Se torna la lira

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24581

    #106
    Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
    Veramente hai sostenuto il contrario in vari messaggi. Hai sostenuto che la svalutazione della lira coprisse le inefficienze del "sistema Italia", mentre l'euro le evidenziava. Invece è il contrario, la svalutazione della moneta era la manifestazione di tali inefficienze. Invece di correggere le inefficienza si è tirata la moneta fuori dal mercato valutario prima con il SME e poi con l'euro. Quindi la classe dirigente ha usato la cappa dorata dell'unione valutaria per far cadere qualunque incentivo alle riforme.
    no, aspetta; io mi riferivo al fatto che pur avendo rivalutato, non si è prodotta la spinta ad una maggior efficienza;

    però ribadisco che la moneta nazionale - non per automatismo teorico, beninteso - ma per propensione dell'ambiente politico ed economico in Italia è stata storicamente molto soggetta ad essere strumento per compensare discrezionalmente le inefficienze di mercato dei settori collusi con la politica; e non ci sono grandi motivi per ritenere che l'intento di chi la rivuole indietro sia diverso da quella prassi, soprattutto se si osservano i settori politici e gli interessi che premono n quella direzione;

    Il denaro liquido lo si porta fuori con un click, con o senza la stessa valuta, e con costi risibili (Fineco, ad esempio, il cambio valuta è gratis ed il bonifico estero in paesi OCSE 9 euro). Nessun danno vi è per l'economia di un paese X, se molti capitali dei residenti stanno depositati nel paese Y, giacchè tali residenti, finché restano tali, i soldi continuano a spenderli in X. Se la valuta di Y si rivaluta questi immettono capitali nel sistema X, con gioia di tutti. Viceversa si ha un problema se i residenti smettono di essere tali, e questo è quanto avviene con l'austerità. L'Italia ha perso un milione di residenti (e cifre proporzionalmente simili valgono per Spagna e Portogallo, ancora più gravi per la Grecia) e questo causa ovviamente un restringimento del mercato interno, quindi dei consumi, quindi del pil. Ma continuiamo così...
    resta il punto che un residente che abbia adisposizione molta liquidità o para-liquidità, come le mafie, con una svalutazione vede rivalutarsi il proprio patrimonio in pari misura;

    allo stato attuale dei rendimenti, sarebbe una manna incredibile caduta dal cielo, soprattutto perché è molto probabile che la svalutazione "serva" il riallineamento dei prezzi, anche quelli dei beni d'investimento, per cui chi è possidente farebbe "la spesa" in casa con lo sconto, o potrebbe decidere di aspettare e speculare ancora di più su eventuali rotture degli equilibri di solvibilità di molti attori indebitati;
    io non riesco ad astrarre rispetto a questi aspetti, quando dal teorico si passa al "caso Italia" concreto;

    Un po' come il famoso marito che si evira per far dispetto alla moglie. Ma perché mai dovrebbero contrarre le loro esportazioni ?
    Noi importiamo energia da tutti i confinanti, con quantità fluttuanti in base ai prezzi che questi offrono, per un totale del 12 - 14% del nostro fabbisogno. Se uno alza il prezzo o decide, perché è diventato pazzo, che non vuole esportare e preferisce utilizzare il suo surplus di produzione per illuminare a giorno le spiagge de La Rochelle, noi si imprta da un altro. Anche se ci costasse il 50% in più, il prezzo in bolletta aumenterebbe solo del 33%*13%*50%, cioè del 2.16%... Di contro la mancata esportazione è un danno diretto di miliardi per EDF...
    calcoli tutto a bocce ferme e coeteris paribus, ma la politica scombina sempre tutto, perché non è governata da una "mano invisibile" che risponde ad una logica di sistema razionale;
    non è che puoi prevedere tutte le dinamiche di un mercato complesso, interdipendente e legato alle politiche pubbliche, a loro volta determinate da politiche del consenso che non puoi prevedere;

    del resto, dovresti essere il primo ad inserire la variabile politica - paure, nazionalismo, risentimenti, conflitti non metabolizzati, variabili idiosincratiche di sistema, ecc. - perché stai criticando l'irrazionalità di una scelta economica - la creazione e l'adesione alla valuta comune - presupponendo che azioni da esperire nella stessa modalità, la decisione politica, non risentano degli stessi bias che a fortiori, nel tuo ragionamento, devono aver influenzato negativamente la scelta criticata;

    cioè, se la vicenda euro è stata così sbagliata, nonostante tutte le scelte avrebbero dovuto essere ispirate a criteri di convenienza e razionalità che ipotizzi come operanti, perché mai l'operazione "uscita dall'euro" dovrebbe invece essere valutata al netto della politica, che si è dimostrata così rilevante ?

    ripeto, se dalla teoria dei meccanicismi valutari tu volessi passare alla concreta idea di una ritorno alla valuta sovrana, dovresti descrivere il processo concreto di decisione e attuazione - in base quale imput, con che atti e in quali tempi - e prevedere scenari di comportamento degli attori rilevanti.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #107
      Qua mi sembra che si veda l'europa come il saggio censore che va ad educare il pellegrino che non si sa regolare da solo, a me sembra invece che sia l'usuraio che vuole essere pagato e non gli frega niente dei problemi che hanno generato l'insolvenza.
      Lui vole li sordi e il resto so cazzi tua.
      Il che non significa che puoi liberarti di lui con semplicità, ne che l'usuraio 2 che ti dice mo ce penso io ti voglia più bene dell'usuraio 1, usurai 1 e 2 che si sommano alle problematiche interne che ti hanno convinto a metterti in mano agli usurai.

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      • anaffettivo
        Opinionista
        • 02/09/08
        • 1336

        #108
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        no, aspetta; io mi riferivo al fatto che pur avendo rivalutato, non si è prodotta la spinta ad una maggior efficienza;
        Com'è ovvio, non è che dando 10 all'asino lo incentivi a studiare, semmai il contrario.

        però ribadisco che la moneta nazionale - non per automatismo teorico, beninteso - ma per propensione dell'ambiente politico ed economico in Italia è stata storicamente molto soggetta ad essere strumento per compensare discrezionalmente le inefficienze di mercato dei settori collusi con la politica;
        Ma in che modo? Se il mercato è distorto, e ci sono operatori che riescono ad avere una rendita di posizione senza competere, questi ovviamente hanno interesse che la moneta sia rivalutata, non svalutata. A tutti gli oligopolisti ovviamente la moneta svalutata non serve.

        gli interessi che premono n quella direzione;
        Perché, chi sono? A livello popolare l'idea di un ritorno a più monete diverse nell'attuale eurozona pare attrarre il sostegno di gran parte della popolazione (pare oltre il 40%, più o meno uguali a chi invece si esprime a favore dell'euro) distribuita su classi molto diverse. Certo, una cosa notevole è che il grosso del sostegno alla moneta unica numericamente si concentra tra dipendenti pubblici e pensionati (e ovviamente elettori del PD di ogni età e censo). Mi sfugge quali siano i poteri forti che premono, in Italia, per uscire dall'euro. A me pare che a volerlo siano principalmente i piccoli imprenditori ed i dipendenti delle piccole imprese, che solo con molta fantasia si possano considerare poteri forti il fabbricante di sedie ed i suoi 7 operai...

        sarebbe una manna incredibile caduta dal cielo
        E cosa ci sarebbe di negativo?

        calcoli tutto a bocce ferme e coeteris paribus,
        Vabbè, mi citi un esempio di un paese OCSE che per fare un danno di magari centinaia milioni ad un altro paese OCSE se ne autoinfligge uno di miliardi? Va bene l'irrazionalità e tutto, ma esempi in tal senso me ne sfuggono.

        perché stai criticando l'irrazionalità di una scelta economica - la creazione e l'adesione alla valuta comune - presupponendo che azioni da esperire nella stessa modalità, la decisione politica, non risentano degli stessi bias che a fortiori, nel tuo ragionamento, devono aver influenzato negativamente la scelta criticata;
        cioè, se la vicenda euro è stata così sbagliata, nonostante tutte le scelte avrebbero dovuto essere ispirate a criteri di convenienza e razionalità che ipotizzi come operanti, perché mai l'operazione "uscita dall'euro" dovrebbe invece essere valutata al netto della politica, che si è dimostrata così rilevante ?
        Irrazionale dal punto di vista mio, che sono il poraccio che paga, ma molto razionale dal punto di vista, ad esempio, di chi detiene o controlla grandi capitali. Con un'unica valuta ha possibilità di muovere i suoi investimenti molto velocemente, inseguendo le migliori opportunità di arbitraggio.

        Comunque si scrive input.

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        • anaffettivo
          Opinionista
          • 02/09/08
          • 1336

          #109
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Qua mi sembra che si veda l'europa come il saggio censore che va ad educare il pellegrino che non si sa regolare da solo, a me sembra invece che sia l'usuraio che vuole essere pagato e non gli frega niente dei problemi che hanno generato l'insolvenza.
          Lui vole li sordi e il resto so cazzi tua.
          Il che non significa che puoi liberarti di lui con semplicità, ne che l'usuraio 2 che ti dice mo ce penso io ti voglia più bene dell'usuraio 1, usurai 1 e 2 che si sommano alle problematiche interne che ti hanno convinto a metterti in mano agli usurai.
          Sempre cinicamente saggio

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24581

            #110
            Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
            semmai un post giudizio, visto che si basava sull'osservazione della serie storica precedente.
            il pregiudizio consiste nel pensare che le cose sarebbero andate indefinitamente in quel modo, perché sì, le case si rivalutano; e a prescindere da ogni valutazione delle variabili macro di medio e lungo periodo;

            Il buon senso della massaia è proprio quello che ha portato gli italiani a comprare immobili, visto che anche le massaie sono proprietarie di immobili. L'84% degli italiani è proprietario di immobili.
            lo stesso "buon senso" che induce a diffidare della borsa, nonostante le serie storiche ; quello non era buon senso, ma pregiudizio della "roba" solida, iniziato correttamente con lo shock del '73 e la grande inflazione dei decenni successivi, assimilata nell'immaginario come un elemento imperituro del sistema, e alimentata da un'inflazione tecnica nel post change-over;

            Ed il valore delle case adesso è sceso (e non delle cifre apocalittiche che citavi) perché non c'è domanda interna. E quindi tutti i prezzi scendono, case comprese. Se riprende la domanda interna, ripartono i consumi ed anche il mercato immobiliare e quindi il valore degli immobili...
            eh, magari...
            purtroppo, in questo settore ci sono una serie di strozzature e squilibri di stock troppo pronunciati per essere riassorbiti nel breve e medio;

            innanzitutto, la stima del valore è del tutto teorica; ora, non voglio fare il paranoico complottista, anche perché non so come siano fatte le stime, dato che il mercato è fermo da anni;
            ma ho più di qualche sospetto che esse siano influenzate dal profilo di garanzia patrimoniale e vincoli connessi nel comparto creditizio;

            poi, ci sono variabili demografiche - eccesso di vani, squilibri urbanistici: chi va a stare nelle periferie de-industrializzate ai prezzi teorici di mercato, anche svalutati ?

            poi, ci sono strozzature di mercato: la "massaia di buon senso" ora si ritrova spesso in circostanze drammatiche, perché ha investito risparmi e si è indebitata facendo un conto di valore e presupponendo l'immobile come facilmente liquidabile in caso di necessità; adesso è un caso piuttosto comune che l'immobile pagato 200 non abbia richieste nemmeno a 120; chi può prescindere, aspetta e magari affitta; ma anche lì è un bel ginepraio, perché se ti va bene a contratto avviato ti chiedono lo sconto, ma c'è anche un mare di insolventi e troublemakers in agguato; i migliori sono gli immigrati che lavorano; poi però ci sono le tasse, sul reddito e sul patrimonio...
            ci sono milioni di anziani che si sono fatti i conti su una disponibilità patrimoniale del tutto teorica e difficilmente liquidabile, e la demografia non li aiuta di certo a recuperare valore;
            il punto è che si è verificata una sopravvalutazione netta di valore, il cui ridimensionamento evidenzia una perdita netta di ricchezza; insomma, chi ha comprato l'ha presa abbastanza in der posto e non rivedrà più i suoi soldini, esattamente come per una speculazione sbagliata in borsa;

            Comunque hai ragione nel dire che "'sta cosa dell'euro sta cominciando a mettere di fronte all'opinione pubblica l'evento inedito che certe cose cambiano;" ed il cambiamento che tutti abbiamo visto è un impoverimento generale come si era visto solo tr il 1943 ed il 1945, con l'aggiunta inedita di una generazione (la mia) che ha la certezza matematica di non avere le possibilità economiche della precedente. Un bel palmares di successi...
            il "successo", inedito per questo paese, è che questi conflitti costringeranno -si spera - l'opinione pubblica a coagularsi su identità politiche che un tempo si sarebbero dette "di classe", o quantomeno economicamente funzionali a meccanismi competitivi di scelta, anziché su identità "di bandiera" corrispondenti a tutele patronali e clientelari vestite da ideologia;

            cioè, la politica ha tradizionalmente composto (rinviato) i conflitti nel sottogoverno, contando di finanziarli e ammortizzarli a buffo; adesso - da anni - ha sempre meno quello spazio di manovra e perciò non può comprare il consenso e riunirlo sotto una bandiera fittizia;

            così, ha cose che per un osservatore politico attento sono straordinarie; io non so se da Londra segui il dibattito e l'atmosfera quotidiana che c'è qui, ma sono mesi che si parla di problemi concreti; una cosa mai vista;
            questi ora parlano di tagliare gli F35; beh, per chi come me ha una certa familiarità di lungo periodo con la politica, è una cosa davvero inedita:
            fino a qualche anno fa, un soggetto di questo tipo era impensabile anche solo da mettere in discussione; si compravano e basta, perché l'ha deciso la cupola strategica - capi partito, lobbies industriali del settore e burocrazia militare e degli esteri, e perché ce lo impone il ruolo internazionale dell'Italia; basta, fine, punto;

            si discute davvero di fisco, sindacati, opportunità di certi ammortizzatori sociali invece di altri, di contratti di lavoro, di industrializzazione, e sono le persone per strada che parlano di queste cose, per la prima volta facendosi i conti in tasca, con esiti prima impensabili di ricomposizione di interessi "di classe", soprattutto sulle politiche della spesa pubblica;

            ora io non ho strumenti per attribuire l'impoverimento italiano alle politiche nazionali di impatto interno, a quelle europee o al generale cambiamento nella divisione internazionale del lavoro e della ricchezza, anche se qualche idea me la sono fatta;
            però, credo che davvero in questo caso la crisi offra un'opportunità storica di ricostruire con un imputi interno finalmente partecipe un sistema politico più aderente alla realtà sociale e più efficace nel tradurre le istanze dell'opinione pubblica in modo diretto e funzionale; e mi viene in mente un proverbio medievale inglese:
            how mean fertile poverty of men
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #111
              E i salvatori esistono solo nei film....e sepolti nei cimiteri







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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24581

                #112
                Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                Ma in che modo? Se il mercato è distorto, e ci sono operatori che riescono ad avere una rendita di posizione senza competere, questi ovviamente hanno interesse che la moneta sia rivalutata, non svalutata. A tutti gli oligopolisti ovviamente la moneta svalutata non serve.
                non è una questione economica, ma politica:
                l'inefficienza intrinseca dell'oligopolio può essere tollerata solo se hai un sistema del consenso che puoi comprare, stampando moneta, sussidiando opere e investimenti inefficienti nei collegi elettorali, ecc...

                Perché, chi sono? A livello popolare l'idea di un ritorno a più monete diverse nell'attuale eurozona pare attrarre il sostegno di gran parte della popolazione (pare oltre il 40%, più o meno uguali a chi invece si esprime a favore dell'euro) distribuita su classi molto diverse. Certo, una cosa notevole è che il grosso del sostegno alla moneta unica numericamente si concentra tra dipendenti pubblici e pensionati (e ovviamente elettori del PD di ogni età e censo). Mi sfugge quali siano i poteri forti che premono, in Italia, per uscire dall'euro. A me pare che a volerlo siano principalmente i piccoli imprenditori ed i dipendenti delle piccole imprese, che solo con molta fantasia si possano considerare poteri forti il fabbricante di sedie ed i suoi 7 operai...
                ecco, hai abbastanza inquadrato i blocchi sociali, ma bisogna sezionarne bene la dinamica:

                comprensibilmente, pensionati e PA si sentono abbastanza al riparo dal vaglio di efficienza del mercato, e i primi per ovvi motivi;

                chi vuole tornare alla valuta nazionale in genere fa parte della clientela (o ex) diretta o indiretta della spesa pubblica discrezionale - esplicita o implicita, in forme diverse - che è anche quella spesa in cui si annida la corruzione, e l'evasione stessa, la tolleranza a - ovviamente;

                un anno fa, da Santoro, si presentò un piccolo edile genovese, elettore grillino ed ex-PdL, che vomitava la sua rabbia contro la casta corrotta e inetta, nella persona della Bindi;
                e raccontava con orgoglio dei suoi passati lavori di ristrutturazione in diverse strutture sanitarie liguri e di come in quel momento non ci fosse più lavoro per colpa "dei politici";

                ora, non so se hai frequentazione degli edili, ma non sono esattamente delle ingenue mammolette; e non so se hai frequentazione di appalti pubblici, soprattutto nel settore della sanità
                quell'edile, e così tanti suoi colleghi e affini, non poteva non avere sentore del sistema di mazzette e consenso che gravita nel suo e negli altri mondi contigui;
                semplicemente ti sta dicendo che preferisce il patronato, la corruzione e il finanziamento a buffo, purché lui lavori; un italiano vero, insomma; questi generalmente sono attratti dal M5S, assieme ai piccoli imprenditori e artigiani che citavi; ma su quelli torno in separata sede;

                poi, ad un gradino più elevato, e con riferenti generali, ma non solo, nell'arco del Centro destra, ci sono ceti professionali e tecnici non direttamente interessati alla questione della valuta in sé - e infatti, questa cosa si riflette abbastanza nell'atteggiamento di FI, umoralmente anti UE, ma prudente - spaventati dal processo politico di domanda di efficienza e snellezza;

                per fare un esempio, i commercialisti e gli avvocati, ma anche altri studi professionali di complemento alla PA che lucrano sulle normative di conformità e i millemila adempimenti burocratici:
                se la carenza di lavoro e la complicatezza burocratica premono verso un sistema più efficiente e meno oneroso, nel fisco e nella giustizia civile e amministrativa, tutto il bacino di lavoro e rispettive rendite di posizione è a rischio, e la prospettiva di ritorno alle vecchie dinamiche offre loro una speranza di conservare il taglieggio; oltretutto, queste categorie sono guidate da una dirigenza ben patrimonializzata e in grado - come dicevo - di guadagnare privatamente da un eventuale change over inverso;
                di questo blocco fanno parte anche i tantissimi patronati locali che intermediano opere pubbliche e servizi, assegnazioni di incarichi esterni, finanziamenti discrezionali ad attività di vario genere nella cultura, formazione, ecc... e di cui fanno parte integrante anche soggetti con referenti di sinistra e sindacali;
                ad un livello ancora superiore ci sono quei settori dell'alta politica, della burocrazia, dell'imprenditoria e del settore creditizio che temono anche loro di finire nella grindin' machine del vaglio di efficienza, sostenibilità e regolarità; magari grandi gruppi che hanno interessi irregolari e contenziosi in ambito imprenditoriale a causa di privilegi creditizi, assetti bancari, ecc...

                anche qui, non c'è un interesse diretto nella questione moneta, ma un più generale ostruzionismo alle "ingerenze" UE che costringono il sistema ad un vaglio di trasparenza;

                questi settori, anziché esprimere esplicitamente posizioni anti-euro, operano un sostanziale fiancheggiamento adoperandosi per la frammentazione del quadro politico, magari in nome di nobili e antiche identità, che si sostanziano in tante fondazioni e iniziative dii studio, anche lucrose e prestigiose;
                se senti parlare Paolo Cirino Pomicino, hai la rappresentazione vivente di questa tendenza; ma sul fronte opposto, anche Carlo Freccero incarna bene l'élite della sinistra conservatrice che dismette elegantemente e scetticamente il renzismo, soprattutto; questi fanno i nostalgici della politica rappresentativa, vogliono il proporzionale, e cioè vogliono che le correnti e i piccoli partiti clientelari possano tornare ad imporre prassi di sottogoverno, da cui controllare tutto;
                Ecco, questi sono i poterei forti che soffiano sul fuoco, da posizione defilata; anche questi, a maggior ragione, in grado di trarre collettivamente un privato interesse in una transizione inversa;

                la questione dei piccoli imprenditori poi si ricollega da un lato a quella delle commesse pubbliche, a prescindere dall'entità di quelle e dalle percezioni, e poi a tutta una serie di percezioni e circostanze diverse, nonché al generale rapporto con le regole UE, di cui l'euro diventa feticcio;
                ci sono imprenditori stressati dalla crisi in generale, e i loro dipendenti, che si illudono in base all'aspettativa generica di esportare di più, quando magari scontano altre inefficienze o incapacità, collocazioni strutturalmente fuori mercato o marginali;

                infatti, le piccole imprese non esprimono quella posizione, e certamente non come prioritaria; chiedono meno tasse, meno adempimenti, infrastrutture e semplificazioni del contenzioso, oltre che una leva potente sul sistema creditizio; in genere, quelli che lavorano bene non propendono alla leva del prezzo;
                invece, tipicamente anti-euro e anti UE sono quelle imprese che hanno finora goduto di rendite di posizione e assenza di vincoli e controlli, come nel turismo e annessi;
                pesa al casino - non dico del tutto ingiustificato, beninteso - che fanno gli imprenditori balneari contro la Bolkenstein...

                E cosa ci sarebbe di negativo?
                nel fatto che mafie e ricchi diventino ancora più ricchi vedendosi rivalutare di colpo il patrimonio liquido ? fossi ricco o mafioso, direi nulla

                Vabbè, mi citi un esempio di un paese OCSE che per fare un danno di magari centinaia milioni ad un altro paese OCSE se ne autoinfligge uno di miliardi? Va bene l'irrazionalità e tutto, ma esempi in tal senso me ne sfuggono.
                non per fare un danno, ma per una errata valutazione dell'interesse nazionale e del relativo profilo competitivo;
                un secolo fa, l'Italia ha pagato con 700mila morti e tanti danni connessi una cosa che gli austriaci avevano promesso per la neutralità, solo per fare la voce grossa con quelli;

                non contenti della lezione, 25 anni dopo si è ripetuta la sceneggiata; sono cose frequenti, eh....

                Irrazionale dal punto di vista mio, che sono il poraccio che paga, ma molto razionale dal punto di vista, ad esempio, di chi detiene o controlla grandi capitali. Con un'unica valuta ha possibilità di muovere i suoi investimenti molto velocemente, inseguendo le migliori opportunità di arbitraggio.
                capisco che questo aspetto colpisca molto la tua immaginazione, però la mia impressione dei sistemi di potere e degli equilibri e scelte è abbastanza diversa, come ho cercato di descrivere;
                questo è un paese conservatore, guidato da iper-conservatori che hanno paura di qualsiasi novità possa mettere in discussione l'assetto generale e il loro potere; con l'euro, a suo tempo saranno stati allettati da prospettive di breve, ma evidentemente non hanno calcolato appieno le implicazioni politiche di sistema che certe conseguenze economiche avrebbero potuto produrre;

                Comunque si scrive input.
                just a typo
                c'è del lardo in Garfagnana

                Comment

                • anaffettivo
                  Opinionista
                  • 02/09/08
                  • 1336

                  #113
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  il pregiudizio consiste nel pensare che le cose sarebbero andate indefinitamente in quel modo, perché sì, le case si rivalutano; e a prescindere da ogni valutazione delle variabili macro di medio e lungo periodo;
                  Non è una concezione sbagliata se applciata ai tempi di una vita umana. Come supporre che il LIBOR sia positivo. Certo tutto finirà, la nostra specie si estinguerà e l'universo stesso un giorno smetterà di esistere, ma finché vige la società nella quale oggi noi viviamo il costo delle case aumenterà fintanto che cresce la domanda, cioè finchè la ricchezza cresce. Ora siamo in recessione quindi è ovvio che i prezzi scendano.

                  lo stesso "buon senso" che induce a diffidare della borsa, nonostante le serie storiche ;
                  Se guardi le serie storiche degli andamenti di qualunque borsa vedi una crescita sul lungo periodo (tranne ora nell'eurozona, unica zona del mondo che ancora scende) ma composta di sali e scendi. Mentre il mercato immobiliare presentava una curva monotona crescente. Una bella differenza. Anche perché il sali e scendi nel breve periodo puo non essere un problema solo se hai i miliardi. Quindi il buon senso che dice alla persona normale di non investire in borsa le stesse somme che investirebbe nel mattone è perfettamente giustificato. A meno che non hai informazioni privileggiate, per cui sei abbastanza sicuro del successo di un'azienda, il valore atteso di un investimento in borsa è solitamente bassimo per un comune utente, e persino per un hedge found non è tanto più alto del LIBOR...

                  poi però ci sono le tasse, sul reddito e sul patrimonio...
                  La famosa austerità appunto.

                  ci sono milioni di anziani che si sono fatti i conti su una disponibilità patrimoniale del tutto teorica e difficilmente liquidabile, e la demografia non li aiuta di certo a recuperare valore;
                  Certo, la demografia attuale ha un impatto negativo sulla crescita. In molti paesi occidentali. Non mi vien tanto da piangere per i vecchi però, dato che sono loro stessi a non aver provveduto a riprodursi, trovandosi così ora con un mercato più ristretto, con poca forza lavoro che lavora per mantenere tutti, e che ora, vista l'impossibilità dell'impresa (aggravata da tasse più alte e servizi tagliati) spesso emigra. E dato che chi emigra è in età riproduttiva la situazione si aggrava.

                  io non so se da Londra segui il dibattito e l'atmosfera quotidiana che c'è qui, ma sono mesi che si parla di problemi concreti; una cosa mai vista;
                  Purtroppo no. Son felice di sentirlo. Sui siti dei giornali vedo solo che si parla di Dudù e degli scambi di cortesie tra Grillo e praticamente il resto del mondo.
                  Forse si parla di problemi concreti da qualche parte, ma non sui giornali, che invece evitano accuratamente di toccarli.
                  Da qui mi sembrava l'atmosfera politica di sempre. Comunque, se la faccenda è diversa, e le coscienze sono un po' più attente a non farsi inculare di nuovo con la scusa che "vota per me perché l'altro, hai visto che cattivo?" allora c'è speranza che le cose migliorino.

                  ora io non ho strumenti per attribuire l'impoverimento italiano alle politiche nazionali di impatto interno, a quelle europee o al generale cambiamento nella divisione internazionale del lavoro e della ricchezza, anche se qualche idea me la sono fatta;
                  Ognuno si è fatto la sua e sappiamo che le nostre non coincidono.

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                  • anaffettivo
                    Opinionista
                    • 02/09/08
                    • 1336

                    #114
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    chi vuole tornare alla valuta nazionale in genere fa parte della clientela (o ex) diretta o indiretta della spesa pubblica discrezionale - esplicita o implicita, in forme diverse - che è anche quella spesa in cui si annida la corruzione, e l'evasione stessa, la tolleranza a - ovviamente;
                    Certo, siamo un popolo di tutti corrotti, evasori eccetera; ma le attività demiurgiche richiedono millenni, quindi tali resteremo nel breve periodo. Di fatto la piccola e media impresa produce ricchezza con cui si mantengono anche i servizi dello stato, in particolare, l'industria e l'artigianato in Italia formano 1/3 del pil e si tratta di aziende piccolo e medie per la maggior parte (come anche quelle dei servizi privati).
                    La tua visione mi pare un po' alla muoia Sansone con tutti i filistei. Siccome siamo tutti corrotti ben venga la miseria, così non ci sono più polli da rubare.

                    anche qui, non c'è un interesse diretto nella questione moneta, ma un più generale ostruzionismo alle "ingerenze" UE che costringono il sistema ad un vaglio di trasparenza;
                    Però, fai una valutazione numerica. Quanti sono gli appartenenti alle categorie che dici? Poche decine di migliaia. Quanti sono i piccoli imprenditori? Milioni. È evidente che la tua spiegazione, magari validissima, delle motivazioni dei soggetti che citi resta estremamente marginale.

                    infatti, le piccole imprese non esprimono quella posizione, e certamente non come prioritaria; chiedono meno tasse, meno adempimenti, infrastrutture e semplificazioni del contenzioso, oltre che una leva potente sul sistema creditizio; in genere, quelli che lavorano bene non propendono alla leva del prezzo;
                    Guarda che tutto rientra nella leva del prezzo. Magari le semplificazioni riguardano tempo e stress, ma la tassazione è proprio un problema di prezzo, visto che la tassazione per te è un costo e lo ribalti sul prezzo finale, come tutti gli altri costi, e se questo prezzo è troppo alto vai fuori mercato. Quindi tutti combattono per immettere sul mercato i loro prodotti a prezzi più competitivi, non certo meno competitivi. Attualmente abbiamo un cambio sopravvalutato, e settordici volte ti ho spiegato che questo è reso manifesto dalle scarsissime prestazioni in esportazioni dell'intera eurozona.
                    La stessa Germania (almeno la Germania è efficiente? ha collocazioni strutturalmente nel mercato e non marginali?) non esporta uno spillo fuori dalla zona euro.
                    Per gli imprenditori è ovviamente fondamentale il tema della tassazione ed in generale dell'austerità (come ormai è per tutti tranne i pazzi), ma nella maggior parte, stando ai sondaggi (ovviamente affidabili un tanto al chilo), risultano propensi ad adottare una diversa moneta rispetto alla Germania.

                    quando magari scontano altre inefficienze o incapacità, collocazioni strutturalmente fuori mercato o marginali;
                    Qualcosa tipo un godzillione di volte ho citato il rapporto istat sulle nostre esportazioni (ed in generale sulla nostra produzione industriale), appare subito evidenti che le produzioni marginali come consumi mondiali sono marginali per la nostra economia, e le produzioni più importanti sono quelle che fanno parte di filiere industriali ad alto valore aggiunto. Mi fai esempi di quali siano questi settori mastodontici strutturalmente fuori mercato? Perché se queste aziende sono così incapaci appare strano che negli Stati Uniti esportino più delle loro omologhe francesi.

                    nel fatto che mafie e ricchi diventino ancora più ricchi vedendosi rivalutare di colpo il patrimonio liquido ? fossi ricco o mafioso, direi nulla
                    Intanto opportunità di arbitraggio ce ne sono a iosa ora con l'euro, come già ti feci esempi, ed infatti è ora che la disuguaglianza sociale sta crescendo. Nello scenario che descriviamo la possibilità di arbitraggio sarebbe estesa a chiunque abbia un conto in banca, non solo ai mafiosi o ai ricchi. E comununque il problema di ricchi e mafiosi solitamente è che esportano capitali, se ne importassero sarebbe un sollievo per l'economia.

                    un secolo fa, l'Italia ha pagato con 700mila morti e tanti danni connessi una cosa che gli austriaci avevano promesso per la neutralità, solo per fare la voce grossa con quelli;
                    Ed il danno arrecato alla controparte fu superiore. E l'OCSE non esisteva, il livello di sviluppo economico ed umano di Italia ed Austria era un tantino differente da adesso. Ti chiedevo infatti esempi di paesi OCSE che decidono per "errata valutazione dell'interesse nazionale e del relativo profilo competitivo" di farsi un danno immediato di miliardi per imporre ad un loro partner commerciale qualche milione di costi aggiuntivi.

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24581

                      #115
                      Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                      Non è una concezione sbagliata se applciata ai tempi di una vita umana. Come supporre che il LIBOR sia positivo. Certo tutto finirà, la nostra specie si estinguerà e l'universo stesso un giorno smetterà di esistere, ma finché vige la società nella quale oggi noi viviamo il costo delle case aumenterà fintanto che cresce la domanda, cioè finchè la ricchezza cresce. Ora siamo in recessione quindi è ovvio che i prezzi scendano.
                      in questo caso però non si trattava di una situazione ordinaria nell'ultimo 30ennio del secolo: c'era una variabile fondamentale, quella della moneta e dell'inflazione, di cui anche la massaia avrebbe dovuto tenere conto a lume di buon senso;
                      quando ero liceale, portavo delle imitazioni delle desert boots Clarks; per divertirmi, guardavo le originali in vetrina, ed il calcolo della variazione semestrale era semplicissimo, con l'inflazione al 20%; era anche ovvio che gli adulti dell'epoca fossero attratti dal mattone, ma poi incapaci di vagliare criticamente quello che stava diventando una specie di pensiero magico, durato fino a poco fa;
                      comunque, chi ha investito i suoi risparmi in immobili 7 o 10 anni fa, e oggi ha bisogno di recuperare liquidità in tempi ragionevoli si trova in guai grossi, come direbbe Tex Willer;

                      Se guardi le serie storiche degli andamenti di qualunque borsa vedi una crescita sul lungo periodo (tranne ora nell'eurozona, unica zona del mondo che ancora scende) ma composta di sali e scendi. Mentre il mercato immobiliare presentava una curva monotona crescente. Una bella differenza. Anche perché il sali e scendi nel breve periodo puo non essere un problema solo se hai i miliardi. Quindi il buon senso che dice alla persona normale di non investire in borsa le stesse somme che investirebbe nel mattone è perfettamente giustificato. A meno che non hai informazioni privileggiate, per cui sei abbastanza sicuro del successo di un'azienda, il valore atteso di un investimento in borsa è solitamente bassimo per un comune utente, e persino per un hedge found non è tanto più alto del LIBOR...
                      qualche anno fa avevo raffrontato serie 30ennali su una pubblicazione del Sole, e mi sembra che tutte confermassero un leggero vantaggio della borsa;
                      tuttavia, sull'immobiliare bisogna scorporare attentamente il residenziale, e poi l'ubicazione, il prestigio, ecc...

                      La famosa austerità appunto.
                      appunto: l'austerità di un sistema che alimenta corporazioni, inefficienze, latrocini e quant'altro; si risolvessero questi problemi, i parametri UE peserebbero davvero pochino; e questo già spiega in buona misura quanto convenga ai beneficiari delle inefficienze stesse puntare il dito contro la UE e l'euro, nella speranza che i propri interessi non vengano messi in discussione;


                      Purtroppo no. Son felice di sentirlo. Sui siti dei giornali vedo solo che si parla di Dudù e degli scambi di cortesie tra Grillo e praticamente il resto del mondo.
                      Forse si parla di problemi concreti da qualche parte, ma non sui giornali, che invece evitano accuratamente di toccarli.
                      Da qui mi sembrava l'atmosfera politica di sempre. Comunque, se la faccenda è diversa, e le coscienze sono un po' più attente a non farsi inculare di nuovo con la scusa che "vota per me perché l'altro, hai visto che cattivo?" allora c'è speranza che le cose migliorino.
                      beh, sono le stesse motivazioni che fanno discutere te, che peraltro stai pure all'estero; figurati quanto impatto hanno qui, dato che riguardano entrambe le chiappe e ciò che sta in mezzo;

                      ora siamo in una fase di transizione e rielaborazione delle identità politiche; la parabola di Grillo è significativa, perché quello è il contenitore di tutto e il suo contrario, dove ovviamente si produce l'impossibilità di costituire referenti responsabili e l'assetto variabile tema per tema;
                      questo non cambia il fatto che ad un certo punto, quando si devono misurare sulle scelte, le identità devono per forza manifestarsi;

                      Ognuno si è fatto la sua e sappiamo che le nostre non coincidono.
                      io sono orientato, ma laicamente non escludo di sbagliarmi, anche se sono molto perplesso sul concreto;

                      ripeto: prova a descrivermi l'iter concreto ipotetico di un'uscita dall'euro, a partire, chessò, da un referendum consultivo promosso da Grillo, o da qualche altra iniziativa analoga, oppure da un colpo di stato o non so cos'altro; e poi vediamo cosa succede meccanicamente, per desumere possibili comportamenti degli attori economici e relativi scenari;
                      altrimenti stiamo parlando di iscrivere alle qualificazioni olimpiche dei 100 mt. un obeso di 200 kg; si può, certamente; ma per fare che ?
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • anaffettivo
                        Opinionista
                        • 02/09/08
                        • 1336

                        #116
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        in questo caso però non si trattava di una situazione ordinaria nell'ultimo 30ennio del secolo: c'era una variabile fondamentale, quella della moneta e dell'inflazione, di cui anche la massaia avrebbe dovuto tenere conto a lume di buon senso;
                        Questo riguarda il prezzo non il valore. Il valore delle case è cresciuto al netto dell'inflazione con una curva monotona crescente da quando esistono i catasti. Per il semplice fatto che come tutti i beni sul mercato il loro valore cresceva se cresceva la domanda. Dal 1961 al 1979 si è avuto un continuo processo di urbanizzazione, in più anche la popolazione totale era in forte crescita, quindi in tutto il periodo la domanda è cresciuta.
                        Ora la popolazione scende, visto che abbiamo il saldo naturale leggermente negativo ed il saldo migratorio fortemente negativo, ed in più la disoccupazione dilaga, quindi vi è semmai deurbanizzazione, e di conseguenza i prezzi scendono, cosa inedita negli ultimi 150 anni.

                        qualche anno fa avevo raffrontato serie 30ennali su una pubblicazione del Sole, e mi sembra che tutte confermassero un leggero vantaggio della borsa;
                        ftse mib.png

                        appunto: l'austerità di un sistema [castacriccacorruzione]; si risolvessero questi problemi, i parametri UE peserebbero davvero pochino;
                        Che è un po' come dire che se la vittima non fosse stata un ciccione schifoso il bullo l'avrebbe lasciato in pace. L'austerità colpisce tutti e li colpisce proprio male, in un messaggio precedente dicevi di non star sostenendo la miseria educativa, ma è quanto scrivi ora. Che collettivamente meritiamo la diminuzione o la perdita del reddito, il taglio dei servizi perché siamo dei cattivoni e questa è la giusta punizione collettiva.

                        ripeto: prova a descrivermi l'iter concreto ipotetico di un'uscita dall'euro, a partire, chessò, da un referendum consultivo promosso da Grillo, o da qualche altra iniziativa analoga, oppure da un colpo di stato o non so cos'altro; e poi vediamo cosa succede meccanicamente, per desumere possibili comportamenti degli attori economici e relativi scenari;
                        Il paese X decide di stampare la propria moneta, ovviamente i segreti non esistono, il sentore nell'aria c'è da settimane, chi ha conti in altri paesi si fa deli autobonifici, gli altri comprano valuta straniera (GBP o CHF o USD). La nuova moneta dal cambio iniziale 1 a 1 non è tanto desiderata sui mercati, quindi si svaluta. Magari inizialmente di tanto, ma sui 3 mesi direi tra il 3% ed il 10%. Le esportazioni aumentano considerevolmente, in misura non prevedibile, ma comunque c'è un margine di mercato di 240 miliardi, quindi avoja. Le imprese fatturano di più, quindi lo stato ha più introiti. La produzione aumenta, quindi la disoccupazione diminuisce, quindi la domanda interna cresce, quindi lo stato ha di nuovo più introiti. Lo stato potrebbe ora pagare gli arretrati ai creditori stampando,abbassare l'IVA inverosimilmente alta, o reinvestire in servizi, o anche non fare una ceppa, dipende ovviamente dalla politica.

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                        • anaffettivo
                          Opinionista
                          • 02/09/08
                          • 1336

                          #117
                          aridoppio

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24581

                            #118
                            Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                            Certo, siamo un popolo di tutti corrotti, evasori eccetera; ma le attività demiurgiche richiedono millenni, quindi tali resteremo nel breve periodo. Di fatto la piccola e media impresa produce ricchezza con cui si mantengono anche i servizi dello stato, in particolare, l'industria e l'artigianato in Italia formano 1/3 del pil e si tratta di aziende piccolo e medie per la maggior parte (come anche quelle dei servizi privati).
                            La tua visione mi pare un po' alla muoia Sansone con tutti i filistei. Siccome siamo tutti corrotti ben venga la miseria, così non ci sono più polli da rubare.
                            no, è che magari i non corrotti cominciano a non poter più tollerare i corrotti; se ti impongono un farmaco caro per cui sono state pagate mazzette pur essendoci un concorrente super economico, ci sta che ti incazzi, come ci sta che pretendi la concorrenza vera dopo la privatizzazione e non puoi più permetterti di tollerare i cartelli;
                            finché ne puoi fare a meno, eviti il conflitto, ma eviti anche di estirpare la tenia o debellare il virus, se preferisci;

                            Però, fai una valutazione numerica. Quanti sono gli appartenenti alle categorie che dici? Poche decine di migliaia. Quanti sono i piccoli imprenditori? Milioni. È evidente che la tua spiegazione, magari validissima, delle motivazioni dei soggetti che citi resta estremamente marginale.
                            non è una questione numerica, ma di potere ostruttiva, da un lato, e di influenza politica, dall'altro; il notabile neo-DC che gestisce un patronato del lavoro, o il camerale o dirigente CNA locale sono in grado di portarsi dietro migliaia di persone semplicemente con discorsi apparentemente neutrali di magnificazione del passato; poi, l'uditorio fa due più due...

                            Guarda che tutto rientra nella leva del prezzo. Magari le semplificazioni riguardano tempo e stress, ma la tassazione è proprio un problema di prezzo, visto che la tassazione per te è un costo e lo ribalti sul prezzo finale, come tutti gli altri costi, e se questo prezzo è troppo alto vai fuori mercato. Quindi tutti combattono per immettere sul mercato i loro prodotti a prezzi più competitivi, non certo meno competitivi. Attualmente abbiamo un cambio sopravvalutato, e settordici volte ti ho spiegato che questo è reso manifesto dalle scarsissime prestazioni in esportazioni dell'intera eurozona.
                            La stessa Germania (almeno la Germania è efficiente? ha collocazioni strutturalmente nel mercato e non marginali?) non esporta uno spillo fuori dalla zona euro.
                            bisogna vedere se l'esportazione è il dato essenziale rispetto al prodotto in termini quantitativi;

                            a me sembra che il problema sia molto legato alla domanda interna e che mediamente la qualità dei prodotti italiani esportati incontri una domanda abbastanza rigida; poi, è ovvio che il prezzo è la base in termini di incidenza di tutte le fasi del ciclo produttivo; quello che intendevo riguardava la rilevanza del fattore monetario isolato a fronte delle reattività di altre variabili; insomma, alla fine puoi garantire che convenga ? quanto incidono i riflessi in termini di finanziamento del debito sulla tassazione ? uuhh, sai di quante cose si dovrebbe tener conto in concreto ?

                            Per gli imprenditori è ovviamente fondamentale il tema della tassazione ed in generale dell'austerità (come ormai è per tutti tranne i pazzi), ma nella maggior parte, stando ai sondaggi (ovviamente affidabili un tanto al chilo), risultano propensi ad adottare una diversa moneta rispetto alla Germania.
                            a me sembra che quelli generalmente domandino una moneta governata e la fine dell'austerità, con la Germania, non fuori dall'euro;

                            Qualcosa tipo un godzillione di volte ho citato il rapporto istat sulle nostre esportazioni (ed in generale sulla nostra produzione industriale), appare subito evidenti che le produzioni marginali come consumi mondiali sono marginali per la nostra economia, e le produzioni più importanti sono quelle che fanno parte di filiere industriali ad alto valore aggiunto. Mi fai esempi di quali siano questi settori mastodontici strutturalmente fuori mercato? Perché se queste aziende sono così incapaci appare strano che negli Stati Uniti esportino più delle loro omologhe francesi.
                            non sto parlando di settori mastodontici fuori mercato, ma di una miriade di piccole e medie attività, dal commercio all'artigianato, alla piccola industria, gente che magari si è scoglionata perché ha visto un grosso calo degli utili o che magari è già entrata all'origine in quelle attività da impreparato e nemmeno si rende conto che il suo prodotto o servizio fa cagare, e perciò se la racconta e te la dà ad intendere;
                            può essere il fruttivendolo anziano e svogliato che non ha assortimento e si lamenta che tutti vanno al super, ma non si dà la risposta; il merciaio ambulante che compra stock di firme improbabili, subisce la concorrenza di "intimissimi" e vende solo agli anziani che comprano per i figli; gente che alza 1000 netti al mese e per i quali i costi fissi diventano insostenibili, ma tirano avanti così;

                            oppure artigiani specializzati in prodotti che non vanno più, e incapaci di capire cosa chiede il mercato, magari perché non parlano inglese e non capiscono cosa chiedono i clienti; sai quante pellettieri ho visto in 30 anni che hanno gli stessi prodotti di allora, brutti come allora; solo che prima i turisti si compravano qualsiasi cosa, ora no; ma quelli insistono...

                            o i tessili, che si sono improvvisati tutti "stilisti" cavalcando l'onda delle grandi firme a prezzi improponibili; quando il bluff è stato visto e cominciavano a circolare gli stock di invenduto sulle bancarelle, fine dell'illusione e del fascino della firma, e con quella, diffidenza per tutte le altre...

                            potrei scriverti un trattato su diversi settore di beni di consumo e su come speculazioni, approssimazione, rendite di posizione erroneamente percepite e altre storture hanno creato un popolo di zombi con la partita IVA, che chiaramente attribuiscono la loro morte ad un complotto nemico, o ti dicono: "la gente non c'ha soldi";
                            no, la gente i soldi ancora li spende, ma non da te, perché il tuo non è all'altezza;

                            del resto, l'inefficienza del piccolo, oltre che in termini di capitale, si sconta esattamente anche nella prevedibile carenza di assistenza qualificata di un management;

                            Intanto opportunità di arbitraggio ce ne sono a iosa ora con l'euro, come già ti feci esempi, ed infatti è ora che la disuguaglianza sociale sta crescendo. Nello scenario che descriviamo la possibilità di arbitraggio sarebbe estesa a chiunque abbia un conto in banca, non solo ai mafiosi o ai ricchi.
                            sì, il pensionato con 6mila euro sul conto...
                            vuoi mettere la differenza con una 'ndrina che deve collocare miliardi ? già quelli ora riciclano mantenendo attività lecite in perdita e dumping, e facendo fallire i dirimpettai onesti e "rilevando" anche le loro aziende; figurati se possono farlo con una valuta forte contro una svalutata...

                            E comununque il problema di ricchi e mafiosi solitamente è che esportano capitali, se ne importassero sarebbe un sollievo per l'economia.
                            beh, l'effetto sul senso sociale di coesione ed equità però sarebbe devastante, come lo è già nella percezione di chi si trova di fronte al dumping o ai ricatti ed espropriazioni di cui dicevo sopra; poi ti servirebbe resuscitare Robespierre, Lenin o Pol-Pot...


                            Ed il danno arrecato alla controparte fu superiore.
                            eh, sai che affarone hai una lite condominiale col vicino di pianerottolo che ti ha dato ragione, ma siccome ti sta antipatico e vuoi stravincere, per fargli dispetto metti una bomba; il suo appartamento è raso al suolo, ma il tuo ha avuto "solo" tre mura su quattro crollate...

                            E l'OCSE non esisteva, il livello di sviluppo economico ed umano di Italia ed Austria era un tantino differente da adesso. Ti chiedevo infatti esempi di paesi OCSE che decidono per "errata valutazione dell'interesse nazionale e del relativo profilo competitivo" di farsi un danno immediato di miliardi per imporre ad un loro partner commerciale qualche milione di costi aggiuntivi.
                            a questa cosa ora non saprei rispondere;
                            però che le politiche nazionali siano spesso contraddittorie e anche difficili da pianificare in relazione ad eventi esterni, mi sembra ovvio;

                            tu sei in grado di prevedere con un certo grado di esattezza che negli sviluppi della crisi ucraina, le mosse di Mosca, la questione del gas e le posizioni comunitari e delle rispettive diplomazie nazionali non si verifichino corto-circuiti e valutazioni dagli esiti imprevedibili;
                            sei in grado di prevedere cosa può scatenare un'affermazione rilevante del FN in Francia negli equilibri di potere e nelle scelte delle grandi nazionalizzate ?
                            oppure che i tedeschi siano in grado di relazionarsi in modo abile in quel caso con l'establishment francese pressato da istanze nazionaliste ?
                            io no...
                            quando l'albero degli eventi comincia ad avere tanti rami, sai da dove parti, ma una circostanza inattesa in un momento di svolta può far prevalere istanze eccentriche da cui magari poi è difficile prescindere, o su cui è un problema tornare indietro.
                            Last edited by axeUgene; 18-05-2014, 19:05.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • anaffettivo
                              Opinionista
                              • 02/09/08
                              • 1336

                              #119
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              bisogna vedere se l'esportazione è il dato essenziale rispetto al prodotto in termini quantitativi; a me sembra che il problema sia molto legato alla domanda interna
                              Ovvio che c'è un problema di domanda interna. Come già ti ho detto pagine fa. "Problema" non è poi la parola giusta, il calo della domanda interna è il risultato desiderato e conseguito delle politiche di austerità. E la domanda interna non potrà ripartire finché durerà questa follia. Le esportazioni servono per portare capitali nel sistema e più sono meglio è. Dato che il mercato estero è più grande (circa 100 volte) del mercato interno, è ovvio che se devi ripartire, solo il mercato estero può offrirti velocemente la liquidità che ti serve e con quella puoi poi far ripartire la domanda interna (perché se vendi di più fai ripartire le linee produttive ferme, rimetti al lavoro i cassa integrati, questi spendono...)

                              e che mediamente la qualità dei prodotti italiani esportati incontri una domanda abbastanza rigida;
                              Guarda che fuori dall'area euro esportiamo più della Germania...

                              alla fine puoi garantire che convenga ?
                              Si, dato che è ovvio.

                              quanto incidono i riflessi in termini di finanziamento del debito sulla tassazione ?
                              il 10% delle spese complessive dello stato è dato da interessi sul debito. Quindi se sei tassato al 40%, il 4% dei tuoi soldi va a ripagare gli interessi sul debito. Se intendevi dire che senza queste spese il prezzo diventa competitivo, manifesti ancora la poca passione per i numeri. Anche fosse 0 la spesa per interessi le imposte si abbasserbbero del 10%, se Y è la percentuale di costi dati dai tributi, il prezzo scenderebbe di un decimo di Y%. Se invece svaluti del 5% il prezzo al consumatore estero si abbassa del 5%. E dato che tutti i sani di mente sanno che quando c'è una crisi di domanda non puoi ridurre il debito manco volendo, è evidente che sia più efficace svalutare.

                              a me sembra che quelli generalmente domandino una moneta governata e la fine dell'austerità, con la Germania, non fuori dall'euro;
                              Sarebbero dei bei fessi, visto che fuori dall'area euro esportano più dei tedeschi e dentro l'area euro non riescono ad esportare perché hanno la concorrenza tedesca. Evidentemente abbiamo visto due sondaggi diversi, per entrambi comunque varrebbe che la loro affidabilità è relativa.

                              ma di una miriade di piccole e medie attività [che fanno prodotti di merda che non vuole nessuno]
                              Eppure fuori dall'area euro esportano più dei tedeschi. Il turista prima si comprava tutto perché gli sembrava tutto a poco prezzo. Tu ripeti sempre la filastrocca della produzione che fa schifo, dimenticando che non esiste solo l'offerta ma anche la domanda.

                              no, la gente i soldi ancora li spende, ma non da te, perché il tuo non è all'altezza;
                              Che la gente non abbia i soldi è tragimente vero. Il pil sta scendendo infatti, non è che si è spostato dagli zombi a qualcun altro.

                              figurati se possono farlo con una valuta forte contro una svalutata...
                              Se uno è minacciato vendo, ok. In generale vende chi deve, dato che finché hai utili non vendi, moneta fote o debole che sia. Ora, con la moneta forte, visto che gli utili non ci sono molti vendono. E certi comprano solo per togliere il marchio rivale dal mercato, quindi lavori in meno, quindi consumi in meno...

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24581

                                #120
                                Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                                Ovvio che c'è un problema di domanda interna. Come già ti ho detto pagine fa. "Problema" non è poi la parola giusta, il calo della domanda interna è il risultato desiderato e conseguito delle politiche di austerità. E la domanda interna non potrà ripartire finché durerà questa follia. Le esportazioni servono per portare capitali nel sistema e più sono meglio è. Dato che il mercato estero è più grande (circa 100 volte) del mercato interno, è ovvio che se devi ripartire, solo il mercato estero può offrirti velocemente la liquidità che ti serve e con quella puoi poi far ripartire la domanda interna (perché se vendi di più fai ripartire le linee produttive ferme, rimetti al lavoro i cassa integrati, questi spendono...)
                                io non sono così convinto di certi automatismi e determinismi; ora sono un po' stanco per scrivere papello, però;


                                Guarda che fuori dall'area euro esportiamo più della Germania...
                                embè, che c'entra ? io ho scritto che i prodotti italiani di esportazione incontrano una domanda rigida, cioè che sono relativamente infungibili per qualità e acquistati per quella; pertanto non è la concorrenza sul prezzo la priorità per il produttore;

                                Si, dato che è ovvio.
                                forse in un modello teorico; io continuo a chiederti un modello concreto di attuazione dell'uscita dall'euro, per immaginare un test realistico di tenuta del sistema, che a me non sembra per niente ovvia;

                                il 10% delle spese complessive dello stato è dato da interessi sul debito. Quindi se sei tassato al 40%, il 4% dei tuoi soldi va a ripagare gli interessi sul debito. Se intendevi dire che senza queste spese il prezzo diventa competitivo, manifesti ancora la poca passione per i numeri. Anche fosse 0 la spesa per interessi le imposte si abbasserbbero del 10%, se Y è la percentuale di costi dati dai tributi, il prezzo scenderebbe di un decimo di Y%. Se invece svaluti del 5% il prezzo al consumatore estero si abbassa del 5%. E dato che tutti i sani di mente sanno che quando c'è una crisi di domanda non puoi ridurre il debito manco volendo, è evidente che sia più efficace svalutare.
                                ripeto, tu prima di ipotizzare svalutazioni e impatti teorici, devi descrivere come arrivi alla condizione di attuarli, e definire cosa succede dal momento in cui il deus ex-machina che non si capisce da dove viene, chi è e perché, decide che si torna alla valuta nazionale; e cosa succede nell'interregno tra l'alito di questa decisione e il momento in cui hai il nuovo circolante;

                                perché poi, nella realtà, tutti dicono: ah, ma io ho descritto un modello teorico, ma non posso sapere come si sarebbe comportato il pubblico, il mercato... se quelli sono irrazionali, non è colpa mia;

                                Sarebbero dei bei fessi, visto che fuori dall'area euro esportano più dei tedeschi e dentro l'area euro non riescono ad esportare perché hanno la concorrenza tedesca. Evidentemente abbiamo visto due sondaggi diversi, per entrambi comunque varrebbe che la loro affidabilità è relativa.
                                qui bisogna andare a vedere in dettaglio se quella quota di esportatori si trova in concorrenza diretta coi tedeschi, in quali settori e se e perché non siano in grado di competere sulla qualità e debbano farlo sul prezzo, il che presupporrebbe settori di domanda diversi;
                                se aggreghi tutto non si capisce più la realtà produttiva e hai un gran nebbione;

                                Eppure fuori dall'area euro esportano più dei tedeschi. Il turista prima si comprava tutto perché gli sembrava tutto a poco prezzo. Tu ripeti sempre la filastrocca della produzione che fa schifo, dimenticando che non esiste solo l'offerta ma anche la domanda.
                                io questo discorso l'ho fatto anche riguardo alla domanda interna e alla concorrenza dei prodotti importati, e non l'ho assunto per tutta la produzione; ho scritto che c'è una quota di produttori di beni e servizi a tutti i livelli che pensa e rappresenta le proprie difficoltà di mercato ignorando o volendo ignorare i propri limiti di imprenditore; ma non sono il solo a sollevare dubbi sulla forza del sistema produttivo, laddove i fautori di una svalutazione sembrano darla per scontata;

                                Che la gente non abbia i soldi è tragimente vero. Il pil sta scendendo infatti, non è che si è spostato dagli zombi a qualcun altro.
                                questione di proporzioni e di scorporare il dato; la quota i PIL perduta non si è spostata, ma poi ci sono invece cospicue ricollocazioni dei consumi che non computi come dato generale del PIL, ma che incidono a livello di ciascun settore;

                                Se uno è minacciato vendo, ok. In generale vende chi deve, dato che finché hai utili non vendi, moneta fote o debole che sia. Ora, con la moneta forte, visto che gli utili non ci sono molti vendono. E certi comprano solo per togliere il marchio rivale dal mercato, quindi lavori in meno, quindi consumi in meno...
                                col trascurabile dettaglio politico-sociale che stiamo parlando di proventi di attività criminali, gestiti da organizzazioni criminali per fini criminali e a distorsione dei mercati in cui investono, dato che il fine è il riciclaggio;
                                ma anche se ci concentrassimo su capitali di origine lecita, si produrrebbe comunque un effetto ricchezza a gravare su un quadro di per sé già sperequato;

                                a me sembra il progetto di una navetta lunare in cui sia calcolata l'orbita e la fisica fuori l'atmosfera, ma non la propulsione e il sistema di sicurezze per portare la navicella in quell'ambiente;

                                io sono stupido e poco quantitativo, perciò non capisco come secondo te si arriva meccanicamente a recuperare la sovranità monetaria e a produrre quegli effetti vantaggiosi che descrivi; assicurandosi al tempo stesso di tenere sotto controllo tutte le variabili rilevanti di tipo economico e politico perché non si producano derive impreviste e deleterie;

                                però, se me lo spieghi, visto che qualche cosa a suo tempo l'ho studiata, magari capisco.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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