Grazie Renzi per le nuove tasse

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  • anaffettivo
    Opinionista
    • 02/09/08
    • 1336

    #31
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    no, perché c'è una correlazione tra l'utilità ottenuta dal provider e la circostanza che questi rendano accessibili i siti che rendono pubblici contenuti tutelati dal diritto;
    il principale provider in Italia è telecom. Tu sai misurare quanti dei suoi profitti sono dovuti al fatto che la gente scarica illegalmente?
    Davvero pensi che se effettivamente, per magia, fossi privato della facoltà di accedere al materiale protetto da diritti, rinuncerei ad avere una connessione internet?
    Tu usi o conosci chi usa internet solo ed esclusivamente per scaricare illegalmente?
    Perché se internet ha altri scopi comunque l'utente vorrà connettersi e comunque pagare i provider.
    Il nesso che sembri vedere chiaramente è decisamente campato in aria.

    proprio intese a preparare trattative di questo tipo
    questa è una cazzata la chiusura di megavideo (imposta dalla magistratura degli SU), pianta dall'intera umanità, è stata fatta perché il proprietario guadagnava illecitamente ed è stato perseguito. nulla c'entrano trattative con la siae

    un'azione giudiziaria va a eventualmente a colpire il provider
    Di solito in italiano con "provider" si intende "internet service provider", cioè il fornitore di servizi di rete, cioè la compagnia telefonica che ti fa connettere.
    Fin'ora nessuna azione giudiziaria in nessuna parte del mondo ha inteso colpire le compagnie telefoniche per colpire la pirateria.
    Mi viene il dubbio che intendi qualcos'altro con provider.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24583

      #32
      Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
      il principale provider in Italia è telecom. Tu sai misurare quanti dei suoi profitti sono dovuti al fatto che la gente scarica illegalmente?
      Davvero pensi che se effettivamente, per magia, fossi privato della facoltà di accedere al materiale protetto da diritti, rinuncerei ad avere una connessione internet?
      Tu usi o conosci chi usa internet solo ed esclusivamente per scaricare illegalmente?
      Perché se internet ha altri scopi comunque l'utente vorrà connettersi e comunque pagare i provider.
      Il nesso che sembri vedere chiaramente è decisamente campato in aria.
      tu invece non sembri aver compreso che, appunto, la censura su ciò che può essere oggetto di download salvato colpisce anche il download semplicemente fruito, ma ugualmente protetto;
      con questo gli accessi, e con gli accessi l'indotto pubblicitario, oltre che il generale valore complessivo della connessione, e pertanto il prezzo del servizio;

      questa è una cazzata la chiusura di megavideo (imposta dalla magistratura degli SU), pianta dall'intera umanità, è stata fatta perché il proprietario guadagnava illecitamente ed è stato perseguito. nulla c'entrano trattative con la siae
      se tu mi avessi letto con attenzione, avresti capito che non mi riferivo certo a siti chiaramente illeciti e individuabili come piattaforma, ma di utenti privati; al contrario di quello che pensi, la minaccia adombrata di agire massicciamente contro gli utenti e porre il sistema giudiziario sotto pressione è un argomento importante che fa da convitato di pietra ad ogni trattativa; te lo dico con discreta cognizione di causa

      Di solito in italiano con "provider" si intende "internet service provider", cioè il fornitore di servizi di rete, cioè la compagnia telefonica che ti fa connettere.
      Fin'ora nessuna azione giudiziaria in nessuna parte del mondo ha inteso colpire le compagnie telefoniche per colpire la pirateria.
      Mi viene il dubbio che intendi qualcos'altro con provider.
      no, intendo esattamente il provider:
      questo è tenuto ad espletare una funzione di vigilanza sulla liceità delle attività a cui fornisce accesso;
      l'eventualità di zone "grigie" in termini di liceità o la semplice provvisoria tolleranza, non risolta da accordi che implicano un quadro normativo chiarificatore o almeno limiti di procedibilità, espongono i provider ad una pesante incertezza riguardo all'esposizione a procedure e risarcimenti;

      mi rendo conto che si tratta di una materia incasinatissima, perché il sistema giuridico che presiede al tutto si è trovato di fronte a sviluppi tecnologici che rendono parecchio problematici controllo e repressione; ed è proprio per questo che le soluzioni sono così rabberciate e approssimative;
      lo stesso riferimento che legittima la "copia privata" - cioè di un contenuto lecitamente in proprio possesso - è un escamotage per consentire di fatto la copia tout-court senza legittimare formalmente l'appropriazione illecita del contenuto, non essendo immaginabile un controllo capillare sugli utenti;

      d'altro canto, non è possibile ignorare il traino essenziale per l'economia digitale esercitato dalla semplice fruizione di contenuti tutelati via net; per questo la soluzione di tassare i supporti di back-up ha finito per essere preferita, dato che colpisce il salvataggio anziché la semplice fruizione, laddove interventi su tutto lo spettro della disponibilità dei contenuti protetti avrebbe creato aree infinite di conflittualità potenziale e agita, e un notevole caos.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • anaffettivo
        Opinionista
        • 02/09/08
        • 1336

        #33
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        la censura su ciò che può essere oggetto di download salvato colpisce anche il download semplicemente fruito, ma ugualmente protetto; con questo gli accessi, e con gli accessi l'indotto pubblicitario, oltre che il generale valore complessivo della connessione, e pertanto il prezzo del servizio;
        Telecom non ha utili dalla pubblicità presente in rete. Ti confondi con google.
        Chi fornisce la connessione guadagna se la gente si vuole connettere. E il prezzo è dato dalla domanda e dall'offerta, cioè viene tirata verso l'alto dalla domanda e tirato giù dalla concorrenza.
        La maggior parte del tempo che sei connesso non stai accedendo a contenuti illegali. E la maggior parte dei contenuti illegali si trova su canali diversi: per vedere un film devo attivamente cercare lo streaming, così per le scan di un fumetto.

        la minaccia
        mi sai citare un paese al mondo nel quale questa (ridicola) minaccia è stata seguita da azioni?

        il traino essenziale per l'economia digitale esercitato dalla semplice fruizione di contenuti tutelati
        Mi sembra una stima un po' forzata. Puoi produrre qualche dato in tal senso?

        Comment

        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24583

          #34
          Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
          Telecom non ha utili dalla pubblicità presente in rete. Ti confondi con google.
          Chi fornisce la connessione guadagna se la gente si vuole connettere. E il prezzo è dato dalla domanda e dall'offerta, cioè viene tirata verso l'alto dalla domanda e tirato giù dalla concorrenza.
          La maggior parte del tempo che sei connesso non stai accedendo a contenuti illegali. E la maggior parte dei contenuti illegali si trova su canali diversi: per vedere un film devo attivamente cercare lo streaming, così per le scan di un fumetto.
          l'indotto pubblicitario premia indirettamente i provider, la cui attività vale in misura proporzionale al potenziale di siti supportati; pensa anche al potenziale in borsa...
          anche questo sito ospita pagine di youtube con contenuti protetti, per non parlare di facebook e affini; considera che, dato il divieto della riproduzione anche parziale, sarebbero censurabili e perseguibili le espressioni più diverse, dal brano dei Pink Floyd dal tubo, alla poesia della Szimborska, fino alla citazione del saggio sulla conquista dell'Inghilterra da parte dei Plantageneti;

          mi sai citare un paese al mondo nel quale questa (ridicola) minaccia è stata seguita da azioni?
          ci sono stati occasionali procedimenti in diversi paesi, ma sono sempre intervenute stipulazioni forfettarie a sanare, analoghe a quelle italiane;
          nondimeno, se anche solo una frazione minima di titolari di diritti intentassero un'azione risarcitoria - che è assolutamente fondata, codice alla mano; nessun rischio di lite temeraria - sarebbe un gran bel pasticcio per la giustizia civile, perché si produrrebbero - oltre ad una sostanziale paralisi, incertezza e panico, anche effetti domino imprevedibili, a seconda dell'interpretazione che il giudice a quo stima riguardo al profilo delle violazioni;

          voglio dire, non penserai che, per quanto bizantini e pasticcioni possano essere i nostri operatori del settore, questi non si muovano entro un quadro di riferimento di prassi consolidate ?
          c'è una lunga storia giuridica di raffronto, che parte dalla diffusione delle audiocassette e dalla pubblicazione dei primi bootlegs e contraffatti negli USA alla fine degli anni '60, con tutti gli iter tipici connessi ad ogni sviluppo tecnologico, con infinite controversie e dibattiti sull'opportunità e la praticabilità di ciascuna opzione; alla fine, la risposta è stata sempre la leva fiscale sui supporti;

          Mi sembra una stima un po' forzata. Puoi produrre qualche dato in tal senso?
          è impossibile fare un censimento, dato che qualsiasi blog individuale, qualsiasi sito, potresti trovare contenuti protetti dal diritto d'autore;
          tutti gli accessi orientano l'investimento pubblicitario, anche sofisticato e mirato;

          la differenza che puoi riscontrare magari è che in economie più floride una tassa sui supporti può non essere necessaria perché a monte i sistemi di riscossione dei diritti hanno introiti maggiori e meglio controllati, nonché economicamente sostenibili;

          per esempio, se la siae, che controlla lo sfruttamento diretto, spettacoli e supporti venduti, con un minimo di capacità, lo sfruttamento secondario è molto evaso, e anche in modo macroscopico e quasi totale;
          se tu metti musica al bar, devi corrispondere all'imaie, perché quella musica è un valore aggiunto; così la proiezione dei film, anche dalla tv, nelle navi traghetto, e così via...
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • anaffettivo
            Opinionista
            • 02/09/08
            • 1336

            #35
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            vale in misura proporzionale al potenziale di siti supportati;
            no. vale in misura agli abbonati.
            pensa anche al potenziale in borsa...
            anch'esso in misura agli abbonati. e gli abbonati scelgono un provider piuttosto che un altro per motivi che prescindono totalmente i contenuti dei siti che visiteranno.
            occasionali, ma
            insomma mai
            nessun rischio di lite temeraria
            dipende contro chi fanno la causa di risarcimento. se la fanno contro di me perdono, ad esempio. se la fanno contro ignoti hanno l'onere di produrre una quantificazione documentata del danno che denunciano.
            La teoria che sia colpa di telecom sa un po' di cazzata, come denunciare l'ENI per gli incidenti stradali.
            E non c'è nessun vittorioso precedente di qualcuno che la spunti nell'attribuire ad una compagnia telefonica la colpa di un vago danno non quantificabile derivatogli dall'accesso degli utenti a siti terzi, magari per canali che non esiste modo di oscurare da parte della compagnia telefonica.
            è impossibile fare un censimento,
            e quindi è impossibile quantificare qualunque danno, colpa o anche solo sostenere che la condivisione illegale sia il volano principale dell'economia digitale.
            Ti dirò un segreto, i siti nel complesso più visitati del mondo offrono contenuti pornografici perfettamente legali.
            Il sito singolarmente più visitato è la pagina iniziale di google, che non presenta contenuti illegali.
            Youtube è molto visitato, e ci sono anche contenuti illegali che vengono regolarmente rimossi se il detentore dei diritti lo richiede (e l'utente che carica contenuti illegali viene bannato se persevera).
            Wikipedia non propone contenuti illegali (se non per errori che vengono corretti in pochi minuti).
            Quindi nel mondo a me pare che la maggior parte del traffico dati sia dato da contenuti perfettamente legali.
            Tutto ciò comunque prescinde dalla questione iniziale.
            Un nuovo balzello da cui fortunatamente sono esente e così i miei diretti conoscenti, che con molte forzature logiche si giustifica come un sostegno di stato all'arte.

            Comment

            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24583

              #36
              Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
              no. vale in misura agli abbonati.
              anch'esso in misura agli abbonati. e gli abbonati scelgono un provider piuttosto che un altro per motivi che prescindono totalmente i contenuti dei siti che visiteranno.
              fai finta di non capire ? eppure ti interessi di economia, mi pare;
              se cala il numero dei siti aperti e delle attività di quei siti, dei rispettivi accessi e pertanto della pubblicità, cala (calerebbe) il volume d'affari degli stessi provider, perché le applicazioni della rete sarebbero molto mutilate, al punto che nessuno concepirebbe un net senza contenuti di entertainment;

              insomma mai
              no, mai no; poche volte, ma non si è arrivati alla prassi diffusa proprio perché sono arrivate scelte come quelle contestate di ora, a metterci una pezza;

              dipende contro chi fanno la causa di risarcimento. se la fanno contro di me perdono, ad esempio. se la fanno contro ignoti hanno l'onere di produrre una quantificazione documentata del danno che denunciano.
              i profili impugnabili sono tantissimi, a partire dai siti, fino ai singoli per appropriazione indebita, ovviamente questi previa indagine; ci sarebbe anche un profilo pubblicistico, ove fosse riscontrata l'inerzia dello stato nel tutelare il diritto di proprietà...

              La teoria che sia colpa di telecom sa un po' di cazzata, come denunciare l'ENI per gli incidenti stradali.
              ma infatti io non ho parlato di colpa, non diretta; i provider declinano ogni responsabilità per i contenuti dei siti, come spesso fanno i siti stessi rispetto all'utente che pubblica; tuttavia esistono diversi gradi di responsabilità in vigilando, anche se la questione è ancora indefinita, proprio per il caos normativo del settore; su questo se vuoi posso essere più diffuso;

              ma il punto essenziale è che in generale l'economia del net si avvale ubiquitariamente della possibilità di inserire opere tutelate per la cui fruizione non si paga, come se io posto un video del tubo con un brano dei Rolling Stones o di pincopalla;

              Ti dirò un segreto, i siti nel complesso più visitati del mondo offrono contenuti pornografici perfettamente legali.
              Il sito singolarmente più visitato è la pagina iniziale di google, che non presenta contenuti illegali.
              Youtube è molto visitato, e ci sono anche contenuti illegali che vengono regolarmente rimossi se il detentore dei diritti lo richiede (e l'utente che carica contenuti illegali viene bannato se persevera).
              Wikipedia non propone contenuti illegali (se non per errori che vengono corretti in pochi minuti).
              Quindi nel mondo a me pare che la maggior parte del traffico dati sia dato da contenuti perfettamente legali.
              infatti, finché il titolare dei diritti non agisce a tutela di quelli, non c'è quasi problema; i contenuti perseguibili d'ufficio per questioni di ordine pubblico sono pochi, tipo i siti che incitano all'odio politico, ecc..
              ma il punto sono esattamente i siti che dovrebbero emendarsi da tutti i contenuti protetti ove i titolari agissero in questo senso, e a diverso titolo, autori, editori, e con grandi complicazioni; per esempio, in Europa si tutela il diritto morale d'autore, sconosciuto negli USA, che impedisce la sanatoria per mero assolvimento dei diritti se l'opera viene rimaneggiata o inserita in un contesto di dileggio;

              Tutto ciò comunque prescinde dalla questione iniziale.
              Un nuovo balzello da cui fortunatamente sono esente e così i miei diretti conoscenti, che con molte forzature logiche si giustifica come un sostegno di stato all'arte.
              guarda, io sono il primo a dire che si tratta di una soluzione ingiusta, ma è la meno ingiusta tra quelle possibili, e almeno proporzionata; perché sul totale della memoria venduta in rapporto alle utenze è chiaro che una parte vada all'archiviazione di contenuti tutelati, anche ammettendole come "copie private";

              tieni conto che il problema si pone a prescindere dal net, anche se quello è ormai il veicolo principale di tutto;
              ti dico pure che da quasi 40 anni colleziono bootlegs, soprattutto in vinile, e diciamo che difficilmente mi si può attribuire tenerezza nei confronti dell'industria discografica;
              però, una valutazione che ritengo onesta della situazione attuale, soprattutto in considerazione dell'interesse di tutti i soggetti minori dell'industria dell'intrattenimento, mi porta a considerare che questa sia la meno peggio delle soluzioni, seppure provvisoria;

              ora, non so se tu hai soluzioni migliori; può darsi.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • anaffettivo
                Opinionista
                • 02/09/08
                • 1336

                #37
                "è chiaro che una parte vada all'archiviazione di contenuti tutelati" è come dire che è chiaro che parte delle macchine parcheggerà in doppia fila o non rispetterà i limiti, quindi aumentiamo la tassa di circolazione per punire tutti i furbetti che ordinariamente sfuggono ai controlli.

                se cala il numero dei siti aperti
                fai finta di non capire? fossero anche 1/1000 dei siti attuali quelli presenti comunque le persone vorrebbero la connessione internet, perlomeno per ricevere la posta, fare ricerche su google et similia. Il numero dei siti è da decenni inifluente per l'attrattività della rete, in quanto questa ormai è attraente di per sé e ritenuta quasi un bisogno da miliardi di persone a prescindere dai contenuti.
                Incuriosito dalla discussione e sorpreso dalla testardaggine con cui insisti su questa fallace argomentazione, ho fatto un po' di esperimenti in uk.
                Ho riscontrato che in uk un sacco di siti per scaricare (anche temporaneamente) sono preclusi dai provider uk (piratebay per esempio, ma anche tutti gli altri che conoscevo e che ho usato in Italia). Ti dirò, non sono riuscito a scaricare nessun fumetto americano, mentre in Italia era abbastanza facile trovare le scan.
                Eppure ti sorprenderà sapere che ci sono più abbonati qui che in Italia, nonostante siano accessibili meno siti.

                se io posto un video del tubo con un brano dei Rolling Stones
                se vieni segnalato il video viene rimosso e tu vieni messo in lista per essere bannato alla prossima violazione.

                ora, non so se tu hai soluzioni migliori; può darsi.
                per proporre soluzioni devo vedere problemi.

                Comment

                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24583

                  #38
                  Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                  "è chiaro che una parte vada all'archiviazione di contenuti tutelati" è come dire che è chiaro che parte delle macchine parcheggerà in doppia fila o non rispetterà i limiti, quindi aumentiamo la tassa di circolazione per punire tutti i furbetti che ordinariamente sfuggono ai controlli.

                  fai finta di non capire? fossero anche 1/1000 dei siti attuali quelli presenti comunque le persone vorrebbero la connessione internet, perlomeno per ricevere la posta, fare ricerche su google et similia. Il numero dei siti è da decenni inifluente per l'attrattività della rete, in quanto questa ormai è attraente di per sé e ritenuta quasi un bisogno da miliardi di persone a prescindere dai contenuti.
                  Incuriosito dalla discussione e sorpreso dalla testardaggine con cui insisti su questa fallace argomentazione, ho fatto un po' di esperimenti in uk.
                  Ho riscontrato che in uk un sacco di siti per scaricare (anche temporaneamente) sono preclusi dai provider uk (piratebay per esempio, ma anche tutti gli altri che conoscevo e che ho usato in Italia). Ti dirò, non sono riuscito a scaricare nessun fumetto americano, mentre in Italia era abbastanza facile trovare le scan.
                  Eppure ti sorprenderà sapere che ci sono più abbonati qui che in Italia, nonostante siano accessibili meno siti.
                  quello che dovresti valutare è il volume di dati; se cala il volume dei dati cala anche il valore del servizio; è ovvio che tutti continuerebbero ad avere un abbonamento, ma non allo stesso prezzo;
                  tutto il settore si muove in competizione sulla velocità e la capacità di scaricare rapidamente contenuti, in genere video, quelli che richiedono velocità e memoria massiccia;

                  i contenuti sono "legali" finché i proprietari non agiscono; se tutti agissero perché non compensati avresti i grandissimi problemi e conflitti giudiziari che ti ho segnalato, stante la normativa attuale;

                  se vieni segnalato il video viene rimosso e tu vieni messo in lista per essere bannato alla prossima violazione.
                  chi ha pubblicato il video; io non sono iscritto al tubo, eppure ho pubblicato tanti brani anche su questo sito; pensa a fb, dove tutti pubblicano contenuti protetti...
                  ma davvero non immagini come dovrebbe cambiare il volto di tutte le attività net ?

                  per proporre soluzioni devo vedere problemi.
                  il problema è che l'attuale tecnologia e struttura della comunicazione in rete non consente di impedire l'appropriazione indebita di contenuti audiovisivi, e che questa è divenuta sostanzialmente uno standard lecito nella percezione comune.
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #39
                    Smartphone e pc l’ultima beffa ora spunta la tassa sulle intenzioni

                    Confindustria digitale, il gettito di questo “equo compenso” per la copia privata – rivisto ogni tre anni e destinato alla Siae, la società italiana degli autori ed editori –

                    passerà dai 63 milioni attuali ai 157 milioni annui. Un ricarico del 150%,
                    Fino a 5 euro in più un tablet e 9 una chiavetta Ecco quanto si pagherà per il diritto d’autore anche se non si scaricheranno musica e film. ROMA – Non è un compenso. E neppure equo. Piuttost…

                    Da una miseria a un tozzo di pane e noi apprezziamo la solerzia di un governo sempre sensibile a soccorrere le lobby, quanto ci pigliano??????

                    Comunque se il prezzo sale gli acquisti diminuiscono anche perché il materiale si acquista all'estero con le tasse estere dove la situazione non è esattamente la stessa di qua.

                    «Il vero motivo di questi aumenti è che la Siae ha bisogno di soldi per i suoi disastrati bilanci, la copia privata non c’entra nulla», va giù duro Fabio Fulvio, responsabile delle politiche per lo sviluppo di Confcommercio. «In un mondo in cui i prezzi dei dispositivi digitali scendono, le memorie si ampliano, aumentare di 3-4 euro il costo delle chiavette vuol dire incidere in modo significativo. Con il risultato che gli utenti più svegli se le compreranno in Belgio». Questo decreto «quasi
                    triplica un compenso definito residuale, cioè minimo», rincara Claudio Lamperti, vicepresidente Anitec (associazione industrie informatica, tlc, elettronica) e direttore generale di Panasonic. «Conoscendo i bilanci attuali dei produttori posso dire che quest’aumento graverà purtroppo tutto sui consumatori, chiamati tra l’altro a pagare per una cosa che non fanno più, la copia privata, visto che oramai ci si collega in streaming o si utilizza la nuvola, il cloud. E le varie piattaforme già ripagano gli autori».

                    Viva renzi che oggi dopo tanto annunciare per le sue flessibilità che si è venduto a noi a credito si è pigliato un pugno sui denti, un calcio nel suo augusto deretano e fuoco ai capelli da tedeschi.
                    Mo che i voti li ha portati a chi gli hanno ordinato di portarli se lo sono mangiato, digerito e per ultimo defecato.

                    Una mossa simile a quella della rai che ha chiesto 400 euro di canone tv a tutti gli uffici, aziende, commercianti che hanno un pc, rilevato su connessione internet perché potenzialmente usabile come tv
                    Grazie renzi che ci amma e ci difende dagli abusi dei suoi pupilli fra i quali annovera un ex cavaliere che da orco blu si è trasformato in agnellino da quando un governo amico si è dimenticato il contenzioso costituzionale sulle reti e guarda caso nessuno dice più nulla sul possederne più delle due ammesse in sede costituzionale.
                    Che poi le tv fanno capo agli editori che fanno cassa anche di la.
                    Last edited by Il gatto; 09-07-2014, 10:44.

                    Comment

                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #40
                      Perché NON iscriversi alla SIAE!
                      La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è un ente che si occupa della tutela del diritto d’autore, è l’unico ente attualmente delegato per legge alla riscossione ed alla ridistribuzione dei proventi per diritto d’autore, quindi semplificando la questione, se io stasera suono in un locale 3 canzoni di Ligabue 3 di Vasco e 4 di Battisti la SIAE si fa dare dal locale in cui suono 10 soldi e gli da un foglio (programma musicale) dove io scrivo le canzoni che ho suonato, quando il foglio le viene riconsegnato lei provvede a dare 3 soldi a Ligabue, 3 a Vasco e 4 agli eredi di Battisti, perché il diritto passa agli eredi fino a settant’anni dopo la morte dell’autore, dopodiché i brani diventano di pubblico dominio. Fino a qui tutto bene (L’Odio). Se io sono un autore e mi iscrivo alla SIAE per organizzare una serata dove io eseguo solo i miei brani il locale pagherà un permesso e quei soldi tornerebbero a me in forma di diritto d’autore, ma qui la legge introduce un concetto, che semplifico sempre per facilitare la comprensione, la SIAE mi rende i soldi al netto delle spese sostenute per riscuoterli, quindi se per riscuoterli un impiegato ha lavorato un’ora e percepisce un soldo l’ora di paga nel caso in cui il locale avesse pagato 10 soldi per il MIO diritto d’autore la SIAE me ne renderebbe a conti fatti 9. Purtroppo normalmente per riscuotere il mio diritto l’ufficio SIAE ha costi ben più alti, quindi per l’autore non rimane quasi nulla, per di più esiste un così detto “calderone” dove confluiscono i soldi provenienti dai programmi musicali che non si è riusciti ad interpretare perché, per esempio, mal compilati o per problemi calligrafici, il calderone viene redistribuito a tutti gli autori sulla base delle vendite, quindi se io conto per lo 0,000000000000001 % degli affari della SIAE tale sarà la percentuale che mi spetterà nella distribuzione.

                      In più una volta delegata la SIAE alla vigilanza ed alla riscossione sul mio diritto d’autore io perdo la libertà di gestire autonomamente questo, per esempio se volessi regalare una mia serata, diritti compresi ad una associazione benefica non potrei, dovrei comunque avvisare l’organizzatore di richiedere e pagare il permesso poi, una volta ricevuti i miei compensi scorporarli e donarli, ma sempre al netto dei famosi costi di riscossione, comunque sostenuti dagli organizzatori per farmi suonare nonostante la mia volontà di “donare” per intero la serata.

                      Con questo meccanismo è difficilissimo, una volta iscrittisi alla SIAE ed a meno di passaggi televisivi o radiofonici su emittenti nazionali, riprendersi anche il costo dell’iscrizione annuale (passata nel 2013 da 90 euro a oltre 150…). In più c’è da valutare un secondo ambito: per credenza popolare pare che in caso di diatribe, plagi eccetera sia sufficiente l’iscrizione a dimostrare la paternità dell’opera, quindi a vincere una causa. Invece no! La SIAE non fa altro che dichiarare che in un dato giorno un autore ha depositato un brano, non va a controllare se questo già esiste ed è stato magari depositato da altri, quindi non da nessuna garanzia sulla paternità, altrimenti non si spiegherebbero le cause pluriennali tra Zucchero e tutti i suoi truffati, per dirne uno… Il caso andrebbe sempre al vaglio di un giudice, con una causa normalissima e sempre dagli esiti incerti.
                      Per una infondata smania di credibilità ai miei tempi, poco più che adolescenti, ci si iscriveva alla SIAE; ci si sentiva musicisti professionisti già solo per aver passato l’esame (perché un…


                      La triste storia di un autore deluso

                      Bilanci siae


                      storia di un carrozzone di stato sul genere aci che esiste per auto mantenersi ed esiste finche ha complicità politiche che lo legittimano.
                      Complicità che l'unità, troppo esposta, invoca

                      L’UNITÀ FRA UN MESE FALLISCE “RENZI, ADESSO SALVACI TU”


                      Metti una tassina, un obolo obbligatorio, una accisa e ci finanzi come tutti gli altri tuoi pupilli illegittimi, a noi gli unici pupilli riconosciuti invece non ci dai il soldino.

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                      • anaffettivo
                        Opinionista
                        • 02/09/08
                        • 1336

                        #41
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        quello che dovresti valutare è il volume di dati; è ovvio che tutti continuerebbero ad avere un abbonamento, ma non allo stesso prezzo;
                        Mi sembra di parlare con Cono. Ti sei convinto di questa cosa e sei inamovibile. se chiudesse youtube domani, a parte esserci sconvolta disperazione nel mondo come quando i Visigoti entrarono a Roma, credi che la gente rinuncerebbe a rinnovare l'abbonamento ad internet? Perché se nessuno rinuncia la domanda non cala, quindi il prezzo non cala.

                        Questo dei download illegali è palesemente un non problema, quindi non necessitava di alcuna soluzione.
                        Il balzello è stato aggiunto per avere nuove entrate.
                        Vediamo come finirà, se ancora una volta il nostro esosissimo stato sbatterà i denti sulla curva di Leffer (facendo nel frattempo diminuire un po' i consumi).

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #42
                          Finisce come per le sigarette elettroniche che hanno fatto chiudere tutti o quasi visto te le compri sul web dove costano meno.

                          Il ministro dei beni culturali ha firmato il decreto che aumenta gli importi per l’equo compenso, ossia il prezzo che ogni consumatore italiano deve pagare nel momento in cui acquista una memoria esterna come una usb, un hard disk, un dvd, ma anche uno smartphone e un tablet (anche questi ultimi, infatti, sono dotati di memorie per immagazzinare i dati).



                          La notizia si attendeva ormai da qualche settimana ed era prossima alla sua ufficializzazione (leggi: “Equo compenso: gli aumenti su tablet e smartphone ci saranno”). In conseguenza di ciò, pagheremo fino a quasi 5 euro in più un cellulare o un tablet da 32 Gb; fino a 5,20 euro per un computer e quasi 40 centesimi per una memoria usb da 4Gb.



                          Non ci dilungheremo, in questa sede, su cosa sia l’equo compenso sulle copie private, di cui abbiamo già parlato spesso in queste pagine. Piuttosto sono allarmanti – e la collettività va informata di ciò – le modalità con cui è avvenuto tale aumento: in un clima di assoluta assenza di trasparenza e di disinformazione tale da far gridare allo scandalo.



                          Non ci riferiamo tanto al fatto che il ministro, anziché aggiornare le tariffe al costo della vita, le abbia aumentate, in termini reali, di oltre il 500%!



                          Non ci riferiamo neanche al fatto che, già prima del citato “adeguamento”, l’Italia era tra i Paesi dell’Europa con gli importi tra i più elevati.



                          Ma è singolare – anzi, tipico di uno Stato totalitario – come, in questa occasione, l’informazione su internet sia stata letteralmente censurata dalle stesse istituzioni: istituzioni che, così facendo, hanno ormai dimostrato di temere il tam tam della rete e l’effetto che esso potrebbe avere sulle loro “scelte”.



                          Ma vediamo da vicino cosa è successo, secondo quanto riportato anche dai principali giornali (primo per tutti “Il Fatto Quotidiano”).



                          Il meccanismo dell’equo compenso

                          Il meccanismo che regola l’equo compenso è costruito tutto su una presunzione: si ipotizza, cioè, che il consumatore, una volta acquistata la memoria esterna, la utilizzi per copiare un contenuto coperto dal diritto d’autore. Così, per esempio, potrebbe essere il caso di chi carichi sul telefonino la playlist di un autore, legalmente acquistata, e importata dal computer; oppure “rippi” in mp3, sul nuovo hard disk esterno, il cd di Jennifer Lopez appena scaricato dall’i-store o acquistato in versione fisica.



                          E chi non lo fa e, invece, ha comprato l’hardware solo per archiviare contenuti propri (per esempio: una sim della camera digitale per le foto dell’estate o un pen drive per conservare file di testo di propria produzione)? Paga lo stesso [1] il balzello che va a finire all’industria dei contenuti e, in percentuale, anche alla Siae.



                          Tralasciando, in questa sede, le critiche al sistema, passiamo ora alle note dolenti della vicenda.



                          Che fine hanno fatto i dati pubblici?

                          Un recente studio ha evidenziato che solo il 10% degli italiani utilizza le memorie esterne per fare davvero una copia privata. Ebbene – ed è qui la prima anomalia – questa ricerca di mercato, sino a ieri pubblicata sul sito del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, è stata appena rimossa! Quasi a impedire che gli italiani potessero fare valutazioni in merito alle recenti scelte governative. Una mossa che, in concomitanza con il citato aumento dei prezzi, lascia alquanto interdetti sull’interpretazione del concetto di “trasparenza amministrativa” da parte delle istituzioni. Tuttavia, per chi fosse interessato, il testo della ricerca è ancora disponibile online e si può leggere a questo link.
                          Se ciò non dovesse bastare, ce n’è dell’altro.
                          Aumenta la tassa sulle memorie esterne ma il ministro nasconde i dati


                          Tra l'altro il renziano ricco regalo a suoi protetti serve a pagare la copia privata e non il potenziale download del materiale protetto che resta esposto alle azioni giudiziarie paralizzanti che si dicevano, quindi il problema che assolveva renzi, sulla carta, resta intatto e può pure servire da scusa alla lobby a fronte di una governo condiscendente e addomesticato ai giusti interessi per taglieggiarci perché noi siamo tutti ladri e la povera siae & co sono poveri martiri.
                          Last edited by Il gatto; 09-07-2014, 11:44.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24583

                            #43
                            Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                            Mi sembra di parlare con Cono. Ti sei convinto di questa cosa e sei inamovibile. se chiudesse youtube domani, a parte esserci sconvolta disperazione nel mondo come quando i Visigoti entrarono a Roma, credi che la gente rinuncerebbe a rinnovare l'abbonamento ad internet? Perché se nessuno rinuncia la domanda non cala, quindi il prezzo non cala.
                            non è la questione che "chiuda youtube", ma che tutto il sistema del net ricreativo e dei social network che riguarda soprattutto una fascia di età under 40 divenga esposto a rivendicazioni e rischi in relazione alla pubblicazione di contenuti;
                            difficilmente trovo pagine di fb non riempite da contenuti protetti e potenzialmente censurabili;

                            Questo dei download illegali è palesemente un non problema, quindi non necessitava di alcuna soluzione.
                            Il balzello è stato aggiunto per avere nuove entrate.
                            Vediamo come finirà, se ancora una volta il nostro esosissimo stato sbatterà i denti sulla curva di Leffer (facendo nel frattempo diminuire un po' i consumi).
                            ma come un non problema ?
                            l'appropriazione indebita è palese, dimostrata;
                            non hai effetti devastanti perché la contrattazione permanente evita che si producano azioni radicali e i rapporti di forza sono quelli che sono;
                            né c'entra no una cippalippa le legittime contestazioni all'operato della siae;

                            quei si tratta del principio fondamentale, per cui hai un prodotto in vendita e un sacco di gente lo ruba senza pagarti, ed è anche convinta che la cosa sia in qualche modo lecita, perché "tanto lo fanno tutti";
                            tu non vedi un problema ?
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #44
                              Visto che "l'equo compenso stabilito dal saggio" non paga assolutamente l'uso illecito di quel materiale, infatti serve a pagare solo la potenziale copia privata di un prodotto regolarmente acquisto, con tale contrattazione gli amici degli amici possono anche chiedere un nuovo raddoppio, ma anche di più e fare a mezzo come di prassi con chi glielo formalizza, perché la minaccia è ancora attuale non avendo "l'equo compenso" compensato nulla di ciò che si è lasciato supporre avesse dovuto compensare.
                              E prassi millenaria vuole che una leva contrattuale se utilizzabile la si usa a proprio favore, specialmente dove si trovano amministratori così ben disposti e accondiscendenti a riconoscere le eque richieste degli amici.

                              E come mai, visto che il problema è globale, solo l'italia sta messa come sta messa, ovvero è la più equa del mondo?

                              Nel mondo


                              La flessibilità di Renzi regala altre tasse agli italiani
                              http://www.ilsussidiario.net/News/Ec...iani/2/511990/

                              Ue, Barroso a Renzi: “Bisogna rispettare i patti, è un detto dell’antica Roma”

                              Il presidente uscente della Commissione Ue, in conferenza stampa a Roma con il premier, ha detto che "le regole del Patto di stabilità e crescita vanno rispettate al 100%" ma prevedono già una "flessibilità intrinseca". Peraltro, secondo il portoghese, "nessun leader ha chiesto di modificarlo". Renzi, nonostante l'attacco del numero uno della Bundesbank, ha negato polemiche con la Germania e spiegato che "la flessibilità serve all’Europa, non all’Italia". Sull'immigrazione da Barroso solo parole di circostanza
                              “Pacta sunt servanda è un detto dell’antica Roma, non della Bruxelles di oggi”. Dopo lo scontro a Strasburgo con i “rigoristi” del Ppe e il duro richiamo arrivato giovedì dal presidente della Bundesbank Jens Weidmann, ora è José Manuel Barroso, presidente uscente della Commissione europea (l’avvicendamento con Jean-Claude Juncker è previsto a novembre, a meno di sorprese), a …


                              Al che gli investimenti sul digitale non vengono scorporati dal debito e l'operazione di recupero clandestini resta in carico all'italia visto i notevoli costi eccessivi per l'europa.
                              Last edited by Il gatto; 09-07-2014, 12:47.

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24583

                                #45
                                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                                Visto che "l'equo compenso stabilito dal saggio" non paga assolutamente l'uso illecito di quel materiale, infatti serve a pagare solo la potenziale copia privata di un prodotto regolarmente acquisto, con tale contrattazione gli amici degli amici possono anche chiedere un nuovo raddoppio, ma anche di più e fare a mezzo come di prassi con chi glielo formalizza, perché la minaccia è ancora attuale non avendo "l'equo compenso" compensato nulla di ciò che si è lasciato supporre avesse dovuto compensare.
                                Gatto, è ovvio che si tratta di una pezza messa lì a sanare provvisoriamente tutto un profilo squinternato;
                                ti potrei scrivere un saggio di 200 pag. contro l'industria e la siae, le relative burocrazie, ecc...

                                ma questo non cambia il fatto che nella società, grazie alle tecnologie e ad un insieme di circostanze, si è diffusa l'idea e l'aspettativa che la musica, il cinema e altre attività clonabili, siano gratis; per cui, hai diritti di proprietà generalmente tutelati e trasgrediti solo da criminali di professione, e diritti di proprietà sostanzialmente esposti alla libera disponibilità di chiunque;

                                poi, se ti va puoi fucilare tutti quelli della siae e internare tutti i discografici e cinematrografari, ma la legge la fai rispettare, oppure la abolisci tout-court, con tutte le conseguenze del caso, in tutti i settori.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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