Sbagli. Sul fatto che siamo tutti peccatori e bisognosi della Misericordia di Dio, non ci piove. Non stiamo giudicando nessuno, come persona. Ma, sant'Iddio, bisogna almeno intendersi su un punto, quello che a te fà tanto specie, Axeugene: Rimaniamo sempre TOTALMENTE liberi (nella Chiesa come nella società civile) di fronte a certi problemi di coscienza. Nello specifico, visto che siamo in "religiosità", Dio ci dona la Sua Parola alla stregua di un agricoltore che getta il suo seme nella terra: Può essere accolto e far frutto o rimanere lettera morta....
« Ecco, il seminatore uscì a seminare.
E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo.
Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò.
Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.
Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.
Chi ha orecchi, intenda ».
Voi dunque intendente la parabola del seminatore:
tutte le volte che uno ascolta la parabola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.
Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia,
ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato.
Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto.
Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta ».(Matteo 13)
Lo stesso Gesù Cristo, dunque, sà benissimo come siamo fatti e quanti e quali sono i diversi modi coi quali, NELLA NOSTRA LIBERTA', siamo in grado di accogliere la Sua Parola. La stessa cosa avviene per il magistero e la dottrina della Chiesa.
« Ecco, il seminatore uscì a seminare.
E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo.
Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò.
Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.
Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.
Chi ha orecchi, intenda ».
Voi dunque intendente la parabola del seminatore:
tutte le volte che uno ascolta la parabola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.
Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia,
ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato.
Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto.
Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta ».(Matteo 13)
Lo stesso Gesù Cristo, dunque, sà benissimo come siamo fatti e quanti e quali sono i diversi modi coi quali, NELLA NOSTRA LIBERTA', siamo in grado di accogliere la Sua Parola. La stessa cosa avviene per il magistero e la dottrina della Chiesa.


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