Il "reazionario rurale"

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #1

    Il "reazionario rurale"

    Anziano, incolto e lo fa per interesse
    Il "reazionario rurale" che incendia l'Italia
    La maggior parte degli incendi sono appiccati da maschi adulti spesso socialmente disadattati che traggono un piccolo profitto immediato (erba per il pascolo, verdure per la cucina, animali da cacciare) dalla loro azione.Ogni estate costano centinaia di milioni, morti e feriti. Pochi i piromani "malati" e i roghi "colposi". Anche la criminalità organizzata c'entra di rado.

    Il reazionario rurale è il protagonista dell’estate del fuoco, la più distruttiva degli ultimi cinque anni, la seconda per numero di incendi degli ultimi quindici anni. Il reazionario rurale è un format negli archivi del Corpo forestale che racconta di un ultrasessantenne di provincia con una scolarità che di rado raggiunge la quinta elementare e che dà fuoco al mondo (rurale) che lo circonda. È un maschio avanti con l’età, spesso meridionale, che ha interessi immediati: la sopravvivenza della sua vita da sopravvissuto. L’erba per il pascolo, la verdura selvatica da trovare in fretta, la selvaggina da stanare. Ci costa 300 milioni l’anno il comportamento del "reazionario rurale". E quest’anno ha fatto cinque morti e quindici feriti.

    Chi è l’uomo che incendia l’Italia d’estate? Chi appicca fuochi sempre più pericolosi per la comunità? Spesso è un pastore senza riferimenti, non ha famiglia né rapporti sociali. Un campo abbandonato per lui è terra da rapinare, serve l’erba per vacche e capre. Sterpaglie, spine, ortiche si possono portare via in un attimo e quasi gratis: accendino e fiamme in tre, quattro punti. Un lavoro di un quarto d’ ora. Poi la fuga in un territorio conosciuto, che può diventare nascondiglio. Ma dopo il campo abbandonato le fiamme attaccano i boschi, la macchia mediterranea, i frutteti, le vigne, i villaggi turistici, i campeggi, sfiorano i paesi e scendono in città. Se viene fermato - e dal 2000 a oggi le denunce sono diventate quattrocento l’anno, gli arresti almeno dieci - il reazionario rurale rischia sul serio fino a dieci anni di galera. Ma non confessa mai e appena gli investigatori della Forestale tornano al comando per verbalizzare la denuncia, lui riparte. "Dovete bruciare tutti", urlò un contadino siciliano dopo aver provocato tre morti, distrutto un campeggio.

    Negli ultimi otto giorni, Ferragosto compreso, l’Italia è stata attaccata da quasi mille roghi a settimana. In alcune aree protette e colpite ripetutamente si rischia la desertificazione. Il reazionario rurale, che è una definizione necessaria per costruire un profilo psicologico e da lì tentare di arginare un’emergenza sociale ed economica, in Campania è un uomo di mezza età che alimentando le fiamme raccoglie in fretta gli asparagi selvatici. In Calabria è un provinciale con un primo lavoro urbano che nel weekend stana le lumache con il fuoco. In un’estate secca come questa con i boschi carichi di legna a terra, buttata giù dalle nevi di gennaio, il gesto del reazionario rurale può distruggere anche gli asparagi e le lumache. Al Sud come al Nord i bracconieri e i cacciatori che non rispettano i periodi di ferma bruciano gli alberi per far alzare quaglie impaurite, far uscire dal sottobosco i cinghiali. E impallinarli.

    Le gesta seriali del pensionato sardo. L’ingegner Mauro Capone, dirigente della Divisione lotta agli incendi boschivi della Forestale, spiega: "Mettiamo in fila dati dal 1972, ormai abbiamo capito chi incendia i boschi italiani". Aderisce all’identikit offerto dagli esperti l’incendiario seriale Celeste Pani, pensionato di 68 anni, venditore di auto usate. L’hanno avvistato (con i binocoli) nelle campagne di Uras mentre dava fuoco all’ultima collina della provincia di Oristano. Precedenti per violenza e furti, era sotto controllo da un anno, l’operazione "Fogu Tentu". Per ora gli hanno attribuito sei roghi dello scorso luglio, ma sono cento gli episodi su cui si indaga. La Fiat Punto di Pani è stata vista fra Guspini, Pabillonis e San Gavino nel Medio Campidano, fra San Nicolò Arcidano, Terralba e Uras nell’Oristanese. Lo scorso 9 luglio il pensionato si è fermato con la sua auto scura ai margini di una strada di penetrazione verso la campagna. Seduto al volante, la portiera aperta, dava fuoco alle sterpaglie. Non è un fumatore, ma a bordo aveva un corredo di accendini. Poggiati i binocoli, gli investigatori sono entrati nello sterrato: il rivenditore d’auto è fuggito seminando i forestali sul filo dei 150 all’ora. È stato rintracciato e arrestato che era già in un’altra provincia, in un bar di Guspini, una birra sul tavolo a mitigare l’arsura.
    La maggior parte degli incendi sono appiccati da maschi adulti spesso socialmente disadattati che traggono un piccolo profitto immediato (erba per il pascolo, verdure per la cucina, animali da cacciare) dalla loro azione.Ogni estate costano centinaia di milioni, morti e feriti. Pochi i piromani "malati" e i roghi "colposi". Anche la criminalità organizzata c'entra di rado


    E' aperta la caccia al vecchietto cattivo che, oltre al costo della pensione, fa pure i danni.
    Ovvero il vecchietto dove lo metto? visto che è diversamente adatto a vivere in un sistema delicato dove qualunque cosa si tocca si rompe.
  • Namas
    Opinionista
    • 15/04/12
    • 385

    #2
    Guarda, dopo aver appena lottato come ogni estate contro il fuoco che mi stava arrivando in casa, non ho voglia di trovare giustificazioni buoniste per un fenomeno che tra l'altro non è di adesso. Non ce la faccio. I fuochi li appiccano da anni, lo facevano già quando non erano vecchietti ma baldi giovani, ugualmente asociali e prepotenti.
    Attenzione ai luoghi comuni. Oggi i piromani sono sessantenni ma prima erano trentenni. E poi se guardi bene i personaggi, ti accorgi che non sono mica tutti dei fricchettoni, magari tengono case belle e grandi, ci hanno pure i figli laureati o all'università, vanno a messa, frequentano il bar e si fanno stimare dagli amici. Uno si domanda come sia possibile...mistero. O forse no, perché i furbetti ci sono arrivati pestando i piedi al prossimo e arraffando a man bassa.
    I piromani cercano di prevalere su tutto e tutti, realizzando sempre il proprio tornaconto, fosse pure quello (squallido) di pagare meno il trattorista perché viene più facile e veloce arare un terreno arso e privo di erbacce.
    Scelgono bene il momento in cui il vento sembra favorevole ai loro scopi, se poi cambia e spinge le fiamme in un'altra direzione...be', nel caso sfortunato che ci si può fare, sono i capricci della natura.
    Quali poveri pensionati emarginati? Questi emarginano gli altri.
    Che gliene importa se i boschi bruciano, o se un villaggio dev'essere evacuato? Sono tutte sciocchezze in confronto col fare i loro porci comodi.
    Poi ci chiediamo perché la gente vota i corrotti. Con certe teste, altro che scandalizzarsi per la corruzione dei politici.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      In effetti gli additati preferenziali erano gli speculatori, edilizi per i terreni e industriali per la vendita dei mezzi antincendio.
      L'additamento del privato che opera isolatamente e' relativamente nuova facendo risaltare la vulnerabilita' degli obiettivi e sfatando il mito dei cattivi fatti solo dalle organizzazioni, mentre i singoli, specialmente se non catalogabili fra gli speculatori professionali, erano buoni.

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      • Namas
        Opinionista
        • 15/04/12
        • 385

        #4
        Purtroppo è così, il malcostume è ormai da tempo diffuso a tutti i livelli e comincia a non essere più vero che il pesce puzza dalla testa.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Forse è stato sempre così, solo che non si voleva vedere che la puzza era pure fra noi visto che chi dice, per definizione, è sempre puro.
          E poi tirare in mezzo il complotto degli speculatori fa sempre la sua figura.

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          • Namas
            Opinionista
            • 15/04/12
            • 385

            #6
            Già, è molto consolante isolare i cattivi in uno strato impermeabile; quando ti accorgi che ci sei in mezzo, li hai in famiglia e magari a ben vedere pure tu non sei uno stinco di santo, la dura verità fa davvero troppo male.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              E poi il nemico esterno aggrega e per questo fu la base della lotta di classe, non più applicabile
              D'altra parte il nemico interno fa più paura e non a caso i traditori sono trattati peggio dei nemici.

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              • bumble-bee
                ...

                • 10/12/09
                • 15569

                #8
                Quanti di questi cosiddetti "vecchietti" o più in generale "cattivi", possono essere definiti dei piromani? In tal caso non andrebbero messi in cura quando vengono colti sul fatto? Considerando che in galera non ci vanno... per mille diversi motivi, non si rischia l'anno dopo di rivedere lo stesso film? Insomma non si può solamente dire ad un cleptomane di non rubare, giusto? Lo stesso non si può dire ad un piromane di non incendiare, o sbaglio?
                Bambol utente of the decade

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Bisogna comprendere e perdonare e comunque la vulnerabilità del sistema è eccessiva e con 60 milioni di bipedi circolanti, magari fatti, lo strano non è che succeda il fattaccio, ma che non succeda.
                  Te considera, in un contesto molto scolarizzato e protetto si ferma il pennino di un registratore a carta intasato di inchiostro, ideona, sciogliamo l'inchiostro spruzzando alcol e dandogli fuoco, non è successo un macello per puro caso a causa del ritorno di fiamma che avrebbe incendiato la bottiglia dell'alcol, però dopo il pennino scriveva.
                  Visto che ha risolto? vabbèè.

                  Un altro vicino casa per un giochetto del genere fatto per avviare il barbeque ci ha lasciato la pelle, dopo lunga e dolorosa agonia.

                  Ci si pensa che una marmitta lavora a 700 gradi e se ti fermi sul punto sbagliato li sotto prende fuoco qualunque monnezza? e i treni, l'ungo l'adriatica era un continuo incendio per le scintille rilasciate dai freni, poi hanno tolto ogni filo d'erba, metodo attila e hanno risolto.

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                  • bumble-bee
                    ...

                    • 10/12/09
                    • 15569

                    #10
                    e tu pensa che a me ad undici anni, mi aveva preso la fissa di giocare "veramente" alla guerra. Piazzavo tutti i soldatini tra le piante del balcone e non, poi posizionavo i carri armati e l'artiglieria e poi i soldati dotati di lanciafiamme.

                    Per i carri utilizzavo delle piccole minerva che, posizionate su bersagli, riducevano a brandelli postazioni e carri armati nemici. Utilizzavo per i bersagli quelli marca "Atlantic" che si montavano ad incastro. Bastava non incastrarli bene e l'esplosione simulava la loro distruzione.

                    Poi era la volta dei lanciafiamme. Prendevo la bottiglia d'alcool e disegnavo con il liquido infiammabile un cerchio attorno ai nemici da colpire.... poi accendevo con un fiammifero e i soldatini del reparto sanità (meglio sacrificabili, piuttosto che le truppe speciali d'assalto, che costavano anche care), si scioglievano come neve al sole.

                    Che strage!!!

                    Un giorno smisi di simulare la guerra vera. Un ritorno di fiamma mi fece esplodere tra le mani la bottiglia di plastica che per fortuna era quasi vuota.... riuscì a gettarla via e miracolosamente non mi feci nulla.

                    A giocare con il fuoco ci si brucia Imparai la lezione
                    Bambol utente of the decade

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Oggi al tg per giocare coi fuochi sono andati a fuoco due yacht

                      Sanremo (Imperia), 29 ago. - Una grigliata potrebbe essere stata la causa dell'incendio scoppiato nella notte a bordo di due maxi yacht ormeggiati al molo B di Portosole di Sanremo. Sembra infatti che alcuni membri dell'equipaggio stessero cucinando, quando dell'olio bollente ha innescato il rogo. Decine le persone evacuate dalle vicine imbarcazioni a scopo cautelativo e per agevolare le operazioni di soccorso.
                      Sul posto sono intervenute squadre dei vigili del fuoco, la polizia e la Croce Rossa. Le operazioni di spegnimento sono proseguite tutta la notte. Una delle due imbarcazioni, finita alla deriva, e' stata trainata fuori dal porto, dove ha continuato a bruciare. Il rischio e' che potesse finire contro gli altri yacht ormeggiati, causando un disastro di proporzioni ancora maggiori. In porto sono scattate le misure antinquinamento. Il responsabile del rogo rischia una denuncia all'autorita' giudiziaria per incendio colposo, senza contare le conseguenze sul piano civile. Intanto Sono in corso, a Sanremo, le ricerche dei proprietari dei due yacht: il 'Manhattan', battente bandiera delle Isole Vergini; l'altro, 'Irbis', di bandiera inglese.

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                      • Namas
                        Opinionista
                        • 15/04/12
                        • 385

                        #12
                        Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                        Quanti di questi cosiddetti "vecchietti" o più in generale "cattivi", possono essere definiti dei piromani? In tal caso non andrebbero messi in cura quando vengono colti sul fatto? Considerando che in galera non ci vanno... per mille diversi motivi, non si rischia l'anno dopo di rivedere lo stesso film? Insomma non si può solamente dire ad un cleptomane di non rubare, giusto? Lo stesso non si può dire ad un piromane di non incendiare, o sbaglio?
                        Bumble bee, li definiamo piromani per essere buoni e gentili, in realtà ci sarà pure qualche maniaco e sociopatico fra di loro, ma in maggioranza sono solo emeriti strombi.
                        Non è un problema che si risolve con qualche seduta psicanalitica o pilloletta, purtroppo...lasciatelo dire da una che assiste puntualmente ogni anno, da minimo trent'anni, al ripresentarsi dello stesso incendio, nello stesso punto preciso dove ormai tutti sanno che prima o poi succederà ( è solo questione di quando). Non può essere sempre il solito mozzicone di sigaretta, no? Tutti conoscono il probabile autore, ma non lo si becca mai sul fatto e chi dovrebbe occuparsi della prevenzione pensa ad altro. Non che trovare le prove poi sia facile, perché il fuoco distrugge tutto, e bruciare un campo incolto o un bosco secco richiede solo un accendino da riporre comodamente in tasca. Più facile che accendere il barbecue in giardino!
                        Ho citato solo uno fra le migliaia di casi segnalati nella stagione estiva nel nostro paese, roba da ammattire. Gli interventi richiesti arrivano di solito a ventimila in media, ma quest'anno abbiamo sbancato e ho letto che sono già 45.000 al 24 di agosto. Impressionante.
                        Di volta in volta cambia l'interesse personale che sta dietro quel gesto, così i sospettati spaziano dagli agricoltori, ai pastori, ai costruttori, ai raccoglitori e agli stessi vigili del fuoco (untori d'elezione in molti casi).
                        Certo esiste una legge per cui si va in galera e poi sui terreni bruciati non si può costruire per dieci anni, ma nessuno o quasi viene arrestato e senza un colpevole non si può neanche parlare d'incendio doloso, restando solo le cause naturali. Naturali? Be', si fa per dire.
                        L'autocombustione è rarissima. L'accensione da sigaretta mal spenta o da marmitta infuocata credo sia anche infrequente. Comunque in base alla Direttiva 2001/95/CE dal 2012 so che sono in commercio sigarette autoestinguenti, per cui almeno la prima causa possiamo escluderla, mentre nel secondo caso se ti brucia qualcosa sotto la macchina in sosta normalmente dovresti notarlo (si spera).

                        Fatto sta che oltre al danno ambientale e alle vittime che qualche volta tragicamente ci scappano, affittare un Canadair a una regione costa 80-100 milioni di euro l'anno, senza contare il carburante che supera i 1200 euro l'ora e il costo dei piloti; con l'elicottero si scende di prezzo, ma son sempre belle sberle, a carico di noi poveri contribuenti. Dietro a questi mezzi c'è un business molto poco chiaro e tra l'altro gettare acqua salata, prelevata dal mare, in alta montagna, non può fare bene ai boschi.
                        Ho letto quest'articolo di qualche anno fa e nulla è cambiato:

                        Morale? Ognuno si difende come può. Si tagliano le male erbe a zero, si sparge diserbante e sale intorno alle case. Ma nessuno si sente veramente protetto dallo stato.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Non ci si può fidare di nessuno

                          Ha appiccato un incendio boschivo recandosi sul posto con un'auto della Misericordia di cui e' operatore volontario ma è stato visto da un agente della squadra mobile di Cosenza libero dal servizio ed oggi e' stato arrestato in esecuzione di un'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari emessa dal gip di Cosenza.

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