Si beh, abbiamo materiale in quantità per filosofeggiare sulla giustizia, così come per ogni controversia esiste la propria versione di chi ha cominciato, sul giusto grado di rivalsa nei confronti di una prepotenza eccetera.
La legge di una qualsiasi nazione civilizzata, così come generalmente considerata, non permette il farsi giustizia da soli, la violenza di propria iniziativa. Giustamente, e la ragione è evidente, questo DEVE essere il principio ispiratore. Eliminare questo principio sarebbe alla base di un'anarchia violenta, anche se la persona media, con i suoi limiti, non capirá le ragioni pragmatiche di questo divieto e parlerà con convinzione del farsi giustizia da soli come di un peccato ipso facto grave come uno stupro con uccisione finale.
Che eliminare un serial killer porti più persone in salvo, e quindi risponda meglio alle esigenze che ispirino il divieto di omicidio, è lapalissiano.
Però.
Io cittadino, conscio dei tempi e dei limiti di una giustizia che non può fidarsi di me, so di avere prove sufficienti di una grave ingiustizia in atto, perché nella società attuale italiana non intervengo? (O almeno così traspare dalla stampa)?
Perché si sente parlare tanto di stalkers che agiscono per anni e di tante persone che sanno, ma quasi mai di tipi del genere, con le loro giustificazioni patologiche eh, trovati in una fossa a decomporsi perché i parenti e amici della vittima hanno reagito?
Parzialità di informazione, o forse che i motivi che portano a delinquere sono piú forti di quelli che portano a riparare un delitto?
Non che la vendetta non diventi poi delitto a propria volta per carità, ma perché i delinquenti così raramente devono aver paura della reazione di chi viene attaccato, quanto viceversa?
La legge di una qualsiasi nazione civilizzata, così come generalmente considerata, non permette il farsi giustizia da soli, la violenza di propria iniziativa. Giustamente, e la ragione è evidente, questo DEVE essere il principio ispiratore. Eliminare questo principio sarebbe alla base di un'anarchia violenta, anche se la persona media, con i suoi limiti, non capirá le ragioni pragmatiche di questo divieto e parlerà con convinzione del farsi giustizia da soli come di un peccato ipso facto grave come uno stupro con uccisione finale.
Che eliminare un serial killer porti più persone in salvo, e quindi risponda meglio alle esigenze che ispirino il divieto di omicidio, è lapalissiano.
Però.
Io cittadino, conscio dei tempi e dei limiti di una giustizia che non può fidarsi di me, so di avere prove sufficienti di una grave ingiustizia in atto, perché nella società attuale italiana non intervengo? (O almeno così traspare dalla stampa)?
Perché si sente parlare tanto di stalkers che agiscono per anni e di tante persone che sanno, ma quasi mai di tipi del genere, con le loro giustificazioni patologiche eh, trovati in una fossa a decomporsi perché i parenti e amici della vittima hanno reagito?
Parzialità di informazione, o forse che i motivi che portano a delinquere sono piú forti di quelli che portano a riparare un delitto?
Non che la vendetta non diventi poi delitto a propria volta per carità, ma perché i delinquenti così raramente devono aver paura della reazione di chi viene attaccato, quanto viceversa?


Comment