La Fine di una Legenda - Colt M1911 / Colt M1911 A1 (cal. 0,45 pollici - 11,43 mm)
Cenni storici :
questa eccellente pistola venne sviluppata nel primo decennio del 1900 per fornire alle truppe statunitensi un'arma in grado di abbattere qualsiasi nemico alla breve distanza, con particolare riferimento alle "sfortunate" e fanatiche tribù Moro delle Filippine. Questo su possibile grazie alla Colt M 1911 che grazie alle loro pesanti pallottole soddisfecero la necessità rischiesta. Da allora, e fino alla fine degli anni ottanta, nonostante le innovazioni tecnologiche adottate da altri paesi, la Colt M1911 rimase la pistola d'ordinanza delle forze armate USA. Solo piccole modifiche verreno apportate durante i 70 anni della sua vita operativa (Colt M1911A1), rimanendo pressochè uguale all'originale.
Verso il futuro :
Questa pistola lasciò la propria impronta in molte generazioni di americani, particolarmente affetti da individualismo in fatto di armi portatili, così quando nel resto del mondo gli altri paesi adottarono la cartuccia da 9 mm, essi non se de diedero per intesa e conservarono la loro pistola con i suoi grossi e potenti proiettili. Per molti osservatori questo attaccamento fu comporensibile, ma anche un grosso errore, specialmente quando in ambito NATO diventò di primaria importanza la standardizzazione dei calibri. Così mentre tutti gli altri paesi della NATO si uniformarono alla cartuccia di 9 mm, gli americani rimasero attaccati alla loro cartuccia da 11,43 (0,45") fuori standard.
Vi erano anche altri fattori da eccepire, ad esempio l'addestramento delle reclute con la Colt era più lungo di quello effettuabile con le equivalenti pistole da 9 mm, in quanto le cartucce da 11,43 mm generavano una forza di rinculo e specialmente un'esplosione così fragorosa che molte reclute ne risultavano letteralmente terrorizzati.
Ma alla fine degli anni '70, la colt era oramai un disegno superato e non aveva nessuna delle caratteristiche di sicurezza introdotte nelle pistole moderne e poteva essere usata solamente da tiratori destri. Inoltre, la sua grossa e potente cartuccia limitava a 7 la capacità del caricatore, mentre la maggior parte delle altre pistole ne potevano portare molte di più, spesso persino il doppio.
Tuttavia tutti questi fattori negativi non bastarono agli americani a farli rinunciare alla loro pistola preferita. Subentrò un fattore di praticità, dal momento che molte delle vecchie Colt M1911 erano oramai fuori uso. La maggior parte infatti erano state riscostruite del tutto più volte e da diversi anni oramai erano fuori produzione e non era certo il caso di riprenderne la costruzione, nonostante diverse fabbriche erano ancora in grado di mantenerle in vita utilizzando parti di ricambio e trasformazioni varie. Era stato raggiunto un punto in cui le pistole erano talmente rovinate che non era più possibile rinnovarle. Erano maturati i tempi dunque per adottare una pistola più moderna.
Un coro di proteste e il susseguente brutto risveglio :
Quando agli inizi degli anni '80 le autorità annunciarono la decisione di selezionare una nuova pistola, un coro di proteste si levò dai ranghi delle forze armate e dei veterani. Furono proposte diverse soluzioni, da quella di riprendere la produzione a quella di riconvertirla al calibro 9 mm. Non ci volle molto perchè le autorità vincessero le obbiezioni, ma divenne immediatamente palese il fatto che la schiacciante superiorità americano in fatto di armi portatili era appannaggio degli europei. Sin dalla IIGM molti costruttori europei di armi leggere avevano dedicato notevoli sforzi allo sviluppo di materiali moderni per la produzione di pistole molto più avanzate di quelle statunitensi. Impiegando acciai speciali e materiali leggeri e costruendo alcuni particolari in plastica dura. Gli europei erano decisamente avanti rispetto agli americani che solo in quel momento capirono quanto fosse stato un errore rimanere fedeli così a lungo alla loro colt M1911.
L'appalto :
Nella previsione di grossi contratti gli europei si affrettarono a partecipare alla gara di selezione americana per adottare quella che sarebbe stata la nuova pistola d'ordinanza delle forze armate statunitensi. Negli USA la Smith and Wesson e la Colt presentarono progetti con la certezza di vincere la gara. La Smith and Wesson poi era particolarmente fiduciosa perchè la sua proposta, il Modello 469, era già stata accettata dall'areonautica Usa. La Colt presentò un modello denominato SSP. Sfortunatamente per entrambi i partecipanti, nessuno dei due modelli furono prescelti in quanto non riuscirono a soddisfare almeno uno dei requisiti stabiliti dalle autorità militari.
Le specifiche richieste :
La specifica tecnica era abbastanza chiara :
- peso non superiore a 1,3 kg as arma carica;
- lunghezza non superiore ai 147 mm;
- canna con lunghezza minima di 102 mm;
- caricatore con almeno 10 colpi e con base d'appoggio smontabile per la pulizia e la manutenzione;
- mirino posteriore fisso ma con una certa possibilità di aggiustamento fine;
- carrello aperto dopo aver sparato l'ultimo colpo e dotato di sistema manuale d'arresto;
- arma impiegabile con ognuna delle due mani;
- munizionamento da 9 mm parabellum.
Le prove tecniche :
Ciò che non venne reso noto ai partecipanti alla gara fu il tipo di prove da sostenere. Furono condotte le solite prove di tiro e di smontaggio, ma ne vennero aggiunte anche molte altre. Una di queste consisteva nel fissare la pistola in una macchina messa in vibrazione ad alta velocità: se qualche pezzo si allentava o si staccava, l'arma veniva scartata. Quando i costruttori protestavano di fronte all'adozione di questa prova, fu risposto loro che la stessa Colt M1911 poteva superare la prova stessa. Il fatto che la Colt M1911 non avesse molte parti fissate tra loro e non possedeva nessuna delle sicure supplementari, fu semplicemente ignorato. Anche l'inceppamento delle munizioni veniva considerato un difetto.
Nessuna delle pistole, anche quelle europee superò le prove previste e per molti costruttori europei la sensazione fu che in quanche modo si volle penalizzarli, invocando la ben nota sindrome americana del "non inventato qui". Tuttavia come già detto, neanche le armi dei costruttori americani superarono le prove previste e nel 1984 ebbero inizio delle nuove serie di prove, alle quali stavolta i costruttori europei si presentarono più che preparati in quanto avevano un'idea molto più chiara di quello che li aspettava.
Gli europei all'assalto :
la Walther presentò un progetto noto come P88, pistola basata sulla P5;
la Heckler und Koch, presentò la P7A13, una versione migliorata della P7M13;
la Steyr presentò la GB;
la FN presentò la DDA, una versione migliorata della High-power;
la Beretta presentò la 92F, un modello migliorato della pistola 92S;
In cima alla lista dei favoriti, la SIG-Sauer presentò la P226.
La Smith and Wesson presentò il modello 459M, modello migliorato rispetto alla 469, mantre la Colt ripropose la SSA.
L'esito :
Tra la sorpresa generale le due pistole americane vennero elimitate per prime provocando quasi immediatamente l'azione legale della S. and W.
Per un certo tempo sembrò che la SIEG-Sauer P226 dovesse essere la favorita, ma quando, nel Gennaio 1985, fu annunciato il risultato della gara, venne fuori che la vincitrice fu la Beretta Modello 92F. Ancora una volta vennero adite le vie legali, ma senza esito. Fu presentato ogni tipo di reclamo sul modo di condutte le prove e sui loro risultati, ma il tempo impiegato per scrivere tutti gli atti legali andò sprecato. Si dubita persino che vennero letti. Sembrò che veramente la SIEG-Sauer fosse risultata la migliore, ma alla fine ebbe la meglio in fattore basso costo che la Beretta vantava a confronto con ques'ultima.
I vantaggi a lungo termine per la beretta furono enormi. L'intero contratto per 315930 armi ammontò a 53 milioni di dollari e durò per cinque anni. Nel primo anno furono prodotte circa 52930 pistole, nel secondo anno, 57000 pistole vennero costruite e provate in una fabbrica che la beretta costruì a Accokeek, nel Maryland. Durante il terzo anno, i castelli, i carrelli e le canne furono costruite in altre fabbriche degli Stati Uniti per un totale di 72.000 pistole, negli ultimi due anni tutta la produzione restante venne prodotta negli Usa.
Agli inizi del 1990 La Colt M1911 andò finalmente in pensione.
Cenni storici :
questa eccellente pistola venne sviluppata nel primo decennio del 1900 per fornire alle truppe statunitensi un'arma in grado di abbattere qualsiasi nemico alla breve distanza, con particolare riferimento alle "sfortunate" e fanatiche tribù Moro delle Filippine. Questo su possibile grazie alla Colt M 1911 che grazie alle loro pesanti pallottole soddisfecero la necessità rischiesta. Da allora, e fino alla fine degli anni ottanta, nonostante le innovazioni tecnologiche adottate da altri paesi, la Colt M1911 rimase la pistola d'ordinanza delle forze armate USA. Solo piccole modifiche verreno apportate durante i 70 anni della sua vita operativa (Colt M1911A1), rimanendo pressochè uguale all'originale.
Verso il futuro :
Questa pistola lasciò la propria impronta in molte generazioni di americani, particolarmente affetti da individualismo in fatto di armi portatili, così quando nel resto del mondo gli altri paesi adottarono la cartuccia da 9 mm, essi non se de diedero per intesa e conservarono la loro pistola con i suoi grossi e potenti proiettili. Per molti osservatori questo attaccamento fu comporensibile, ma anche un grosso errore, specialmente quando in ambito NATO diventò di primaria importanza la standardizzazione dei calibri. Così mentre tutti gli altri paesi della NATO si uniformarono alla cartuccia di 9 mm, gli americani rimasero attaccati alla loro cartuccia da 11,43 (0,45") fuori standard.
Vi erano anche altri fattori da eccepire, ad esempio l'addestramento delle reclute con la Colt era più lungo di quello effettuabile con le equivalenti pistole da 9 mm, in quanto le cartucce da 11,43 mm generavano una forza di rinculo e specialmente un'esplosione così fragorosa che molte reclute ne risultavano letteralmente terrorizzati.
Ma alla fine degli anni '70, la colt era oramai un disegno superato e non aveva nessuna delle caratteristiche di sicurezza introdotte nelle pistole moderne e poteva essere usata solamente da tiratori destri. Inoltre, la sua grossa e potente cartuccia limitava a 7 la capacità del caricatore, mentre la maggior parte delle altre pistole ne potevano portare molte di più, spesso persino il doppio.
Tuttavia tutti questi fattori negativi non bastarono agli americani a farli rinunciare alla loro pistola preferita. Subentrò un fattore di praticità, dal momento che molte delle vecchie Colt M1911 erano oramai fuori uso. La maggior parte infatti erano state riscostruite del tutto più volte e da diversi anni oramai erano fuori produzione e non era certo il caso di riprenderne la costruzione, nonostante diverse fabbriche erano ancora in grado di mantenerle in vita utilizzando parti di ricambio e trasformazioni varie. Era stato raggiunto un punto in cui le pistole erano talmente rovinate che non era più possibile rinnovarle. Erano maturati i tempi dunque per adottare una pistola più moderna.
Un coro di proteste e il susseguente brutto risveglio :
Quando agli inizi degli anni '80 le autorità annunciarono la decisione di selezionare una nuova pistola, un coro di proteste si levò dai ranghi delle forze armate e dei veterani. Furono proposte diverse soluzioni, da quella di riprendere la produzione a quella di riconvertirla al calibro 9 mm. Non ci volle molto perchè le autorità vincessero le obbiezioni, ma divenne immediatamente palese il fatto che la schiacciante superiorità americano in fatto di armi portatili era appannaggio degli europei. Sin dalla IIGM molti costruttori europei di armi leggere avevano dedicato notevoli sforzi allo sviluppo di materiali moderni per la produzione di pistole molto più avanzate di quelle statunitensi. Impiegando acciai speciali e materiali leggeri e costruendo alcuni particolari in plastica dura. Gli europei erano decisamente avanti rispetto agli americani che solo in quel momento capirono quanto fosse stato un errore rimanere fedeli così a lungo alla loro colt M1911.
L'appalto :
Nella previsione di grossi contratti gli europei si affrettarono a partecipare alla gara di selezione americana per adottare quella che sarebbe stata la nuova pistola d'ordinanza delle forze armate statunitensi. Negli USA la Smith and Wesson e la Colt presentarono progetti con la certezza di vincere la gara. La Smith and Wesson poi era particolarmente fiduciosa perchè la sua proposta, il Modello 469, era già stata accettata dall'areonautica Usa. La Colt presentò un modello denominato SSP. Sfortunatamente per entrambi i partecipanti, nessuno dei due modelli furono prescelti in quanto non riuscirono a soddisfare almeno uno dei requisiti stabiliti dalle autorità militari.
Le specifiche richieste :
La specifica tecnica era abbastanza chiara :
- peso non superiore a 1,3 kg as arma carica;
- lunghezza non superiore ai 147 mm;
- canna con lunghezza minima di 102 mm;
- caricatore con almeno 10 colpi e con base d'appoggio smontabile per la pulizia e la manutenzione;
- mirino posteriore fisso ma con una certa possibilità di aggiustamento fine;
- carrello aperto dopo aver sparato l'ultimo colpo e dotato di sistema manuale d'arresto;
- arma impiegabile con ognuna delle due mani;
- munizionamento da 9 mm parabellum.
Le prove tecniche :
Ciò che non venne reso noto ai partecipanti alla gara fu il tipo di prove da sostenere. Furono condotte le solite prove di tiro e di smontaggio, ma ne vennero aggiunte anche molte altre. Una di queste consisteva nel fissare la pistola in una macchina messa in vibrazione ad alta velocità: se qualche pezzo si allentava o si staccava, l'arma veniva scartata. Quando i costruttori protestavano di fronte all'adozione di questa prova, fu risposto loro che la stessa Colt M1911 poteva superare la prova stessa. Il fatto che la Colt M1911 non avesse molte parti fissate tra loro e non possedeva nessuna delle sicure supplementari, fu semplicemente ignorato. Anche l'inceppamento delle munizioni veniva considerato un difetto.
Nessuna delle pistole, anche quelle europee superò le prove previste e per molti costruttori europei la sensazione fu che in quanche modo si volle penalizzarli, invocando la ben nota sindrome americana del "non inventato qui". Tuttavia come già detto, neanche le armi dei costruttori americani superarono le prove previste e nel 1984 ebbero inizio delle nuove serie di prove, alle quali stavolta i costruttori europei si presentarono più che preparati in quanto avevano un'idea molto più chiara di quello che li aspettava.
Gli europei all'assalto :
la Walther presentò un progetto noto come P88, pistola basata sulla P5;
la Heckler und Koch, presentò la P7A13, una versione migliorata della P7M13;
la Steyr presentò la GB;
la FN presentò la DDA, una versione migliorata della High-power;
la Beretta presentò la 92F, un modello migliorato della pistola 92S;
In cima alla lista dei favoriti, la SIG-Sauer presentò la P226.
La Smith and Wesson presentò il modello 459M, modello migliorato rispetto alla 469, mantre la Colt ripropose la SSA.
L'esito :
Tra la sorpresa generale le due pistole americane vennero elimitate per prime provocando quasi immediatamente l'azione legale della S. and W.
Per un certo tempo sembrò che la SIEG-Sauer P226 dovesse essere la favorita, ma quando, nel Gennaio 1985, fu annunciato il risultato della gara, venne fuori che la vincitrice fu la Beretta Modello 92F. Ancora una volta vennero adite le vie legali, ma senza esito. Fu presentato ogni tipo di reclamo sul modo di condutte le prove e sui loro risultati, ma il tempo impiegato per scrivere tutti gli atti legali andò sprecato. Si dubita persino che vennero letti. Sembrò che veramente la SIEG-Sauer fosse risultata la migliore, ma alla fine ebbe la meglio in fattore basso costo che la Beretta vantava a confronto con ques'ultima.
I vantaggi a lungo termine per la beretta furono enormi. L'intero contratto per 315930 armi ammontò a 53 milioni di dollari e durò per cinque anni. Nel primo anno furono prodotte circa 52930 pistole, nel secondo anno, 57000 pistole vennero costruite e provate in una fabbrica che la beretta costruì a Accokeek, nel Maryland. Durante il terzo anno, i castelli, i carrelli e le canne furono costruite in altre fabbriche degli Stati Uniti per un totale di 72.000 pistole, negli ultimi due anni tutta la produzione restante venne prodotta negli Usa.
Agli inizi del 1990 La Colt M1911 andò finalmente in pensione.



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