A quanto ricordavo il patrono d'Europa è San Benedetto.
E il cristianesimo non è stato riconosciuto come pilastro portante dell'Europa. Per fortuna che di gente intelligente ne esiste ancora. A questo punto, Cetto la Qualunque, in calabrese stretto, avrebbe detto: d'ò culo a lù pilastru.
Smette di essere una virtù, solo quando (in nome di interessi di parte) viene calpestato l'amore, Axe. L'obbedienza è tutto, nella Chiesa. Proprio perchè essa si fonda sulla massima accezione dell'Amore: Gesù Cristo! Obbedienza dunque, non fine a sè stessa. Ma naturale conseguenza di ciò che Egli ci ha trasmesso
axeUgene
no Cono, e se ci pensi bene converrai certamente con me, perché non puoi far torto alla tua intelligenza:
"obbedire" significa conformarsi ad un precetto, a prescindere dall'opinione critica suggerita dalla propria coscienza, perché nell'ipotesi di essere d'accordo col precetto, non sarebbe "obbedienza", ma consenso; ci siamo ?
il che, comporta anteporre alla propria coscienza l'ordine dato da un soggetto umano, dato che nessun umano si può arrogare la rappresentanza della Parola di Dio;
e, per favore, non continuare a citare: "Tu sei Pietro...", perché Cristo non ha autorizzato nessun uomo a comandare, e pretendere l'obbedienza ad altri uomini altri in nome suo;
ancora non riesco a capire come tu possa concepire l'obbedienza come una virtù, che è veramente una cosa inquietante;
per me, chi obbedisce ad un precetto a prescindere dalla valutazione del merito di un precetto o di un ordine, e dalla relativa assunzione di responsabilità, è solo un idiota, oppure un vigliacco, che si nasconde dietro l'obbedienza per sottrarsi alla sua responsabilità...
Perdonami, axeUgene, ma quello da te descritto è il concetto di fede, ora che cosa si vuol insinuare: che tutti coloro che applicano la fede sono degli idioti?
Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.
Il segretario del papa è stato condannato a tre anni di galera ridotti, poi, a un anno e mezzo. In vaticano proprio non lo vogliono capire che bisogna porgere l'altra lettera; pardon, l'altra guancia. Ma chi è quell'ingenuo che lo ha affermato?
Perdonami, axeUgene, ma quello da te descritto è il concetto di fede, ora che cosa si vuol insinuare: che tutti coloro che applicano la fede sono degli idioti?
no, stiamo parlando dell'obbedienza - a precetti espressi da esseri umani, a qualsiasi titolo e pretesa, sia chiaro- non della fede...
Conogelato lo sai la stima che ho per te ma non per questo condivido il tuo pensiero e non perchè è sbagliato di per se stesso ma perchè la vita di Francesco e soprattutto la regola che aveva istituito nel suo ordine creò non solo dopo la sua morte dei dissidi nella comunità francescana perchè c'èrano confratelli che non intendevano di non avere un minimo di proprietà e essere in poche parole un poco meno caritatevoli. Questa vicenda danneggiò spiritualmente Francesco perchè capì che dopo la sua morte il suo ordine e soprattutto la sua regola avrebbe subito cambiamenti e successive conseguenze. Dopo poco la sua dipartita purtroppo avvenne ciò che aveva intravisto. Il suo ordine si scisse fra spirituali cioè seguaci della sua regola e i moderati che esigevano il cambiamento. Avvennero scontri cruenti fra le due correnti e corse pure il sangue. Naturalmente predominarono i moderati trascurando i dettami di Francesco che si era preposto di riformare la chiesa che si era fatta sedurre dalla ricchezza. Come avvenne il cambiamento fra il paleo cristianesimo dopo il primo secolo, per l'ennesima volta il verbo del Cristo fu travisato. Conogelato non è tutto edulcorato come ci dicono e lo sai meglio di me. L'ortica predomina anche se la hanno camuffata a mò di rose e margherite.
Aldilà delle dispute fra le diverse ali, è necessario guardare ai frutti che il francescanesimo ha prodotto e ancora stà producendo, Durante. Anche pochi giorni fà eminenti figure, dei più disparati orientamenti, si sono riunite nel nome di Francesco...
In occasione dell'Anno della Fede, indetto da papa Benedetto XVI, il Cortile dei Gentili vuole raccogliere e dare forma al grido spesso silenzioso e spezzato dell'uomo contemporaneo verso un Dio che per un numero crescente di persone rimane un Dio sconosciuto. Rilanciando così, quella domanda radicale sul Divino che interroga, allo stesso tempo, il credente e il non credente. Da una parte, il credente è sfidato a purificare la propria fede da qualsiasi possesso idolatrico di Dio, e al rispetto profondo della fatica del non credente nel rapportarsi a un Mistero cui non sa dare un nome e un volto. E dall'altra, il non credente è sollecitato a purificare il proprio ateismo da qualsiasi atteggiamento di sufficienza, o peggio di arroganza nei confronti del Divino, e ad aprirsi al rispetto della fatica del credente che vive una fede non installata in Dio. Il Cortile dei Gentili intende così proporsi come laboratorio di un dialogo di pari dignità tra atei e credenti che apra un nuovo cammino capace di rispondere alle domande radicali di senso e alla forte nostalgia di un Dio amico dell'uomo e della Terra, che agitano in profondità la modernità. Ci sostiene in questa impresa la nobile figura
di Francesco, che ci indica sempre di nuovo le vie di questo dialogo attorno alla fede: il grido dei poveri e della Creazione, il grido della pace e della non-violenza, la sfida del dialogo interreligioso e interculturale, una nuova centralità della contemplazione attiva, il grido della bellezza contro la bruttezza e la bruttura.
Partecipano
Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica - Card. Gianfranco Ravasi Presidente Pontificio Consiglio per la Cultura - Corrado Passera Ministro Sviluppo Economico - Eraldo Affinati
e: Lucia Annunziata, Franco Bernabè, Enzo Bianchi, Giancarlo Bosetti, Luigino Bruni, John Borelli, Susanna Camusso, Aldo Cazzullo, Vincenzo Cerami, Lorenzo Chiuchiù, Virman Cusenza, Ferruccio De Bortoli, Domenico De Masi,
Massimiliano Fuksas, Umberto Galimberti, Stas' Gawronski, Massimo Giannini, Giulio Giorello, Simon Hampton, Orazio La Rocca, Raffaele Luise, Monica Maggioni, Giuliana Martirani, Armando Matteo, Mauro Moretti, Roberto Olla
Ermanno Olmi, Mario Orfeo, Giuseppe Piemontese, Federico Rampini, Ermete Realacci, Giuseppe Veriglio, Umberto Veronesi, Gustavo Zagrebelsky, Alex Zanotelli
Conogelato, non è tutto edulcorato come ci dicono e lo sai meglio di me. L'ortica predomina anche se la hanno camuffata a mò di rose e margherite.
conogelato
Aldilà delle dispute fra le diverse ali, è necessario guardare ai frutti che il francescanesimo ha prodotto e ancora sta' producendo, Durante. Anche pochi giorni fa' eminenti figure, dei più disparati orientamenti, si sono riunite nel nome di Francesco.
Come solito, non è certo eludendo le domande e i quesiti posti dagli altri (in questo caso da Durante), che si possono sostenere le proprie idee, poiché quello attuato è un vecchio metodo applicato di chi non ha argomentazioni valide al proprio arco. Di fatto, è vero che la lettura della personalità di S. Francesco da Assisi si può attuare a vari livelli di significato, ma a parte alcune sue stravaganze che porterebbero - lo psicologo - a pensare a problemi di origine psicologica, in fin dei conti che cosa avrebbe fatto o detto di più, o di differente, di quello insegnato da Gesù? Assolutamente nulla.
Nella storia recente vi sono stati uomini che veramente hanno vissuto con i lebbrosi e per i lebbrosi, come per esempio: il laico Albert Schweitzer che ha dedicato tutta la sua vita alle persone che vivevano questo dramma. O, altrimenti, Palmiro Donini: il prete dottore dei lebbrosi di Kalongo. Bene! Mi risulta che nessuno di questi sia stato fatto Santo o beato; e anche se lo fossero stati, a loro non sarebbe interessato più di tanto. Leggendo la storia di Francesco, il poverello d’Assisi, risulta piena di se e di ma’; oppure di: si presume, si pensa, non è sicuro, le cronache dell'epoca non lo riportano ecc. Tanto per affermare che non è facile, oggi, stabilire il comportamento e l’opera di un personaggio vissuto nel 1100, e gli argomenti valutati all’epoca, lascerebbero il tempo che trovano, conoscendo i comportamenti “di opportunità utilitaristica” della chiesa di tutti i tempi. Per finire, io consiglierei a quella lista di eminenti signori, molto simile alle pagine gialle, pubblicata col chiaro intento di avvalorare gli scarsi argomenti, di riunirsi, ma per comprendere, come mai dopo settecento ottanta anni dalla morte di S. Francesco che avrebbe messo sul campo l’insegnamento di Gesù, la chiesa, pur avendolo fatto santo, non mette in pratica: né il suo esempio, né l’insegnamento di Cristo. Ecco, questo sarebbe un bel tema su cui discutere, anche in questo forum, senza la pretenziosità di essere eminenti.
io consiglierei a quella lista di eminenti signori delle pagine gialle che hai pubblicato, col chiaro intento di avvalorare gli argomenti, di riunirsi, ma per comprendere come mai, dopo settecento ottanta anni dalla morte di S. Francesco che avrebbe messo sul campo l’insegnamento di Gesù, la chiesa, pur avendolo fatto santo, non mette in pratica: né il suo esempio, né l’insegnamento di Cristo. Ecco, questo sarebbe un bel tema su cui discutere, anche in questo forum, senza la pretenziosità di essere eminenti.
Vapensiero hai posto un quesito ultrasecolare. La chiesa si è impoverita di spiritualità quando ha scelto il potere temporale. Quindi è entrata in contraddizione con un piccolo passo del Vangelo ma grande di significato dove Gesù dice: due padroni insieme non si possono servire. Se la chiesa dovesse scegliere di riprendersi la spiritualità ritroverebbe il Verbo ma perderebbe tante e poi tante di quelle opportunità terrene che fra il secondo e il terzo secolo d.C non ha mai voluto rinunciare per non parlare poi dalla falsa donanazione di Costantino in avanti.
Moni Ovadia parteciperà al Convegno: Dio, questo Sconosciuto - Dialogo tra credenti e non credenti
Assisi - 5/6 ottobre 2012.
Il suo intervento (Il dialogo interculturale e interreligioso per la pace) è previsto il giorno 6 ottobre alle ore 11,30 con Eraldo AFFINATI, Giancarlo BOSETTI, Gustavo ZAGREBELSKY
Presentazione al Convegno, estratto dal Programma:
DIO, QUESTO SCONOSCIUTO
"In occasione dell'Anno della Fede, indetto da papa Benedetto XVI, il Cortile dei Gentili vuole raccogliere e dare forma al grido spesso silenzioso e spezzato dell'uomo contemporaneo verso un Dio che per un numero crescente di persone rimane un Dio sconosciuto. Rilanciando così, quella domanda radicale sul Divino che interroga, allo stesso tempo, il credente e il non credente. Da una parte, il credente è sfidato a purificare la propria fede da qualsiasi possesso idolatrico di Dio, e al rispetto profondo della fatica del non credente nel rapportarsi a un Mistero cui non sa dare un nome e un volto. E dall'altra, il non credente è sollecitato a purificare il proprio ateismo da qualsiasi atteggiamento di sufficienza, o peggio di arroganza nei confronti del Divino, e ad aprirsi al rispetto della fatica del credente che vive una fede non installata in Dio. Il Cortile dei Gentili intende così proporsi come laboratorio di un dialogo di pari dignità tra atei e credenti che apra un nuovo cammino capace di rispondere alle domande radicali di senso e alla forte nostalgia di un Dio amico dell'uomo e della Terra, che agitano in profondità la modernità. Ci sostiene in questa impresa la nobile figura di Francesco, che ci indica sempre di nuovo le vie di questo dialogo attorno alla fede: il grido dei poveri e della Creazione, il grido della pace e della non-violenza, la sfida del dialogo interreligioso e interculturale, una nuova centralità della contemplazione attiva, il grido della bellezza contro la bruttezza e la bruttura.
Raffaele Luise
Partecipano:
Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica - Card. Gianfranco Ravasi Presidente Pontificio Consiglio per la Cultura - Corrado Passera Ministro Sviluppo Economico - Eraldo Affinati
e: Lucia Annunziata, Franco Bernabè, Enzo Bianchi, Giancarlo Bosetti, Luigino Bruni, John Borelli, Susanna Camusso, Aldo Cazzullo, Vincenzo Cerami, Lorenzo Chiuchiù, Virman Cusenza, Ferruccio De Bortoli, Domenico De Masi,
Massimiliano Fuksas, Umberto Galimberti, Stas' Gawronski, Massimo Giannini, Giulio Giorello, Simon Hampton, Orazio La Rocca, Raffaele Luise, Monica Maggioni, Giuliana Martirani, Armando Matteo, Mauro Moretti, Roberto Olla
Ermanno Olmi, Mario Orfeo, Giuseppe Piemontese, Federico Rampini, Ermete Realacci, Giuseppe Veriglio, Umberto Veronesi, Gustavo Zagrebelsky, Alex Zanotelli.
Non per polemizzare, ma quando si attuano i copia/incolla, come minimo vanno segnalati in chiaro, perché si può accettare il post anche senza andare a vedere il link.
Il link l'ho indicato chiaramente. E San Francesco (oggi come allora) è il prototipo dell'universalità del messaggio cristiano. Detto questo, forse che la Chiesa, dopo di lui, non ha avuto al suo interno altri Santi e altre Sante che, nel nome di Cristo, hanno speso la vita per i poveri?
Il link l'ho indicato chiaramente. E San Francesco (oggi come allora) è il prototipo dell'universalità del messaggio cristiano. Detto questo, forse che la Chiesa, dopo di lui, non ha avuto al suo interno altri Santi e altre Sante che, nel nome di Cristo, hanno speso la vita per i poveri?
Cono, quello che non comprendo, è l'enfatizzazione che si fa del personaggio che, abbiamo visto, non ha fatto altro che seguire la parola di Gesù. Allora, questa enfatizzazione, vuol forse affermare che seguire la sua parola è talmente difficile che, quando ci si riesce, automaticamente, si diventa santi? Per cortesia, cono, mettiti anche nei panni di coloro che non applicano la fede ma la stanno cercando, e che, nello stesso tempo, non vogliono accettare tutto e tutti ad ogni costo. Infatti, secondo il mio modo di pensare, se la chiesa cattolica si è ridotta al più basso dei gradini morali, possibili e immaginabili, la colpa non è di coloro che gli portano delle critiche documentabili, ma di chi ingoia perfino la propria personalità, di uomo libero, pur di affermare che la chiesa ha sempre ragione, anche quando ha torto. Francesco ha cercato di seguire la parola del Maestro? Buon per lui; probabilmente si trovava a suo agio. Perciò, che cosa centra la santità in tutto questo? Milioni di uomini hanno seguito, o lo faranno, la parola di Gesù, te compreso, ma non credo che il vaticano pensi di santificarvi tutti. Per altro, prendere per negatività e non tenendo in nessun conto le critiche portate dagli altri, nei confronti della chiesa cattolica, secondo me, certi atteggiamenti significano che ormai è avvenuta una specie di omologazione del cervello e, da cui, non se ne uscirà più; ma questo, solo perché quell'atteggiamento impedisce di guardare la realtà nel suo insieme: come vi fosse paura nel guardarla. Ti porto un esempio; tu parli di Francesco e ritieni che sia il prototipo dell'universalità, ebbene! La prima cosa che ha fatto è stata quella di lanciare una grande critica verso la chiesa del suo tempo, perché viveva negli agi e nel lusso (come oggi) e, lui, per esaltare quella prepotenza che si faceva alle parole di Gesù, si è spogliato dei suoi averi e vestiti, rimanendo nudo davanti al tribunale, dove lo aveva trascinato il padre, perché lo riteneva pazzo. Perciò vi è da dire che, nonostante tutto, la chiesa non è mai cambiata, perché continua a galleggiare sulle spalle di coloro che gli perdonano tutto; e qui, il detto che afferma che il medico pietoso fa la piaga puzzolosa, ci sta tutto. Per terminare, ancora non comprendo perché si vuole mettere in secondo piano la parola di Gesù, e santificare quelli che cercano di metterla in pratica. Che senso ha?
Poiché è risultato che S. Francesco non è il patrono dell'Europa, come erroneamente affermato da conogelato, ma S. Benedetto da Norcia (Tra l'altro lo è in compagnia di Santa Brigida di Svezia, anche essa patrona d'Europa), ho aggiunto che la stessa Europa rifiutò la proposta del precedente papa, che voleva far mettere dentro la sua Costituzione, il principio che il cristianesimo fosse il pilastro della stessa. Non centrerà niente ma ho voluto aggiungere un'altra informazione europea. Ps. Con tutto quello che è stato scritto fino ad ora, ti sei soffermato solo su questo punto?
Chiediamoci piuttosto se, nel nome di Francesco, una Susanna Camusso e un Ermanno Olmi....un Ermete Realacci e un padre Alex Zanotelli....un Giorgio Napolitano e un Monsignor Ravasi, possano trovare punti di comunione
Chiediamoci piuttosto se, nel nome di Francesco, una Susanna Camusso e un Ermanno Olmi....un Ermete Realacci e un padre Alex Zanotelli....un Giorgio Napolitano e un Monsignor Ravasi, possano trovare punti di comunione
Moni Ovadia parteciperà al Convegno: Dio, questo Sconosciuto - Dialogo tra credenti e non credenti
Assisi - 5/6 ottobre 2012.
Il tema trattato riguardava Dio e non Francesco; se hanno trovato un punto di accordo non lo so e nemmeno mi interessa saperlo. A me interesserebbe invece che tu, almeno una volta da quando frequenti questo forum, rispondessi coerentemente alle domande poste dagli altri. Capisco che la materia è complicata e aleatoria e, difendere certi concetti può risultare estremamente complicato, ma nemmeno puoi pretendere che gli altri si accontentino per sempre del tuo svincolare, e mi perdonerai se lo definisco, inconcludente, ma è in tal modo che lo vivo. Sia Durante, sia Vapensiero e altri, hanno apertamente detto la loro? Ecco! A nessuno hai risposto compiutamente; e non solo in questo frangente.
Ps. Per quanto riguarda i personaggi citati, sia culturalmente sia come onestà intellettuale (A parte alcuni), li possiamo smontare e denigrare uno per uno, a iniziare dal più prestigioso: il Presidente della Repubblica Italiana Napolitano che, alla stregua di un Andreotti, sono settanta anni che sta mangiando sulle spalle degli italiani senza mai aver dato un contributo fattivo; anzi, il contributo lo ha dato, ma a far rimanere l'Italia per cinquanta anni con una democrazia incompiuta.
Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.
Ma la mia non voleva essere certo un'analisi politica. Chiedevo come mai il santo di Assisi riesce a coagulare intorno a sè, su temi spirituali, anche moltissimi atei e non credenti.....
Sul fatto della Chiesa, come sempre, si fà confusione fra gerarchia e comunità di fedeli. La forza della Chiesa è proprio l'unione e l'interagire dei diversi carismi in essa presenti: C'è bisogno di chi opera sul campo a favore dei poveri e c'è bisogno di chi guida e organizza dall'alto più di un miliardo e mezzo di persone!
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