Matrimonio gay

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #16
    Stando a qursta sessione del parlamento europe sembra che lassu' sul tema siano in alto mare come per tutto cio' che non significa soldi per chi conta.

    Il matrimonio fra coppie omosessuali è una realtà in cinque paesi europei, e in altri sono permesse le unioni civili. Ma cosa succede se una coppia gay va a vivere, per esempio, in Italia, o in un altro paese dove non sono riconosciuti gli stessi diritti? Ieri sera il Parlamento ha discusso con la Commissione delle misure per combattere "ogni discriminazione quando si lavora, studia o viaggia all'interno dell'UE". Ma le rivendicazioni pro-gay non incontrano il favore di tutti i gruppi politici.

    Sono il Belgio, l'Olanda, il Portogallo, la Spagna e la Svezia i cinque paesi europei dove due uomini o due donne dello stesso sesso possono convolare a nozze. Ma cosa succede se poi si trasferiscono in un altro paese dell'UE, o se sono in vacanza? "E' da 21 anni che la mia coppia è stata riconosciuta in Olanda, ha raccontato il deputato della Sinistra Unita Cornelis de Jong ieri 7 settembre durante il dibattito in plenaria - "ma se andiamo in Polonia, non siamo più legalmente riconosciuti come una coppia: usare la nostra libertà di circolazione nell'UE significa perdere certi diritti".

    Con tre interrogazioni orali, un gruppo di parlamentari ha chiesto alla Commissione di adoperarsi per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali in tutti i paesi UE e combattere ogni discriminazione contro i gay. Secondo la liberale Sophie In't Veld "il minimo che possiamo fare nell'UE è applicare il principio di mutuo riconoscimento. Lo facciamo per la marmellata, il vino, la birra: perché no per i matrimoni e le relazioni personali?"

    La commissaria alla Giustizia e i Diritti fondamentali Viviane Reding ha risposto che "è implicito" che ogni cittadino UE deve avere gli stessi diritti, e che se c'è libertà di movimento, dovrebbero applicarsi le stesse regole fra un paese e l'altro". Ma "bisogna procedere con prudenza" e portare passo a passo i paesi che resistono ad accettare le regole generali".

    Che il tema sia sensibile non è una novità, e le reazioni dei parlamentari che difendono la famiglia tradizionale non si sono fatte aspettare. A nome del PPE è intervenuto il deputato PdL Salvatore Iacolino, secondo cui ''la libertà di orientamento sessuale é un valore di civiltà, che va tutelato contro ogni discriminazione. Ma "la libertà di circolazione da uno Stato membro a un altro per le coppie dello stesso sesso con la garanzia degli stessi diritti delle coppie eterosessuali é altra cosa.''

    ''In molte comunità, fra cui quella italiana, la famiglia é il modello in cui c'é un uomo e una donna che hanno possibilità di procreare. Forzare questi valori condivisi imponendo altri modelli rappresenta un vulnus al principio di sussidiarietà''. Ha rincarato la dose il parlamentare della Lega Oreste Rossi, chiedendosi se la commissaria Reding avesse perso di vista il motto dell'UE "uniti nella diversità", che "per essere più chiari, possiamo tradurre in 'ognuno è padrone in casa propria'". Rossi ha definito l'idea di trasferire i diritti delle coppie gay da un paese all'altro dell'UE "un' assurdità che non trova alcun fondamento nella normativa giuridica comunitaria".

    Di opinione simile altri deputati di centro-destra, fra cui il polacco Konrad Szymansky (ECR), che ha parlato del "diritto di alcuni paesi a non riconoscere le coppie gay" e ha definito il dibattito in corso "una perdita di tempo".

    Viviane Reding ha chiuso il dibattito parlando del principio "molto chiaro" per cui "se si vive in un paese A in cui i diritti della coppia omosessuale sono legalmente riconosciuti, si ha il diritto - ed è un diritto fondamentale - di acquisire questo status nel paese B".

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #17
      questo che richiami è un problema a valle procedurale e politico tra entità paritarie, gli stati;

      quella cui alludevo io è a monte invece una questione di gerarchia di norme di rango costituzionale che prima o poi finisce con l'emergere; per farti un esempio esplicativo:

      se una coppia omo chiede di essere ammessa alle procedure di adozione, che le sono negate in quanto questa è ammessa esclusivamente per il matrimonio, si apre il contenzioso sulla formula;

      al fondo, l'ordinamento che volesse inibire l'adozione - non esiste un diritto ad adottare, ma a vedersi vagliati i requisiti come coppia - dovrebbe sostenere una tesi per cui la condizione omo è intrinsecamente penalizzante, a prescindere dalla valutazione dei requisiti;

      a parte il profilo discriminatorio e irricevibile negli ordinamenti occidentali, una tesi di questo tipo manca ovviamente di alcuna praticabilità giuridica;
      oltretutto, se fatta valere, aprirebbe tutta una serie di contenziosi irricevibili e non gestibili, perché si porrebbe il problema di dover tutelare i figli naturali di genitori omosessuali; perché a quel punto, una volta affermato che la condizione omo della coppia è inadeguata, dovresti, per esempio, togliere il figlio naturale di una lesbica che convive; e questo è solo uno degli infiniti casini che si produrrebbero...

      paradossalmente, sai chi ammette il matrimonio omosessuale in Italia ?
      la Chiesa cattolica
      infatti, dopo che lo stato ha sancito il riconoscimento del cambiamento di sesso, la Sacra Rota non ha provveduto ad annullare d'ufficio i relativi matrimoni; per cui, se Tizio e Caia erano sposati in chiesa, e Tizio diventa Tizia, sempre sposati restano per la Chiesa
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #18
        Secondo l'articolo le adozioni dei figli naturali del partner sono previste, ad essere escluse sarebbero solo le adozioni di terzi, ma per risolvere la questione discriminatoria basterebbe assegnare alla coppia gay un basso punteggio in graduatoria a che venga valutata, ma resti comunque esclusa e ragionevolmente la coppia etero rispetto alla consuetudine millenaria si presenta come la soluzione piu' lineare ove l'offerta e' inferiore alla domanda.
        In ogni caso volendo dei figli mi sembra molto piu' semplice farseli che fare a cappellate con tribunali e assistenti sociali che non si sa a che gioco giocano.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #19
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Secondo l'articolo le adozioni dei figli naturali del partner sono previste, ad essere escluse sarebbero solo le adozioni di terzi
          certo, finché non viene incidentalmente sollevata la questione della piena equiparazione al matrimonio;

          ma per risolvere la questione discriminatoria basterebbe assegnare alla coppia gay un basso punteggio in graduatoria a che venga valutata, ma resti comunque esclusa e ragionevolmente la coppia etero rispetto alla consuetudine millenaria si presenta come la soluzione piu' lineare ove l'offerta e' inferiore alla domanda.
          ma questa è infatti la soluzione pragmatica che viene in mente a lume di buon senso;

          il punto per i tradizionalisti e i religiosi però è esattamente simbolico, non pragmatico; è assolutamente ovvio che mai verrebbe dato in adozione un bambino ad una coppia trasgressiva o eccentrica, né etero, né tantomeno omo; perciò, i terrori di quelli che esibiscono le foto degli eccentrici del pride sono solo propaganda; ammesso che vi siano coppie omo che chiedono di accedere alle adozioni, sarebbero verosimilmente persone di una normalità e quadratura sopra la norma, e per ovvii motivi;

          la questione simbolica è che se attribuisci la qualifica di "matrimonio" ad unioni non tradizionali vai a laicizzare in modo ancora più accentuato l'ultimo ambito sociale in cui si esercita una ritualità tradizionale e in cui permane un certo un prestigio della Chiesa.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            Infatti saranno chiamate unioni civili e non matrimonio civile anche se gli effetti patrimoniali sono uguali.
            E che situazione diversa abbia nome diverso ci puo' pure stare.

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #21
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              Infatti saranno chiamate unioni civili e non matrimonio civile anche se gli effetti patrimoniali sono uguali.
              E che situazione diversa abbia nome diverso ci puo' pure stare.
              il punto è che ad un determinato momento la Corte sarà chiamata a pronunciarsi sulla legittimità di una disciplina diversa e a riformare ancora.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                E come per le tv deleghera' il parlamento a risolvere senza potergli dare una scadenza.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #23
                  Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                  E come per le tv deleghera' il parlamento a risolvere senza potergli dare una scadenza.
                  no, perché a quel punto la questione si presenterebbe in modo tecnicamente diverso, come adeguamento di un istituto esistente sulla base di un profilo giuridico cogente di natura superiore, internazionale, che non vale per le tv;

                  lo stallo attuale deriva dal vuoto normativo e dalla lettera della formulazione costituzionale, che richiede l'intervento del parlamento per eventuale riscrittura;
                  nel momento in cui ad essere chiamata in causa fosse la legge ordinaria esistente, la Corte avrebbe spazio autonomo per una riforma che la adegua al profilo del diritto ove sia carente, ma dovendosi riferire per forza alle fonti e alle discipline internazionali.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    Non mi pare, la costituzionale non fa leggi, consiglia, ma poi abroga una legge e si torna al regime precedente, oppure la riconosce incostituzionale e la lascia in vigore chiedendo al legislatore di provvedere senza potergli dare vincoli.

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #25
                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      Non mi pare, la costituzionale non fa leggi, consiglia, ma poi abroga una legge e si torna al regime precedente, oppure la riconosce incostituzionale e la lascia in vigore chiedendo al legislatore di provvedere senza potergli dare vincoli.
                      non proprio; la Corte non "fa la legge", ma riforma e modifica, interpreta e fa decadere eventuali passaggi che ritenga incostituzionali;
                      può anche modificare la norma, sia menomandola delle parti incostituzionali, sia aggiungendo o estendendo, per adeguarla al senso del dettato costituzionale; sono le cd. sentenze manipolative;

                      il legislatore può riservarsi la modifica e sospendere gli effetti del giudizio, ma è tenuto a provvedere nelle linee individuate; cioè, non può riproporre lo stesso elemento di incostituzionalità;
                      ora, non ricordo bene, perché sono cose che ho studiato 30 anni fa, ma mi sembra ci sia proprio una codificata "responsabilità del legislatore" in questi casi.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #26
                        Leggendo in merito alle sentenze manipolative ho capito che non si esercita un potere legilativo, ma attraverso il togliere e l'aggiungere si conserva la legge.
                        Non ci riporrei grandi speranze di innovazioni epocali.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #27
                          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                          Leggendo in merito alle sentenze manipolative ho capito che non si esercita un potere legilativo, ma attraverso il togliere e l'aggiungere si conserva la legge.
                          Non ci riporrei grandi speranze di innovazioni epocali.
                          quando togli e aggiungi hai conservato per modo di dire: es.: puoi rimuovere una dicitura che esclude un genere o una categoria da una professione o da un trattamento di legge, in quanto anticostituzionale, oppure rimandare all'applicazione di altra norma in quel determinato contesto, senza riscrivere la legge ma di fatto stravolgendone il senso originario;

                          questo è storicamente avvenuto - lentamente, sia detto - proprio per il diritto di famiglia e l'equiparazione progressiva degli status;
                          è ovvio che si tratta di una prassi molto italiana, in cui l'alta giurisprudenza, Cassazione inclusa, si surroga al Legislatore in una specie di patto tacito proprio diretto ad aggirare lo scontro simbolico su determinati temi, e frutto del travaglio storico del periodo 1970/74 attorno alla legge sul divorzio;

                          la sconfitta del clerico-conservatorismo nel referendum e la tendenza generale percepita nell'epoca indussero ad una strategia di questo tipo, dagli esiti più controllabili per via "tecnica";

                          il punto è che una procedura di questo tipo era efficace e controllabile 40 anni fa, mentre oggi le interdipendenze e le cessioni di sovranità nazionale pongono vincoli più difficili da eludere, sia di natura di principio da un lato, sia in termini procedurali e applicativi dall'altro; cioè, il sistema ora è sollecitato da una domanda "dal basso" come prima, ma a tenaglia operano anche pressioni risolutive del sistema internazionale, soprattutto UE;

                          gli effetti sono più vistosi e rapidi per questioni di mercato, come in luglio l'abolizione delle tagliole sul roaming telefonico o altri vincoli di mercato; ma in via generale la capacità delle procedure nazionali di aggirare e insabbiare è stata notevolmente inibita, perché ogni infrazione o vizio produce effetti ingovernabili e pone problemi ad un numero notevole di paesi.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #28
                            Non so quanto un governo dei magistrati possa essere accettabile e quanto tale governo operando in campo politico possa esimersi dall'essere contaminato dalla melma politica dovendo ad un certo punto cimentarsi con gli stessi interessi sullo stesso terreno.
                            Come si paga la politica se questa determina, si fa lo stesso con la magistratura ove sia questa a scrivere le leggi, come per altro sta emergendo.

                            Per i gay comunque e il momento fortunato della loro congiunzione astrale e otterranno il grosso del desiderato.

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #29
                              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                              Non so quanto un governo dei magistrati possa essere accettabile e quanto tale governo operando in campo politico possa esimersi dall'essere contaminato dalla melma politica dovendo ad un certo punto cimentarsi con gli stessi interessi sullo stesso terreno.
                              Come si paga la politica se questa determina, si fa lo stesso con la magistratura ove sia questa a scrivere le leggi, come per altro sta emergendo.
                              il "governo dei magistrati" è il risultato di una delega politica a monte e della devoluzione necessaria dei principi in un sistema di interdipendenze;
                              50 anni fa ti capitava raramente di incontrare uno straniero, al di fuori del centro di una città turistica, un volo a/r per Londra costava uno stipendio medio da operaio e la quasi totalità dei beni consumati dal cittadino medio era prodotta in prossimità;

                              oggi è ovvio che la politica abbia fatto scelte a monte di uniformità su tutto ciò che riguarda i diritti civili, e per molti e diversi motivi; innanzitutto per il fatto che quei motivi si reverberano su quelli economici e di libertà di movimento e operabilità;

                              e poi c'è la pressione culturale di tutto il mondo esterno anti-moderno, che in qualche modo rende più pressante l'individuazione identitaria occidentale;
                              verosimilmente, in certi ritorni di fiamma nazionalisti tipo FN c'è anche il desiderio nemmeno tanto celato di liberarsi di certi vincoli per tornare a statuizioni di tipo "tradizionalista";

                              vista da dentro, tutta la tendenza neo-conservatrice e tradizionalista può apparire vigorosa, perché molto umorale;
                              se però ci si alza un po' in volo e si vedono le cose con distacco, basta un episodio di brutalità vistosa a riportare tante fantasie identitarie sul terreno della ragionevolezza e del riconoscimento che l'identità occidentale è esattamente quella dei diritti civili, e che altrimenti è più probabile beccarsi gli ayatollah che Lefebvre, il papa o il predicatore battista.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • arecata
                                • 03/04/13
                                • 5519

                                #30
                                Ho molto apprezzato la risposta alla domanda iniziale del 3d data da Maurizio Crozza nel siparietto di Ballarò :"Gli aspiranti, prima di ordinare le bomboniere, faranno prima ad invitare ed ottenere la partecipazione all'evento di Giovanardi che tale promessa diventi legge, in Italia"
                                Pánta rhêi hōs potamós

                                arecata è il 2° nick-name di Blasel

                                Comment

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