Quello che la studentessa ha detto durante l'inaugurazione dell'anno accademico fa senza dubbio riflettere su quello che è il futuro della nostra università, del diritto allo studio, del nostro Paese. Secondo me tanto di cappello a studenti così: sono la dimostrazione che le nuove generazioni non sono composte solo da "decerebrati", come vorrebbero farci credere...
Studentessa a Parma accusa governo e ministri
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Studentessa a Parma accusa governo e ministri
Quello che la studentessa ha detto durante l'inaugurazione dell'anno accademico fa senza dubbio riflettere su quello che è il futuro della nostra università, del diritto allo studio, del nostro Paese. Secondo me tanto di cappello a studenti così: sono la dimostrazione che le nuove generazioni non sono composte solo da "decerebrati", come vorrebbero farci credere...“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .Tag: Nessuno
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I decerebrati sono rari quanto i geni e la partita non si gioca sul capire e sul dire, ma sulla capacità di iniziativa concreta e sulla capacità di portare ad una conclusione di successo i propri progetti.
L'affermare il si deve fare lascia sempre il tempo che trova.
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Che dire? Tanto di cappello.
Lei ha agito, ha fatto sentire la propria voce e ha dato voce a tutti gli studenti di Parma e d'Italia.
Francamente non ho capito bene cosa intenda Il Gatto, quando parla di iniziativa concreta.
Questa è un'iniziativa concreta. La ragazza ha esordito dicendo che gli studenti universitari hanno trovato l'università blindata da poliziotti in tenuta antisommossa, quindi cos'altro avrebbe dovuto fare se non parlare? Non vedete quanto è demoralizzata, arrabbiata e avvilita? Non c'è altro da aggiungere, e se proprio si parla di mentecatti affibierei questo "titolo" a chi fa polemiche sterili a riguardo.Moderatore Viaggi
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Appunto, ha detto e li finisce la grande impresa del parlare in pubblico che, nel suo piccolo, per il singolo può anche essere l'impresa degli eroici cavalieri.
L'iniziativa concreta è quella serie di azioni concrete che cambia lo stato materiale delle cose in tempi ragionevolmente brevi.
Nell'epoca della comunicazione si può anche pensare che dire, o denunciare per dare enfasi alle parole, equivale ad agire, ma mi sembra evidente che questo passaparola che si chiude pure in cerchio fra gli stessi che dicono non ha prodotto grandi cose visto che tutti pensano che dicendo agli altri la questione cambi da sola per il solo fatto di averla esplicitata, ovvero ti ho tanato e mo vai, da solo, fuori gioco
Non è mai successio, il fuori gioco si ottiene con azioni materiali che a quello costringono e poi un problema si risolve con la soluzione e non con l'enunciazione del problema.
Senza contare che l'arringa vien fatta a chi la pensa come te, cosa che non incide su chi la pensa diversamente e sono questi da convincere, normalmente la propaganda pro proprio non si fa ai propri come invece normalmente avviene.
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Devi essere in grado di andare dove si puote ciò che si vole con un tuo progetto che aggrega la forza materiale e questa è capacità di azione con probabilità di modificare la realtà con la forza del ferro e del fuoco.
L'esamino dove ben pochi si presentano e di questi i più restano stesi, a dire si cimentano tutti e non viene escluso nessuno e c'è un applauso per tutti, il che rende nullo il risultato, tutti promossi, nessuno è selezionato.
Per gli altri resta il dire e il dirlo in pubblico, magari con un qualche strumento mediatico che diffonde quel dire, può costituire un fare visto che si crede che se tutti o almeno tanti dicono la cosa voluta avviene.
Però ciò è solo un credere perchè con il dire, che non è un pezzettino della costruzione della forza materiale di azione, si resta a dire in eterno.
Ovvero se quel dire ti fa diventare governo è una cosa, ma se è solo un dire che vuol dire ad altri che fanno diversamente per scelta voluta e pensata di fare ciò che vorresti tu confidando sulla forza di convinzione delle parole tue ne è un'altra.
La ragazza ha fatto il suo discorso ad altri sulle sue stesse posizioni ciascuno dei quali avrebbe detto le stesse cose agli stessi, quale risultato ci può aspettare?
Come una mano che tira l'altra pensando che ciò faccia muovere il busto.
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Alle nuove generazioni stanno strappando perfino la speranza di un mondo migliore...stanno scippando il futuro e la vita! Cosa non avvenuta neppure nel primo dopoguerra. Son chiamate ad uno sforzo sovrumano. Per resistere e fare unione. Continuando a studiare e a lottare per la loro scuola. Mai come in questi anni, la cosiddetta generazione dei grandi e dei matusa dovrebbe fare un gigantesco mea culpa!Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
Quello che la studentessa ha detto durante l'inaugurazione dell'anno accademico fa senza dubbio riflettere su quello che è il futuro della nostra università, del diritto allo studio, del nostro Paese. Secondo me tanto di cappello a studenti così: sono la dimostrazione che le nuove generazioni non sono composte solo da "decerebrati", come vorrebbero farci credere...amate i vostri nemici
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Sto dicendo che la tizia dicendo non ha spostato di una virgola lo stato delle cose anche se una certa corrente di pensiero si e' autoconvinta che il solo dire e far dire cambi la realta' di fatto per cui i nuovi "oratori" diventano costruttori.
Al che ogni gallo che canta anziche' essere visto come un cantore fra milioni di cantori e' visto come l'eroico cavaliere che fece l'impresa, impresa che pero' non ha concretizzazione.
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Ok, ma a quel punto mi viene da chiederti quali altri azioni concreti ti aspetteresti o comunque metteresti in atto per cambiare lo stato delle cose, escludendo la lotta armata magari.Moderatore Viaggi
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Secondo me tanto di cappello a studenti così: sono la dimostrazione che le nuove generazioni non sono composte solo da "decerebrati", come vorrebbero farci credere...
Solo che la questione verte sulla capacita' di iniziativa di successo e non sull'oratoria pubblica in ambiente favorevole.
Per cui essere cerebrati e' il minimo sindacale per valutare cosa si e' capaci di costruire di tangibile.
Mediamente una buona comprensione delle cose la hanno tutti, ma cio' che frega e' che oltre alle parole non riescono a metterci dietro niente di significativo o giu' di li.
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aspetteresti o comunque metteresti in atto per cambiare lo stato delle cose, escludendo la lotta armata magari.
Nel contesto va generata una forza politica di pressione o di azione.
Es riuscire a concentrare il voto del settore su chi da serie garanzie di operare secondo il voluto senza riguardo ad altre considerazioni piu' ideologiche che riportano il voto alla distribuzione statistica di sempre azzerando la forza di pressione e di azione concreta, oppure arrivare ad esprimere un forza politica ufficiale proproprio come fanno quelli che ottengono invece di chiedere ad altri.
Il settore dispone di milioni di voti, agire significa organizzarli e farci un'arma di ricatto politico.
Chi fa cio' e' una persona che agisce in modo concludente come pochi da considerare e non una che dice come tanti.Last edited by Il gatto; 26-11-2012, 12:41.
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Secondo me questi giovani arriveranno a un tale grado di disperazione che non avranno alternative se non fare qualcosa di tangibile, prima o poi. A differenza delle generazioni che li hanno preceduti, compresa la mia, che continuano a dormire sugli allori.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
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cos'è quel qualcosa di tangibile che questa generazione dovrebbe fare? io di quella generazione faccio parte ma, realisticamente e senza fare retorica da bar, a me non viene in mente niente di concreto che posso fare per cambiare le cose quando queste "cose" si protraggono e si trascinano da decenni, e neanche si possono circoscrivere al settore dell'istruzione.
cioè belle parole quelle della ragazza ma vanno tutte a vuoto, ormai c'è da fare delle scelte di calcolo non di idealismo, bisogna vedere se studiare vale la pena, farsi due conti in tasca, scegliersi il percorso con oculatezza chirurgica e in caso avere i maroni di andare via dal paese se qua non si riesce a stare nonostante tutto. bellissimo un mondo dove si fanno i milioni con una laurea in filosofia o con una laurea al dams, peccato che la realtà sia ben diversa e checchè se ne dica le cose non si possono cambiare. per conto mio la disperazione ha lasciato spazio alla fredda lucidità.No, tu non sei una persona cattiva, tu sei fantastica, sei la persona che preferisco...
Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia.
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