Oggi che parliamo di par-condicio sembra non ci sia più discriminazione tra i sessi, ma dato che continuiamo a parlare anche di 'quote rosa', vuol dire che quest'integrazione tarda a venire, anche se di strada ne è stata fatta e tanta.
E' la nostra beneamata e sconosciuta costituzione, datata 1946 che ha stabilito l'uguaglianza formale dei sessi, aveva già dato il diritto di voto alle donne, ma, ad esempio dobbiamo attendere il 1968 per alcuni aspetti e la fine del 1969, affinchè l'adulterio non sia condannato con la reclusione, ma vale anche ricordare cosa recitava l'art. 587 del C.P. in proposito del delitto d'onore : Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella. da cui si trasse il film "Divorzio all'italiana" di P.Germi, vincitore del premio Oscar. In pratica era un omicidio autorizzato.
La legge 75 del 20 febbraio 1958, conosciuta con il nome della sua autrice "Merlin" metteva la parola fine alla prostituzione statale ed all'infamia delle donne che la praticavano, talvolta contro la loro volontà. A queste donne erano negati i diritti civili, mentre, successivamente all'entrata in vigore della suddetta legge, si cercò di prevenire e punire l'induzione e lo sfruttamento della prostituzione.
Elenco qualche tappa di questo lungo percorso, in Italia :
1951 A.Maria Guidi Cingolani è la prima sottosegretario di un governo italiano
1956 Le donne possono accedere alle giurie popolari col limite massimo di tre su sei
1963 Il matrimonio non è più ammesso come causa di licenziamento: legge 9 gennaio 1963, n. 7, «Divieto di licenziamento delle lavoratrici per causa di matrimonio e modifiche della legge 26 agosto 1950, n. 860».
Le donne sono ammesse alla magistratura: legge 9 febbraio 1963, n. 66, «Ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni».
Un ulteriore passo avanti nell'effettiva attuazione dell'art.51 della Costituzione: le donne possono accedere a tutti i pubblici uffici senza distinzione di carriere né limitazioni di grado.
1968 L'adulterio femminile non è più considerato reato.
1970 Viene approvata la legge sul divorzio: legge 1° dicembre 1970, n. 898, «Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio».
1971 La Corte costituzionale cancella l'articolo del Codice civile che punisce la propaganda di anticoncezionali.
1975 Riforma del diritto di famiglia: legge 19 maggio 1975, n. 151, «Riforma del diritto di famiglia».
Fino a questa riforma, il peso dell'educazione dei figli gravava, di fatto, sulle madri, ma tale impegno non aveva un adeguato riconoscimento giuridico. La patria potestà spettava ad entrambi i genitori, ma il suo esercizio toccava al padre, secondo l'art. 316 del Codice civile.
1976 Per la prima volta una donna, Tina Anselmi, viene nominata ministro
1977 È riconosciuta la parità di trattamento tra donne e uomini nel campo del lavoro: legge 9 dicembre 1977 n. 903, «Parità fra uomini e donne in materia di lavoro».
1978 Viene approvata la legge sull'aborto.
1981 Il motivo d'onore non è più attenuante nell'omicidio del coniuge infedele.
1983 La Corte costituzionale stabilisce la parità tra padri e madri circa i congedi dal lavoro per accudire i figli.
1989 Le donne sono ammesse alla magistratura militare.
1993 Con la legge 25 marzo 1993, n. 81 per la prima volta vengono introdotte le "quote rosa" in merito alle elezioni dei rappresentanti degli enti
locali.
1996 La legge 15 febbraio 1996, n. 66, «Norme contro la violenza sessuale», punisce lo stupro come delitto contro la persona e non contro la morale come in precedenza.
2000 Legge 8 marzo 2000, n. 53, «Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città».
Sia il padre che la madre possono chiedere l'aspettativa, da sei a dieci mesi, entro gli otto anni di vita del bambino. La cura dei figli smette di essere, dal punto di vista legislativo, esclusiva prerogativa delle madri.
Ma il cammino è ancora assai lungo, perchè se è vero che si sta limando quello 'formale', non lo è ancora quello comportamentale ed è la mentalità di molti che dovrebbe evolversi, per giungere all'agognata parità.
E' la nostra beneamata e sconosciuta costituzione, datata 1946 che ha stabilito l'uguaglianza formale dei sessi, aveva già dato il diritto di voto alle donne, ma, ad esempio dobbiamo attendere il 1968 per alcuni aspetti e la fine del 1969, affinchè l'adulterio non sia condannato con la reclusione, ma vale anche ricordare cosa recitava l'art. 587 del C.P. in proposito del delitto d'onore : Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella. da cui si trasse il film "Divorzio all'italiana" di P.Germi, vincitore del premio Oscar. In pratica era un omicidio autorizzato.
La legge 75 del 20 febbraio 1958, conosciuta con il nome della sua autrice "Merlin" metteva la parola fine alla prostituzione statale ed all'infamia delle donne che la praticavano, talvolta contro la loro volontà. A queste donne erano negati i diritti civili, mentre, successivamente all'entrata in vigore della suddetta legge, si cercò di prevenire e punire l'induzione e lo sfruttamento della prostituzione.
Elenco qualche tappa di questo lungo percorso, in Italia :
1951 A.Maria Guidi Cingolani è la prima sottosegretario di un governo italiano
1956 Le donne possono accedere alle giurie popolari col limite massimo di tre su sei
1963 Il matrimonio non è più ammesso come causa di licenziamento: legge 9 gennaio 1963, n. 7, «Divieto di licenziamento delle lavoratrici per causa di matrimonio e modifiche della legge 26 agosto 1950, n. 860».
Le donne sono ammesse alla magistratura: legge 9 febbraio 1963, n. 66, «Ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni».
Un ulteriore passo avanti nell'effettiva attuazione dell'art.51 della Costituzione: le donne possono accedere a tutti i pubblici uffici senza distinzione di carriere né limitazioni di grado.
1968 L'adulterio femminile non è più considerato reato.
1970 Viene approvata la legge sul divorzio: legge 1° dicembre 1970, n. 898, «Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio».
1971 La Corte costituzionale cancella l'articolo del Codice civile che punisce la propaganda di anticoncezionali.
1975 Riforma del diritto di famiglia: legge 19 maggio 1975, n. 151, «Riforma del diritto di famiglia».
Fino a questa riforma, il peso dell'educazione dei figli gravava, di fatto, sulle madri, ma tale impegno non aveva un adeguato riconoscimento giuridico. La patria potestà spettava ad entrambi i genitori, ma il suo esercizio toccava al padre, secondo l'art. 316 del Codice civile.
1976 Per la prima volta una donna, Tina Anselmi, viene nominata ministro
1977 È riconosciuta la parità di trattamento tra donne e uomini nel campo del lavoro: legge 9 dicembre 1977 n. 903, «Parità fra uomini e donne in materia di lavoro».
1978 Viene approvata la legge sull'aborto.
1981 Il motivo d'onore non è più attenuante nell'omicidio del coniuge infedele.
1983 La Corte costituzionale stabilisce la parità tra padri e madri circa i congedi dal lavoro per accudire i figli.
1989 Le donne sono ammesse alla magistratura militare.
1993 Con la legge 25 marzo 1993, n. 81 per la prima volta vengono introdotte le "quote rosa" in merito alle elezioni dei rappresentanti degli enti
locali.
1996 La legge 15 febbraio 1996, n. 66, «Norme contro la violenza sessuale», punisce lo stupro come delitto contro la persona e non contro la morale come in precedenza.
2000 Legge 8 marzo 2000, n. 53, «Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città».
Sia il padre che la madre possono chiedere l'aspettativa, da sei a dieci mesi, entro gli otto anni di vita del bambino. La cura dei figli smette di essere, dal punto di vista legislativo, esclusiva prerogativa delle madri.
Ma il cammino è ancora assai lungo, perchè se è vero che si sta limando quello 'formale', non lo è ancora quello comportamentale ed è la mentalità di molti che dovrebbe evolversi, per giungere all'agognata parità.



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