Il costo del lavoro

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Il costo del lavoro

    Molti industriali italiani preferiscono abbandonare la produzione in Italia a causa dell'alto costo della mano d'opera (in realtà tale aspetto è solo una delle 'voci' che determina tale scelta).

    Cosa si pretenderebbe? Che gli operai offrissero quasi gratuitamente la loro opera?

    Non sono un economista, anzi, ma so che un operaio riceve, al netto delle trattenute di legge, meno (assai) di quanto costa al suo datore di lavoro e che, comunque, tali trattenute è come lo facessero lavorare e guadagnare, fino a Luglio inoltrato, per lo stato, e soloda allora fino al 31 dicembre, per il suo guadagno netto.

    Quindi se realmente si volesse ridurre il costo del lavoro è sulle tasse e le trattenute in genere che si DEVE intervenire, cosi come hanno fatto, e stanno facendo, altri paesi in crisi.

    Ah, già, ma il più grande statista che l'Italia abbia mai avuto nei suoi 150 anni di storia, ci ha detto che in Italia non c'è la crisi e che i ristoranti sono pieni
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Per abbassare le tasse devi decidere chi tagliare e chi spremere, due ostacoli su cui si sono impantanati tutti perche' dove toccano pigliano mazzate.

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    • Durante
      Opinionista
      • 16/11/08
      • 2103

      #3
      Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
      Molti industriali italiani preferiscono abbandonare la produzione in Italia a causa dell'alto costo della mano d'opera (in realtà tale aspetto è solo una delle 'voci' che determina tale scelta).

      Cosa si pretenderebbe? Che gli operai offrissero quasi gratuitamente la loro opera?

      Non sono un economista, anzi, ma so che un operaio riceve, al netto delle trattenute di legge, meno (assai) di quanto costa al suo datore di lavoro e che, comunque, tali trattenute è come lo facessero lavorare e guadagnare, fino a Luglio inoltrato, per lo stato, e soloda allora fino al 31 dicembre, per il suo guadagno netto.

      Quindi se realmente si volesse ridurre il costo del lavoro è sulle tasse e le trattenute in genere che si DEVE intervenire, cosi come hanno fatto, e stanno facendo, altri paesi in crisi.

      Ah, già, ma il più grande statista che l'Italia abbia mai avuto nei suoi 150 anni di storia, ci ha detto che in Italia non c'è la crisi e che i ristoranti sono pieni

      Porto un'esempio: all'istituto IACP di Messina circa tre mesi fa la Guardia di Finanza ha fatto un blitz e su novantasei dipendenti novantadue erano assenti benchè risultassero sul lavoro. Nota bene, amplifica in modo esponenziale questo mal costume non solo in questi strani istituti creati ad arte che sono decine e decine, ma nei ministeri e nella P.A. in genere e da li vedresti dove sarebbero da fare i tagli. Con questo esistono delle persone che lavorano con responsabilità ma purtroppo non sono molte. Ecco questo incedere è stato creato sia per avere sempre a disposizione un grande serbatoio di voti dove attingere al momento opportuno e dalla miriade di sindacati che esistono comprese le tre sigle nazionali per ottenere consensi di tessere che sono fonte di grandi introiti e opportunità non indifferenti dai vantaggi di trattative contrattuali, è sufficiente vedere cosa è successo alla Fiat con la Cisl e la Uil. Sarebbe troppo lo scrivere dove è da tagliare i rami secchi, ma c'è chi preferisce tagliare stranamente i rami verdi. Riguardo al grande statista che citi non è tanto che ci sia da meravigliarsi di lui ma di chi gli crede o meglio di chi gli si concede per motivi opportunistici e voglio credere che sia così perchè se non fosse necessita rispolverare l'aforisma di Albert Eistein che recita: esistono due cose che sono infinite, l'universo e la stupidità, però sul primo ho dei dubbi.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Vero pure che tanto impiego statale e assunzioni assistite nell'industria sono stati usati come ammortizzatore sociale e come tappeto sotto cui seppellire la discarica delle eccedenze demografiche.
        Quindi avresti dove tagliare, ma solo complessivamente spostando le voci di spesa da una partita ad un'altra, sempre che non si decida di attuare una macelleria sociale e questo cambierebbe effettivamente lo scenario.

        Riducendo solo il personale e mettendolo in carico all'assistenza hai minor spesa per stipendi, ma piu' spesa per ammortizzatori e minor gettito fiscale.
        Quindi direi che la cosa e' piu' complicata, ovvero devi rendere produttivo e generatore di ricchezza il lavoro inutile degli esuberi, ma fare cio' non sembra alla potartata dei conosciuti.

        E poi non si parla di decimali quindi gli esuberi bastano si e no per l'aperitivo.
        Tenendo sempre presente che il costo del lavoro non e' il solo elemento penalizzante e quello che conta e' la redditivita' di investimento, perche' se l'impresa industrialmente rende, ma non remunera l'investimento competitivamente non e' che cambi molto.

        Un'azienda puo' fare questo tipo di decimazione perche' quando scarica gli esuberi per lei sono morti, mentre per lo stato restano vivi sullo stesso groppone, da cui la decimazione deve essere materialmente tale, o deve trovare altre soluzioni.
        Last edited by Il gatto; 16-07-2013, 21:27.

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        • Durante
          Opinionista
          • 16/11/08
          • 2103

          #5
          Di macelleria sociale ce ne è già stata e purtoppo ce ne sarà, riguardo alla diminuizione del personale nella P.A. per avere minori costi è sufficiente a mio parere che via via che le persone di cui parliamo vanno in pensione coloro che rimangono sul lavoro espletino tutti semplicemente la loro attività come fanno gli altri cittadini e che la burocrazia farraginosa vada quanto prima rimossa per far si che le pratiche di ufficio non si ostacolino fra loro. Tanto per citare un nome il senatore e giuslavorista Pietro Ichino è incappato nella palude della burocrazia per una successione di una casa dei genitori, ebbene non so se hai seguito la trasmissione di ieri e di stamani di radio 24 condotta da Alessandro Milan, se non la hai seguita tramite internet trova quella rubrica su radio 24 e ti renderai conto cosa contro si deve combattere, dire burocrazia è veramente riduttivo, ma di esempi ce ne sono a decine. Quindi c'è chi ha interesse che tutto questo mal funzionamento della cosa pubblica rimanga come è, anzi cè chi propone di peggiorare la situazione per far si che i cittadini siano ancor più succubi, non ti stò a dire la spiegazione perchè lo sai.

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Chi galleggia sul legnetto se lo difende, non gli interessa se inquina, senza quello affoga e cio' trasforma l'ottimizzazione dei sistemi in una guerra di trincea nella palude dove ogni singola buca di fango deve essere bonificata e occupata.
            La macelleria ha molte dimensioni e va dal pensionamento che sposta solo i costi ai forni crematori, ma ci si puo' spingere oltre.
            Se blocchi il turn over la pressione te la creano i disoccupati in ingresso che si ammassano gli uni sugli altri volendo risposte, praticamente costi di investimento per occuparli in qualche modo replicando quello che pensavi di aver risolto con i pensionamenti.
            Altro gioco che puo' fare solo l'impresa per le ristrutturazioni indolore perche' non deve mica rispondere a chi vuole entrare, ma lo stato?
            I turn over sono praticamente bloccati ovunque, ma vedi che succede con la disoccupazione giovanile e che vogliono.

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            • dark lady
              la viaggiatrice
              • 09/03/05
              • 70446

              #7
              Ok i diritti dei lavoratori, ma direi che è comprensibilissima la posizione degli industriali. In Italia il lavoro costa decisamente troppo, e se i nostri adorati governanti, invece di crogiolarsi nelle cazzate, si decidessero a fare una seria politica per ridurre tali costi, l'economia in Italia ripartirebbe.
              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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              • arecata
                • 03/04/13
                • 5519

                #8
                Proprio questa mattina il Corsera pubblica la notizia che il cittadino-lavoratore medio italiano ha una retribuzione di circa 23.000€ annui mentre il parlamentare italiano percepisce 6 volte tanto e cioè più di 144.000€ annui (da aggiungere poi i benefit ed i privilegi) e questo li vede al primo posto, per retribuzione, in Europa.

                Adda venì baffone...
                Pánta rhêi hōs potamós

                arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                • Eclips
                  Opinionista
                  • 16/07/13
                  • 166

                  #9
                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  se i nostri adorati governanti, invece di crogiolarsi nelle cazzate, si decidessero a fare una seria politica
                  Come puoi dire che siano cazzate azioni governative importanti quali l'associazione fisiognomica tra ministri e primati.
                  Loro stanno lavor...lavoran...lav...no, non ci riesco!!
                  Cliente: "È felice di rivedermi, vero?!"
                  Io: "Signora, Oscar Wilde una volta ha detto 'Alcuni portano felicità ovunque vadano, altri quando se ne vanno.', mi vede particolarmente felice adesso che è qui?"

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Il costo del lavoro è un costo di impresa e incide su chi usa molto lavoro, ma chi usa poco lavoro ha problemi lo stesso essendo penalizzato dai costi dell'energia, dai costi delle regole da applicare, dai costi finanziari per approvvigionarsi e gestire il capitale, dai costi legali e dai relativi tempi, dai costi dell'incertezza di pianificazione, dalla tassazione sul reddito di impresa, etc perché resta che ad interessare è il reddito netto che produce l'investimento.
                    Ciò significa che tali aspetti vanno considerati tutti visto che la tipologia dell'investimento produttivo è molto ampia.

                    Sul fronte complementare a che sia conveniente investire in produzione devi avere un mercato che assorbe tale produzione, è evidente che un investimento nella miglior produzione al minimo costo, che non vende perché o il prodotto non serve, o comunque non ci sono i soldi per comprarlo non servirebbe a nulla.
                    Ciò richiede che devi far circolare soldi nel tuo sistema e impedire che tali soldi se ne vadano attraverso mille rivoli a far funzionare altri sistemi.

                    In questa partita i soldi tolti agli uni vanno a far funzionare gli altri che però in pari tempo hanno bisogno che gli uni mantengano capacità di spesa e consumo visto che la produzione ha senso se chi la realizza ha una ricchezza tale da pagarla per fruirne.

                    Chi organizza le regole dovrebbe far si che questo gioco di scambio fili liscio, veloce e senza perdite esterne, ovviamente senza trasformare ricchezza in fumo, come fare una strada verso il nulla.

                    il cittadino-lavoratore medio italiano ha una retribuzione di circa 23.000€ annui mentre il parlamentare italiano percepisce 6 volte tanto e cioè più di 144.000€
                    Certo, ma a livello di analisi dei problemi vai a comparare i volumi complessivi di ricchezza assorbiti per decidere su quale bubbone incidere quindi i dati non sono 23.000 e 144.000, ma 23.000 x 30.000.000 e 144.000 x 10.000 diciamo.

                    si decidessero a fare una seria politica per ridurre tali costi,
                    La seria politica essenzialmente è fatta dal decidere chi deve essere soppresso e quindi sopprimerlo, cosa mai lineare e semplice da realizzare perché i da sopprimere, che non gradiscono la decisione, tentano in pari tempo di sopprimere te riuscendoci, o quanto meno rallentando e limitando i tuoi risultati.
                    E ne escono i due fronti che con alterne fortune si contendono i 100 mt di terra di nessuno.

                    Adda venì baffone...
                    mica si stava male alla corte di stalin, per i pochi eletti che ne facevano parte e che non facevano la vita dei braccianti di stato.
                    Last edited by Il gatto; 17-07-2013, 09:10.

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      In Svizzera pagare tangenti conviene:
                      si deducono dal reddito imponibile

                      Le bustarelle tra privati deducibili dalla dichiarazione dei redditi: basta dimostrare che senza uil pagamento determinate operazioni non potevano essere portate a termine
                      Le tangenti deducibili dalla dichiarazione dei redditi. In Svizzera è possibile anche se, per carità di patria, ne sono escluse quelle rifilate ai funzionari pubblici o ai politici. In quel caso, infatti, siamo di fronte ad un reato penale, come avviene in altri Paesi. Solo dal 1999, però, quando il Parlamento federale decise di punire i servitori dello Stato che si facevano ungere le ruote.

                      Il quotidiano di Zurigo, Tages Anzeiger, mette in rilievo, oggi, il paradosso secondo il quale, invece, nel privato, non solo la pratica di allungare una bustarella, per spuntare un prezzo migliore, rimanga in vigore, senza conseguenze per il corruttore ma, addirittura, come quel prezzo maggiorato, possa diventare una deduzione fiscale. "E' sufficiente dimostrare - recita la legge - che senza bustarelle determinate operazioni non potevano essere portate a termine".
                      Le bustarelle tra privati sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi: basta dimostrare che senza quel pagamento determinate operazioni non potevano essere…

                      Tutte agevolazioni che attirano investitori.

                      La guera è guera, conta il risultato di cassa complessivo.
                      Last edited by Il gatto; 17-07-2013, 11:04.

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                      • Durante
                        Opinionista
                        • 16/11/08
                        • 2103

                        #12
                        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                        Chi galleggia sul legnetto se lo difende, non gli interessa se inquina, senza quello affoga e cio' trasforma l'ottimizzazione dei sistemi in una guerra di trincea nella palude dove ogni singola buca di fango deve essere bonificata e occupata.
                        La macelleria ha molte dimensioni e va dal pensionamento che sposta solo i costi ai forni crematori, ma ci si puo' spingere oltre.
                        Se blocchi il turn over la pressione te la creano i disoccupati in ingresso che si ammassano gli uni sugli altri volendo risposte, praticamente costi di investimento per occuparli in qualche modo replicando quello che pensavi di aver risolto con i pensionamenti.
                        Altro gioco che puo' fare solo l'impresa per le ristrutturazioni indolore perche' non deve mica rispondere a chi vuole entrare, ma lo stato?
                        I turn over sono praticamente bloccati ovunque, ma vedi che succede con la disoccupazione giovanile e che vogliono.

                        Chi prende le decisioni sulla revisione dei costi del debito pubblico di chi galleggia sul legnetto non gli importa meno che nulla e i provvedimenti che sono stati presi e che saranno in futuro presi non sono e non saranno a vantaggio di chi è a reddito fisso. Però parlare il giorno di oggi di coloro che sono a reddito fisso è quasi superflulo sotto certi aspetti perchè anche molti imprenditori sono con l'acqua alla gola diversi da quanto ne hanno bevuta sono morti suicidi. Riguardo ai costi del debito pubblico finchè non saranno presi provvedimenti dove veramente vanno presi la così detta macelleria sociale proseguirà e quello che preoccupa non ci sarà nessun miglioramento al riguardo. Mi sembra di assistere al melodramma di un tossico dipendente che per risolvere il suo problema sia quello di aumentare la dose per mitigare la crisi di astinenza. Mi domando dove comincia e dove finisce il confine fra il buon senso e la follia.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Un conto è ragionare in due sul sistema nel suo complesso, un conto nella propria situazione e il risultato è dato da milioni di ragionamenti propri che, stabilito che qualcuno ci lascia le penne, fanno in modo che sia qualcun altro a finire all'angolo e perdersi.
                          Così va avanti una selezione darwiniana che ripulisce chi non regge il gioco per mille ragioni sue che non interessano nessuno finchè il tutto non si riequilibra.

                          Una macchina è semplice da riparare perché lo decidi e cambi i pezzi buttando in discarica quelli rotti, ma pensa se ogni pezzo vivesse di vita propria con la possibilità di reagire come sarebbe diversa la musica.
                          Nel nostro caso quando hanno provato a smontare le pensioni d'oro, questi hanno fatto causa vincendo e ripristinando la situazione precedente.
                          Per altro verso al singolo poco importa se il sistema muore, quando la sopravvivenza del sistema significa far morire lui e ciò si è tradotto nel fatto che molte leggi che danneggiavano quelli che le facevano e le loro aree di riferimento vitali sono state fatte solo perché applicabili a quelli ancora a da venire che, non esistendo al momento della decisione, erano nell'impossibilità di opporsi.

                          Comunque questi sono costi della politica che marginalmente incidono sul costo del lavoro generato da altri costi.

                          Ovvero il costo del lavoro grosso modo è dato nelle voci maggiori da
                          Stipendio lordo nelle sue componenti
                          Mensilità aggiuntive (che sono pagate, ma non lavorate non esistendo)
                          Ferie e permessi di ogni natura
                          Anzianità ove non coincida con una effettiva maggiore produttività
                          Inquadramento
                          Assenze
                          Contributi pensionistici
                          Contributi assicurativi
                          Contributi sanitari

                          Da tener presente che tali costi sono rilevanti es in una linea di produzione manuale dove ci sono 100 lavoratori per fare uscire diciamo 5 unità di prodotto al giorno, ma se es la catena è robotizzata e bastano due supervisori a gestirla ecco che quelli li posso pagare il doppio degli altri senza risentirne perché il grosso del valore aggiunto è introdotto da robot che però mi creano una sensibilità al costo dell'energia.
                          Lo stesso la situazione è diversa se la catena manuale, invece di 5 unità, ne tira fuori giornalmente 50, cosa che fa diventare l'incidenza del costo del lavoro dieci volte inferiore sulla singola unità di prodotto e ciò comporta una diversa valutazione di quel costo, ovvero il costo del lavoro si può sostenere sia riducendolo, nel valore unitario, o nei numeri da coinvolgere, che aumentando la produttività, sempre che ci sia un mercato a pagarla.
                          Last edited by Il gatto; 17-07-2013, 14:39.

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                          • Durante
                            Opinionista
                            • 16/11/08
                            • 2103

                            #14
                            La selezione darwiniana ha una sua logica in natura, la struttura sociale in tutte le sue articolazioni è esclusivamente artificiosa e quindi non conta tanto l'adattamento perchè ciò che condiziona i soggetti è il profitto che esula qualunque logica in natura. Quindi se la tua analisi sulla robotica associandola ai minori costi perchè impegna meno lavoratori un ripiego sarebbe quello di ridurre le nascite su tutta la terra, però rimane un quesito e cioè se il sistema produttivo si indirizza sempre più sull'aumento della produzione avviene una distonia nella economia mercantile per il semplice fatto che se demograficamente si sceglie di diminuire le nascite a chi viene venduto poi la merce prodotta in soprannumero? La logica capitalista dice che le aziende tutti gli anni devono avere un bilancio superiore all'anno precedente. Siccome la prospettiva sul futuro lavorativo delle prossime generazioni cominciando da noi coevi mi sembra che i comportamenti e le iniziative che prendono adesso e credo come quelle che prenderanno nel prossimo futuro siano schizofreniche e quindi molto peggio che navigare a vista.

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              L'adattamento stringendo significa che il più forte, perché la sua situazione nel suo contesto tale lo rende, sopravvive, mentre il più debole muore, cosa che vale anche in un sistema artificiale dove comunque hai una forza artificiale che non per questo è meno forte.
                              Esempio, attraversi una crisi e l'azienda, o il privato, meglio finanziata arriva alla fine, ne esce e ha le risorse per ripartire, quelli inadeguati si perdono nel fortunale.
                              Ecco anche il perché a fronte di una situazione incerta e pericolosa ciascuno tenta di portarsi, o di difendere se l'ha, la posizione migliore.
                              Il profitto quindi, direi, rientra a pieno nelle logiche di natura, solo che nei sistemi complessi e "artificiali" è molto articolato e valutato su tempi ben più lunghi di quelli dove vige solo il fattore biologico.
                              Fattore che pure tiene conto del tempo accumulando risorse, sia fisiche che di gruppo, per momenti più penalizzanti.

                              Il sistema si indirizza sull'aumento della produzione perché aumentano le richieste sia in termini numerici, che di valore aggiunto, quindi è l'insieme che determina la spirale crescente e, ove riuscissi a stabilizzare i numeri la spirale diventerebbe un cerchio, che eventualmente cresce su diverse direttrici, ovvero aumenta la qualità/valore aggiunto del prodotto, pur restando stabili, o anche diminuendo il numero dei fruitori e quindi delle unità di prodotto.
                              Non è un caso che dove sono pochi, seppure con ampie risorse, mediamente si sta bene e non si affannano a moltiplicare i numeri dei richiedenti.
                              Inoltre la produzione non è solo quella di beni che comunque hanno un ciclo di vita poi vanno sostituiti e un ciclo di obsolescenza che li fa rimpiazzare anche prima, ma è pure quella dei servizi che sono a fruizione istantanea quindi da fornire in continuo e non è un caso che nelle economie mature si passi dalla produzione di beni a quella di servizi, ovviamente avendo l'economia di base che permette di pagarli.
                              Il comportamento schizzofrenico, direi, deriva dal fatto che le posizioni che operano sono molto diverse e conflittuali quindi le mosse di una parte si scontrano e competono con quelle delle altre con alterne e casuali fortune degli uni e degli altri, cosa che trasforma la curva risultante in uno zig zag piuttosto imprevedibile visto che la linea media comune non è quella voluta, ma la risultante caotica delle linee diverse di evoluzione delle singole componenti autonome di quella media.

                              Comunque il profitto è la motivazione delle azioni che ne garantisce la continuità e la razionalità, senza di quello ti alzi, se hai fame e vai a caccia per una lepre per poi tornare a dormire, non ci si vive ne bene, ne in tanti, già se hai figli deve generare quel profitto che permette loro di sopravvivere prima di di poter cacciare e da qui a crescere all'infinito per le infinite mete crescenti e distanti che ti permette l'accumulo del surplus alle necessità della semplice sopravvivenza primitiva e immediata.
                              Inoltre c'è sempre un rischio da correre e le riserve accumulate ti permette di affrontarlo e superarlo, per rischi grossi servono pure riserve grosse prodotte dal profitto che quindi oltre a premiarti per i risultati ottenuti va a costituire la tua polizza di assicurazione contro tutte le calamità, imprevisti e perdite in qualunque modo generatisi.

                              Il comunismo ha tentato di operare senza profitto, ma mancando il premio è stato necessario l'uso della punizione su scala industriale per ottenere il minimo che comunque non è bastato a far vibrare i cuori a che restasse vivo e operante.
                              Altre logiche puntano sul volontariato rimanendo confinate in specifiche sacche con risultati molto limitati che comunque non garantiscono la continuità e i volumi di impegno necessari a sostenere i volumi nazionali.
                              Senza un profitto, ovvero fai quanto basta alla tua sussistenza come si pagano tutti quei servizi che costano quanto la sussistenza di migliaglia di lavoratori?
                              Last edited by Il gatto; 17-07-2013, 18:04.

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