Elezioni e mercato dei voti

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  • Baboulenka
    Opinionista
    • 25/01/09
    • 14527

    #1

    Elezioni e mercato dei voti

    Poco tempo fa, alla notizia del permesso provvisorio di Cuffaro dal carcere, io e Porny abbiamo iniziato una lunga discussione.
    Il nocciolo era: ma perchè la gente vota queste persone anche se sa che sono mafiosi o che comunque collaborano con la mafia?
    Io mi sono un po' scervellata e ho iniziato a dare delle motivazioni che mi sembravano più o meno sensate che bene o male vengono riassunte da questi video, in merito alla situazione catanese, quindi ad una realtà che conosco bene. Se vi va date un'occhiata.







    Quello che mi chiedo è da voi le cose come funzionano? Ma soprattutto... se il 30% dei cittadini si astiene dal voto, se c'è gente che viene pagata direttamente per votare e invitata a cene o eventi**, se c'è gente che dà il voto per una potenziale offerta di lavoro o tragicamente per una busta con un po' di spesa.... come possiamo pensare che le elezioni siano uno strumento che dà voce alla sovranità popolare e come possiamo anche solo immaginare di cambiare le cose?



    **vedi intercettazioni su vicenda zambetti http://intoccabili.wordpress.com/201...i-di-zambetti/
    Last edited by Baboulenka; 25-10-2012, 15:47.

    I solemnly swear that i am up to no good...
  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70460

    #2
    Infatti non lo sono. E', come dici bene nel titolo, un mercato. Siamo in Italia, la patria di queste situazioni.
    Cambiare le cose? L'ho già detto in qualche altro 3d tempo fa: le cose si sono spinte troppo oltre, c'è un sistema intero da cambiare, da rivoluzionare. L'unico modo sarebbe sradicare completamente quello che c'è oggi e l'unico modo davvero efficace che io vedo, come del resto la storia insegna, sono dei moti rivoluzionari. Ed essi dovrebbero partire proprio da quei cittadini che dicono di non voler votare. Da quelle persone che si dicono scontente ma poi stanno con il culo sul divano e non muovono un dito per cambiarle. Perché noi italiani siamo così: pigri. E' più comodo accettare passivamente le cose che fare qualcosa per cambiarle.
    Credo che quando veramente saremo disperati, ci decideremo a scendere in piazza. Forse non ci siamo neppure così lontani.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • Lex
      #trollingeveryday
      • 11/04/10
      • 6422

      #3
      se mi dessero danari farei voto di scambio
      schusa sono scemo
      si ono che sono scemo
      mi ritengo scemo

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24581

        #4
        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
        Perché noi italiani siamo così: pigri. E' più comodo accettare passivamente le cose che fare qualcosa per cambiarle.
        Credo che quando veramente saremo disperati, ci decideremo a scendere in piazza. Forse non ci siamo neppure così lontani.
        il punto è che siamo educati alla cooptazione, un sistema di natura para-feudale; ti sei mai chiesta perché in Italia non ci sono mai state rivoluzioni, ma al massimo delle jacqueries, pure sanguinose, ma destinate a durare un fuoco di paglia ?

        da noi, la cultura civica è qualcosa di secondario che non ha mai preso il posto di quella dei legami famigliari e di prossimità, perché nell'Età moderna non si è mai affermato un potere politico sufficientemente forte da superare la fase autoritaria e avviare quella liberale e poi democratica a partire da valori condivisi;
        il potere è stato sempre "interrotto" in questo sviluppo, per tornare alla delega al clientelismo decentrato, il più delle volte mediato e ordito dalla chiesa, unico ente ramificato e omogeneo, che ha sempre ostacolato la formazione di un entità politica nazionale "forte";

        nel momento in cui il potere costituito esercita una discrezionalità sull'economia dei cittadini, la frittata è fatta, perché in troppi dipendono materialmente dalla conservazione dello statu quo, dato che praticamente tutti i settori economici dipendono direttamente o indirettamente da erogazioni di denaro pubblico;
        le mafie esercitano solo una funzione surrogatoria, altrettanto parassitaria, ma spesso più efficiente per disponibilità di mezzi e spregiudicatezza.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • lo stregatto
          persona non grata
          • 15/08/10
          • 3387

          #5
          Anche perché Mafia e Camorra sono praticamente le uniche multinazionali italiane in attivo (sebbene risentano della crisi anche loro) e le uniche ad erogare ancora credito.

          Però axe, ogni volta che tu spieghi qualsiasi fenomeno italiano attuale, dall'emergere del Grillismo, già Berlusconismo, leghismo ecc ecc.. fino a questo con la storia feudale ecc ecc.. io non capisco perché la Cina di oggi trasforma ogni giorno migliaia di contadini che aravano con le vacche e non avevano acqua corrente in casa in manager efficienti e noi non riusciamo a tirarci fuori da un fango simile.
          http://engineersandmanagers.pen.io/

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          • bumble-bee
            ...

            • 10/12/09
            • 15569

            #6
            Cambiare le cose? Con questo sistema? Si fa prima ad andare via. Io spero solo che non si arrivi a ragionare con la pancia.... da sempre quando un popolo ha avuto fame alla fine si è saziato con il sangue.
            Bambol utente of the decade

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            • Baboulenka
              Opinionista
              • 25/01/09
              • 14527

              #7
              Chiaramente concordo (axe ma quante ne sai!)

              Le mafie si fanno spazio dove trovano terreno fertile, non sono loro che gestiscono tutto il sistema. In pratica siamo destinati a passare da Capo in Capo senza soluzione?
              Quello che mi fa specie è che l'italiano medio in genere vuole qualcuno che lo guidi, sembra non essere capace di fare politica in modo attivo. Ripeto, io non vedo vie d'uscita.
              In questo caso non penso neanche che si possano educare le nuove generazioni a vivere la politica in modo diverso, più consapevole, più incentrato sulle idee e sui risultati. Siamo troppo ancorati a questo modi di vivere il sociale.
              Cmq concordo con dark, l'unica cosa potenzialmente utile sarebbe un moto rivoluzionario, ma come stimolarlo?

              I solemnly swear that i am up to no good...

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70460

                #8
                Io invece in fondo lo spero, che si torni a ragionare "con la pancia". Perché finché ce ne stiamo ben pasciuti in panciolle a guardarci intorno con sguardo vacuo e a lamentarci al bar del Governo Monti non concluderemo mai un tubo.
                Babu, la tua è la domanda da cento milioni: come fare? Chi può dirlo. In Italia nulla sembra scuotere le coscienze. E non si può più neppure parlare di cattiva informazione, perchè con internet ormai siamo in grado di sapere ogni cosa.
                Con il mio lavoro noto qualche moto di interesse, qualche ansito di cittadinanza attiva, ma è ancora troppo poco perché ne possa nascere qualcosa. E soprattutto pare che gli italiani temano particolarmente la protesta violenta contro l'istituzione. Quando c'è da aggirare la legge siamo i primi, ma nessuno che abbia le palle di metterci la faccia.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24581

                  #9
                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  Io invece in fondo lo spero, che si torni a ragionare "con la pancia". Perché finché ce ne stiamo ben pasciuti in panciolle a guardarci intorno con sguardo vacuo e a lamentarci al bar del Governo Monti non concluderemo mai un tubo.
                  il modello redistributivo della "pace sociale" (fondata sul debito, non socialdemocratica, fondata sulla politica fiscale) ha evitato la rappresentanza politica di classi mai davvero costituite, anche per assenza di competizione; questo ti spiega perché oggi, con la proletarizzazione dei ceti medi, la nostra destra è incapace di esprimere una qualsiasi idea con un grip serio sul suo teorico bacino elettorale, che muove vers una protesta tanto radicale, quanto inconcludente;

                  Originariamente Scritto da lo stregatto Visualizza Messaggio
                  Però axe, ogni volta che tu spieghi qualsiasi fenomeno italiano attuale, dall'emergere del Grillismo, già Berlusconismo, leghismo ecc ecc.. fino a questo con la storia feudale ecc ecc.. io non capisco perché la Cina di oggi trasforma ogni giorno migliaia di contadini che aravano con le vacche e non avevano acqua corrente in casa in manager efficienti e noi non riusciamo a tirarci fuori da un fango simile.
                  se interessa, a suo tempo ho dato anche un esame di storia politica e diplomatica dell'Asia orientale
                  scherzi a parte, la Cina ha una tradizione millenaia di conformismo organico, che ha dato luogo anche a grandi tragedie economiche fino agli anni '60, con carestie e milioni di morti di fame, perché quando al vertice si sbaglia, tutti obbediscono; ci vorrà del tempo per capire se l'efficienza cinese si trasforma in tempi omogenei anche in un sistema che incorpori le istituzioni sociali tipiche del capitalismo moderno;

                  capisco che il discorso sul feudalesimo sia monotono, ma la cultura della cooptazione di prossimità è il veleno che ha addormentato la società italiana disegnandone il modello di autorità, relicato e ricorrente ovunque:
                  si obbedisce sperando di essere ammessi nelle gerarchie, cooptati, anche perché la memoria storica suggerisce che il rifugio dei tempi duri è la famiglia, l'ambiente conosciuto, e quindi si tollerano piccole e grandi marachelle del parente o del vicino, non sia mai che un giorno si abbia bisogno...

                  siamo fermi al feudalesimo perché la modernità non ha mai potuto germinare, perché la ricerca scientifica veniva processata dall'inquisizione e i quattro gatti che si ribellavano hanno sempre fatto una brutta fine, fatti a pezzi dai sanfedisti di varia ispirazione, salvo quando non fossero spalleggiati da baionette straniere interessate alla modernizazione.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • lo stregatto
                    persona non grata
                    • 15/08/10
                    • 3387

                    #10
                    Non è monotono il discorso, è molto interessante.
                    Quello di cui non mi capacito è che, va bene, la modernità non ha potuto germinare, ma non potrebbe germinare ora?

                    (Non ho capito bene in discorso sulle istituzioni sociali del capitalismo moderno, come forse avevo accennato tornato dalla Cina, ho visto nelle fabbriche situazioni migliori di quelle che ho visto - a volte - in Italia, dove più volte nelle fabbriche mi è capitato di vedere situazioni di lavoro senza nessun rispetto per la salute, ma erano sempre frutto di qualcuno che aveva intascato soldi per chiudere occhi o cose del genere, quando l'azienda per cui lavoro compra aziende che hanno stabilimenti in Italia, manda a fare sopralluoghi perché sa che in Italia nulla è mai come risulta sulle carte e bisogna andare là a vedere, non mi risulta lo faccia da nessun altra parte e parliamo di una multinazionale che lavora anche in Africa, oltre che in tutta l'Asia).
                    http://engineersandmanagers.pen.io/

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24581

                      #11
                      Originariamente Scritto da lo stregatto Visualizza Messaggio
                      Non è monotono il discorso, è molto interessante.
                      Quello di cui non mi capacito è che, va bene, la modernità non ha potuto germinare, ma non potrebbe germinare ora?

                      Non ho capito bene in discorso sulle istituzioni sociali del capitalismo moderno...
                      sono gli istituti tipici delle società liberali, che producono autonomia delle scelte, responsabilizzazione, iniziativa;

                      la modernità culturale (e sociale) è questo;
                      ma se un popolo è educato ad un vivere sociale fondato su altri principi e presupposti, anche un percorso di autorità si inceppa prima o poi per mancanza di lubrificazione, dato che il potere di una società complessa e industrializzata si può solo fondare sul consenso;

                      nella teoria del management, che certamente conosci meglio di me, si studiano esattamente i risultati dei modelli tendenzialmente verticali, e di quelli orizzontali; ecco, la società italiana è rimasta ancorata ad un modello verticale, inadatto a far funzionare il capitalismo industriale perché disperde energie, deseleziona i migliori, premia lacché e pusillanimi (se prendiamo a campione i 100 italiani più illustri degli ultimi 200 anni e ne analizziamo il profilo, il risultato è sconfortante) e non valorizza creatività, iniziativa e responsabilità, mentre bastava appena per gestire una società rurale, purché pacifica e non avventurista;

                      poi, ovviamente si possono spiegare molti altri aspetti in dettaglio...
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • lo stregatto
                        persona non grata
                        • 15/08/10
                        • 3387

                        #12
                        Sì, ma porca pupazza, scusa se insisto, ma mi interessa, dato per fatto che storicamente è successo questo, perché non si riesce a cambiare?
                        E, ripeto, perché altri popoli cambiano e noi no.

                        Quello che ho notato io è che il locus of control dell'italiano medio è all'esterno, abbiamo una cultura piena di "ideali", quando poi ci confrontiamo con i nostri fallimenti non ne prendiamo mai coscienza e abbiamo SEMPRE qualcuno a cui dare la colpa. Prima c'era Berlusconi, ora c'è Fornero, tra poco ce ne sarà un altro...

                        Parlavo anche con la mia assistente che è brasiliana e, insomma, il brasile ha grossi problemi, ma non c'è quel modo di fare tipico italiano (napoletano poi..) di allargar le braccia e dire: eh! è così, l'Italia è così. Napoli è così.
                        Il brasiliano, dice, è così, ora lo cambiamo.

                        Ecco è questo che non capisco, perché c'è questo allargar di braccia questa idea che niente sia sotto il nostro controllo e quindi niente sia colpa nostra.
                        http://engineersandmanagers.pen.io/

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24581

                          #13
                          Originariamente Scritto da lo stregatto Visualizza Messaggio
                          Sì, ma porca pupazza, scusa se insisto, ma mi interessa, dato per fatto che storicamente è successo questo, perché non si riesce a cambiare?
                          E, ripeto, perché altri popoli cambiano e noi no.
                          ...
                          Ecco è questo che non capisco, perché c'è questo allargar di braccia questa idea che niente sia sotto il nostro controllo e quindi niente sia colpa nostra.
                          io credo che la percezione ci sia, ma viene inficiata dall'orizzonte temporale di esistenza, cui si sovrappone la cultura familista, di prossimità;

                          in fondo, un processo analogo avviene nel capitalismo, quello della produzione e soprattutto e nelle sue derive finanziarie, ove i meccanismi deleteri che guidano l'orizzonte di breve periodo sono noti a tutti, ma non vi si pone mano, se non in via marginale o a frittata fatta;
                          e, grossomodo, lo stesso avviene nella gestione dell'ambiente e riguardo allo sfruttamento delle risorse economiche e naturali, no ?

                          insomma, si temono più i sacrifici del cambiamento di quanto si sperino gli eventuali benefici e si fa lo struzzo;
                          certo, se fai un raffronto con paesi come il Brasile, devi tener conto che il livello di benessere medio di partenza è talmente inferiore al nostro da costituire un deterrente molto meno efficace al cambiamento, mentre noi siamo abituati culturalmente a pensarci come una potenza europea medio-grande, ed elaborare un'identità sociale ridimensionata è un processo molto difficile, come insegna anche la teoria del consumatore.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • lo stregatto
                            persona non grata
                            • 15/08/10
                            • 3387

                            #14
                            Uhm quindi, riassumendo, dimmi se ho capito bene, in Italia il benessere è ancora tale da non scatenare una rivolta, e a differenza di altri Stati europei, non abbiamo maturato una coscienza civile che ci permetta di avere una visione di lungo respiro e di assumerci una responsabilità per il futuro, sopportando ora sacrifici per sistemare la situazione, senza dover necessariamente toccare il fondo.
                            Right?
                            Last edited by lo stregatto; 26-10-2012, 09:23.
                            http://engineersandmanagers.pen.io/

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                            • Baboulenka
                              Opinionista
                              • 25/01/09
                              • 14527

                              #15
                              Quindi potrebbe essere la generazione successiva alla mia a fare questa "rivoluzione". Perchè per il momento noi abbiamo le spalle coperte dai nostri genitori, ma i nostri futuri figli avranno dei genitori precari che probabilmente non arriveranno mai alla pensione.
                              Loro si che si ritroveranno nella merda.



                              Cmq quello che pensavo ieri in merito alla situazione siciliana è: che cazzo vanno a votare domenica? Tanto si sa che i voti sono truccati-indirizzati-gestiti da. A questo punto commissariare la Sicilia (in probabile default già nel 2014 con le amministrazioni pubbliche che ormai non possono pagare neanche le bollette di acqua e luce) e mandare esercito a go go. Sono troppo fascista? Vedete altre soluzioni?

                              I solemnly swear that i am up to no good...

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