Grazie Renzi per le nuove tasse

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #121
    Qui il tema non e' bloccato e quello che passa il convento lo devi solo sviluppare senza sgarrare, qui il tema si definisce man mano che si va avanticsecondo gli interessi di chi partecipa e possono coesistere vari filoni.

    E' lui che e' pagato per risolvere ed e' lui che ci e' voluto andare dove sta, pure per forza e con un golpe bianco di partito.
    Si presentasse a chiedere lumi, se grandi soluzioni non le partorisce in proprio, alle parti in causa, rappresentanze varie, tutti ferrati in analisi del problema specifico e metodologie di soluzione, al minimo ripartisce le responsabilita', ma lui e' troppo bravo per fare cio' e subisce le conseguenze positive e negative che saranno.
    Il guaio e' che il buon giorno si vede al mattini e l'aria che tira non e' complessivamente bella, magari fossero solo questi 80 milioni distribuiti ai suoi pupilli.
    Come, lui e' il promo della classe attorniato da geniali giovinetti, ha fatto pensare miracoli, mo non se la cava dicendo il compito e' difficile su un aspetto secondario.
    E sui titanici aspetti centrali che palle viene ad annunciarci? Che ha visto dio e lo ha consigliato di eseguire gli ordini tedeschi per mantenersi il posto dicendo agli sfigati che lentamente sta ottenendo tutto il voluto, che ora non si vede, ma un domani.....magari dopo morti un radioso risultato coronera' i suoi dissanguamenti di ora?

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #122
      Quanto ad utilizzare il dawnload per accedere a prodotti gratuitamente io semplicemente non avrei il tempo di utilizzarli tanto e' abbondante la diffusione di film e brani via tv, satellitare e terrestre, piu' la radio.
      Ho decine di cd e molti dvd mai ascoltati o visti perche' ho sempre qualcosa di piu' immediato sui canali ufficiali, quindi non so che volumi di vendite si svilupperebbero senza youtube e metodi assimilabili.

      E' l'accesso ai network il fattore premiante per il compositore e il network si fa pagare a prescindere.
      Certo un maggior introito con un modico investimento politico non si rifiuta mai.

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24582

        #123
        Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
        Sì, perché al contrario tuo e di Cono non mi fisso sui principi ma cerco di guardare agli effetti reali. Mi pare che questo scambio di battute ci sia stato già una decina di volte nella discussione.
        qui ti trovi di fronte ad un negoziato e gli effetti a cui devi prestare attenzione sono quelli potenziali, in base ai rapporti di forza; se io ti minaccio ma finora non ho dato corso, non è detto che tu resterai indenne se non mi vieni incontro;

        Eh no. Non maltrattare la logica. Secondo il tuo dire, a difesa di questa norma, lo scopo è risarcitorio nei confronti di chi è danneggiato (o ritenuto tale da te e ovviamente da loro stessi) a causa di un mancato rispetto della legge.
        il mancato rispetto della legge è flagrante e dimostrato, dato che si fruisce gratuitamente senza il consenso del titolare del diritto; più acclarato di cosi, che vuoi ?
        infatti, è una toppa risarcitoria, e ho precisato che la considero molto rabberciata;

        Non è affatto una misura di contrasto all'attività illegale. Quindi si parla proprio di sovvenzioni, giustificate da uno scopo risarcitorio,
        no, nel momento in cui è un risarcimento, non è una sovvenzione; il risarcimento parte dalla constatazione di un danno, in considerazione della legge; mentre la sovvenzione è una decisione motu proprio intesa a favorire o compensare determinati soggetti in ragione di un valore che si attribuisce alla loro attività o di una loro penalizzazione oggettiva, ma non a seguito di violazione della legge;

        a te comprensibilmente la logica del diritto sfugge, ma è normale; prima di studiare quando cercavo di risolvere il quesito della Stt. enigmistica lo sbagliavo puntualmente

        secondo te giusto e nobile (e che porta beneficio allo stato nel suo complesso?), secondo me inutile, ingiustificato (per via dell'indimostrabilità del danno o della sua correlazione con le cause additate) e potenzialmente dannoso per l'economia in generale (come tutte le tasse sui consumi, ma dopo 3 anni di crescita negativa pare non te sei ancora accorto) e di conseguenza anche per gli stessi tutelandi.
        la misura specifica, come ho scritto più volte, è discutibile e rabberciata, anche per altri motivi giuridici; ma una presa di posizione è semplicemente doverosa, perché non è pensabile un vuoto di tutela di questo tipo come regola;

        E' sentimentale la scelta di questo particolare problema, che nulla di razionale porta a ritenere rilevante, ed è una scelta sentimentale l'affrontarlo in modo idealista (ed in ogni intervento lo ribadisci: ti batti per difendere l'idea iperuranica di diritto di proprietà, e già che ci sei truth, justice and the american way) invece di basarsi razionalmente sugli effetti delle azioni ipotizzate.
        guarda che se io rappresentassi gli autori e mi trovassi di fronte ad un governo che ragiona come te, in tre giorni metterei in ginocchio le procure e internet a forza di provvedimenti d'urgenza, farei felici migliaia di avvocati e getterei nel panico diverse categorie di utenti primari e secondari di audiovisivi;

        non lo fanno perché usano questa risorsa di estrema ratio esattamente nel quadro negoziale, e il fatto che il governo adotti misure che preferirebbe evitare per molti motivi, ti dovrebbe suggerire qualcosa sul potenziale della minaccia;

        Guarda che la prima cosa che ti dicono alla prima lezione di pratica è proprio che non puoi essere sicuro, e devi SEMPRE rallentare all'incrocio, pure se hai tutte le ragioni del mondo, e devi SEMPRE guardare
        sì, ma un conto è la prudenza per ciò che possono fare automobilisti imprudenti o di scarsa perizia, altro sarebbe il non poter fare affidamento sulla segnaletica come scelta istituzionale

        ovviamente non è indebito. se lo stato delibera quell'obolo è suo di diritto. semplicemente trovo che sia un provvedimento non necessario e potenzialmente dannoso per l'economia. In piccola parte spero, infatti auguravo a tale provvedimento il maggior successo possibile (cioè grandi entrate senza calo dei consumi).
        Come giustamente segnala Gatto, viene da domandarsi perché ci si attivi per donare un obolo idealmente risarcitorio per chi riceve un danno indimostrabile ed inquantificabile, e non per chi lo riceve sul serio. Si potrebbe mettere su un fondo pubblico per risarcire le vittime dei borseggi, dei furti in casa, o altri tipi di danno al patrimonio. Si potrebbe mettere su un fondo pubblico per risarcire le aziende che subiscono danno da illecita concorrenza. Si tratterebbe in questo caso di danni oggettivi, dimostrabili, quantificabili, e direttamente collegabili all'illecito che lo stato non è stato capace di prevenire o perseguire.
        Mi sendo pienamente d'accordo con gatto nel ritenere che l'idea del giusto risarcimento non sia né credibile né sostenibile.
        infatti, si tratta di una soluzione eterodossa e non presentata formalmente come "risarcimento";

        quello che ti sfugge in questo elenco è proprio la peculiarità della circostanza su cui si interviene in rapporto a quelle che citi, e le ratio che regolano le discipline;
        tutti i soggetti che citi, sono in grado di auto-tutelarsi in una certa misura, mentre in un'altra opera la dissuasione dell'apparato pubblico;
        sarebbe comodo denunciare il borseggio di 500 sulla 190/1 o sul 64euro ed essere risarciti o denunciare il furto di disegni o quadri preziosi o altro, magari procurandosi testimonianze; come la gestisci ? ha'voglia te a dimostrare...

        mentre i fondi di risarcimento esistenti, come quello bancario e assicurativo, rispondono alla ratio di tutelare a fronte di gravi danni - dimostrabili e avvenuti - in cui il danneggiato non ha opportunità di cautelarsi;
        il fine dell'ordinamento è quello di tutelare la fiducia nelle transazioni di quel tipo, dove essa è essenziale, mentre nei casi che hai evocato la regola è l'opposto, nel senso che la casa la chiudi a chiave, il portafogli lo tieni nella tasca della giacca e la borsa in vista; insomma, ti auto-tuteli; se provi a fare altri esempi, ti dimostro subito l'incongruenza col profilo in questione;

        nel caso in questione invece, ricorre una condizione strutturale peculiare riguardo alla violazione, per la diffusione e perché essa viene consumata tra le mura domestiche o in luoghi privati, perciò sarebbe materialmente difficile da perseguire in modo coerente senza effetti disordinati e perché ci sono molti profili grigi di tutta la questione;

        poi, la sostanza negoziale del provvedimento eterodosso è che si chiede ai danneggiati di accettare di divenire danneggiandi, cioè di tollerare l'illecito anche per il futuro, in attesa di una sistemazione più coerente della materia, e in considerazione della sproporzionalità dei problemi che si genererebbero se ciò non avvenisse.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • anaffettivo
          Opinionista
          • 02/09/08
          • 1336

          #124
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          qui ti trovi di fronte ad un negoziato
          come sempre, ma quali sono queste minacce e che modo possono danneggiare l'interesse generale? La storia di oscurare la rete è un'argomentazione imbarazzante. Ma la ripeti.
          in tre giorni metterei in ginocchio internet
          See, vabbé. Mille e non più mille. Davvero, non capisco se ci credi davvero o lo dici per tenere il punto.

          il mancato rispetto della legge è flagrante e dimostrato, dato che si fruisce gratuitamente senza il consenso del titolare del diritto;
          Ancora. Ovviamente si sa che un sacco di gente usufruisce bla bla bla. GAC. Come ci sono un sacco di stupri, omicidi e rapine. Quello che non è dimostrato o calcolabile è il danno specifico che l'autore, o chi per lui, subirebbe.
          Ma il punto della frase era un'altro, cioè convenire sul fatto che
          è una toppa risarcitoria
          quindi non una misura volta a prevenire o punire violazioni alla legge, ma semplicemente volta a sostenere economicamente (nell'interesse generale?) chi viene dal legislatore considerato danneggiato da tale violazione.

          il risarcimento parte dalla constatazione di un danno, in considerazione della legge; mentre la sovvenzione è una decisione motu proprio intesa a favorire o compensare determinati soggetti in ragione di un valore che si attribuisce alla loro attività o di una loro penalizzazione oggettiva, ma non a seguito di violazione della legge;
          Rileggi questa tua stessa frase. Da dove parte il risarcimento? In che modo questo danno è constatabile o misurabile? Evidentemente ricadiamo nel secondo caso descritto nella tua frase, e quello risarcitorio è solo un motivo morale ma non certo sostanziale, venendo meno qualunque computabilità.
          Tant'è che scrivi
          infatti, si tratta di una soluzione eterodossa e non presentata formalmente come "risarcimento";
          ma una presa di posizione è semplicemente doverosa
          Deus vult.

          ha'voglia te a dimostrare...
          appunto. e infatti che cosa o scritto? che
          l'idea del giusto risarcimento non sia né credibile né sostenibile.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24582

            #125
            Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
            come sempre, ma quali sono queste minacce e che modo possono danneggiare l'interesse generale? La storia di oscurare la rete è un'argomentazione imbarazzante. Ma la ripeti.
            See, vabbé. Mille e non più mille. Davvero, non capisco se ci credi davvero o lo dici per tenere il punto.
            guarda, ci vorrebbe pochissimo per chiedere di oscurare tutti i siti che pubblicano contenuti tutelati: i magistrati aditi, in constatazione della flagranza dovrebbero emettere provvedimenti d'urgenza, far intervenire la polizia postale; per riaprire, i siti dovrebbero prima bonificare tutti i contenuti, soprattutto nel caso di intervento della siae in rappresentanza collettiva dei titolari;

            intanto si produrrebbe un'incertezza enorme sulla natura di ciò che è riproducibile, dalla poesia all'articolo di giornale citato fuori dal sito originale, ecc... tutti gli amministratori dei siti si troverebbero in una situazione di paranoia analoga a quella dell'esercente quando entra un'ispezione, che se vuole ti trova sempre qualcosa che non va; tutti gli amministratori sarebbero esposti ad azioni sul pregresso, da cui potrebbero pure uscire indenni o con sanzioni modiche; i magistrati, nei casi discutibili, non avrebbero semplici punti di riferimento per dirimere della fondatezza e dell'economicità operativa di dar corso, a fronte però di una molteplicità di profili, civili, penali e anche amministrativi; il profilo penale di tutta la storia però vincola molto ad agire, piuttosto che a dismettere, e avresti una rivolta in tutto l'apparato, con gli avvocati che farebbero di tutto per dare rilevanza alle procedure, anche come difensori;
            sarebbe un caos indescrivibile; e non ho nemmeno accennato alla possibilità di perseguire gli utenti domestici privati...

            Ancora. Ovviamente si sa che un sacco di gente usufruisce bla bla bla. GAC. Come ci sono un sacco di stupri, omicidi e rapine. Quello che non è dimostrato o calcolabile è il danno specifico che l'autore, o chi per lui, subirebbe.
            il danno è dimostrato, poiché flagrante; il fatto che il calcolo sia di difficile valutazione a causa della continuazione - il reato è in atto: io ti sto rigando la carrozzeria, ma non si sa quando la smetto e quante fiancate e sportelli dovrai far riparare - e della molteplicità dei danneggianti, non inficia certo l'evidenza; teoricamente, un presumibile danno lo potresti calcolare a partire dal numero di accessi in relazione a quanto sarebbe costato lo stesso contenuto sul canale ufficiale, anche se vi sono danni accessori e morali che un bravo avvocato potrebbe eccepire, costringendo il giudice quantomeno a prenderli in considerazione;

            Ma il punto della frase era un'altro, cioè convenire sul fatto che quindi non una misura volta a prevenire o punire violazioni alla legge, ma semplicemente volta a sostenere economicamente (nell'interesse generale?) chi viene dal legislatore considerato danneggiato da tale violazione.
            beh, certo che non intende prevenire o punire, dato che la misura compensatoria/risarcitoria viene esperita in quel modo eterodosso esattamente perché la prevenzione e la punizione non sarebbero al momento pensabili e praticabili senza generare il caos;
            non è un "sostenere economicamente"; questo è scorretto perché suggerisce la distorsione di un mercato altrimenti sano, mentre si tratta di un correttivo ad un mercato alterato dalle circostanze in violazione della legge;

            Rileggi questa tua stessa frase. Da dove parte il risarcimento? In che modo questo danno è constatabile o misurabile? Evidentemente ricadiamo nel secondo caso descritto nella tua frase, e quello risarcitorio è solo un motivo morale ma non certo sostanziale, venendo meno qualunque computabilità.
            no, non ci siamo; l'approssimatività del meccanismo non inficia la sostanza del danno continuato e flagrante; se tu fruisci gratis e senza il mio consenso di un contenuto che io ho pubblicato per lucro, qualcuno o più d'uno nella catena sta commettendo un reato e/o una violazione contrattuale, ottiene un ingiusto arricchimento di cui io sono il danneggiato; da qui non si sfugge;

            Tant'è che scrivi
            la doverosità a cui mi riferisco non è morale, come fraintendi per scarsa frequentazione della legge, forse; ma per una questione pragmatica e di opportunità, dato che sarebbe impensabile per qualsiasi esercizio sovrano l'ammissione di una mancata effettività permanente della propria autorità su una delle sue attribuzioni essenziali;

            non è che lo stato può dismettere l'onere di far rispettare la legge, perché perderebbe la prerogativa essenziale del suo riconoscimento, e cioè il principio di effettività;

            è come se tu denunciassi uno che ti spara tutte le sere dalla finestra, e il magistrato ti dicesse: lei è il dott. Anaffettivo ? mi dispiace, ma i nostri pc non possono schedare le denunce di quelli il cui nome comincia per A e B; tu gli chiedi se intende provvedere, e lui ti dice: boh !?

            appunto. e infatti che cosa o scritto? che
            io mi riferivo alle ipotesi tue di danno, che sarebbero irricevibili, in quanto indimostrabili; mentre il danno per gli autori ed editori è in atto, continuato e flagrante nel complesso; in un altro post ti ho linkato centinaia di pagine sotto una voce molto specifica la cui quasi totalità è illecita; più evidente di così... e in quelle, oltretutto, c'è anche il danno morale per la pubblicazione di materiale che l'autore o l'editore hanno deciso di non pubblicare; a volte inediti di cui ci si può riservare la successiva pubblicazione, altre di materiale scartato perché non rispecchia l'intenzione artistica dell'autore e lede la sua immagine; sai quanti katsi si potrebbero eccepire...
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • anaffettivo
              Opinionista
              • 02/09/08
              • 1336

              #126
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              guarda, ci vorrebbe pochissimo per chiedere di oscurare tutti i siti che pubblicano contenuti tutelati:
              oscurare un sito è diverso da bloccare la rete. e per ogni sito servirebbe un ordine specifico. i siti .it sono quasi un milione. il "caos indescrivibile" cche immagini è invece facilmente descrivibile: tanto rumore per nulla.
              non ho nemmeno accennato alla possibilità di perseguire gli utenti domestici privati...
              già esiste. e già viene applicata nella misura del possibile.

              il danno è dimostrato, poiché flagrante;
              ma che dici? come fa il detentore dei diritti su una canzone a sapere che stanno scaricando proprio la sua canzone? per il solo fatto che nel mondo si scarica ritieni ragionevole assumere che ogni canzone venga scaricata in ogni momento? è una cazzata. quindi il danno non è dimostrato manco per la ceppa.

              questo è scorretto perché suggerisce la distorsione di un mercato altrimenti sano, mentre si tratta di un correttivo ad un mercato alterato dalle circostanze in violazione della legge;
              pragmaticamente penso che la violazione della legge non stia causando danno al mercato specifico, quindi x me vale appunto la prima ipotesi. era proprio questo il punto in cui le nostre opinioni divergono.

              ma per una questione pragmatica e di opportunità
              pragmaticità e opportunità suggeriscono che è inutile cercare soluzioni ad i non problemi.

              non è che lo stato può dismettere l'onere di far rispettare la legge
              ma sceglie dove indirizzare i suoi sforzi

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #127
                Tasse e immigrazione, anche questa va ascritta a suo demerito, potrebbero rovinare la carriera del primo della classe.

                Sembrano davvero tanti, non solo in Italia, quelli che hanno già venduto la pelle dell’orso, che scommettono sul successo di Renzi, del suo tentativo di costruire una egemonia, sua e del suo partito, di lungo periodo. Costoro vedono correttamente i punti di forza di questo tentativo ma ne sottovalutano fragilità e debolezze. La forza di Renzi, che gli ha attirato cosi tanti consensi, anche da destra, sta nella sua comprovata capacità di sfidare alcune convenzioni, tic e luoghi comuni della sinistra. La debolezza (che potrebbe alla fine portarlo al fallimento) sta nella sua arrendevolezza di fronte ad altre convenzioni e altri luoghi comuni.

                Chi accusa Renzi di essere solo un bluff non vede quanto sia stato eversivo il suo attacco frontale ad alcune delle principali cittadelle del potere della sinistra. A cominciare dalla Cgil. In questo Renzi assomiglia davvero, fatte le debite differenze, a Tony Blair. Come Blair, egli ha sfidato il conservatorismo sindacale, come Blair ha aggredito centri di potere che da sempre monopolizzavano il diritto di decidere cosa fosse, e che identità dovesse avere, la «sinistra». Su aspetti non irrilevanti Renzi sta davvero tentando di spezzare alcune delle catene (per citare il titolo del bel libro del giornalista del Foglio Claudio Cerasa) di quella parte politica.

                Però non è tutto oro quello che luccica. Renzi è stato fin qui molto selettivo. Ha colpito certi luoghi comuni ma si è ben guardato dal metterne in discussione altri.

                Si consideri la questione cruciale delle tasse. È ormai chiaro che con Renzi la pressione fiscale non scenderà: è anzi già aumentata e probabilmente aumenterà ancora. E questo nonostante tante voci autorevoli (si pensi soprattutto a Bankitalia) da tempo indichino nell’eccesso di tassazione la causa principale del declino economico del Paese. Ufficialmente le tasse non possono scendere perché non lo permettono i conti dello Stato. È così solo in parte. Le tasse non possono scendere anche per ragioni ideologiche o culturali.

                Nella tradizione della sinistra abbassare le tasse è di destra, abbassare le tasse suona berlusconiano. Abbassare le tasse significa abbassarle a tutti, persino a quei ceti medi indipendenti, imprenditoriali e professionali, che la sinistra vive da sempre come i propri antagonisti sociali principali. Abbassare le tasse significa, per la sinistra, «fare regali» a un mondo che tradizionalmente essa giudica assai negativamente imputandogli per lo più ogni sorta di malefatte: dall’evasione fiscale a comportamenti di consumo e stili di vita che essa ha sempre considerato riprovevoli.

                Renzi non abbasserà le tasse semplicemente perché il suo mondo non può accettarlo ed egli non sembra intenzionato a sfidarlo su questo punto. Tuttavia, l’impossibilità per il premier di combattere i tabù culturali della sinistra in materia di tassazione potrebbe impedire la ripresa economica. E, alla fine, costargli il successo. Con l’operazione ottanta euro in busta paga Renzi si era proposto due obiettivi: garantirsi il consenso di larghe fasce di lavoro dipendente attraverso una azione di ridistribuzione del reddito e mettere un po’ di soldi nelle tasche delle famiglie per rilanciare la domanda interna. Il primo obiettivo è stato raggiunto. Il secondo ancora no.

                I consumi continuano a languire, la domanda interna non accenna a riprendersi. Se le cose continueranno così forse Renzi sarà costretto a cambiare strategia. Sarà costretto a porsi il problema delle tasse. E a quel punto dovrà misurarsi con la forza, con la potenza, dei pregiudizi della sinistra.

                Il secondo punto di debolezza di Renzi riguarda l’immigrazione. La sinistra, e Renzi non fa eccezione, non ha mai voluto distinguere in modo netto - e mandando al mondo messaggi inequivocabili su questo punto - fra l’aiuto ai profughi che scappano dalle guerre e l’accoglienza agli immigrati che scappano dalla povertà. Non c’è mai stata, in fondo, troppa differenza fra il messaggio della laicissima sinistra e quello di molti esponenti della Chiesa cattolica. Si pensi a come si è affrettata la sinistra renziana a cancellare il reato di clandestinità.

                È anche per questo che non è oggi possibile una politica europea dell’immigrazione. Le altre forze politiche europee, sinistre incluse, devono sempre, in questa materia, tenere d’occhio l’interesse nazionale (si ricordi con quanta durezza i socialisti spagnoli, quando erano al potere, respingevano i clandestini). La sinistra italiana, invece, è a-nazionale, portatrice di confuse aspirazioni cosmopolite, a loro volta eredità o cascami di antichi e più strutturati internazionalismi ideologici. È una sinistra che oggi potremmo definire francescana, costitutivamente incapace di tracciare una linea di confine fra «noi» e «loro» (e di ragionare quindi in termini di interesse nazionale), incapace di stabilire quanti e quali: quanti immigrati accettare, con quali caratteristiche professionali. L’idea implicita è che sono tutti figli di Dio e che fra i figli di Dio non si discrimina.

                Senza contare, dell’immigrazione, un risvolto o un sottoprodotto assai inquietante e rispetto al quale la politica non potrà continuare a lungo a nascondere la testa sotto la sabbia: i califfati attuali e prossimi venturi avvicinano, anno dopo anno, il momento in cui la jihad , la guerra santa islamica, incendierà anche i territori europei, Italia inclusa.

                Tuttavia, Renzi non può proprio permettersi una politica realistica dell’immigrazione. Come nel caso delle tasse, i tabù culturali della sua parte sono troppo potenti.

                Essendo più intelligente di tanti suoi adulatori Renzi sa che il suo celebre «40 per cento» ottenuto alle Europee è soltanto un trucco, una illusione contabile. Renzi non ha affatto raccolto il quaranta per cento dei voti degli italiani. Alle prossime elezioni politiche, plausibilmente, la percentuale dei votanti rispetto alle Europee aumenterà notevolmente. Altrettanto plausibilmente, scenderà la percentuale di voti del Pd. Renzi potrebbe uscirne lo stesso vincitore. Per le sue capacità, certo, e soprattutto perché difficilmente la destra farà in tempo a dotarsi di un capo in grado di sostituire Berlusconi. Se però la destra ci riuscisse allora per Renzi sarebbero dolori. Potrebbe perdere le elezioni e perderle di brutto. In questo caso, tasse e immigrazione sarebbero le cause della sua sconfitta.
                Notizie, anteprime e recensioni su arte, libri, musica, teatro ed intrattenimento. Approfondimenti su spettacoli ed eventi di cultura.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #128
                  TGoverno: “Orgogliosi di Mare Nostrum, pronti altri 130milioni di euro per immigrati”

                  E VOGLIONO UTILIZZARE EDIFICI ASSEGNATI AI COMUNI PER OSPITARE I CLANDESTINI

                  Il governo ha pronta l’ennesima marchetta per i clandestini: un decreto da 130 milioni per la loro accoglienza e mantenimento.

                  Lo stanno preparando il ministero della Difesa e quello dell’interno, guidati da due emeriti incapaci. E oggi spiega il ministro della Difesa(?) Pinotti in un’intervista al Mattino, “Mare nostrum, è orgoglio del Paese ma indubbiamente ha dei costi che bisogna ripartire per fare meglio. Si tratta di fondi recuperati da partite di bilancio del governo”. Tradotto: soldi sottratti agli italiani per mantenere i clandestini. Un orgoglio.

                  Quei soldi serviranno per i centri di accoglienza temporanei, ma anche “per quelle attività necessarie ad assistere gli immigrati appena sbarcati”. “Sui centri di accoglienza, insieme con il ministro dell`Interno, stiamo pensando a nuove soluzioni, è in atto uno screening sulle caserme, per verificare la possibilità di utilizzarne qualcuna come centro di accoglienza. Servirà a decongestionare quelli esistenti, che sono quasi saturi. Si tratta di strategie sull`emergenza, ma va detto che pensiamo a un decreto che gestisca una fase di transizione”. Insomma, altro che stop a Mare Nostrum, questi prevedono e si preparano a sempre più immigrati, a migliaia di altri clandestini.


                  Mo renzi minaccia le elezioni, come previsto, prima che la sua bufala fatta di annunci su futuri tesori e presenti danni si sgonfi e gli tolga il vantaggio mediatico che si e' comprato.

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24582

                    #129
                    Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                    oscurare un sito è diverso da bloccare la rete. e per ogni sito servirebbe un ordine specifico. i siti .it sono quasi un milione. il "caos indescrivibile" cche immagini è invece facilmente descrivibile: tanto rumore per nulla.
                    no, ti sbagli perché non hai proprio capito il loophole di tutta la faccenda, che attualmente non produce effetti proprio perché anestetizzata dal negoziato; tieni conto che la siae non ha titolo ad agire, perciò dovrebbe dare indicazione di farlo alla miriade di titolari singolarmente, e già questo sarebbe sufficiente a creare il caos; oltre al fatto che probabilmente, in un caso del genere, si può prevedere un provvedimento che accentua la responsabilità degli amministratori e li costringe a bonificare;

                    ma che dici? come fa il detentore dei diritti su una canzone a sapere che stanno scaricando proprio la sua canzone? per il solo fatto che nel mondo si scarica ritieni ragionevole assumere che ogni canzone venga scaricata in ogni momento? è una cazzata. quindi il danno non è dimostrato manco per la ceppa.
                    non hai capito: il fatto stesso di offrire la possibilità di fruire gratuitamente senza il consenso del titolare configura diverse ipotesi di reato, a seconda dell'eventuale fine o vantaggio ottenuto da ognuno dei soggetti coinvolti; non è necessario che venga materialmente accertata l'appropriazione da parte degli utenti;

                    pragmaticamente penso che la violazione della legge non stia causando danno al mercato specifico, quindi x me vale appunto la prima ipotesi. era proprio questo il punto in cui le nostre opinioni divergono.
                    io posso pure pensare che la legge Merlin determini un danno al mercato, oppure no; ma questo non toglie che se oggi mi metto a fare il pappone in Italia oppure in Germania le conseguenze cui vado incontro sono diverse;

                    pragmaticità e opportunità suggeriscono che è inutile cercare soluzioni ad i non problemi.
                    bravo; come quelli che vedono la spia rossa accesa sul cruscotto e dicono: che mi frega, la macchina va lo stesso, non c'è problema...

                    ma sceglie dove indirizzare i suoi sforzi
                    infatti, hanno pragmaticamente scelto il modo più semplice, esattamente per sospendere prospettive di contenzioso che non sarebbero in grado di gestire senza derive caotiche e penalizzanti per il mercato che ruota attorno al net, che è molto probabilmente la scelta che faresti anche tu se avessi a disposizione tutte le informazioni sulla situazione;

                    quello che ti sfugge, perché non hai l'approccio metodico del caso, è proprio la fattispecie che si è determinata, assolutamente eccezionale;
                    hai la stessa difficoltà concettuale di chi è posto davanti all'enigma delle tre scatole - credo tu lo conosca - e non ragiona in termini di utilità attese e calcolo combinatorio;

                    si vede quando assimili questo caso a quello dei reati che citi, l'omicidio, la rapina, ecc...
                    in questi casi, lo stato non recede in nessun modo dalle sue prerogative di agire in termini repressivi e il fatto che non si riescano a prevenire o punire tutte le violazioni non comporta certamente alcuna tolleranza;

                    nel caso di cui parliamo, al contrario, si determina una situazione inedita e intricata in cui l'ordinamento non riesce a stabilire una disciplina e una tutela coerente, perciò consente di fatto, e in deroga alla legge, la sospensione di un intervento su profili manifestamente illeciti;
                    di solito, quando ti trovi di fronte a violazioni senza sanzione, o in cui la sanzione è disapplicata, si tratta di precetti superati dal costume sociale e remainders di normative soccombenti o corrette con superfetazioni; es. le differenze tra figli nati nel matrimonio o fuori nel diritto successorio, in cui si tratta solo di formalizzare le gerarchie già assodate tra norme;

                    in questo caso invece ti trovi nella prospettiva opposta, in cui il principio trasgredito non è soccombente, ma è esattamente quello su cui si regge l'ordinamento civile - la nozione della proprietà e disponibilità dei beni di proprietà - e non ci vuole un esperto per capire che l'omissione di una tutela coerente in modo permanente si ripercuoterebbe su tutta la disciplina della proprietà, della contrattualistica, ecc... perché eventuali deroghe ad un principio generale di legge devono essere stabilite tassativamente per categorie;
                    altrimenti, oltre che il contenzioso in questione, avresti tutti quelli che possono eccepire analogie che in giudizio o nella prassi costringono il giudice a prendere in considerazione l'ipotesi di estendere la deroga al proprio caso; sai che ballo excelsior...
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #130
                      I nostri tassatori si sono venduto che loro prelevano ai ricchi per dare ai poveri e si urtano quando la proditoria idea viene sputtanata.

                      Siae contro Apple. Siae già ieri si era scagliata contro la decisione di Apple: dice di aver appreso “con sconcerto della provocatoria iniziativa della Apple Italia che da oggi, pubblicizzandola come "tassa sul copyright", ha rincarato i prezzi dei propri dispositivi applicando un aumento esattamente pari alla rivalutazione della tariffa dovuta per Equo compenso, decisa dal Governo il 21 giugno scorso" .Un'operazione "di pura mistificazione della realtà mirata a confondere i consumatori e a mantenere inalterati i propri ingenti profitti, spesso realizzati attraverso l'utilizzo di manodopera a basso costo". Dello stesso tono le accuse del ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini, che ha parlato di "un aumento puramente ritorsivo nei confronti dei loro clienti italiani".

                      I rincari del resto smentiscono le rassicurazioni del ministro, il quale alla vigilia dei rincari assicurava che i produttori se ne sarebbero fatti carico senza aumentare i prezzi.

                      Pallari.

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24582

                        #131
                        infatti, è assolutamente ovvio che nella prospettiva concreta attuale e futura tutti i costi si scaricano sul lato più rigido della domanda: dispositivi vari, supporti e connessioni;
                        chi compra l'aifòn non si farà un problema se quello da 517 euro va a 537, e magari lo trova al prezzo originario nella catena all'ingrosso sul net, e se da 60 euro a bimestre l'abbonamento va a 65 nessuno taglierà la connessione;
                        in economia si tratta di un banale e ovvio processo di formazione del prezzo, incrocio tra domanda e offerta.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #132
                          E come no, solo che chi produce lo fa per gli utili, mica per riempire il mondo di mercanzie.
                          Per altro i nostri tassatori molte volte hanno giurato e spergiurato che le loro tasse dovevano essere assorbite dai produttori, industrie, banche e petrolieri poi si e' visto chi ha pagato.
                          Cosa per cui gli utili restano inalterati a prescindere e si tagliano i costi con riduzioni di personale se proprio, difficile, non si mantiene il livello di vendite con i prezzi maggiorati.

                          Ci proclamano un miglioramento dei dati, poi l'istat li sbugiarda insieme ad altri che contraddicono il loro interessato ottimismo.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24582

                            #133
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            E come no, solo che chi produce lo fa per gli utili, mica per riempire il mondo di mercanzie.
                            Per altro i nostri tassatori molte volte hanno giurato e spergiurato che le loro tasse dovevano essere assorbite dai produttori, industrie, banche e petrolieri poi si e' visto chi ha pagato.
                            Cosa per cui gli utili restano inalterati a prescindere e si tagliano i costi con riduzioni di personale se proprio, difficile, non si mantiene il livello di vendite con i prezzi maggiorati.

                            Ci proclamano un miglioramento dei dati, poi l'istat li sbugiarda insieme ad altri che contraddicono il loro interessato ottimismo.
                            è il mercato, baby hai facoltà di punire i produttori scegliendo, e i politici votando; se proprio non ti va e lo ritieni opportuno e conveniente, prendi il fucile e fai la rivoluzione;
                            sei in grado di proporre altro ?
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #134
                              Appunto, anche sbugiardarli o apprezzarli e' un metodo di premiarli o punirli.
                              Se nessuno dicesse nulla si venderebbero pure che tutti sono contenti quindi il loro agire e' sublime per cui tocca beccarli secondo le proprie possibilita.
                              E alla fine il voto o il boicottaggio sono influenzati dall'insieme di questo brusio che genera risultati diversi se esiste o non esiste e non a caso le parole uccidono piu' della spada, come non a caso la pubblicita' e' l'anima del commercio, ma pure della politica che altro non e' che un commercio di parole.

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                              • anaffettivo
                                Opinionista
                                • 02/09/08
                                • 1336

                                #135
                                Per l'enigma delle tre scatole non è necessario il calcolo combinatorio.

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