Originariamente Scritto da axeUgene
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embè, che c'entra ? io ho scritto che [...] non è la concorrenza sul prezzo la priorità per il produttore;
Ovviamente la qualità risulta essere il fattore dominante in un mercato molto ristretto, nel mercato di massa il fattore determinante è il prezzo. Ci siamo no? Ogni tanto ci sta che si ceni all'Hostaria dell'Orsa, ma per i pranzi normali la gente opta per soluzioni più economiche, sacrificando ovviamente la qualità che avresti in un ottimo ristorante. Per i consumi di massa la qualità diventa rilevante solo a parità (o quasi) di prezzo.
Dato che, ti ricordo, l'Italia è uno dei principali paesi industriali del mondo, i suoi prodotti sono principalmente rivolti ad un grande pubblico (secondo te esportiamo più Lamborghini o più trattori?) e ovviamente le produzioni di eccellanza, come per ogni grande paese industriale, sono rivolte ad un pubblico ristretto, e risultano marginali in termini complessivi.
Dunque il fattore prezzo è banalmente fondamentale, ed è veramente buffo che ci sia ancora questione in merito dopo 8 pagine.
Quindi il fatto che esportiamo fuori dall'area euro più prodotti industriali di Francia e Germania vuol dire che costano di meno (quindi abbiamo maggiore produttività) o che sono a parità di prezzo di maggiore qualità, e che soprattutto non sono, come sembri religiosamente convinto, produzioni "marginali o fuori mercato", giacché, se così fosse non esporterremo fuori dall'area euro più di tutti.
forse in un modello teorico; io continuo a chiederti un modello concreto di attuazione dell'uscita dall'euro
ripeto
Chi può attuare una svalutazione del 5% l'euro, mi chiedi? La BCE ovviamente.
qui bisogna andare a vedere in dettaglio se quella quota di esportatori si trova in concorrenza diretta coi tedeschi, in quali settori e se e perché non siano in grado di competere sulla qualità e debbano farlo sul prezzo, il che presupporrebbe settori di domanda diversi;
2012 http://www3.istat.it/dati/catalogo/2...00/Sintesi.pdf
2013 http://www.istat.it/it/files/2013/07/Rapporto_2013.pdf
per il 2014 ovviamente c'è da aspettare un pochino.
alla concorrenza dei prodotti importati,
ignorando o volendo ignorare i propri limiti di imprenditore; ma non sono il solo a sollevare dubbi sulla forza del sistema produttivo, laddove i fautori di una svalutazione sembrano darla per scontata;
ma poi ci sono invece cospicue ricollocazioni dei consumi che non computi come dato generale del PIL
si produrrebbe comunque un effetto ricchezza a gravare su un quadro di per sé già sperequato;
Poi, forse sfugge, ma vale sempre il fatto che il fatto che un ricco quadagni non mi rende più povero, mentre la perdita del lavoro sì. Ben venga l'aggiuntiva ricchezza del ricco, che poi la spende qua, se aumentano i consumi.
io sono stupido e poco quantitativo, perciò non capisco come secondo te si arriva meccanicamente a recuperare la sovranità monetaria e a produrre quegli effetti vantaggiosi che descrivi; assicurandosi al tempo stesso di tenere sotto controllo tutte le variabili rilevanti di tipo economico e politico perché non si producano derive impreviste e deleterie;
Però magari a me manca la fantasia invece. Quali sono queste variabili politiche che non considero che potrebbero produrre derive impreviste e deleterie?
Perché spesso pare che citi cose a caso, tipo l'energia Francese, che qualunque volatilità possa avere per l'offerta per noi il cambiamento di prezzo resta limitato. Idem per qualunque fornitura esterna, dato che, saggiamente, abbiamo provveduto a non avere fornitori unici in alcun campo (sta cricca corrotta di politici mafiosi ogni tanto ci ha azzaccato negli ultimi 60 anni).
Per quello che la mia fantasia permette avevo fatto uno scenarietto nel mio di ieri alle 18:09

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