Grazie Gombloddari

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  • Acquerapide
    Opinionista
    • 14/07/08
    • 8254

    #1

    Grazie Gombloddari

    Chi dice a qualcuno "gombloddo!" con quel rassicurante tono di superiorità per chiudere un ragionamento altrui (lo espliciti o meno, è l'effetto) è più pigro mentalmente di colui che vorrebbe correggere.
    Oggi va molto di moda questo modo di chiudere ogni dubbio, come unica alternativa al dilagante complottismo. Come se ragionare caso per per caso fosse fuori moda.

    Organizzazioni politico-economiche e centri di interesse vari nel mondo sono da da sempre molto grati a questi moschettieri che, implicitamente, portano avanti la teoria per cui non è vero che le persone si mettano d'accordo per metterlo in tasca agli altri.

    E che il ragionamento che uno è innocente fino a che non si prova la colpevolezza, anziché essere un elemento di garanzia nei tribunali, dovrebbe essere un criterio da far ereditare ai figli per interpretare sul serio la realtà.

    Così, si dice dietrologo chi sposa una delle due possibili tesi in un discorso a priori, cosa giusta, senonché chi dà di dietrologo lo è altrettanto, perché si dà per scontato l'ipotesi opposta, sempre a causa della distorsione del criterio di presunta innocenza di cui sopra.

    Per me dileggiare gombloddisti e dare di dietrologi è il modo più diffuso di esorcizzare l'insicurezza di vivere in un mondo dove i complotti prosperano. Cosa ne pensate?
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24582

    #2
    la questione è complessa, perché la realtà appare a seconda dei punti di vista, e cioè dal pool di informazioni che si decide di selezionare;

    l'osservazione oggettiva degli accadimenti, perlomeno quella documentabile, storica, volendo mostra un'infinità di "complotti";

    ma, appunto, sono talmente tanti che tutto è "complotto" e perciò nulla;

    se si analizza neutralmente un gruppo di scelte legate ad eventi significativi si evidenziano assetti di potere variabili, contraddizioni, conflitti evidentissimi anche all'interno di quelle unità a cui, per distorsione cognitiva, si tende ad attribuire un'omogeneità e una linearità intenzionale; potrei fare decine di esempi più o meno noti a tutti, e relativi alla storia del Novecento;

    poi, dipende dall'accezione di complotto cui si ricorre, perché è senz'altro vero che alcuni eventi circoscritti siano il frutto efficiente di un "complotto";
    mentre la stessa logica di osservazione, non appena l'orizzonte si estende anche di poco e oltrepassa la specificità dell'evento, mostra notevoli divergenze e mutamenti di assetto;

    la cosa è talmente evidente che persino il comportamento individuale degli autocrati è quasi sempre mutevole, opportunista, condizionato dalle risposte ambientali e difficilmente riconducibile a linearità;

    perciò, il "complotto" può essere tecnicamente una figura che descrive correttamente un determinato evento circoscritto, come potrebbe essere un ictus che produce la perdita di coscienza;
    nel caso della figura evocata nell'immaginario politico invece è l'attribuzione ad un ictus di qualsiasi malore;
    la facilità di questo immaginario dipende dall'incapacità tecnica di percepire la complessità e dal desideri istintivo di attribuire un'intenzionalità agli accadimenti che sono invece frutto di somme vettoriali di forze, come in generale in tutti gli eventi di natura sociale:

    e l'uso retorico del complotto è facilmente strumento di chi può voler strumentalizzare la propensione suddetta per individuare nemici e consolidare un consenso contro quelli.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      E che il ragionamento che uno è innocente fino a che non si prova la colpevolezza, anziché essere un elemento di garanzia nei tribunali, dovrebbe essere un criterio da far ereditare ai figli per interpretare sul serio la realtà.
      Il processo giuridico lo adotta perchè poi emette sentenze esecutive e quindi ci deve stare un minimo attento al risultato che produce e, in ogni caso, dispone della polizia e di diverse autorizzazioni per inquisire l'accusato.
      L'innocenza fino a prova contraria quindi va a rappresentare un contrappeso che bilancia il potere di chi ti accusa mediamente ben superiore alle possibilità dell'accusato.

      Nel processo di opinione invece è diverso perchè non c'è differenza di poteri, non esistono sentenze esecutive e non si ha la giudiziaria a disposizione.
      Resta solo l'opinione propria che quindi si decide da se regole e risultati che comunque servono a lei, inoltre siccome a pensar male mediamente ci si piglia e una linea prudenziale che considera la situazione peggiore è salutare il processo di opinione mediamente è diverso da quello giuridico.
      Last edited by Il gatto; 28-05-2014, 12:58.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Gomblotto

        La neoeletta Giuliana Moi, e la polemica tra i grillini sardi sulla sua scoperta "misteriosa"
        Prende un seggio a Bruxelles ma è al centro di critiche sulla poca chiarezza del suo curriculum. Soprattutto quando propaganda di aver scoperto una molecola anti-leucemia della quale non si trova traccia
        Se la trasparenza diventa un mantra, il dogma che rende possibile la partecipazione politica, ogni spazio opaco rischia di alimentare sfiducia e critiche. Soprattutto dalle parti del MoVimento Cinque Stelle, che proprio della trasparenza ha fatto la sua bandiera. E da oltre due settimane a essere "accusata" di poca chiarezza è Giulia Moi, sarda, neo eletta a Bruxelles. A puntare il dito sono alcuni militanti grillini, che le chiedono maggiore precisione sul curriculum da lei presentato al MoVimento. Poche righe, in cui la Moi dichiara di aver "scoperto una molecola efficace nella cura della leucemia e del melanoma". I militanti chiedono delucidazioni. La risposta della Moi: "I vincoli contrattuali a cui è sottoposta la mia ricerca mi impediscono di fornire ulteriori precisazioni". Una risposta che non si allontana dal novero del possibile. Ma che molti grillini ritengono evasiva. E le domande non si fermano.

        Ma andiamo con ordine. Il curriculum della nuova europarlamentare viene pubblicato sul portale che nel sito di Beppe Grillo è dedicato alle europee. La Moi, laureata in Scienze Biologiche, elenca i passi della propria carriera. Tra cui una specializzazione al King's College di Londra. Poi un link a una sua pubblicazione, del 2007, e la seguente dichiarazione: "Ho scoperto una molecola proveniente da una pianta della foresta Sud-Africana efficace per la leucemia e il melanoma, premiata per la scoperta dal King's College e dalla Stiefel/GSK". E qui, secondo i militanti del MoVimento, iniziano i problemi

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        • Acquerapide
          Opinionista
          • 14/07/08
          • 8254

          #5
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          ma, appunto, sono talmente tanti che tutto è "complotto" e perciò nulla;
          Non proprio. Non è come dire “sottolineare tutto il libro è come non sottolinearlo per niente”, perché nel complotto, per sua natura, un gruppo ristretto di cittadini che si approfitta della collettività, c‘è un’asimmetria di base, non trovo “tutto è complotto” e “niente è complotto” paragonabili come affermazioni.

          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          se si analizza neutralmente un gruppo di scelte legate ad eventi significativi si evidenziano assetti di potere variabili, contraddizioni, conflitti evidentissimi anche all'interno di quelle unità a cui, per distorsione cognitiva, si tende ad attribuire un'omogeneità e una linearità intenzionale; potrei fare decine di esempi più o meno noti a tutti, e relativi alla storia del Novecento;
          Si ma la stessa natura oligarchica di cui sopra dicevo, rende ozioso e controproducente bollare acriticamente ogni tesi complottista come “gombloddo”: lo trovo un atteggiamento radical chic e esorcizzante, quindi alla fine conservatore. Anche perché oggi che siamo in mano a interessi privati e bancari, l'interesse di banche, multinazionali e mafie sarà sempre conciliabile. E noi gli ultimi a esserne informati.

          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          poi, dipende dall'accezione di complotto cui si ricorre, perché è senz'altro vero che alcuni eventi circoscritti siano il frutto efficiente di un "complotto";
          mentre la stessa logica di osservazione, non appena l'orizzonte si estende anche di poco e oltrepassa la specificità dell'evento, mostra notevoli divergenze e mutamenti di assetto;
          E questo fa quasi rimpiangere i tempi in cui il massimo del timore era un “grande fratello” universale. Ma centri di potere, bancari e aziendali o di malavita soprattutto hanno spesso la stessa lingua e le stesse armi: io so qualcosa su di te, tu su di me, conviene a entrambi stare zitti.

          Alla fine i complotti sono tanti, ma il problema è il sistema (altra parola bollata, non a caso) che è unico. Una corrente di tanti complotti che trovano sempre il modo di mettersi d'accordo.

          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          la cosa è talmente evidente che persino il comportamento individuale degli autocrati è quasi sempre mutevole, opportunista, condizionato dalle risposte ambientali e difficilmente riconducibile a linearità;
          Ma l’oligarchia è autorefenziale, appunto. Gli interessi del 5% degli italiani, per esempio, non cozzano granché fra di loro oggi, ma molto con quelli del restante 95%. Se sei potente ci si accorda, anche se gli interessi di fondo non collidono.

          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          perciò, il "complotto" può essere tecnicamente una figura che descrive correttamente un determinato evento circoscritto, come potrebbe essere un ictus che produce la perdita di coscienza;
          Si può trovare un sinonimo meno stucchevole. Il problema è che la difesa dello status quo è, nella logica umana, l'unica leva veramente determinante e quindi ogni sinonimo di complotto, casta, poteri occulti, masse, popolo e così via diverrebbe strumentalizzata e perciò stucchevole nel giro di poco tempo Il problema è linguistico, certe parole sono tabù per ogni neologismo si voglia inventare, diventano vecchie in pochi mesi. Perché non è la parola ma il concetto di fondo che è cassato.

          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          e l'uso retorico del complotto è facilmente strumento di chi può voler strumentalizzare la propensione suddetta per individuare nemici e consolidare un consenso contro quelli.
          C’è la possibilità. Come c’è la possibilità di fare la fine della rana bollita tra i complotti veri, se non si impostano dei discorsi seri su “cui prodest” caso per caso finiremo sempre anestetizzati da scandali continui.

          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Il processo giuridico lo adotta perchè poi emette sentenze esecutive e quindi ci deve stare un minimo attento al risultato che produce e, in ogni caso, dispone della polizia e di diverse autorizzazioni per inquisire l'accusato.
          L'innocenza fino a prova contraria quindi va a rappresentare un contrappeso che bilancia il potere di chi ti accusa mediamente ben superiore alle possibilità dell'accusato.

          Nel processo di opinione invece è diverso perchè non c'è differenza di poteri, non esistono sentenze esecutive e non si ha la giudiziaria a disposizione.
          Resta solo l'opinione propria che quindi si decide da se regole e risultati che comunque servono a lei, inoltre siccome a pensar male mediamente ci si piglia e una linea prudenziale che considera la situazione peggiore è salutare il processo di opinione mediamente è diverso da quello giuridico.
          Molto salutare

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24582

            #6
            Originariamente Scritto da Acquerapide Visualizza Messaggio
            Non proprio. Non è come dire “sottolineare tutto il libro è come non sottolinearlo per niente”, perché nel complotto, per sua natura, un gruppo ristretto di cittadini che si approfitta della collettività, c‘è un’asimmetria di base, non trovo “tutto è complotto” e “niente è complotto” paragonabili come affermazioni.
            l'errore sta nell'implicita attribuzione retrospettiva di una linearità, dove non c'è, e ovviamente nella proiezione di quella linearità al presente e futuro;

            Si ma la stessa natura oligarchica di cui sopra dicevo, rende ozioso e controproducente bollare acriticamente ogni tesi complottista come “gombloddo”: lo trovo un atteggiamento radical chic e esorcizzante, quindi alla fine conservatore. Anche perché oggi che siamo in mano a interessi privati e bancari, l'interesse di banche, multinazionali e mafie sarà sempre conciliabile. E noi gli ultimi a esserne informati.
            sono d'accordo; ma infatti io non ho contestato tecnicamente l'esistenza di complotti, ma solo l'accezione triviale che distorce e semplifica il senso di quelli, elaborando scenari strumentali; forse complotti anche quelli

            E questo fa quasi rimpiangere i tempi in cui il massimo del timore era un “grande fratello” universale. Ma centri di potere, bancari e aziendali o di malavita soprattutto hanno spesso la stessa lingua e le stesse armi: io so qualcosa su di te, tu su di me, conviene a entrambi stare zitti.
            anche qui, in parte è così, in parte no; e la porzione di realtà che decidi di osservare informa il quadro nel quale ti fai opinioni;
            capisci bene che se la realtà fosse come la descrivi non si avrebbero mai conflitti di potere - per definizione tra poteri forti - né cambiamenti;

            Alla fine i complotti sono tanti, ma il problema è il sistema (altra parola bollata, non a caso) che è unico. Una corrente di tanti complotti che trovano sempre il modo di mettersi d'accordo.
            certo che è bollata la parola "sistema" et pour cause, perché nell'uso discorsivo comune è una distorsione descrittiva della realtà, dato che suppone un assetto determinato senza definirne vincoli e limiti, aree e appartenenze;

            del resto, fuori dal circoscritto nel brevissimo termine e area di poteri, è facilissimo smontare qualsiasi teoria di un presunto sistema sulla base delle esclusioni e inclusioni di soggetti che hanno svantaggi/vantaggi;

            Ma l’oligarchia è autorefenziale, appunto. Gli interessi del 5% degli italiani, per esempio, non cozzano granché fra di loro oggi, ma molto con quelli del restante 95%. Se sei potente ci si accorda, anche se gli interessi di fondo non collidono.
            questa è un'opinione, verosimile al di fuori di quell'immaginario 5%, ma di fantasia all'interno di quel gruppo, una volta identificato;
            sicuramente, per un operaio pachistano o malgascio è molto verosimile l'ipotesi che tu e io facciamo parte di un "complotto" occidentale per pagargli 2 $ al giorno e comprare a due spicci le sneakers di marca; magari, il cugino che lavora nel cornershop londinese ha una visione un po' più articolata, anche perché quelle scarpe le compra pure lui, che è comunque parte in causa;

            Si può trovare un sinonimo meno stucchevole. Il problema è che la difesa dello status quo è, nella logica umana, l'unica leva veramente determinante e quindi ogni sinonimo di complotto, casta, poteri occulti, masse, popolo e così via diverrebbe strumentalizzata e perciò stucchevole nel giro di poco tempo Il problema è linguistico, certe parole sono tabù per ogni neologismo si voglia inventare, diventano vecchie in pochi mesi. Perché non è la parola ma il concetto di fondo che è cassato.
            è cassato perché nella storia si è dimostrato il più delle volte strumento retorico e politico per l'individuazione selettiva di un "nemico" e la forzatura di soluzioni, a fronte di circostanze che avrebbero oggettivamente consentito più opzioni;

            ed è cassato, nella ricerca scientifica, perché è nella natura umana anche l'attribuzione di fini lineari e coerenti a eventi che sono il frutto vettoriale di volontà divergenti, come - non appena si superi l'orizzonte di breve periodo, beninteso - è ovvio per chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le scienze sociali e la storia:

            C’è la possibilità. Come c’è la possibilità di fare la fine della rana bollita tra i complotti veri, se non si impostano dei discorsi seri su “cui prodest” caso per caso finiremo sempre anestetizzati da scandali continui.
            il punto è che quel "cui" è continuamente variabile; alcune componenti, possono essere permanenti, ma poi se ne aggregano continuamente altre che condizionano e imprimono cambiamenti di direzione; il più delle volte, su questioni diverse si coagulano gruppi solidali diversi, magari in conflitto su altri punti;

            ripeto: così non fosse, dovresti avere una società praticamente immobile e priva di qualsiasi conflittualità che non si traduca in rivoluzione violenta, perché le oligarchie crollano di schianto;
            se hai trasformazioni, vuol dire che tanto oligarchica la società non è; o meglio, può sembrare oligarchica come estremizzazione esemplificativa, ma non lo è realmente in termini di capacità del corpo sociale di sottrarsi dinamicamente a quell'assetto; cioè, torniamo alla definizione retorica di comodo.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Molto salutare
              Tuttavia ciò non trasforma il processo giuridico in un complotto contro di te se non ti da ragione, specialmente quando lo vivi da spettatore occasionale e non da protagonista attento a tutti i passaggi e con la competenza adatta a valutarli.
              Certo le parti operano ciascuna per far prevalere il proprio interesse, ma ciò non costituisce un complotto, ma solo le regole del gioco.
              In alternativa ci sarebbero i tribunali rivoluzionari del popolo con risultati ancora più discutibili perchè funzionali alla sensibilità rivoluzionaria del giudice e boia di turno, visto che la difesa altro non sarebbe che un elemento funzionale al complotto della contro rivoluzione.

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