Le conquiste (???) delle donne

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Le conquiste (???) delle donne

    Oggi che parliamo di par-condicio sembra non ci sia più discriminazione tra i sessi, ma dato che continuiamo a parlare anche di 'quote rosa', vuol dire che quest'integrazione tarda a venire, anche se di strada ne è stata fatta e tanta.

    E' la nostra beneamata e sconosciuta costituzione, datata 1946 che ha stabilito l'uguaglianza formale dei sessi, aveva già dato il diritto di voto alle donne, ma, ad esempio dobbiamo attendere il 1968 per alcuni aspetti e la fine del 1969, affinchè l'adulterio non sia condannato con la reclusione, ma vale anche ricordare cosa recitava l'art. 587 del C.P. in proposito del delitto d'onore : Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella. da cui si trasse il film "Divorzio all'italiana" di P.Germi, vincitore del premio Oscar. In pratica era un omicidio autorizzato.

    La legge 75 del 20 febbraio 1958, conosciuta con il nome della sua autrice "Merlin" metteva la parola fine alla prostituzione statale ed all'infamia delle donne che la praticavano, talvolta contro la loro volontà. A queste donne erano negati i diritti civili, mentre, successivamente all'entrata in vigore della suddetta legge, si cercò di prevenire e punire l'induzione e lo sfruttamento della prostituzione.

    Elenco qualche tappa di questo lungo percorso, in Italia :

    1951 A.Maria Guidi Cingolani è la prima sottosegretario di un governo italiano

    1956 Le donne possono accedere alle giurie popolari col limite massimo di tre su sei

    1963 Il matrimonio non è più ammesso come causa di licenziamento: legge 9 gennaio 1963, n. 7, «Divieto di licenziamento delle lavoratrici per causa di matrimonio e modifiche della legge 26 agosto 1950, n. 860».

    Le donne sono ammesse alla magistratura: legge 9 febbraio 1963, n. 66, «Ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni».

    Un ulteriore passo avanti nell'effettiva attuazione dell'art.51 della Costituzione: le donne possono accedere a tutti i pubblici uffici senza distinzione di carriere né limitazioni di grado.

    1968 L'adulterio femminile non è più considerato reato.

    1970 Viene approvata la legge sul divorzio: legge 1° dicembre 1970, n. 898, «Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio».

    1971 La Corte costituzionale cancella l'articolo del Codice civile che punisce la propaganda di anticoncezionali.

    1975 Riforma del diritto di famiglia: legge 19 maggio 1975, n. 151, «Riforma del diritto di famiglia».
    Fino a questa riforma, il peso dell'educazione dei figli gravava, di fatto, sulle madri, ma tale impegno non aveva un adeguato riconoscimento giuridico. La patria potestà spettava ad entrambi i genitori, ma il suo esercizio toccava al padre, secondo l'art. 316 del Codice civile.

    1976
    Per la prima volta una donna, Tina Anselmi, viene nominata ministro

    1977 È riconosciuta la parità di trattamento tra donne e uomini nel campo del lavoro: legge 9 dicembre 1977 n. 903, «Parità fra uomini e donne in materia di lavoro».

    1978 Viene approvata la legge sull'aborto.

    1981 Il motivo d'onore non è più attenuante nell'omicidio del coniuge infedele.

    1983 La Corte costituzionale stabilisce la parità tra padri e madri circa i congedi dal lavoro per accudire i figli.

    1989 Le donne sono ammesse alla magistratura militare.

    1993 Con la legge 25 marzo 1993, n. 81 per la prima volta vengono introdotte le "quote rosa" in merito alle elezioni dei rappresentanti degli enti
    locali.

    1996 La legge 15 febbraio 1996, n. 66, «Norme contro la violenza sessuale», punisce lo stupro come delitto contro la persona e non contro la morale come in precedenza.

    2000 Legge 8 marzo 2000, n. 53, «Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città».
    Sia il padre che la madre possono chiedere l'aspettativa, da sei a dieci mesi, entro gli otto anni di vita del bambino. La cura dei figli smette di essere, dal punto di vista legislativo, esclusiva prerogativa delle madri.



    Ma il cammino è ancora assai lungo, perchè se è vero che si sta limando quello 'formale', non lo è ancora quello comportamentale ed è la mentalità di molti che dovrebbe evolversi, per giungere all'agognata parità.
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • Ailis
    Banana
    • 06/05/05
    • 5301

    #2
    si, la strada è tanta e se guardiamo alla quotidianità, a me pare che la conquista della donna di oggi, sia quella di dover fare il doppio del lavoro: prima fuori da casa e poi in casa.
    Bell'affarone!
    "Nulla si sa, tutto si immagina"
    Federico Fellini

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #3
      La donna a volte fà anche la sua scelta: O il lavoro o la casa. Entrambe le opzioni possono elevarla e realizzarla come persona....
      amate i vostri nemici

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      • Pazza_di_Acerra
        люблю беспокоиться
        • 09/12/09
        • 28840

        #4
        Poi una ascolta gli spropositi della Carfagna a Ballarò e inizia a porsi domande inquietanti, ma poi gli sovviene di Razzi e Gasparri e si tranquillizza subito...
        semel in anno licet insanire, cotidie melius

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        • Ter
          Opinionista
          • 27/06/11
          • 1113

          #5
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          La donna a volte fà anche la sua scelta: O il lavoro o la casa. Entrambe le opzioni possono elevarla e realizzarla come persona....

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          • nahui
            Astensionista

            • 05/03/09
            • 21040

            #6
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            La donna a volte fà anche la sua scelta: O il lavoro o la casa. Entrambe le opzioni possono elevarla e realizzarla come persona....
            Non zono d'accordo. Non ha scelta: non può scegliere solo il lavoro, a meno che non si dedichi ad una specie di sacerdozio laico, rinunciando alla vita affettiva. Questo perchè nella nostra cultura, se ha marito e figli, non potrà non occuparsene. La figura della donna in carriera che rientra alle nove di sera, mentre il marito cucina, lava, stira e mette a letto i bambini, e si siede sul divano a guardare il tg senza alzare un dito, ritenendolo suo sacrosanto diritto, è pura fantascienza. Non che lo consideri auspicabile, eh... Il modello ideale è quello della piena collaborazione.
            E' un discorso complesso. Io a vent'anni ero convinta che avessimo raggiunto piena parità, e non ci fosse più bisogno di lotte, ma ora la penso diversamente, non so se per maggiore consapevolezza o se perchè effettivamente in questi ultimi anni abbiamo avuto una sorta di regressione, se non nella legge sicuramente nella pratica. Sarà un ulteriore effetto della crisi, mah...
            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
            (George Bernard Shaw)

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            • Ter
              Opinionista
              • 27/06/11
              • 1113

              #7
              Una donna in casa finisce per essere una repressa infelice, senza risorse economiche né un carattere forte, viene condannata da un diritto misogino e morboso a subire le percosse di un mezz'uomo senza essere difesa né potergliele ridare di santa ragione (poiché la rabbia e l'umiliazione di anni possono renderla capace di ammazzarlo a sangue freddo).

              Comment

              • nahui
                Astensionista

                • 05/03/09
                • 21040

                #8
                Originariamente Scritto da Ter Visualizza Messaggio
                Una donna in casa finisce per essere una repressa infelice, senza risorse economiche né un carattere forte, viene condannata da un diritto misogino e morboso a subire le percosse di un mezz'uomo senza essere difesa né potergliele ridare di santa ragione (poiché la rabbia e l'umiliazione di anni possono renderla capace di ammazzarlo a sangue freddo).
                Vabbè, Ter, questi sono casi limite...
                Quando al mattino vedo le mamme casalinghe delle compagne di mia figlia, belle rilassate andare al bar a prendersi il caffè, e poi un'ora di corsetta, poi il resto con calma, mentre io mi affanno trafelata, un pochetto di invidia mi viene
                Quello delle casalighe è un mondo molto eterogeneo
                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                (George Bernard Shaw)

                Comment

                • arecata
                  • 03/04/13
                  • 5519

                  #9
                  Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                  Non zono d'accordo. Non ha scelta: non può scegliere solo il lavoro, a meno che non si dedichi ad una specie di sacerdozio laico, rinunciando alla vita affettiva. Questo perchè nella nostra cultura, se ha marito e figli, non potrà non occuparsene. La figura della donna in carriera che rientra alle nove di sera, mentre il marito cucina, lava, stira e mette a letto i bambini, e si siede sul divano a guardare il tg senza alzare un dito, ritenendolo suo sacrosanto diritto, è pura fantascienza. Non che lo consideri auspicabile, eh... Il modello ideale è quello della piena collaborazione.
                  E' un discorso complesso. Io a vent'anni ero convinta che avessimo raggiunto piena parità, e non ci fosse più bisogno di lotte, ma ora la penso diversamente, non so se per maggiore consapevolezza o se perchè effettivamente in questi ultimi anni abbiamo avuto una sorta di regressione, se non nella legge sicuramente nella pratica. Sarà un ulteriore effetto della crisi, mah...


                  Quanto hai scritto, che confermo in generale, ma in particolare per la cultura nostrana, per rendere risibile quanto detto, non si è mai esitato a farne oggetto di parodie e soggetti cinematografici. Al momento mi sovviene "Mani di fata" con Pozzetto e la Giorgi, ma ce ne sono molti altri.

                  Nella realtà odierna, l'elenco delle donne in carriera italiane sarebbe (condizionale) il seguente :

                  Anna Maria Artoni, presidente Confindustria Emilia Romagna
                  Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondàdori
                  Diana Bracco, presidente e ad gruppo Bracco
                  Maria Cannata, direttore generale del Debito Pubblico, Ministero del Tesoro
                  Laura Cioll, chief operating officer Sky Italia
                  Margherita Della Valle, chief finacial officer europeo Vodaf one
                  Francesca Di Carlo, direttore funzioni audit Enel
                  Elsa Fomero, vicepresidente consiglio di sorveglianza Intesa SanPaolo
                  Giorgina Gallo, presidente e ad.L'Oréal Italia
                  Federica Guidl, presidente giovani imprenditori Confindustria
                  Rita Marino , responsabile internal audit Eni
                  Monica Mondardìni, ad Gruppo Edjtoriale L'Espresso
                  Marina Natale, chief financial officer di Unicredit
                  Gina Nieri, direttore affari.istit nali di Mediaset .
                  Maria Pierdicchi, ad Standard &Poor's Italia
                  Miuccia Prada, presidente e designer del gruppo Prada –
                  Daniela Riccardi. ad Baccarat
                  Anna Maria Tarantola. presidente RAI
                  Luisa TodIni, presidente della Todini Costruzioni generali
                  DortateilaTreu, ad il Sole 24.ore



                  P.S. Ho cercato di aggiornare l'elenco, mi scuso per alcune probabili inesattezze
                  Pánta rhêi hōs potamós

                  arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                  • arecata
                    • 03/04/13
                    • 5519

                    #10
                    Non so quante di voi hanno conosciuto, letto di Marisa Belisario, che è anche il nome del premio che ogni anno viene assegnato, in sua memoria, alle donne italiane che si sono distinte nell'imprenditoria.

                    Pánta rhêi hōs potamós

                    arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #11
                      Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                      Vabbè, Ter, questi sono casi limite...
                      Quando al mattino vedo le mamme casalinghe delle compagne di mia figlia, belle rilassate andare al bar a prendersi il caffè, e poi un'ora di corsetta, poi il resto con calma, mentre io mi affanno trafelata, un pochetto di invidia mi viene
                      Quello delle casalighe è un mondo molto eterogeneo
                      Infatti. La serenità è sempre frutto della scelta compiuta. Senza rimorsi e rimpianti....
                      amate i vostri nemici

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                      • Ter
                        Opinionista
                        • 27/06/11
                        • 1113

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Infatti. La serenità è sempre frutto della scelta compiuta. Senza rimorsi e rimpianti....
                        Cielo, cono. Per fortuna esiste sempre l'istituto del divorzio (e della separazione coniugale), in caso qualcuno/a abbia a buon ragione cambiato idea. Dal momento in cui nulla in realtà è per sempre. Tutto scorre.

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #13
                          Voglio dire che se una donna ha la piena consapevolezza della propria scelta di vita, rimane poco spazio per i rimpianti, tutto qui: Può realizzarsi pienamente anche nel lavoro domestico...nella maternità....nella cura di sè stessa e dei suoi cari.
                          amate i vostri nemici

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