra i 45 ed i 59 anni; età avanzata quella tra i 60 ed i 74 anni, vecchiaia quella dai 75 anni.
                E che si deve dire? Fa parte dell'esistenza.
                Io mi trovo nella cosiddetta età avanzata e mi rendo conto di non aver più vent'anni e manco la stessa energia di fare, oggi vado più lenta e a volte la mia schiena, nonostante lo yoga, mi ricorda che non devo forzare, le mie ossa, articolazioni ecc... anche se ci vogliono sempreverdi giovani, non sono più le stesse. Le rughe? Non le nascondo più dietro al trucco, giusto i capelli bianchi nascondo dietro al colore
                Si vive più a lungo dei nostri nonni e sono consapevole che le persone in età avanzata come me faranno, se già non lo fanno, da badanti agli anziani ultraottantenni e novantenni e sarà una ruota per tutti.
                Quindi gente....godetevi la vita finchè siete giovani e potete farlo....io mi accontento se riuscirò ancora ad andare in vacanza almeno una volta l'anno.
                È inutile cercare di ringiovanirsi il corpo con ritocchi e ritocchini che spesso trasformano in caricature assurde e stravolgono il viso.
                Comunque il tempo che passa non lo si può fermare ma cercare di accettarlo e adattarsi ai cambiamenti.

                La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                Confucio

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                • Vega
                  Opinionista

                  • 04/05/05
                  • 17965

                  #9
                  Tu entri con “vecchiaia”, esci con il certificato di incapacità di comprendere le cose, dovuto al fatto che, come uomo di genere maschile, non ci arrivi e mai lo potrai.
                  Ma questo è risaputo, è una verità certa e universale
                  Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                  Comment

                  • follemente
                    Opinionista

                    • 22/12/09
                    • 11736

                    #10
                    La vecchiaia descritta da Doxa e RdC rappresenta una condizione di privilegio: in realtà, molti anziani sono assillati da problemi di salute o quelli economici o devono badare ai nipotini o genitori ancora più vecchi o a partner malati.
                    Però, come giustamente scrive Doxa, anche questa condizione non è vissuta da tutti come un privilegio, perché molti non sanno che farsene di tutta questa libertà e tempo a disposizione e possono cadere in depressione, nell’alcolismo o in altre dipendenze. Parecchi si dedicano al volontariato, a lavoretti saltuari, ma ci sono anche quelli che badano alla propria salute dedicandosi ad attività sportive per mantenere il fisico sano e, soprattutto, coltivano anche lo spirito con svariate letture, studi, scrittura, corsi ecc. Come ebbi già modo di scrivere, un anziano come Corrado Augias che a 90 anni suonati non solo compare in tv, ma guida dei programmi intelligenti conversando argutamente con vari intellettuali, a mio avviso può essere considerato un modello.
                    Certo, non tutti sono come lui, però nel loro piccolo leggono, s’informano, scrivono. E con gli amici dibattono vivacemente o conversano amabilmente.
                    E qui tocchiamo un tasto dolente: la solitudine; nella mia città numerosissimi anziani sono soli, senza familiari o amici con cui confrontarsi o da cui avere un supporto o un conforto e , spesso, muoiono in solitudine. Per questo sono state create varie associazioni che inseriscono i vecchi nei loro percorsi cognitivi, culturali, sociali.

                    Bellissimo l’intervento di RdC ispirato a Seneca, però: siamo davvero sicuri che gli anziani non rimpiangano la gioventù? Oppure di essere al riparo da moti giovanili come simpatie, innamoramenti, invidie, timori di fare brutte figure, cattiverie ecc.? Basterebbe dare un’occhiata più attenta alle case di riposo.


                    Per me, le immagini più sconcertanti della vecchiaia, sono quelle che riguardano gli anziani che nonostante l’età provano emozioni giovanili e fanno di tutto per apparire più giovani: certo, le donne, ma non solo, con i restauri e … come dimenticare l’immagine finale del film di Visconti Morte a Venezia?






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                    • follemente
                      Opinionista

                      • 22/12/09
                      • 11736

                      #11
                      Ma c’è anche una dimensione contraria però, che forse nessuno ha menzionato: l’anziano che non si stupisce più di nulla, che per ogni fatto o accadimento pensa “già visto, già sentito” e non prova più emozioni, come l’indignazione di cui parla Doxa o la solidarietà o l’entusiasmo. Non mi pare qualcosa di auspicabile.

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                      • nahui
                        Astensionista

                        • 05/03/09
                        • 21040

                        #12
                        Io credo di essere nata vecchia, psicologicamente parlando. E' stato molto faticoso far finta di essere giovane. Ho sempre avuto l'idea della morte che mi camminava accanto, ho vissuto come se avessi già vissuto, ho vissuto già rimpiangendo quello che stavo vivendo, e continuo a farlo. In questi ultimi due o tre anni ho superato la boa e ho cominciato seriamente a cambiare fisicamente. Mi dispiace ? Sì. Mi manca il sesso ed essere desiderata, ma nello stesso tempo vivo tutto questo come una liberazione. Posso fregarmene come quando avevo 10 anni. Le donne sono graziate dai cambiamenti ormonali della menopausa, perchè spesso smettono di desiderare il sesso e questo comporta un capovolgimento di tutte le prospettive della vita, essendo state programmate per la seduzione, il romanticismo, la procreazione. Forse, mediamente, invecchiamo più serenamente. Gli uomini vivono come una violenza il fatto che l'organo sessuale non risponda al desiderio, la perdita della forza, della prestanza. Io non sono mai stata tenuta ad essere forte e prestante. Mi basta stare in piedi ed essere autonoma.
                        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                        (George Bernard Shaw)

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66040

                          #13
                          Trovo Ladyhawke e Nahui più sagge di qualche mese fa.
                          Follemente lo è sempre stata.
                          amate i vostri nemici

                          Comment

                          • LadyHawke
                            Osservatrice

                            • 29/04/19
                            • 9380

                            #14
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Trovo Ladyhawke e Nahui più sagge di qualche mese fa.
                            Follemente lo è sempre stata.
                            La mia saggezza non è aumentata, è che tu non te ne sei accorto prima
                            La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                            Confucio

                            Comment

                            • doxa
                              Opinionista
                              • 30/04/19
                              • 2659

                              #15
                              Ho letto con piacevole sorpresa alcune opinioni delle ladies circa le età della vita, e a loro va il mio grazie.

                              Complimenti anche a te Carlino per la tua analisi dell’universo psichico femminile. Il tuo post ha spronato le signore a dire la loro.

                              Lady Folle ha scritto

                              siamo davvero sicuri che gli anziani non rimpiangano la gioventù? Oppure di essere al riparo da moti giovanili come simpatie, innamoramenti, invidie, timori di fare brutte figure, cattiverie ecc.? Basterebbe dare un’occhiata più attenta alle case di riposo.
                              Per me, le immagini più sconcertanti della vecchiaia, sono quelle che riguardano gli anziani che nonostante l’età provano emozioni giovanili e fanno di tutto per apparire più giovani:


                              “siamo davvero sicuri che gli anziani non rimpiangano la gioventù?”

                              Chi la rimpiange fa del male a sé stesso. E’ dannoso e inutile lo sterile rimpianto oppure la nostalgia del tempo che fu.

                              “E a mano a mano si scioglie nel pianto
                              Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo”.

                              (versi di Riccardo Cocciante nel testo della canzone: “A mano a mano”)


                              “Oppure di essere al riparo da moti giovanili come simpatie, innamoramenti…”

                              L'innamoramento nella terza età ed oltre è naturalmente diverso: si sta insieme perché per entrambi è piacevole stare insieme: significa reciproca presenza fisica, condivisione di programmi, cose da fare insieme, è disincanto.

                              L’infatuazione o l’innamoramento a ottant’anni ha lo slancio di chi sa che gli incontri sono contati, ogni volta potrebbe
                              essere l’ultimo.


                              Vi propongo come lettura una parziale poesia di Vincenzo Cardarelli, titolata:

                              L’Attesa

                              Oggi che t'aspettavo
                              non sei venuta.
                              E la tua assenza so quel che mi dice,

                              […]
                              Dice che non vuoi amarmi.
                              Quale un estivo temporale
                              s'annuncia e poi s'allontana,
                              cosí ti sei negata alla mia sete.


                              L'amore, sul nascere,
                              ha di questi improvvisi pentimenti.

                              […]


                              Last edited by doxa; 05-05-2026, 17:30.

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