Digiuno e preghiera per la Pace

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #31
    E diverso l'essere a favore di un bombardamento e l'essere a favore di una azione che impedisca ad hassad di agire, salvo che pure la controparte non e' fatta da angeli.
    Per il bombardamento ci stanno usa e francia, cosa che comunque non impedisce l'azione se la conseguenza e' una perdita di credibilita' nella determinazione di realizzare la minaccia se la controparte non si piega.
    In certe situazioni formulare la minaccia con tanto di precisi limiti e scadenze ti ingabbia.
    Si doveva intervenire allora, ma poi il mondo si aspetta che i buoni vadano a far bubu ai cattivi e anche questo ti intrappola.

    Obama e' rimasto intrappolato come un tonno e ora puo' solo sperare che il congresso dica no, al che puo' defilarsi dicendo io volevo, ma me lo hanno impedito.
    Solo che per gli avversari politici e' una occasione d'oro per farlo fuori visto che da solo ha messo la testa nel cappio.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #32
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      Nella situazione non crede al tuo dio quindi non ti considera messo di dio titolato a comandarlo per cui fa quello che gli dici di fare e zitto.
      Ovvero il "dio non vuole" non gli vale niente, devi argomentare sul suo terreno di interesse, se hai argomenti.
      ma che ne sai qual'è il mio dio?

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #33
        ma che ne sai qual'è il mio dio?
        E che importa? non è il mio e tanto basta a delegittimarti dal comunicarmi comandi in conto terzi per farmi fare ciò che vuoi tu.
        In ogni caso a fare certe trattative non ci stai tu, ma emissari con chiare credenziali proprie che però sono prive di autorità fuori dal loro pollaio e debbono ricorrere ad argomentazioni diverse da quelle solite.

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #34
          Originariamente Scritto da okno Visualizza Messaggio
          Io sono d'accordo con quanto scrive Odifreddi sul suo blog, che saltare un paio di pranzi e cene al ristorante non fa altro che attirare l'attenzione su se stessi, sicuramente non fa da ostacolo ad una guerra.

          Diverso se, come nel caso di Gandhi, si mette a rischio la propria vita digiunando fino a raggiungere un determinato scopo. Ma 2 giorni di digiuno.. dai. Tra un tweet e l'altro Francesco avrebbe potuto lanciare anche una petizione online e magari mettere un banner sul sito del vaticano. Avrebbero lo stesso effetto della dieta.
          Amico, sono molteplici i significati del digiuno: Esso serve soprattutto a ricordarci che l'uomo non vive di solo pane....che l'uomo non è solo materia.....
          amate i vostri nemici

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #35
            Chissà perché poi le più difficili trattative avvengono informalmente a tavola, si tratti di una cena di lavoro, o di una pizza.
            Si direbbe che nella realtà, la fame e l'insoddisfazione, acuiscano l'irritabiltà delle parti invece di sopirla come ottiene un bel pasto.

            Specialmente se l'affare si complica

            "Non è stato Assad a usare il gas". "E' un dovere morale dirlo. Non è il governo di Bashar al-Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco". Così ancora Pierre Piccinin alla radio RTL-TVi, motivando così le sue convinzioni: "Ne abbiamo la certezza perché abbiamo sorpreso una conversazione dei ribelli. Anche se mi costa dirlo perché dal maggio 2012 sostengo la giusta lotta della democrazia dell'esercito libero siriano". "Per il momento, per una questione di etica, Domenico ed io siamo determinati a non fare uscire (i dettagli di) questa informazione", ha affermato Piccinin facendo riferimento all'interrogatorio di Quirico in programma oggi e al suo quotidiano. "Quando la Stampa riterrà che è venuto il momento di dare dettagli su questa informazione, lo farò anch'o in Belgio". Piccinin racconta che, quando lo scorso 30 agosto lui e Quirico hanno appreso dell'intenzione degli Usa di agire in seguito all'uso, attribuito al regime, delle armi chimiche "avevamo la testa in fiamme", perché "eravamo prigionieri laggiù, bloccati con questa informazione e per noi era impossibile darla".
            Al ritorno in Belgio, il compagno di prigionia dell'inviato de La Stampa racconta di una conversazione che scagiona il dittatore. Il giornalista: "Non ho …

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #36
              Chiunque le abbia usate, le armi chimiche, ha commesso un crimine contro l'Umanità! Non aggiungiamone un altro con questa paventata (e assurda) guerra di ritorsione.
              amate i vostri nemici

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #37
                IL SENSO CRISTIANO DEL DIGIUNO E DELL’ASTINENZA

                I. Decreto di promulgazione
                Camillo card. Ruini
                vicario generale di sua santità per la diocesi di Roma
                presidente della Conferenza episcopale italiana

                In ossequio alla legislazione canonica e in piena comunione con la Sede Apostolica la Conferenza episcopale italiana nella 39ª assemblea generale, svoltasi a Roma dal 16 al 20 maggio 1994, in applicazione dei canoni 1251 e 1253, ha approvato con la maggioranza richiesta le disposizioni di carattere normativo sul digiuno e l’astinenza contenute nel numero 13 della Nota pastorale Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza.
                In conformità al canone 455, § 2, del Codice di diritto canonico ho chiesto con lettera n. 395/94 del 9 giugno 1994 la prescritta “recognitio” della Santa Sede.
                Con il presente decreto, nella mia qualità di presidente della Conferenza episcopale italiana, per mandato della medesima Assemblea generale e in conformità all’articolo 28/a dello Statuto della CEI, dopo aver ottenuto, in data 12 settembre 1994, la prescritta “recognitio” della Santa Sede con foglio n. 960/83 del prefetto della Congregazione per i vescovi, intendo promulgare e di fatto promulgo le disposizioni normative contenute nella Nota pastorale che viene pubblicata con il presente decreto.
                Ai fini della più precisa identificazione degli elementi costituenti il corpo normativo spettante alle competenze della Conferenza episcopale italiana, resta inteso che le disposizioni normative contenute nel n. 13 del presente documento saranno da intendere come Delibera CEI n. 59.
                Stabilisco altresì che, in conformità al canone 8 § 2 del Codice di diritto canonico, tali norme entrino in vigore a partire dal 27 novembre 1994, prima domenica di Avvento.

                II. Nota pastorale
                Introduzione. Il valore della penitenza per il nostro tempo
                1. Il digiuno e l’astinenza - insieme alla preghiera, all’elemosina e alle altre opere di carità - appartengono, da sempre, alla vita e alla prassi penitenziale della Chiesa: rispondono, infatti, al bisogno permanente del cristiano di conversione al regno di Dio, di richiesta di perdono per i peccati, di implorazione dell’aiuto divino, di rendimento di grazie e di lode al Padre.
                Nella penitenza è coinvolto l’uomo nella sua totalità di corpo e di spirito: l’uomo che ha un corpo bisognoso di cibo e di riposo e l’uomo che pensa, progetta e prega; l’uomo che si appropria e si nutre delle cose e l’uomo che fa dono di esse; l’uomo che tende al possesso e al godimento dei beni e l’uomo che avverte l’esigenza di solidarietà che lo lega a tutti gli altri uomini. Digiuno e astinenza non sono forme di disprezzo del corpo, ma strumenti per rinvigorire lo spirito, rendendolo capace di esaltare, nel sincero dono di sé, la stessa corporeità della persona.
                Ma perché il digiuno e l’astinenza rientrino nel vero significato della prassi penitenziale della Chiesa devono avere un’anima autenticamente religiosa, anzi cristiana. Ci preme pertanto riproporre il significato del digiuno e dell’astinenza secondo l’esempio e l’insegnamento di Gesù e secondo l’esperienza spirituale della comunità cristiana. Occorre, per questo, riscoprirne l’identità originaria e lo spirito autentico alla luce della parola di Dio e della viva tradizione della Chiesa. Occorre poi precisarne le modalità espressive in riferimento alle condizioni di vita del nostro tempo.
                Il digiuno e l’astinenza, infatti, rientrano in quelle forme di comportamento religioso che sono costantemente soggette alla mutazione degli usi e dei costumi. In questo senso la Delibera dell’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana del 18 aprile 1985 chiede che si stabiliscano le opportune determinazioni a norma dei canoni 1251 e 1253 del Codice di diritto canonico per l’osservanza del digiuno e dell’astinenza nelle Chiese che sono in Italia.
                etc. etc.


                In ossequio alla legislazione canonica e in piena comunione con la Sede Apostolica la Conferenza episcopale italiana nella 39ª assemblea generale, svoltasi a Roma dal 16 al 20 maggio 1994, in applicazione dei canoni 1251 e 1253, ha approvato con la maggioranza richiesta le disposizioni di carattere normativo sul digiuno e l’astinenza contenute nel numero 13 della Nota pastorale Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza.
                In conformità al canone 455, § 2, del Codice di diritto canonico ho chiesto con lettera n. 395/94 del 9 giugno 1994 la prescritta “recognitio” della Santa Sede.

                Molto convincente

                Chiunque le abbia usate, le armi chimiche, ha commesso un crimine contro l'Umanità!
                Crimini che vanno puniti per tentare di evitarne la ripetizione, sempre che si vada a colpire il criminale.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #38
                  PAPA FRANCESCO/ "No alle guerre per vendere le armi": il testo integrale dell'Angelus. Oggi domenica 8 settembre 2013

                  Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
                  Nel Vangelo di oggi Gesù insiste sulle condizioni per essere suoi discepoli: non anteporre nulla all’amore per Lui, portare la propria croce e seguirlo. Molta gente infatti si avvicinava a Gesù, voleva entrare tra i suoi seguaci; e questo accadeva specialmente dopo qualche segno prodigioso, che lo accreditava come il Messia, il Re d’Israele. Ma Gesù non vuole illudere nessuno. Lui sa bene che cosa lo attende a Gerusalemme, qual è la via che il Padre gli chiede di percorrere: è la via della croce, del sacrificio di se stesso per il perdono dei nostri peccati. Seguire Gesù non significa partecipare a un corteo trionfale! Significa condividere il suo amore misericordioso, entrare nella sua grande opera di misericordia per ogni uomo e per tutti gli uomini. L’opera di Gesù è proprio un’opera di misericordia, di perdono, di amore! È tanto misericordioso Gesù! E questo perdono universale, questa misericordia, passa attraverso la croce. Gesù non vuole compiere questa opera da solo: vuole coinvolgere anche noi nella missione che il Padre gli ha affidato. Dopo la risurrezione dirà ai suoi discepoli: «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi … A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati» (Gv 20,21.22). Il discepolo di Gesù rinuncia a tutti i beni perché ha trovato in Lui il Bene più grande, nel quale ogni altro bene riceve il suo pieno valore e significato: i legami familiari, le altre relazioni, il lavoro, i beni culturali ed economici e così via… Il cristiano si distacca da tutto e ritrova tutto nella logica del Vangelo, la logica dell’amore e del servizio.

                  Per spiegare questa esigenza, Gesù usa due parabole: quella della torre da costruire e quella del re che va alla guerra. Questa seconda parabola dice così: «Quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere la pace» (Lc 14,31-32). Qui Gesù non vuole affrontare il tema della guerra, è solo una parabola. Però, in questo momento in cui stiamo fortemente pregando per la pace, questa Parola del Signore ci tocca sul vivo, e in sostanza ci dice: c’è una guerra più profonda che dobbiamo combattere, tutti! E’ la decisione forte e coraggiosa di rinunciare al male e alle sue seduzioni e di scegliere il bene, pronti a pagare di persona: ecco il seguire Cristo, ecco il prendere la propria croce! Questa guerra profonda contro il male! A che serve fare guerre, tante guerre, se tu non sei capace di fare questa guerra profonda contro il male? Non serve a niente! Non va… Questo comporta, tra l’altro, questa guerra contro il male comporta dire no all’odio fratricida e alle menzogne di cui si serve; dire no alla violenza in tutte le sue forme; dire no alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale. Ce n’è tanto! Ce n’è tanto! E sempre rimane il dubbio: questa guerra di là, quest’altra di là - perché dappertutto ci sono guerre - è davvero una guerra per problemi o è una guerra commerciale per vendere queste armi nel commercio illegale? Questi sono i nemici da combattere, uniti e con coerenza, non seguendo altri interessi se non quelli della pace e del bene comune.

                  Cari fratelli, oggi ricordiamo anche la Natività della Vergine Maria, festa particolarmente cara alle Chiese Orientali. E tutti noi, adesso, possiamo inviare un bel saluto a tutti i fratelli, sorelle, vescovi, monaci, monache delle Chiese Orientali, Ortodosse e Cattoliche: un bel saluto! Gesù è il sole, Maria è l’aurora che preannuncia il suo sorgere. Ieri sera abbiamo vegliato affidando alla sua intercessione la nostra preghiera per la pace nel mondo, specialmente in Siria e in tutto il Medio Oriente. La invochiamo ora come Regina della Pace. Regina della Pace prega per noi! Regina della Pace prega per noi!

                  amate i vostri nemici

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #39
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    E che importa?
                    Mi piacerebbe saperlo qual'è il mio dio, se non altro per mera curiosità.

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #40
                      Francesco: Non è che la guerra serve
                      al commercio illegale di armi?

                      Commercio illegale che è diverso da quello legale e nel nostro caso poco si può parlare di armi fornite illegalmente da qualche commerciante indipendente.

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #41
                        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                        Per il miscredente sei solo uno che si presenta a dire, se il dire e' interessante e logico prosegui, se vaneggi te ne torni da dove sei venuto.
                        E' quello il problema. Ormai tempo e spazio si sono modificati.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #42
                          Certo, prima interagivi solo con i tuoi simili su riferimenti omogenei, ora con tutti e devi trovare argomentazioni a cui gli alieni sono sensibili perché il tuo nel loro pollaio non vale niente

                          E comunque il papa esorta pure a non estraniarsi dai conflitti altrui, solo che l'intervento si fa con il bisturi e non con le piume.

                          Armi chimiche usate in Siria potrebbero arrivarvi dagli USA: La Voce della Russia


                          All’apice della crisi siriana la polemica tra sostenitori e oppositori della soluzione della situazione con l’impiego della forza ha raggiunto i vertici. Intanto gli esperti invocano Intanto gli esperti invocano analizzare dettagliatamente tutte le versioni che spiegano la comparsa nella zona dei combattimenti di armi chimiche. E trarre le conclusioni soltanto in seguito.


                          Recentemente sulla stampa è apparsa una curiosa versione dell’origine delle armi chimiche usate in Siria. Vi sarebbero state portate dall’America dove alcuni malfattori le avrebbero sintetizzate nei laboratori casalinghi. Il fatto sta che le più grandi reti commerciali negli USA vendono componenti che possono essere usati per la fabbricazione di Sarin.

                          Non tutti gli esperti ci credono. Segue il parere di Eduard Korshunov, tenente-colonnello, responsabile del dipartimento di ricerca sulla storia militare della regione Nord-Ovest della Federazione Russa dell’Istituto della storia militare del Ministero della Difesa della Federazione Russa.

                          E’ poco probabile. Poiché sia i componenti sia Sarin sono soggetti alla Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche. Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche – è un documento che contiene in appendice tre elenchi. Il primo – si riferisce proprio agli agenti tossici. Sono proibiti per la produzione, stoccaggio e impiego. Secondo – sono componenti usati per la sintetizzazione degli agenti tossici. Anch’essi sono proibiti e sono posti sotto una stretta sorveglianza. Non possono essere venduti liberamente.

                          Nello stesso tempo gli specialisti abbastanza numerosi ammettono che Sarin possa essere sintetizzato letteralmente “in modo artigianale”. Piotr Topychkanov, ricercatore senior del Centro della sicurezza internazionale dell’Istituto dell’economia mondiale e delle relazioni internazionali dell’Accademia russa delle scienze ritiene che

                          Un ingegnere chimico è in grado di sintetizzare artigianalmente un agente tossico che può essere utilizzato per un attacco chimico. Non si tratta però di un’arma di distruzione di massa, ma di una piccola quantità del gas che può essere usato per una attentato terroristico. In questo riguardo viene in mente l’attacco intrapreso dalla setta Aum Shinrikyo a Tokyo.

                          Dall’altra parte secondo i dati dell’Istituto nazionale della sanità, bastano soltanto 280 grammi di Sarin per uccidere 10 mila persone. Ed è proprio questa la dimensione della tragedia siriana. Sergey Miheev, direttore generale del Centro della congettura politica è convinto che

                          In questo caso bisogna basarsi sul rapporto presentato dalla parte russa nel quale in modo abbastanza professionale è argomentato il fatto che le sostanze chimiche trovate sono state sintetizzate artigianalmente. Non vi è alcun segreto che ciò sia possibile in linea di principio. Nei tempi nostri ciò si può fare a domicilio. Molti componenti sono effettivamente in vendita libera non solo in Inghilterra o in America, ma in generale in tutto il mondo. C’è esperienza concreta dell’impiego degli agenti chimici da diverse organizzazioni terroristiche, ad esempio anche la setta Aum Shinrikyo ha impiegato Sarin nella metropolitana di Tokyo. L’ha sintetizzato autonomamente. Vuol dire che non c’è niente di impraticabile. La probabilità che le sostanze chimiche siano state sintetizzate artigianalmente è abbastanza elevata.

                          In un modo o nell’altro tutto di nuovo si impunta sulla necessità di una minuziosa inchiesta, la quale deve stabilire il grado di colpevolezza delle parti coinvolte nel conflitto.

                          Bisogna riconoscere che la comunità internazionale è spaccata sulla questione siriana. Al summit G20 è diventato chiaro che almeno una metà di questo club d’elite è favorevole all’impiego della forza contro Bashar al Assad. L’altra metà però ha un punto di vista contrario. Di conseguenza ci vuole il consenso. Fino al suo raggiungimento qualsiasi azione anti-Assad sembrerà un’evidente e manifesto atteggiamento sprezzante verso l’attuale ordine mondiale costruito sulla base della considerazione di una moltitudine di interessi opposti.
                          Last edited by Il gatto; 09-09-2013, 14:44.

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #43
                            E' come strecciare un gomitolo intrecciato.

                            Comment

                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #44
                              Tutto sta a non intignarsi a strecciarlo.
                              Se come fai, fai male non fai

                              Comment

                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #45
                                Tranquillo, potrai deludere solo chi è illuso.

                                Comment

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