Prostituzione

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  • Baboulenka
    Opinionista
    • 25/01/09
    • 14527

    #1

    Prostituzione

    Parliamone.

    L'altra sera sono stata tacciata di bigottismo perchè guardando delle prostitute sul ciglio della strada, che venivano avvicinate da uomini sulla quarantino, mi sono sentita disgustata.
    Il succo del mio discorso è che la prostituzione in qualunque modo la si veda, è una forma di sfruttamento della donna.
    Mi è stato detto che alcune prostitute scelgono questo lavoro per mantenersi che "è il lavoro più vecchio del mondo" ecc ecc. Ho ribattuto dicendo che molte invece vengono costrette e che a mio modo di vedere probabilmente alcune di quelle che hanno scelto di esserlo, sono state portate a diventarlo in base a certi avvenimenti/ambienti in cui si sono venute a trovare.
    Da qualunque angolazione io guardi la cosa la vedo pur sempre come una forma di sfruttamento e mi sento disgustata dai maschi che vanno a puttane.


    Voi che ne pensate?

    I solemnly swear that i am up to no good...
  • efua
    Posh&Rebel
    • 07/12/11
    • 34903

    #2
    Che e' molto triste soprattutto perche' nella societa' odierna, in cui il reperimento della materia prima e' piuttosto alla portata di tutti, pagare "per una prestazione" presuppone che la parte domandante si senta in una certa superiorita'.
    L'umiliazione credo risieda nell'io ti pago e tu sottostai.
    -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

    -Where there’s will there’s a way-

    -Work hard have fun & be nice-


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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      nell'io ti pago e tu sottostai
      Come da avviso sul posto di lavoro:
      Se tu mi paghi ciò che dico io, io faccio ciò che dici tu, (nel caso i due voluti abbiano punti di comune interesse).
      Setu mi paghi ciò che dici tu, io faccio ciò che dico io.

      Quindi alla fine la situazione, che si applica a tutte le prestazioni retribuite, solo alcune delle quali per vari motivi sociali sono state santificate, dipende dalla libertà pesonale nella contrattazione e si vede anche nel "lavoro" dove c'è quello delle maestranze, dei proletari e degli schiavi, sempre lavoro è, ma è la libertà personale delle parti a caratterizzarlo più che la natura fisica dell'operare.

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      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #4
        Mi sembra più che altro una cosa triste, per tutti i soggetti coinvolti. Anzi "brutta", intendendo la bruttezza come categoria estesa, dall'estetico al morale. Capisco che possa essere anche molto eccitante. Efua, la materia prima è assai diversificata, ci sono anche ragazze molto giovani e molto belle, che per quegli utenti sarebbero altrimenti irraggiungibili. Boh, se la donna non è costretta io non mi scandalizzo, piuttosto legalizzerei e farei pagare loro le tasse.
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

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        • efua
          Posh&Rebel
          • 07/12/11
          • 34903

          #5
          Non e' che voglia santificare troppo i miei pertugi ma far entrare ciascun pellegrino a biglietto obliterato mi sembra un po' troppo poco selettivo
          -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

          -Where there’s will there’s a way-

          -Work hard have fun & be nice-


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          • nahui
            Astensionista

            • 05/03/09
            • 21040

            #6
            E' una vitaccia.
            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
            (George Bernard Shaw)

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            • Baboulenka
              Opinionista
              • 25/01/09
              • 14527

              #7
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              Come da avviso sul posto di lavoro:
              Se tu mi paghi ciò che dico io, io faccio ciò che dici tu, (nel caso i due voluti abbiano punti di comune interesse).
              Setu mi paghi ciò che dici tu, io faccio ciò che dico io.

              Quindi alla fine la situazione, che si applica a tutte le prestazioni retribuite, solo alcune delle quali per vari motivi sociali sono state santificate, dipende dalla libertà pesonale nella contrattazione e si vede anche nel "lavoro" dove c'è quello delle maestranze, dei proletari e degli schiavi, sempre lavoro è, ma è la libertà personale delle parti a caratterizzarlo più che la natura fisica dell'operare.
              A parte il fatto che come dicevo molte sono costrette, anche perchè fatte emigrare lontane dalla propria famiglia in paesi di cui a stento conoscono la lingua, quindi già qui la libertà è molto relativa. Ma poi un lavoro viene considerato sfruttamento anche se non ha le giuste tutele per il lavoratore.
              Se la prostituzione fosse istituzionalizzata e regolare sarei sicuramente favorevole. NOn dico che non deve esistere la prostituzione, ma per come siamo messi adesso è una forma di sfruttamento bella e buona.

              I solemnly swear that i am up to no good...

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              • bumble-bee
                ...

                • 10/12/09
                • 15569

                #8
                Uhm... bell'argomento. Bisogna però distinguere tra :

                - donne costrette a prostituirsi
                - donne che scelgono di prostiruirsi (una volta sola, alcune volte, sempre)

                Sulle donne che sono costrette, non c'è da dire molto, nel senso che sono vittime di criminali e ridotte a schiave.... tra le donne che scelgono di prostituirsi, ci sarebbe questa ex avvocatessa che ha dedotto che il mestiere più antico del mondo probabilmente è il migliore e paga di più, anche in temini di soddisfazione, probabilmente.



                p.s emette anche la fattura a chi la richiede.... sotto la voce consulenza.

                p.s. 2 se volete farle un regalo... c'è la lista di cose che le mancano, giusto per non creare doppioni


                leggete il suo sito e poi magari riconsideriamo il concetto di prostituzione.
                Last edited by bumble-bee; 07-12-2012, 13:39.
                Bambol utente of the decade

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                • lo stregatto
                  persona non grata
                  • 15/08/10
                  • 3387

                  #9
                  Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                  p.s. 2 se volete farle un regalo... .
                  Avevo letto rapidamente "se volete farmi un regalo"
                  http://engineersandmanagers.pen.io/

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    piuttosto legalizzerei e farei pagare loro le tasse.
                    p.s emette anche la fattura a chi la richiede.... sotto la voce consulenza.
                    Ma infatti, la prostituzione è già legale, ad essere illegale è lo sfruttamento della prostituzione e alcuni aspetti dell'esercizio professionale come gli atti osceni in luogo pubblico, non diversamente da altri lavori che debbono essere eseguiti nelle norma, come lo smaltire i rifiuti in luogo adatto.

                    Quanto alle tasse non sono pagate non perchè esenti, ma perchè evadono al pari di altri che non fatturano i propri compensi visto che ad essere tassate non sono le prestazioni che il prestatore d'opera fa, ma il compenso che ne riceve, cosa per cui la prostituta dovrebbe aprire partita iva ed emettere fattura a fronte dei compensi.
                    E su questa base sono in corso accertamenti per evasione a fronte della discrepanza fra capacità di spesa e redditi dichiarati dalla categoria delle libere professioniste.

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                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70497

                      #11
                      Credo che anche qui vi siano delle differenziazioni da fare, come dice Bumble. La tizia da lui linkata ad esempio ha fatto una precisa scelta di vita, che in molte culture è contemplata come vera e propria professione. Una donna che sceglie di vendere la propria compagnia e il proprio corpo. Così come un altro vende la propria intelligenza, la propria abilità manuale, la propria voce o il proprio talento musicale.
                      La prostituta "da strada", invece, ci finisce quasi sempre perché costretta da sfruttatori o dagli eventi (restare senza lavoro, per dirne uno). In quest'ultimo caso è davvero un lavoro degradante per la donna. Poi sul capitolo sfruttamento ci sarebbe tutto un capitolo da aprire ma non vorrei andar fuori tema. Ho seguito per anni, come volontariato, una comunità di donne "salvate dalla strada" e ti raccontano storie che ti fanno contorcere le viscere...
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Non mi sembrano vicende estranee alla più generale storia del lavoro dove si possono vendere le proprie capacità al meglio nella reciproca soddisfazione, ma anche degradare nello svendersi costretti dalla situazione e arrivare alla schiavitù dove brutalmente te le rapinano di forza.
                        In tale contesto però la sessualità, che implica mediamente componenti affettive, tipicamente collegate con la discrezionalità di scelta, viene discriminata come prestazione non vendibile, magari ciò a fronte di una secolare influenza religiosa molto incentrata sugli aspetti sessuali.
                        Così in altre culture soggette ad altre influenze non si hanno le stesse visioni sociali.

                        Nella discussione va quindi discriminata la scelta di fare commercio sessuale dal farlo per costrizione che non sarebbe prostituzione, ma riduzione a schiavitù.
                        Ne consegue quindi una valutazione del fruitore finale che anche se estraneo al retroterra della specifica signorina difficilmente non si rende conto della situazione con cui sta interagendo.
                        Ovvero il ricettatore episodico non ha responsabilità troppo diverse dal ladro, tenendo condo dell'evidenza della situazione.

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                        • Morwen
                          Cinnamon Girl
                          • 03/12/09
                          • 7242

                          #13
                          Non hai tutti i torti. Penso al lavoro nei call center e mi viene in mente qualcosa di simile alla prostituzione.
                          Moderatore Viaggi
                          Moderatore Musica

                          Supermoderatore





                          "Find what you love and let it kill you"

                          Charles Bukowsky

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            C'è il concetto del peccato che poi rende una prestazione disgustosa e l'altra solo triste e siccome nonostante le affermazioni contrarie poi non è così semplice separare il peccato dal peccatore ecco che da una parte ci sono le peccatric indistinte, millenarie con le conseguenze sociali del caso e dall'altra le sfruttate.
                            E, se una realtà finisce nel girone dei peccatori, prima di ogni altra è una realtà di peccato da condannare a tutto campo, e poi ci sono altri aspetti che direi ben illustrati nella canzone bocca di rosa soprattutto nl passaggio:
                            E fu così che da un giorno all'altro
                            bocca di rosa si tirò addosso
                            l'ira funesta delle cagnette
                            a cui aveva sottratto l'osso.
                            Mai la concorrenza fu così sgradita

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                            • Frutto
                              Opinionista
                              • 05/02/10
                              • 2025

                              #15
                              mi è venuto un flash, un mio spasimante lustri fa mi dedicò "via del campo". cos'avrà voluto dire?

                              non so, io sono molto più categorica e moralista con quelli che vanno a troie più che con le prostitute stesse. ma mi rendo conto che è una posizione schizofrenica, immatura e di pancia perché non si può essere indifferenti nei confronti del venditore e voler prendere a bastonate l'acquirente.
                              No, tu non sei una persona cattiva, tu sei fantastica, sei la persona che preferisco...
                              Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia.

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