Da Lisistrata in poi

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Da Lisistrata in poi

    Lisistrata, per chi ancora non lo sapesse, è la protagonista della commedia omonima (410 a.c.) di Aristofane.

    A mio avviso è l'emblema dell'emancipazione femminile avendo creato il primo movimento unitario per la conquista di alcuni diritti. Oggi, nel mondo occidentale, le donne hanno 'quasi' gli stessi diritti, anche in Italia dove però c'è ancora la necessità di avere un ministero per le pari opportunità e si devono emanare nuove leggi affinchè non esistano differenze tra i diritti ed i doveri fra i due sessi.

    Il percorso per giugere a questo risultato è stato assai arduo, basti ricordare che in Italia le donne hanno acquisito il diritto di voto solo nel 1945 e che fino alla fine degli anni 50 del secolo scorso, un'adultera andava in galera e dveva subire un procedimento penale.

    Chi l'artefice principale della diseguaglianza di diritti tra uomini e donne? Il monoteismo!

    Tutti e tre i più diffusi culti religiosi monoteistici fanno risalire al 'padre di molti popoli' : Abramo, la loro origine ed al decalogo (Esodo 20.2-17) le regole basilari da osservare.
    L'ultima delle dieci parole è : Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.
    E' chiaro che, come le precedenti nove, è rivolta ad un uomo e che considera la donna-moglie al pari di tutte le altre 'cose' possedute dall'uomo.

    Ancora oggi, migliaia di anni dopo, le tre religioni monoteiste principali e di base, hanno una considerazione assai diversa tra le persone dei due sessi ed escludono le donne dalla vita ecclesiastica globale, riservando loro un ruolo, le più progressiste, assai marginale.

    Oggi inorridiamo per quel marito-padre (India) che ha strangolato moglie e figlia di 3 anni, non avendo potuto ottenere il divorzio e la possibilità di sbarazzarsi della figlia in maniera diversa, ma situazioni analoghe sono quotidianamente presenti, alcune anche peggiori nei paesi orientali ed africani.

    Ci vorrebbe una nuova Lisistrata in grado di combattere globalmente l'egemonia maschile sul diritto di autonomia, cominciando con l'affrontare il monoteismo, e le sue imposizioni.
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • Durante
    Opinionista
    • 16/11/08
    • 2103

    #2
    E' interessante l tuo editoriale arecata, coinvolge non solo la sociologia ma pure l'antropologia. Fridrich Engels riporta in un suo libro di un valente antropologo, Lewis H. Morgan che ha fatto profonde ricerche fra le popolazioni indiane del nord America e non solo. Asserisce cche in epoca paleolitica e neolitica con propaggini seguenti nel tempo vigeva il matriarcato. Questo tipo di societa' si ritrova anche in altri continenti. I luoghi che iniziarono il declno di questa norma sociali avvennero nella Mesopatamia, in Egitto e regioni limitrofe. La civiltà che ha contribuito al declino del matriarcato e che ha condizionato l'occidente in particolar modo l'Italia e conseguentemente tutti gli altri paesi dal momento che erano i romani che gli dominavano, fu il periodo da noi conosciuta come l'eta' eroica greca. Lo storico e antropologo Johann Jakob Bachofen con le sue fervide ricerche sui simbolismi funerari antichi dimostro' l'esistenza sociale del matriarcato in modo inconfutabile. Come sappiamo cio' che diede l'avvio al sistema patriarcale e al declino del matriarcato il motivo va ricercato in un nuovo modo di commercio che si basava sul profitto in maniera esponenziale quindi in contrasto con il matriarcato che bloccava il suo sviluppo. L'eredita' dei beni nella sua individualita' era molto limitata con il matriarcato e molto accentuata con il patriarcato. La cupidigia e l'avidità ebbero il sopravvento e i risultati sono alla portata di tutti.

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    • arecata
      • 03/04/13
      • 5519

      #3
      Grazie e bravo Durante, hai centrato perfettamente il mio pensiero e se non ho parlato delle comunità in cui ancora oggi è praticato il matriarcato (assai poche) è perchè vengono considerate delle tribù incivili e selvagge, tuttavia, già all'epoca della mitologia greca si raccontava del regno delle amazzoni ed assai spesso si è fantasticato su paesi immaginari governati da donne come ne "L'Atlantide" di Benoit (1919) governato da Antinea.

      Quinadi è, a mio avviso, il monoteismo il motivo principale della supremazia maschile
      Pánta rhêi hōs potamós

      arecata è il 2° nick-name di Blasel

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24582

        #4
        Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
        [B]Chi l'artefice principale della diseguaglianza di diritti tra uomini e donne? Il monoteismo!
        ...
        Ancora oggi, migliaia di anni dopo, le tre religioni monoteiste principali e di base, hanno una considerazione assai diversa tra le persone dei due sessi ed escludono le donne dalla vita ecclesiastica globale, riservando loro un ruolo, le più progressiste, assai marginale.
        aspetta, perché nel Cristianesimo riformato le cose non stanno sempre così;
        hai chiese luterane e calviniste in cui la donna accede al ruolo pastorale - che non è sacerdozio; i protestanti sono chiamati all'apostolato universale;

        in realtà, è la struttura di tipo rurale e solidamente feudale delle società che produce la discriminazione, poiché fondata sull'esercito e sull'organizzazione agricola;
        le dottrine confessionali si sono generalmente conformate a quelle esigenze, sacralizzandone le leggi e le consuetudini sociali;

        più la società si trova in condizione di dover massimizzare l'efficienza, vuoi per scarsità di risorse, vuoi per propensione pacifica a migliorare la qualità della vita, più essa diventa inclusiva e la discriminazione, sociale o di genere, perde senso come dannosa;

        ogni donna che non può studiare e lavorare comporta una riduzione del 50% del bacino di pescaggio della qualità, tra cui potrebbe esserci la ricercatrice che inventa il farmaco salvavita, o altre figure essenziali; un minus che nessuna società avanzata può permettersi.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • anaffettivo
          Opinionista
          • 02/09/08
          • 1336

          #5
          Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
          Chi l'artefice principale della diseguaglianza di diritti tra uomini e donne? Il monoteismo!
          Secondo me confondi causa ed effetto.
          Nelle religioni che citi esiste questa discriminazione perché era prassi ove queste religioni si svilupparo.
          Non mi pare fossero meno sessiste le società della Cina imperiale o del Giappone feudale, dove si praticavano religioni politeiste.
          Per restare qui vicino, nella Grecia classica la donna era una proprietà.

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          • Durante
            Opinionista
            • 16/11/08
            • 2103

            #6
            Anaffetivo non tieni conto del periodo dell'età storica greca e per semplificazione alla mitologia. Ti confondi con i periodo pre e post cronologici inerenti alla tematica evidenziata da arecata. Esiste un passaggio di transizione tra il matriarcato in fase di declino e il nascente patriarcato, il tutto è sancito dall'Orestiade di Eschilo che descrive la drammatica lotta fra il matriarcato e il diritto patriarcale. Clitennestra per il sentimento amoroso che prova per il suo amante Egisto ha ucciso suo marito Agamennone che aveva fatto ritorno reduce dalla guerra di Troia, ma suo figlio Oreste vendica l'assassinio di suo padre uccidendo sua madre, perciò le Erinni figure demoniache di diritto matriarcale lo perseguitano perchè il matricidio è il più grave e inespiabile delitto. Apollo con il suo oracolo aveva contribuito a plagiare Oreste a uccidere sua madre. Viene istituito un giudizio divino con a capo come giudice viene scelta Atena. Tutte e due le divinità percepiscono il nascente ordine patriarcale e lo difendono. Tutta la difesa si compendia brevemente facendo si che il dibattito verta soltanto sul madrecida e le Erinni. Oreste si appella al fatto che Clitennestra ha compiuto un duplice delitto avendo essa ucciso colui che era marito di lei e padre di lui quindi si chiede e domandaerchè le Erinni perseguitano lui e non lei che è colpevole? La risposta è più che convincente; l'uccisione di un uomo anche se marito dell'assassina è espiabile e quindi non riguarda l'esercizio delle Erinni il cui compito è di punire i delitti fra consanguinei e il matricidio secondo il diritto matriarcale è il più grave e inespiabile dei delitti. Apollo si attesta come difensore di Oreste, Atena fa votare gli Aeropagiti scabini del tribunale di Atene. I voti di condanna si eguagliano a quelli di assoluzione. Atena rivestendo il ruolo mdi giudice con il suo voto diventa l'ago della bilancia e votando a favore di Oreste lo proscioglie. Il diritto patriarcale ha riportato la vittoria sull'istituzione matriarcale e gli Dei di nuova stirpe con la loro sentenza sopraffanno e dominano il ruolo delle Erinni che si lasciano indurre ad assumere un ruolo diverso dal precedente al servizio mdel nuovo ordine. Da qui in poi è consacrato il patriarcato.

            P.S. Atena e altri Dei nel periodo arcaico del matriarcato non esistevano quindi la percezione dell'avvento del patriarcato pur a livello fetale era consistente da
            costoro.

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            • anaffettivo
              Opinionista
              • 02/09/08
              • 1336

              #7
              Originariamente Scritto da Durante Visualizza Messaggio
              Anaffetivo non tieni conto
              Non cercando io artefici principali non ho motivo di tenere in conto quanto dici.
              Quanto aggiungi non fa che confermare che fosse frettoloso attribuire al monoteismo il ruolo di principale artefice delle disuguaglianze di genere.

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              • Durante
                Opinionista
                • 16/11/08
                • 2103

                #8
                [QUOTE=anaffettivo;1452905]Non cercando io artefici principali non ho motivo di tenere in conto quanto dici.


                La tua risposta la rispetto anche se non la condivido. Sarebbe come dire che mettendo la mano nuda nell'acqua non me la bagno.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Chi l'artefice principale della diseguaglianza di diritti tra uomini e donne? Il monoteismo!
                  Così sembra a prima vista visto che dio non è dea ed è stato recepito per millenni come padre.
                  Se dio è maschio e pure padre va da se l'investitura di superiorità che a caduta si trasferisce sulle strutture sociali da dio e soprattutto dai suoi giannizzeri benedette e inquadrate.

                  Ne è un caso che quando GPI se ne uscì con il "dio è madre" la curia sobbalzò poi parò il colpo come solo le curie sanno fare.

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                  • anaffettivo
                    Opinionista
                    • 02/09/08
                    • 1336

                    #10
                    Originariamente Scritto da Durante Visualizza Messaggio
                    Sarebbe come dire che mettendo la mano nuda nell'acqua non me la bagno.
                    Non capisco la figura retorica ma mi sembra veramente poco pertinente.
                    La questione è di logica elementare. È stata proposta una tesi. Tale tesi si dimostra falsa portando controesempi. I controesempi non sono e non pretendono di essere controtesi, quindi non possono essere afflitti dai distinguo che riporti.

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                    • Durante
                      Opinionista
                      • 16/11/08
                      • 2103

                      #11
                      Quindi il sapere e la letteratura antica su cui si fonda la nostra civiltà e che è stato il motore propulsore di ciò che siamo adesso si può mettere tranquillamente in soffitta con buona pace dell'oblìo.

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                      • anaffettivo
                        Opinionista
                        • 02/09/08
                        • 1336

                        #12
                        Vabbè, ciao core...

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                        • Durante
                          Opinionista
                          • 16/11/08
                          • 2103

                          #13
                          La chiesa riformata anzi direi pre luterana quindi la chiesa Valdese creo' i presupposti della riforma che Martin Lutero attuo' nei primi decenni del XVI sec. . Non e' detto che la chiesa o meglio le chiese riformate hanno avuto la avvedutezza e la maturita' di aprirsi al ruolo pastorale femminile possa mettersi in antitesi su cio' che ha scritto arecata. A differenza del cattolicesimo che si fonda esclusivamente sulla sacralita' basandosi come fondamento sull' Antico Testamento anche se successivamente con il Nuovo Testamento apporta delle differenze rifomatrici rispetto al Testamento precedente ma non discostandosi dal ruolo preminentemente maschile pastorale facendo si che il ruolo della donna sia subalterno. Gli spazi fra la storia arcaica e quella post arcaica sono ampi sia per la modalità di vita sociale sia nei passaggi di ordine istituzionale. Volendo questi spazi temporali si possono condensare fra loro avendo l'opportunità di fare ricerche con metodo scientifico sia nella interpretazione delle lingue antiche sia supportato dalle meticolose ricerche archeologiche che hanno fatto da riscontro agli scritti che ci sono pervenuti di millenni or sono. AxeUgene riprendendo il tuo discorso le chiese riformate sono state e sono precursori delle societa' future ed i cambiamenti avvengono in modo fisiologico necessariamente in base ai cambiamenti tecnologici strumentali influendo endemeticamente nel tessuto sociale e quindi nella economia mercantile, per esempio come accadde con la scoperta delle Americhe da parte di Colombo. Tali cambiamenti richiedono tempo come e' sempre stato nei cicli storici. La necessita' di questo cambiamento lo abbiamo tutti sotto gli occhi attulmente noi cattolici e non solo, Papa Bergoglio e' il testimone vivente che ha capito l'esigenza futuristica della umanita' e della chiesa stessa

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