Stupidi si nasce o si diventa?

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #46
    axeU, senza offesa, sei un gran teorico

    ecco, io mi considero un pratico
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #47
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      Non i furbi, i forti che hanno pure la testa per sfruttare al meglio la propria forza, ma comunque la sola forza economica o di posizione da un buon vantaggio.
      La discontinuita' si e' gia' vista in grecia e in spagna e cosa e' successo di particolarmente strano e rivoluzionario che non fosse nella routine dei tracolli ove chi sta male muore, chi galleggia finisce male, chi sta bene facilmente avra' di che guadagnarci visto che in fallimento ci va il wellfare, mica tanto di piu'?
      beh, no, è tutto il sistema in crisi a spirale, per motivi strutturali:

      in Grecia e Spagna vedi gli effetti a breve, e poi sono due paesi più "semplici" ed omogenei; ma la depressione economica per ora ha connotati strutturali, diversamente motivati;

      in Italia, su 60 mln, lavorano solo in 23, e solo 7 nella produzione di tradeable goods, soggetti al mercato; il resto sono categorie garantite dalla spesa pubblica, e in una misura eccedente;
      in Germania, la forza lavoro occupata ammonta a 41 mln, e con una produttività e remunerazione molto maggiore, e cominciano a sentire scricchiolii anche loro;

      ora, da noi siamo arrivati al punto in cui si devono affrontare nodi strutturali di efficienza che da un lato richiedono enormi ripensamenti traumatici di tutto, ma dall'altro non garantiscono davvero efficienza, perché soggetti a vincoli esterni;

      oltre al welfare, che indirettamente ancora sostiene i giovani precari, dovresti tagliare retribuzioni nel privato, già bassissime, burocrazia (esuberi), garanzie, affrontare squilibri generazionali nella divisione del lavoro, rivoltare come un calzino interi settori e contesti - pensa all'auto e indotto, oal turismo nel Sud, alle lobbies alberghiere, ai problemi di riqualificazione ambientale - e devi far questo senza soldi per ammortizzare, con un sistema bancario spaventato e assorbito dall'investimento nel debito, e contando su uno stato che fa acqua da tutte le parti, perché deve surrogare alle virtù che altrove sono ambientali, diffuse;
      poi, hai la bomba ad orologeria del divario tra nord e sud, che quando le cose si mettono male diventa davvero pericolosa;

      insomma, l'insieme di tutti questi processi non consente una transizione politica "morbida", perché l'entità è tale e concentrata da richiedere per forza svolte concrete e anche di forte significato simbolico.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #48
        Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
        axeU, senza offesa, sei un gran teorico

        ecco, io mi considero un pratico
        sempre senza offesa, cosa ci sia di pratico nel dare dello stupido ad un signore del quale si ignora il mestiere, le circostanze concrete in cui lo esercita e molte altre cose, lo devo capire;
        a me questa sembra molto teoria, però "poco informata", diciamo.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #49
          Di concreto ci puo' essere la sintesi, si sommaria, ma non per questo meno definitiva del giudizio di opinione che il soggetto ha raccolto.
          Alla fine e' un lo sceglierei o non lo sceglierei con cui si concludono le note caratteristiche di uno soggetto a valutazione del suo operato.
          Se dove arriva dopo n trasferimenti vede cosi' concluse le note rilasciate da vari valutatori lo manda a cagare senza nemmeno prendersi il disturbo di farle lui le note successive.

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          • arecata
            • 03/04/13
            • 5519

            #50
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            sempre senza offesa, cosa ci sia di pratico nel dare dello stupido ad un signore del quale si ignora il mestiere, le circostanze concrete in cui lo esercita e molte altre cose, lo devo capire;
            a me questa sembra molto teoria, però "poco informata", diciamo.
            Anche ignorando alcune circostanze, l'operato globale e le risultanze che ne sono derivate, sono sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere e capire.

            Non ho detto, ne sentito :"Io avrei fatto meglio", ma "Mi sarei comportato diversamente" si, questo l'ho sentito, come è innegabile che le risultanze siano state negative, anzi, per dirla alla Grillo, adoperiamo parole di plastica : le risultanze sono state inferiori alle aspettative, oppure, positive ma non come quanto ci si attendesse, o, ancora, non del tutto negative, ma...

            axeUgene girala come vuoi e come ti pare, Bersani ha fallito lo scopo, è un fallito, ed è risultato STUPIDO ed ha continuato proponendo Prodi alla presidenza che è stato bocciato proprio perchè proposto da Bersani e continua ad esserlo oggi.

            Tu dici che sbaglio?

            Bah, continua pure a dirlo, mica me la prendo
            Pánta rhêi hōs potamós

            arecata è il 2° nick-name di Blasel

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #51
              Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
              axeUgene girala come vuoi e come ti pare, Bersani ha fallito lo scopo, è un fallito, ed è risultato STUPIDO ed ha continuato proponendo Prodi alla presidenza che è stato bocciato proprio perchè proposto da Bersani e continua ad esserlo oggi.

              Tu dici che sbaglio?

              Bah, continua pure a dirlo, mica me la prendo
              mah, hai assunto un atteggiamento nemmeno tanto larvato di superiorità, asserendo che i miei giudizi fossero teorici e presentandoti come persona che invece "guarda al sodo", pratica;

              al che, ti ho fatto notare che tu non hai gli elementi sufficienti per giudicare le circostanze in cui si devono muovere certi attori della politica, né tantomeno della loro eventuale intelligenza o stupidità in relazione ai risultati di processi collegiali e complessi, frutto di pressioni e interventi che nemmeno immagini, come si evince dalla riduttività di certe tue analisi; per esempio, avrei potuto concordare se si fosse parlato di un dibattito televisivo e il giudizio fosse stato limitato a quello;

              e poi ho notato che questi tuoi giudizi sono in effetti estremamente teorici, però viziati dalla leggerezza e approssimazione di chi, da rudimenti, pensa di sapere e crede che questa sia "chiarezza" pragmatica, mentre è solo semplicismo.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • arecata
                • 03/04/13
                • 5519

                #52
                No, no, nessun atteggiamento di superiorità, nei confronti di alcuno e tanto meno con te.

                Invece una certa superiorità vuoi dimostrarla tu, lasciando intendere che sei a conoscenza di un maggior numero di elementi per giudicare meglio certi attori della politica e che, comunque solo chi è addentro ne può parlare e giudicare.

                Quindi NOI saremo sempre spettatori passivi, secondo quanto affermi, non avendo noi la competenza perchè questa è solo dei politici di professione.

                Come diceva Totò? Ah, già :"Ma mi faccia il piacere..."
                Pánta rhêi hōs potamós

                arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #53
                  Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                  No, no, nessun atteggiamento di superiorità, nei confronti di alcuno e tanto meno con te.

                  Invece una certa superiorità vuoi dimostrarla tu, lasciando intendere che sei a conoscenza di un maggior numero di elementi per giudicare meglio certi attori della politica e che, comunque solo chi è addentro ne può parlare e giudicare.
                  guarda che mi hai chiamato in causa tu, eh, o forse lo hai fatto senza accorgertene: che fai, tiri il sasso e nascondi la mano ?
                  Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                  axeU, senza offesa, sei un gran teorico

                  ecco, io mi considero un pratico
                  se tu non l'avessi voluta mettere sul personale, avresti obbiettato a ciò che ho scritto, non in questo modo anodino;

                  io non faccio discorsi "esclusivi", ma ho argomentato in modo confutabile; però, un quadro minimo - e sottolineo, un minimo - di quali siano i limiti del potere decisionale di leader di questo tipo, se li si vuol giudicare nel complesso si dovrebbe averlo, e manifestarne la consapevolezza;

                  ma varrebbe lo stesso per discorsi classici da bar dello sport, in cui - dopo la partita - tutti son più bravi dell'allenatore "stupido";
                  non è che ci voglia uno che ha lavorato 30 anni in una squadra di calcio per rendersi conto dei propri limiti rispetto a chi si trova materialmente sul pezzo, ha fatto tutta la trafila, conosce le circostanze e condizioni, risponde a tante pressioni, e che se sta lì, magari non è un genio, ma tanto stupido non deve essere;

                  poi, a me non importa gran che delle polemichette;

                  rispondo solo perché non amo la rappresentazione semplicistica delle cose; perché le idee semplificate trovano più facilmente ospitalità tra le persone fragili o pronte a farsi condizionare - non da te e qui, beninteso, mi riferisco ad una nozione generale - e diventano luoghi comuni e pregiudizi, a forza di essere ripetute senza nessuno che le metta in discussione.
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #54
                    Il perdente Bersani: ha perso tempo, elezioni, bruciato Marini, sfasciato il Pd e se stesso

                    LO SMACCHIATORE SMACCHIATO. Il leader Pd è riuscito in un capolavoro al contrario; di quelli che finiranno nei manuali della politica italiana come esempio di ciò che non va fatto. In sei mesi è riuscito nell’ordine: ad entrare in campagna elettorale con venti punti di vantaggio (sondaggiati) su un Cav. dato per moribondo; a non vincere le elezioni ma ad arrivare primo; a spendere 55 giorni nel corteggiamento serrato dei grillini con puntuale porte in faccia condite da vaffa… in diretta streaming senza riuscire a dare al paese in apnea uno straccio di governo; a intavolare un accordo con Berlusconi in extremis per il Colle puntando su Marini affossato al primo turno dai suoi, cioè da un bel gruppo di piddini (renziani, giovani turchi, veltroniani) e dai vendoliani che hanno già mollato il segretario azzoppato per il galoppante Grillo.

                    Già, perché se il piano di Bersani fallirà – cioè se non passeranno né Marini né Amato – il leader dem sarà costretto a sgomberare la scrivania del Nazareno. Perché il capolavoro di Bersani è anche questo: aprire un referendum su di lui dentro il partito. Non è un caso se il sindaco-sceriffo Emiliano ne chiede già le dimissioni e Ignazio Marino che ha votato Rodotà ha detto in fretta e furia che ora il segretario dovrà fare un’attenta riflessione. Non è un caso se la fedelissima bersaniana Alessandra Moretti (sua portavoce nella campagna per le primarie e per questo “trasferita” da Vicenza al Parlamento) ieri sera twittava l’annuncio della sua astensione e oggi ha ritwittato di aver votato scheda bianca. Più veloce della luce a riposizionarsi.

                    Non solo: a questo punto qualsiasi cosa accada, Bersani si sta avvicinando a passi da gigante al capolinea politico. Ha spaccato il partito, amplificato i maldipancia anziché curarli, messo a rischio l’alleanza con Vendola e ipotecato la propria leadership. Tutto per l’ostinazione di sedere sulla poltrona di Palazzo Chigi, costi quel che costi. Tutto per quella atavica presunzione di superiorità morale ideologicamente interiorizzata dalla sinistra; per la prosopoea di essere e sentirsi nel giusto – ricordate lo slogan della campagna bersaniania? L’Italia giusta – e dall’altro di tanta giustezza stabilire a priori chi è degno o non degno di essere ascoltato. Il giusto Bersani rischia di essere archiviato non dall’avversario politico di turno, ma dai suoi giusti.

                    Dopo aver ripetuto fino alla noia che con Berlusconi non si fanno scambi, ha chiuso un patto che sì riguarda l’uomo del Colle ma contiene in sé anche la formazione del nuovo governo. E non può che essere così, perché al Senato i numeri non ci sono e la stampella del Cav (che a sua volta vuole contare nell’esecutivo) è indispensabile per Bersani ma non gratis. Domanda: ma se alla fine si doveva passare da un accordo col Pdl, perché si sono sprecati ben 55 giorni?

                    Grillo organizza il caos calmo, manda in piazza le sue truppe, fa fare a Crimi una conferenza stampa in piazza Montecitorio davanti al popolo dei contestatori al Pd e sostenitori di Rodotà, scrive sul suo blog “ultima fermata Capranica”, con la foto di Bersani che abbraccia Alfano. Il comico-politico ha mosso il suo cavallo – Rodotà – per dare scacco matto al re (Bersani). E Rodotà rischia di diventare ‘il cavallo di Troia’ del Pd.
                    E adesso? Al Nazareno si prende tempo: alla seconda e terza votazione sarà scheda bianca; il Pdl si allinea valutando l’astensione, la Lega non parteciperà al voto. Tempo per trattare ancora, per rifare il conto dei numeri, per tentare di convincere i piddini malpancisti. Tempo per individuare altri candidati (Prodi?, D’Alema?). Tempo, come se non bastasse quello già perso. Ma stavolta, il tempo gioca tutto contro Bersani.


                    BERSANI-P-300x236.jpg

                    Requiescat in pace
                    Amen

                    Bersani è un perdente

                    E’ evidente che Bersani si debba togliere di mezzo. Le motivazioni sono tantissime, ma ne basterebbe solo una per comprenderne le ragioni.
                    Il leader della sinistra è un perdente. Non lo è per natura, non si nasce semplicemente perdenti. Lo è per un limite. E’ perdente perché non è capace di fare le scelte giuste e perché non ha l’elasticità per comprendere le situazioni e tradurle a proprio vantaggio.
                    Un leader deve essere prudente ed avere buon senso. Deve saper capire quando fermarsi. Bersani, invece, è un umorale per indole. Ha quei modi da retrobottega di bar, dove è più facile lasciarsi andare nei detti popolari, tra un bicchiere di birra e l’altro.
                    Voleva fare il premier ad ogni costo. Pensava d’aver le carte buone, e le ha giocate sbattendole sul tavolo con beffarda arroganza, come nei retrobottega di un bar della sua natia Bettola.
                    Cinico. Tra le sue colpe c’è anche quella di aver soffiato sul fuoco della crisi recessiva mondiale. Ha provato, riuscendoci, a mettere in difficoltà il Paese quando, per superare le turbolenze, l’Italia, con le sue difficoltà finanziarie, aveva bisogno di fiducia e di compattezza.
                    L’obiettivo era di far cadere il governo in carica, costasse quel che poi è costato all’Italia.
                    Ha bucato. Una legge elettorale, però, ora gli consente di far valere l’ultima occasione che ha. Messo da parte per lui tutto finirebbe qui: un altro arnese politico da rottamare.
                    E’ un politico al capolinea, però, incapace d’essere vincente. E’ l’uomo che ha perduto ciò che sembrava avesse già vinto. Un dramma per l’uomo Bersani, ma si è cacciato dentro da solo.
                    Alzare la voce ora, con lo 0,36% di voti in più sul suo avversario Berlusconi, dopo essere stato in vantaggio di oltre 20 punti nei sondaggi, rasenta il ridicolo. In un paio di mesi, Bersani ha perso dal 10 al 12% di voti, mentre il suo avversario ne ha guadagnati altrettanti. Una disfatta.
                    Ora corre come un disperato dietro a Grillo che, invece si fa beffe di lui.
                    Un giorno si e l’altro ancora Bersani chiedeva a Berlusconi di dimettersi, facendone un tormentone, quasi fosse un mantra del suo pensiero. Si sentiva vincente sui problemi degli altri, confortato dai sondaggi che vedevano il Pdl, dopo lo strappo di Fini, dilaniato ed in caduta libera. Troppo poco per chi pretende d’essere premier. Bisogna avere idee per farlo.
                    Gli elettori di centrodestra non sono militanti da zoccolo duro, come quello che mantiene il PD fermo al suo 25%. Dinanzi alle buffonate e ai litigi, a destra non si soffermano a pensare di chi sia la colpa. S’incazzano e basta e, per bene che vada, non vanno a votare. Quando va male, invece, riversano i loro consensi sui partiti che più alzano la voce e che fanno casino.
                    Ne ha beneficiato Grillo. Il comico ha raccolto la reazione di chi si è sentito tradito e di chi pensa che il modo migliore sia quello di mandare tutto in malora, come se in questo bistrattato Paese non si debba realizzare il loro futuro e quello dei figli e nipoti.
                    Sulla disfatta del Pdl, Bersani aveva programmato la vittoria. Senza idee, ha fatto campagna elettorale solo sulla “guerra” al Pdl. Appiattito sul disastro di Monti, benché con il PD diviso nelle primarie con Renzi, Bersani pensava di vincere facile.
                    Non aveva più bisogno dell’inaffidabile Di Pietro, fatto dissolvere in tv sulla storia delle case già nota da anni. Anche il traballante livello morale dell’Idv era noto prima del caso Maruccio. Bersani non voleva altri gruppi della sinistra. Per assicurarsi il Senato aveva provato accordi sottobanco con Ingroia, senza riuscirci. Si sentiva vincente e voleva il controllo di tutto, premio di maggioranza compreso, dopo aver impedito ogni modifica del “porcellum”.
                    Senza fare i conti con gli elettori, Bersani, aveva programmato le cose, come le campagne del grano russo durante il regime sovietico. Teneva aperto il dialogo con Monti, per legittimare il suo Governo. Teneva a distanza Fini e Casini, due volpi, già usate contro Berlusconi.
                    Li ha trascinati tutti nel baratro, però. Il terzo polo ha rischiato di scomparire. Il solo Monti si è salvato per il rotto della cuffia, sostenuto dall’Europa, dalle banche, dalla finanza e dai media, a spese dei suoi compagni di viaggio cancellati o quasi dal palcoscenico politico.
                    E’ evidente che Bersani si debba togliere di mezzo. Le motivazioni sono tantissime, ma ne basterebbe solo una per comprenderne le r...



                    1. IL PIÙ RAPIDO PERDENTE TRA I PREDESTINATI DALLA SFIGA DEGLI ULTIMI ANNI SI CHIAMA BERSANI. IL POVERINO HA VINTO LE PRIMARIE METTENDO L’APPARATO DEL PARTITO A DIFESA DELLA “CASA” E SI È ACCORTO IN FATALE RITARDO CHE LA STESSA, BRUCIA
                    tripla-bersani-tafazzi-206215.jpg
                    DAGOREPORT Il più rapido perdente tra i predestinati degli ultimi anni si chiama Pierluigi Bersani. Ha vinto le Primarie mettendo l'apparato del partito a difesa della


                    E finalmente si alza la difesa, d'ufficio

                    Bersani non è un perdente....



                    Ma l'accusa incalza

                    Autolesionismo e limitata attitudine verso un disegno politico
                    Bersani torna a fare lo stratega, e il PDL si sfrega le mani
                    Bersani scende di nuovo in campo e il mondo della destra sornionamente si sfrega le mani, in quanto senza di lui il PD ha vittoriosamente fatto suoi tutti i ballottaggi delle elezioni comunali.
                    Ma, il buon Pierluigi non ne vuol sapere e, rovinosamente, quasi fossimo di fronte ad un film visto e rivisto, si scaglia iterum contro la volpe della prateria Matteo Renzi.
                    E qui, ancora una volta, l’atteggiamento ipocrita di Bersani riemerge contro il comportamento da leader, o leaderismo che dir si voglia, una pseudo trappola per esautorare Renzi in vista del congresso PD.
                    E nel momento nel quale il Pdl sta dimostrando che senza il Cavaliere è ben poca cosa, attaccare l’unico esponente politico che sarebbe ben accetto anche dalla destra, è una presa di posizione alla Don Chisciotte, con la parte dei mulini a vento interpretata dalla rimanente nomenklatura di sinistra che ancora lo sostiene.
                    Il principe delle metafore, odia il leaderismo semplicemente perché lui non lo è mai stato, o meglio ancora, non è mai riuscito a diventare, soprattutto per la sua pochezza politica fatta di discorsi, tanti, e soluzioni ai problemi, pochissimi.
                    E, quindi, si scaglia contro uno che leader potrebbe esserlo a breve tempo, e giù allora parole piene di rabbia e astio.
                    Molto probabilmente, Bersani & Company, non sono tornati alla realtà dopo le batoste alle politiche di febbraio, perché il probo Pierluigi, assieme a coloro che ancora lo puntellano, non hanno ben memorizzato la situazione, e tutto questo è veramente imbarazzante.
                    Nonostante tutto non riescono a quantificare la misura della disfatta che è stata, da tutti, definita inestimabile.
                    Autolesionismo e limitata attitudine alla strategia politica, sono le cause da imputare all’ex segretario PD, il quale con il suo insensato programma ha riportato in auge il redivivo Berlusconi, un’apertura che non era assolutamente ipotizzabile e che avrà ripercussioni sull’immediato futuro.
                    Tutta questa sua ostinazione verso il Cavaliere prima, è il rancoroso accanimento verso Renzi, ora, dovrebbero far preoccupare, e non poco, tutta la dirigenza PD e allo stesso tempo caricare a mille il PDL.
                    Last edited by Il gatto; 05-09-2013, 13:35.

                    Comment

                    • Pazza_di_Acerra
                      люблю беспокоиться
                      • 09/12/09
                      • 28840

                      #55
                      Che Bersani sia diventato politicamente stupido mi pare comprovato. Il problema è che chi gli sta intorno lo è altrettanto.
                      semel in anno licet insanire, cotidie melius

                      Comment

                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #56
                        Un po meno visto che a farsi perculare ci ha mandato lui che tutto contento dell'onore ricevuto ci e' andato.
                        Ora, chi prima, chi dopo, avendo ancora una faccia semispendibile cercano di riciclarsi presso migliori aspiranti che qualche ministro di compromesso lo dovra' nominare.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #57
                          vabbè, Gatto: quello che hai citato è uno dei tanti commenti faciloni, che presuppongono la discrezionalità di Bersani, come fosse un Berlusconi-padrone-di-partito;
                          la scrivente di queste legittime opinioni non mi sembra sia una giornalista, né tantomeno parlamentare, di quelli abituati a leggere le situazioni e riconoscere i meccanismi;

                          la lettura è semplicista perché non tiene conto che il PD è composto di correnti, eterogenee e dotate di poteri diversamente localizzati; non è "Bersani che lo spacca", ma piuttosto che quelli in assemblea votano all'unanimità per candidare Prodi e poi un terzo in segreto non lo vota, per le manovre sotterranee delle correnti; se il M5S è stato sottovalutato - con tutte le conseguenze sulle ipotesi di alleanza - non è certo colpa personale di Bersani, ma di tutto l'apparato, che è molto più potente del segretario, anche ora;
                          e l'articolista sembra ignorare la situazione politica generale, e aderire alla mentalità rivoluzionaria grillina di strappare, "contro" il blocco elettorale PdL in un momento come quello;

                          ad ogni modo, a Bersani rimprovero tante cose, come al resto dei dirigenti conservatori o prudenti, espressione di interessi consolidati, ma appunto in termini di coraggio politico, non di intelligenza;

                          scontata la critica, l'esito di quel cerchiobottismo affannoso che gli si imputa è stata la legittimazione di un leader nuovo e di spessore come Letta, la cooptazione di una nuova generazione PdL che ora è comunque costretta in prospettiva a definirsi autonomamente rispetto al capo-padrone, e anche l'"umiliazione" nella diretta con quei geni della politica dei capi-gruppo M5S, Crimi e Lombardi, nel medio periodo sembra aver creato i presupposti di scenari alternativi ai quali molti eletti M5S cominciano ad abituarsi a pensare concretamente;
                          questa ipotesi trova riscontro nel timore di Berlusconi di far cadere il governo e ritrovarsi con una nuova maggioranza, e magari con scissioni interne delle sue "colombe", a quel punto prive di futuro politico;

                          insomma, in una situazione così frammentaria e delicata, segnata da circostanze eccezionali e percorsi istituzionali difficili, io sarei più prudente nello sposare giudizi tagliati con l'accetta sull'intelligenza di un leader, e terrei conto anche degli innumerevoli vincoli espliciti ed impliciti che la sua azione si è trovata a dover contemplare;

                          ai loro tempi, anche Giolitti e Nitti e il giovane Carlo Sforza hanno fatto la figura degli imbelli e attendisti o cerchiobottisti, ma quelli che si sono imposti contro di loro hanno sostanzialmente ordito un colpo di stato per far combattere all'Italia una guerra costata 600mila morti e ottenere quello che l'Austria aveva già concesso gratis in cambio della neutralità (pur essendo alleati nella Triplice assieme alla Germania, e quindi semmai attesi all'intervento dalla loro parte);
                          mentre in un secondo caso, quegli alti lai contro i liquidatori (coatti, per decisione di Wilson) di quello stesso sacrificio, hanno aperto la strada a Mussolini e alla sua concezione decisa di come dovessero andare le cose;

                          io certi politici "stupidi", ma prudenti, non li butterei via così in fretta...
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #58
                            la scrivente di queste legittime opinioni non mi sembra sia una giornalista, né tantomeno parlamentare, di quelli abituati a leggere le situazioni e riconoscere i meccanismi;
                            Peggio, sono i semplici, ignoranti e faciloni che ti votano o ti rifiutano su valutazioni sommarie da bar, che pero' sparano milioni di voti, non i filosofi o i critici politici che parlano alla storia, ammesso che questa li registri per l'archivio morto.
                            Quindi essere giudicati inadeguati e negativi dal popolino riunito e compatto vale piu' agli effetti pratici di una sentenza di cassazione passata in giudicato con 3000 pagine di dotte motivazioni culturali.

                            Specialmente se quel popolino non e' quello nemico, ma quello storicamente proprio.

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #59
                              Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                              Che Bersani sia diventato politicamente stupido mi pare comprovato. Il problema è che chi gli sta intorno lo è altrettanto.
                              Te voti SEL, Pazza?
                              amate i vostri nemici

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24578

                                #60
                                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                                Peggio, sono i semplici, ignoranti e faciloni che ti votano o ti rifiutano su valutazioni sommarie da bar, che pero' sparano milioni di voti, non i filosofi o i critici politici che parlano alla storia, ammesso che questa li registri per l'archivio morto.
                                Quindi essere giudicati inadeguati e negativi dal popolino riunito e compatto vale piu' agli effetti pratici di una sentenza di cassazione passata in giudicato con 3000 pagine di dotte motivazioni culturali.

                                Specialmente se quel popolino non e' quello nemico, ma quello storicamente proprio.
                                giusto;
                                ma questa che evochi è una valutazione che attiene eventualmente al coraggio politico, ai contenuti, non all'intelligenza del leader, dato che il voto è antecedente alla maggior parte dei torti che si attribuiscono a Bersani;

                                sulla valutazione dei contenuti politici non ho nulla da eccepire; c'è sempre una quota che sarà scontenta del moderatismo, come dell'estremismo, come dell'attendismo, ecc... e di cui perdi i voti;
                                con quell'impostazione di partito, il PD ha comunque un limite fisiologico di bacino elettorale; ci sia Bersani, Cuperlo o Barca, più di lì non vanno;

                                ma l'idea che Bersani (o Prandelli, è lo stesso) sia "stupido" e non abbia capito quello che doveva fare, non tiene conto invece di quelli che invece lo hanno votato esattamente sulla base di quelle prudenze e dell'idea - giusta o sbagliata - che non fosse il momento per perseguire politiche radicali di rottura ed esclusione del PdL, o sfida interna ai potentati del partito, magari tutto insieme.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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