Prostituzione

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  • erin
    like me, like me
    • 22/05/06
    • 13145

    #91
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    resta il fatto che verosimilmete nessuna prostituta vorrebbe che la propria figlia faccia la stessa professione, e qualcosa vorrà pur dire, no ?
    Io non ne sono così certa. O meglio ne sono certa per quanto riguarda la prostituzione da strada, ma credo che per il sex work in generale la cosa sia un po' meno daterminata. Credo che in genere si speri per le figlie un lavoro sicuro e ben pagato, e non un lavoro precario e logorante, e questo unito al fatto che la prostituzione porta con sé uno stigma sociale non lo rende certo il mestiere più auspicabile, ma Carla (si chiama Carla?) Corso parla addirittura del piacere di prostituirsi, quindi credo che anche qui la questione sia più sfumata.

    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    a parte l'esposizione alla discriminazione sociale, evidentemente si produce, anche nelle circostanze più libere e fortunate, una sostanziale menomazione della vita di relazione e famigliare che un sentire medio avverte come non desiderabile.
    Perché menomazione della vita di relazione? Lavoro e vita privata sono due cose separate, indipendentemente dal lavoro che fai.

    Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

    Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #92
      Originariamente Scritto da erin Visualizza Messaggio
      Perché menomazione della vita di relazione? Lavoro e vita privata sono due cose separate, indipendentemente dal lavoro che fai.
      questo in pura teoria;
      in pratica, l'emulazione dell'intimità che si produce nel sesso mercenario e la circostanza di un possibile piacere restano verosimilmente qualcosa di potenzialmente molto destabilizzante nella percezione del partner;

      ho l'impressione che un rapporto di coppia con una persona che si protituisce nella migliore delle ipotesi finisca inevitabilmente col richiedere una grande opera di rimozione di problemi e insicurezze che già in relazioni ordinarie pesano, a meno di vivere in una società reichiana rivoluzionaria
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • erin
        like me, like me
        • 22/05/06
        • 13145

        #93
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        questo in pura teoria;
        in pratica, l'emulazione dell'intimità che si produce nel sesso mercenario e la circostanza di un possibile piacere restano verosimilmente qualcosa di potenzialmente molto destabilizzante nella percezione del partner;

        ho l'impressione che un rapporto di coppia con una persona che si protituisce nella migliore delle ipotesi finisca inevitabilmente col richiedere una grande opera di rimozione di problemi e insicurezze che già in relazioni ordinarie pesano, a meno di vivere in una società reichiana rivoluzionaria
        Anche questo è "in teoria"
        I racconti delle prostitute sono molto vari e variegati, e quando parlano di problemi relazionali si riferiscono molto più spesso ai rapporti precedenti alla scelta di prostituirsi.
        Da un certo punto di vista credo che sia paragonabile alla questione della coppia aperta (con la differenza che, in quanto rapporti a pagamento, l'insicurezza dovuta alla paura di perdere il partner è abbastanza limitata). Chi non la sperimenta afferma che sia destabilizzante e inaccettabile, in una relazione di coppia, ma poi chi la pratica afferma il contrario, anche perché le insicurezze vengono messe in tavola e affrontate, anziché evitate, come nelle coppie chiuse. Forse si può pensare a una situazione simile anche per quanto riguarda le relazioni di coppia con una prostituta (o tra prostitute, anche).

        edit: chiaramente sempre parlando di chi sceglie di prostituirsi, il discorso schiavitù segue ovviamente scenari molto diversi da questo

        Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

        Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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        • vapensiero
          Opinionista
          • 01/12/11
          • 802

          #94
          vapensiero

          Postato a pp.5

          Ecco: chi li frequentava per vendersi erano donne che sceglievano di fare quella vita liberamente. Intendiamoci, liberamente nel senso che non le costringeva nessuno, se non la mancanza di cultura e le estreme difficoltà economiche. Perciò, non si potrà parlare mai, in nessun tempo, di vera e propria libertà, oggi come allora. Di fatto, secondo me, se avessero una possibilità di vita differente, credo che tutte sceglierebbero di fare altro. Ho voluto portare questo esempio, giacché all'epoca non esistevano sfruttatori se non lo stato che gli faceva versare le marchette. Per voler dire che, non sempre c'è stata la tratta delle schiave - parlando sempre dell'Italia. Per finire, se all'epoca vi erano migliaia di donne che si prostituivano "liberamente", in cosa sono cambiati i modi perché oggi non lo si possa fare? Per un attimo ho avuto la sensazione di una difesa di categoria. Cioè: donne che vogliono difenderne altre, mettendo la scusante dell'obbligatorietà violenta di singoli uomini o di organizzazioni che, pur ci sono. Perciò bisogna ammettere, nella disamina dei fatti, che vi sono molte donne, sopra tutto quelle italiane, che lo fanno per motivi loro e non perché costrette.
          axeUgene;

          esiste anche gente che rinuncia ai propri diritti pur di lavorare, perché si trova in stato di bisogno;
          per questo l'ordinamento giuridico contempla i cd. diritti indisponibili (allo stesso soggetto titolare), ossia per impedire che uno stato di bisogno induca a scelte che altrimenti non si compirebbero;

          poi, magari esistono anche casi particolari e capisco bene che la questione è complessa;
          resta il fatto che verosimilmete nessuna prostituta vorrebbe che la propria figlia faccia la stessa professione, e qualcosa vorrà pur dire, no ?

          a parte l'esposizione alla discriminazione sociale, evidentemente si produce, anche nelle circostanze più libere e fortunate, una sostanziale menomazione della vita di relazione e famigliare che un sentire medio avverte come non desiderabile.
          Come potrai leggermi, in questo senso avevo anticipato axe; anzi, dirò di più, sono andato oltre, poiché ho affermato che, in definitiva, anche se sceglievano quella strada liberamente, libere non erano, giacché indotte da vari morivi, sopratutto economici.
          Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70446

            #95
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            questo in pura teoria;
            in pratica, l'emulazione dell'intimità che si produce nel sesso mercenario e la circostanza di un possibile piacere restano verosimilmente qualcosa di potenzialmente molto destabilizzante nella percezione del partner;

            ho l'impressione che un rapporto di coppia con una persona che si protituisce nella migliore delle ipotesi finisca inevitabilmente col richiedere una grande opera di rimozione di problemi e insicurezze che già in relazioni ordinarie pesano, a meno di vivere in una società reichiana rivoluzionaria
            Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
            Come potrai leggermi, in questo senso avevo anticipato axe; anzi, dirò di più, sono andato oltre, poiché ho affermato che, in definitiva, anche se sceglievano quella strada liberamente, libere non erano, giacché indotte da vari morivi, sopratutto economici.
            Quoto entrambi. Da quanto ho potuto vedere in numerosissimi documentari, e naturalmente escludendo la prostituzione da strada sotto sfruttamento che, come avete detto voi, segue altri binari, molte donne si prostituiscono non per scelta libera, ma perché indotte da stati di necessità (le bollette da pagare, i figli da mandare a scuola, ecc). E sicuramente avendo scelta farebbero più volentieri un altro tipo di mestiere. Così è emerso anche da un'inchiesta che feci io stessa sulla prostituzione locale, anni fa.
            Per quanto riguarda l'aspetto relazionale, concordo sommariamente con Axe: ci saranno anche i casi in cui il partner non ha nulla da dire, ma non credo siano la maggioranza. Non credo sia facile fare i conti, quando sei a letto con la tua compagna, con il pensiero a quanti uomini saranno passati nel suo letto durante la giornata...
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #96
              Originariamente Scritto da erin Visualizza Messaggio
              Anche questo è "in teoria"
              I racconti delle prostitute sono molto vari e variegati, e quando parlano di problemi relazionali si riferiscono molto più spesso ai rapporti precedenti alla scelta di prostituirsi.
              Da un certo punto di vista credo che sia paragonabile alla questione della coppia aperta (con la differenza che, in quanto rapporti a pagamento, l'insicurezza dovuta alla paura di perdere il partner è abbastanza limitata). Chi non la sperimenta afferma che sia destabilizzante e inaccettabile, in una relazione di coppia, ma poi chi la pratica afferma il contrario, anche perché le insicurezze vengono messe in tavola e affrontate, anziché evitate, come nelle coppie chiuse. Forse si può pensare a una situazione simile anche per quanto riguarda le relazioni di coppia con una prostituta (o tra prostitute, anche).
              però, questo procedimento non è metodologicaente corretto, dato che il pregresso esistenziale di una persona è comunque un elemento costitutivo della "scelta", che non può esserne avulso;

              anche le dichiarazioni delle prostitute libere sulla loro scelta andrebbero in qualche modo depurate da un processo di adattamento, dall'elemento soggettivo caratteristico di chi deve sopravvivere ad una condizione;

              non penso di essere bacchettone o sessuofobo, ma credo che la generale cultura delle relazioni famigliari, sessuali e sociali in questa epoca contempli ipotesi di coppia aperta solo come spunto marginale e controculturale, che ci può pure stare, eh, ma in un contesto di nicchia che fa eccezione alla regola, e forse si motiva proprio sulla contestazione di quella normalità;

              non credo che la prostituzione possa essere considerata un mestiere come gli altri, e non solo a causa dello stigma sociale, e sarei un capellino propenso a considerare che una buona fetta dell'opinione in tal senso sia costituita da utenti in atto o in potenza che non vogliono porsi la questione come problema;

              poi, ripeto, nonostante questa idea, non mi sento di sparare giudizi definitivi perché forse molti aspetti mi sfuggono...
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • vapensiero
                Opinionista
                • 01/12/11
                • 802

                #97
                dark lady

                Quoto entrambi. Da quanto ho potuto vedere in numerosissimi documentari, e naturalmente escludendo la prostituzione da strada sotto sfruttamento che, come avete detto voi, segue altri binari, molte donne si prostituiscono non per scelta libera, ma perché indotte da stati di necessità (le bollette da pagare, i figli da mandare a scuola, ecc). E sicuramente avendo scelta farebbero più volentieri un altro tipo di mestiere. Così è emerso anche da un'inchiesta che feci io stessa sulla prostituzione locale, anni fa.
                Per quanto riguarda l'aspetto relazionale, concordo sommariamente con Axe: ci saranno anche i casi in cui il partner non ha nulla da dire, ma non credo siano la maggioranza. Non credo sia facile fare i conti, quando sei a letto con la tua compagna, con il pensiero a quanti uomini saranno passati nel suo letto durante la giornata...
                Per quanto riguarda l'aspetto relazionale, un marito, un compagno, un fidanzato o chiunque sia che accetta la prostituzione della propria compagna, a quel punto non è più tale ma diventa lo sfruttatore di turno, anche se quei soldi dovessero servire per pagare le bollette, la scuola, la vacanza ecc. Infatti, per par condicio, perché non si prostituisce anche lui affittando al miglior offerente qualche "pertuso"?
                Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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                • erin
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                  • 22/05/06
                  • 13145

                  #98
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  non penso di essere bacchettone o sessuofobo, ma credo che la generale cultura delle relazioni famigliari, sessuali e sociali in questa epoca contempli ipotesi di coppia aperta solo come spunto marginale e controculturale, che ci può pure stare, eh, ma in un contesto di nicchia che fa eccezione alla regola, e forse si motiva proprio sulla contestazione di quella normalità;
                  E questo non può valere anche per la prostituzione?
                  Io credo sia importante tenere conto delle interpretazioni che le persone danno delle loro azioni.



                  Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
                  Come potrai leggermi, in questo senso avevo anticipato axe; anzi, dirò di più, sono andato oltre, poiché ho affermato che, in definitiva, anche se sceglievano quella strada liberamente, libere non erano, giacché indotte da vari morivi, sopratutto economici.
                  Il fatto che una scelta sia indotta da vari motivi, tra cui quelli economici, si può dire praticamente di qualsiasi scelta umana, comprese quelle di comprare casa, sposarsi o convivere, fare o non fare figli, ecc.

                  Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
                  Per quanto riguarda l'aspetto relazionale, un marito, un compagno, un fidanzato o chiunque sia che accetta la prostituzione della propria compagna, a quel punto non è più tale ma diventa lo sfruttatore di turno, anche se quei soldi dovessero servire per pagare le bollette, la scuola, la vacanza ecc.
                  Secondo la legge italiana sì. Anche un coinquilino, tra l'altro, o quello che le affitta casa. In pratica, chiunque riceva direttamente o indirettamente soldi da una prostituta.

                  Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                  Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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                  • lo stregatto
                    persona non grata
                    • 15/08/10
                    • 3387

                    #99
                    Sto cercando di elaborare un concetto, siate clementi.

                    Parto da qua:
                    Sono una puttana colta perché la gente dice che se fai la puttana è perché non hai altre possibilità
                    Dal link postato da erin.

                    Però sopra scrive anche un sacco di cose tra le quali che è un artista, ma evidentemente con la sua arte non riesce a vivere. Tra le varie cose che scrive ci sono alcune frasi che mi hanno ricordato le testimonianze di "Temporarily yours", spesso esperienze non positive con i partner o con la famiglia, per cui nella prostituzione le donne trovano più piena consapevolezza e, sintetizzo, "mettono loro i limiti", cioè sembra che la prostituzione segni la fine di un abuso.
                    Non so se erin condividi questa conclusione.

                    Ecco cerco di mettere insieme gli interventi di axeugene con questo e l'idea che mi sono fatto è che per essere una sexworker felice, sia necessario passare attraverso dei traumi che ti fanno mettere in discussione la società così come è strutturata, chi resta dentro gli schemi di questa società fa fatica a capire la scelta, ma non è affatto detto che, superato l'ovvio problema dello scontro con tutto ciò che diamo per scontato (ma che in verità non lo è) non sia poi possibile essere davvero pienamente consapevoli e soddisfatti della scelta.
                    Non so se mi sono spiegato.
                    http://engineersandmanagers.pen.io/

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                    • erin
                      like me, like me
                      • 22/05/06
                      • 13145

                      #100
                      Originariamente Scritto da lo stregatto Visualizza Messaggio
                      Sto cercando di elaborare un concetto, siate clementi.

                      Parto da qua:
                      Sono una puttana colta perché la gente dice che se fai la puttana è perché non hai altre possibilità
                      Dal link postato da erin.

                      Però sopra scrive anche un sacco di cose tra le quali che è un artista, ma evidentemente con la sua arte non riesce a vivere. Tra le varie cose che scrive ci sono alcune frasi che mi hanno ricordato le testimonianze di "Temporarily yours", spesso esperienze non positive con i partner o con la famiglia, per cui nella prostituzione le donne trovano più piena consapevolezza e, sintetizzo, "mettono loro i limiti", cioè sembra che la prostituzione segni la fine di un abuso.
                      Non so se erin condividi questa conclusione.

                      Ecco cerco di mettere insieme gli interventi di axeugene con questo e l'idea che mi sono fatto è che per essere una sexworker felice, sia necessario passare attraverso dei traumi che ti fanno mettere in discussione la società così come è strutturata, chi resta dentro gli schemi di questa società fa fatica a capire la scelta, ma non è affatto detto che, superato l'ovvio problema dello scontro con tutto ciò che diamo per scontato (ma che in verità non lo è) non sia poi possibile essere davvero pienamente consapevoli e soddisfatti della scelta.
                      Non so se mi sono spiegato.
                      Condivido pienamente

                      Aggiungo che tra gli schemi sociali criticati c'è anche il modello economico. Cioè il fatto che c'è un'enorme disparità tra la ricchezza di alcuni e la povertà di molti e che per i lavori considerati onesti, a meno che non siano ad alto livello di specializzazione e carriera, si viene pagati una miseria. Molte prostitute raccontano di essere arrivate in italia con l'idea di lavorare uno o due anni e poi tornare nel proprio paese per mettere su un negozietto, ma hanno scoperto che con gli stipendi italiani avrebbero dovuto lavorare una vita senza probabilmente arrivare mai a mettere da parte i soldi sufficienti. Stesso discorso per quanto riguarda i soldi da mandare alle famiglie.
                      In breve la prostituzione può essere vissuta come empowerment ed emancipazione sia dai rapporti interpersonali insoddisfacenti (quello di cui parla stregatto), sia da rapporti economici di sfruttamento.
                      Last edited by erin; 13-12-2012, 11:57.

                      Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                      Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70446

                        #101
                        Sicuramente ci saranno delle sex work felici, anche se è una felicità che io non comprendo. Il fatto è che se una arriva a vendere il proprio corpo perché non ha alternative, se vuole tirare a campare, non so quanto possa esserne felice...
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • erin
                          like me, like me
                          • 22/05/06
                          • 13145

                          #102
                          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                          Sicuramente ci saranno delle sex work felici, anche se è una felicità che io non comprendo. Il fatto è che se una arriva a vendere il proprio corpo perché non ha alternative, se vuole tirare a campare, non so quanto possa esserne felice...
                          Ma le prostitute non vendono il proprio corpo più di quanto un operaio non lo venda lavorando in catena di montaggio, o io non venda la mia mente quando scrivo un articolo per una rivista.
                          Vendono un servizio, cioè la simulazione di un rapporto affettivo-sessuale (dico anche affettivo perché le prostitute raccontano anche di clienti che vogliono solo parlare) senza complicazioni, poiché basato su uno scambio economico. Se ti pago tu non mi puoi trattare come un'idiota, e una volta che me ne sono andato chi s'è visto s'è visto (cioè nessun obbligo morale di continuare il rapporto).

                          Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                          Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70446

                            #103
                            Originariamente Scritto da erin Visualizza Messaggio
                            Ma le prostitute non vendono il proprio corpo più di quanto un operaio non lo venda lavorando in catena di montaggio, o io non venda la mia mente quando scrivo un articolo per una rivista.
                            Vendono un servizio, cioè la simulazione di un rapporto affettivo-sessuale (dico anche affettivo perché le prostitute raccontano anche di clienti che vogliono solo parlare) senza complicazioni, poiché basato su uno scambio economico. Se ti pago tu non mi puoi trattare come un'idiota, e una volta che me ne sono andato chi s'è visto s'è visto (cioè nessun obbligo morale di continuare il rapporto).
                            Non dico di no, ma è un po' diverso vendere il proprio corpo per un lavoro come l'operaio e venderlo per scopi sessuali. Poi ripeto, se a una va bene così tanto meglio, ma molte prostitute lo considerano degradante, e non lo fanno certo volentieri. Tanto più che non sempre trovi uomini che sono dei "signori", e soprattutto sei sempre esposta a rischi, soprattutto se lavori in strada. E non sei tutelata.
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                            • erin
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                              • 22/05/06
                              • 13145

                              #104
                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                              Non dico di no, ma è un po' diverso vendere il proprio corpo per un lavoro come l'operaio e venderlo per scopi sessuali. Poi ripeto, se a una va bene così tanto meglio, ma molte prostitute lo considerano degradante, e non lo fanno certo volentieri. Tanto più che non sempre trovi uomini che sono dei "signori", e soprattutto sei sempre esposta a rischi, soprattutto se lavori in strada. E non sei tutelata.
                              Sì certo, su questo non ci piove. E infatti le associazioni di sex workers (come il comitato per i diritti civili delle prostitute) si battono proprio perché il lavoro venga legalizzato e tutelato da norme giuridiche.
                              Però credo che la differenza che noi vediamo tra l'affittare le proprie braccia o la propria mente e vendere un'esperienza sessuale sia in gran parte viziata dall'educazione che abbiamo ricevuto, in particolare noi donne. E qui si ritorna alle rivendicazioni delle lavoratrici del sesso a cui faceva riferimento stregatto. Alla fine anche moltissimi ricercatori considerano umiliante scrivere paper che verranno poi firmati dai baroni, tanto più che non vieni nemmeno pagato quanto meriti, eppure il ricercatore non è considerato un mestiere degradante (vi assicuro che se chiedete a chi sta facendo un dottorato, quando meno nelle discipline umanistiche, ne avrete conferma)

                              Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                              Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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                              • lo stregatto
                                persona non grata
                                • 15/08/10
                                • 3387

                                #105
                                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                                Tanto più che non sempre trovi uomini che sono dei "signori".
                                Di prostitute non ne conosco tante, ma di puttanieri (in attesa del termine politicamente corretto ) ne conosco tanti, l'avevo detto anche nell'altro thread quest'idea secondo cui un uomo che va con una prostituta lo faccia per umiliarla o altro credo sia, di nuovo, legata ad una visione distorta della prostituzione.
                                Ovviamente tu ti sei occupata di abusi quindi capisco che la tua esperienza sia quella, ma come abbiamo detto tante volte qua esistono anche uomini che picchiano le proprie donne.
                                Non ha a che fare con la prostituzione, è proprio quell'uomo che è un animale.
                                Un uomo "normale" rispetta la prostituta. La maggior parte dei miei amici puttanieri parla delle prostitute come di "amiche".
                                http://engineersandmanagers.pen.io/

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