Originariamente Scritto da vapensiero
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comunque, la pensavo esattamente come te, con USA e Israele kattivi, da una parte, e palestinesi e arabi vittime del colonialismo capital-sionista;
peraltro, già in un altro 3d consideravo l'idea sionista come una follia e la sua visione storica una mistificazone, cosa che ovviamente penso tuttora; solo che la lettura degli eventi politici concreti dovrebbe tener conto di molti altri elementi e contraddizioni, che i semplici slogan e assunti ideologici difficilmente rispecchiano;
non ho voluto commentare altro di quanto hai scritto non perché non ci fosse nulla da dire di diverso, ma proprio perché la lettura complessiva della storia che presenti è basata su una chiave troppo limitata e forzosa, soprattutto perché tendi a reificare o personificare l'astratto o il molteplice, e attribuire logiche coerenti a percorsi invece necessariamente frammentati;
a partire dalla nozione che Mussolini era il capo del fascismo, e di quella per cui le dittature muovono guerra alle democrazie, entrambe esatte, uno studente americano che sintetizzasse le sue conoscenze di storia italiana potrebbe pensare che il duce abbia marciato su Roma nel '22 col progetto di dichiarare guerra agli Stati Uniti nel '41, e che quella fosse "l'Italia" e il popolo italiano...

per l'idea che mi sono fatto negli anni, la principale chiave di lettura delle questioni mediorientali non è la questione nazionale palestinese, né un problema religioso, ma il conflitto latente o palese delle società islamizzate (e anche inter-islamico, vedi l'ostilità degli sciiti nei confronti delle società sunnite ricche dei vari emirati) con la nozione di modernità rappresentata dall'Occidente e Israele, a Tehran, come a Croydon, a Juvisy sur Orge o a Rho...


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